L'INDIPENDENZA DEI BOCCALONI

UN'INDIPENDENZA POSTMODERNA
di John Laughland
dal sito Lewrockwell.com
Traduzione di Gianluca Freda
Sembrava che non ci sarebbero state conseguenze immediate quando, nel 1908, l’Austria annettè
I parallelismi tra il Kosovo del 2008 e
L’Unione Europea sta per inviare in Kosovo 2.000 soldati a prendere il posto delle Nazioni Unite, che hanno governato la regione fin dal 1999. Vuole nominare una Rappresentanza Civile Internazionale che – secondo il progetto elaborato l’anno scorso dall’inviato delle Nazioni Unite, Martti Ahtisaari – sarà in Kosovo l’”autorità suprema”, col potere di “correggere o annullare le decisioni delle autorità pubbliche del Kosovo”. Il Kosovo avrebbe avuto molta più indipendenza alle condizioni offerte da Belgrado di quanta ne avrà adesso.
Coloro che approvano quella specie di “sovranità polivalente” e di “statalità postnazionale” che già abbiamo in UE, danno il benvenuto a questi accordi, visti come rottura del crudo decisionismo dello statalismo post-westfaliano. Ma queste finzioni sono in realtà sempre allestite dalle innumerevoli realtà del potere più bieco. Ci sono 16.000 uomini della Nato in Kosovo e non hanno nessuna intenzione di tornarsene a casa; anzi, proprio ora stanno per ricevere un incremento di 1.000 militari inviati dall’Inghilterra. Loro, e non l’esercito del Kosovo, saranno responsabili per la sicurezza interna ed esterna della provincia.
Il Kosovo ospita anche una grande base militare americana, Camp Bondsteel, vicino Urosevac: una mini Guantanamo che è solo una dell’arcipelago di basi militari americane in Europa Orientale, nei Balcani e in Asia Centrale. Ecco perché il primo ministro serbo, Vojislav Kostunica, nel suo discorso di domenica, ha attaccato specificamente gli Stati Uniti per la proclamazione d’indipendenza del Kosovo, affermando che essa è la dimostrazione che “gli Stati Uniti sono pronti a ridicolizzare l’ordine internazionale, con la violenza e l’assenza di scrupoli, al solo scopo di perseguire i propri interessi militari”.
Per simbolizzare il proprio status di ultimo arrivato nella colonia Euro-Atlantica, il Kosovo ha scelto una bandiera modellata su quella della Bosnia-Erzegovina: lo stesso oro dell’UE, le stesse stelle su sfondo blu. Perché anche
Proprio come avvenuto per
Questa tragica situazione è resa possibile dalla fatale scissione, propria di ogni interventismo, tra potere e responsabilità. La comunità internazionale ha orchestrato minuziosamente ogni aspetto dello sbriciolamento della Jugoslavia, fin da quando l’UE gestì l’accordo di Brioni a pochi giorni dall’inizio della guerra in Slovenia, nel luglio 1991. Ma ha sempre addossato le responsabilità agli abitanti del luogo. Anche oggi, il nuovo governo del Kosovo sarà controllato dai suoi padroni internazionali, i quali però non accetteranno alcuna responsabilità per i loro fallimenti. Preferiscono governare da dietro le quinte, nella pericolosa – e senza dubbio deliberata – discrepanza tra apparenza e realtà.
Vota questo post






Ultimi commenti