ALLARMI PREVENTIVI
by Gianluca Freda (27/03/2007 - 04:33)

OPERATION BITE – Il 6 aprile attacco a sorpresa all’Iran
di Webster G. Tarpley
dal sito alaskafreepress.com/msgboard/board/1122
Traduzione di Gianluca Freda
Il lungamente atteso attacco militare americano all’Iran è ora in programma per la prima settimana di aprile, per la precisione alle 4 di notte del 6 aprile, il venerdì prima del weekend di Pasqua. Questo è quanto scrive il noto giornalista russo Andrei Uglanov sul settimanale moscovita "Argumenty Nedeli". Uglanov cita come fonte esperti militari vicini al Comando Generale russo.
L’attacco, secondo Uglanov, dovrebbe durare dodici ore, dalle 4 di notte alle 16.00 pomeridiane ora locale. Il venerdì in Iran è un giorno festivo. Nel corso dell’attacco, denominato Operation Bite, verranno bombardati circa 20 bersagli; la lista include installazioni per l’arricchimento dell’uranio, centri di ricerca e laboratori.
Il primo reattore dell’impianto nucleare di Bushehr, dove sono al lavoro anche ingegneri russi, verrà probabilmente risparmiato dalla distruzione. I piani di attacco USA prevedono l’indebolimento del sistema di attacco aereo iraniano, l’affondamento di numerose navi da guerra iraniane nel Golfo Persico e la completa distruzione dei principali quartieri generali delle forze armate iraniane.
Gli attacchi partiranno da numerose basi, compresa l’isola Diego Garcia nell’Oceano Indiano. A Diego Garcia sono attualmente dislocati i bombardieri B-52, equipaggiati con missili da difesa. Parteciperà all’attacco aereo anche l’aviazione navale statunitense, partendo dalle portaerei di stanza nel Golfo Persico e dalla Sesta Flotta dislocata nel Mediterraneo. Altri missili da crociera verranno lanciati da sottomarini di stanza nell’Oceano Indiano e al largo della penisola arabica. L’obiettivo è quello di riportare indietro di diversi anni il programma nucleare iraniano, scrive Uglanov, il cui articolo è stato diffuso dalla RIA-Novosti in diverse lingue alcuni giorni fa, ma a quanto pare non in inglese. La storia è ormai tema di discussione su molti blog italiani e tedeschi, ma pare che finora sia stata ignorata dai siti americani.
Gli osservatori commentano che questo dispaccio rappresenta una fuga di notizie orchestrata agli alti livelli del Cremlino, un autentico avviso di guerra, proveniente dalle formidabili risorse dei servizi d’intelligence russi e meritevole della massima attenzione da parte delle forze per la pace di tutto il mondo.
Richiesto dalla RIA-Novosti di commentare l’articolo di Uglanov, il Generale in pensione Leonid Ivashov ha confermato i suoi contenuti di massima in un’intervista del 21 marzo scorso: “Non ho dubbi che vi sarà un’operazione, o per meglio dire un’azione violenta contro l’Iran”. Ivashov, che è stato consigliere di Putin in diverse occasioni, è oggi vicepresidente dell’Accademia Moscovita di Scienze Geopolitiche.
Ivashov ha attribuito importanza decisiva alla decisione presa dalla leadership dei Democratici americani alla Camera dei Rappresentanti di stralciare dal recente provvedimento sul finanziamento supplementare delle missioni in Iraq un emendamento che avrebbe imposto a Bush di presentarsi al Congresso prima di lanciare un attacco contro l’Iran. Ivashov ha sottolineato che l’emendamento è stato eliminato su pressione dell’AIPAC, la lobby che rappresenta l’estrema destra israeliana, e del ministro degli esteri israeliano Tsipi Livni.
“Ne abbiamo tratto l’incontrovertibile conclusione che questa operazione avrà luogo”, ha detto Ivashov. Secondo lui i piani statunitensi non prevedono un attacco di terra. “Molto probabilmente non vi sarà un attacco di terra, ma attacchi aerei piuttosto massicci con l’obiettivo di annichilire la capacità di resistenza militare dell’Iran, i suoi centri amministrativi, i settori strategici dell’economia e possibilmente anche la leadership politica iraniana, o almeno parte di essa”, ha continuato.
Ivashov ha affermato che non è da escludere che il Pentagono utilizzi armi nucleari tattiche contro bersagli dell’industria nucleare iraniana. Questi attacchi potrebbero paralizzare la vita quotidiana, creare panico nella popolazione e in generale creare un’atmosfera di caos e incertezza in tutto l’Iran, ha detto Ivashov alla RIA-Novosti. “Questo innescherà una lotta per il potere all’interno dell’Iran, dopodiché verrà inviata una delegazione di pace con lo scopo di instaurare a Teheran un governo filoamericano”, ha proseguito Ivashov. Uno degli obiettivi americani è, a suo avviso, quello di dare nuova linfa all’immagine dell’amministrazione Repubblicana, che potrebbe così vantarsi di aver distrutto il programma nucleare iraniano.
Tra gli altri effetti, il generale Ivashov ha sottolineato la possibilità di dividere l’Iran con criteri simili a quelli usati in Iraq e la conseguente suddivisione del Vicino e Medio Oriente in regioni più piccole. “Questo sistema ha funzionato bene per loro nei Balcani e ora verrà applicato al più vasto Medio Oriente”, ha commentato.
“Mosca deve sfruttare l’influenza russa per richiedere una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per impedire gli attuali preparativi per un impiego illegale della forza contro l’Iran e la distruzione dei princìpi su cui è fondato lo statuto delle Nazioni Unite”, ha detto il enerale Ivashov. “In quest’ottica la Russia potrebbe cooperare con Cina, Francia e gli altri membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza. Ci serve un’azione preventiva per scongiurare l’utilizzo della forza”, ha concluso.
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