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OBAMA: UNA NEMESI PER ISRAELE?

by Gianluca Freda (06/07/2009 - 17:17)

IL PARTITO PER IL LINCIAGGIO DI OBAMA

di Israel Shamir

dal sito www.israelshamir.net

traduzione di Gianluca Freda

 

La luna di miele che il presidente Barack Obama aveva trascorso con i media dal giorno del suo insediamento è finita all’improvviso, subito dopo il discorso del Cairo. Dopo la sua promessa di far pace con il mondo islamico, in un attimo il salvatore dell’America, l’uomo che aveva detto Yes, We Can, si è ritrovato sempre più solo, assediato da un’inverosimile coalizione di sionisti, pazzoidi di sinistra e razzisti di destra.

Barack Obama è diventato la rovina degli ebrei d’Israele, ha scritto su The Forward l’ebreo Nathan Jeffai. Solo il 6% degli ebrei d’Israele considera filoisraeliane le sue posizioni, mentre più del 50% lo considera filopalestinese e circa il 30% lo considera neutrale. Questo presidente è letale tanto per Israele quanto per il mondo libero, ha esclamato Melanie Phillips, editorialista sionista inglese dagli occhi luccicanti. Obama, ha scritto la Phillips, sta distruggendo “la sicurezza non solo di Israele ma del mondo intero a causa della sua imprudente distensione con l’Iran”. “Ha boicottato attivamente i democratici iraniani... Obama ha deciso che l’America può vivere con un Iran nucleare. Il che lascia Israele appeso lì ad asciugare”. Ci sono centinaia, anzi, migliaia di articoli di questo genere, che attaccano il presidente per aver cercato di interrompere i soprusi di Israele contro la Palestina. Trasformano l’uomo che ha ricevuto quasi l’80% del voto ebraico in un mostro nero assetato di sangue ebraico.

L’odio della Lobby Israeliana verso il presidente è diventato un nuovo tabù, di cui non si deve mai parlare ma che viene accettato in silenzio; proprio come le pressioni israeliane per la guerra in Iraq e per il bombardamento dell’Iran. In un breve video girato da Max Blumenthal, alcuni giovani ebrei americani in visita in Israele parlano con odio feroce del loro nuovo presidente. Questo video ha aperto un ristretto spiraglio sul punto di vista ancor più ristretto degli ebrei che detestano Obama. In brevissimo tempo, lo spiraglio è stato richiuso e le prove distrutte. Provate a cliccare sul link qui sopra, se volete: non ci troverete nessun video. Youtube lo ha rimosso per “violazione dei termini d’uso” (ma c’è un link alternativo non ancora scoperto dalla squadra Ricerca-e-Distruggi dell’AIPAC) [Il video è quello che ho pubblicato e sottotitolato qui sopra, ma ho l’impressione che su Youtube durerà poco, NdT]. Una voce autorevole e piuttosto americana come quella dell’Huffington Post ha anch’essa rimosso il video, affermando che esso non avrebbe “nessun valore informativo”. Richard Silverstein si meraviglia che “per certi siti liberali postare materiale troppo imbarazzante per Israele non è kosher, nemmeno se sono gli stessi israeliani o gli ebrei a creare l’imbarazzo”.

I neocon hanno attaccato Obama a causa della sua posizione sull’Iran. Quando il presidente ha rifiutato di esercitare pressioni e non ha tentato di delegittimare il governo iraniano, Paul Wolfowitz, l’uomo dietro la guerra in Iraq, ha personalmente domandato altro sangue.

Comunque, il potere davvero terrificante della Lobby sta nella sua capacità di mobilitare masse di persone dai punti di vista notevolmente diversi e di guidarle verso un unico obiettivo. Dopo che la Lobby ha iniziato a chiedere sangue, certi articolisti di sinistra e i nostri media di internet si sono uniti con gioia al Partito per il Linciaggio di Obama.

William Blum non è un neocon come Wolfowitz o come Caroline Glick, ma un acceso critico dell’Impero Americano. Come un bel po’ di altri ebrei americani, Blum ha paragonato Obama ad Adolf Hitler. Blum non è altrettanto duro con Israele. Non paragonerebbe mai i sionisti a Hitler. “Anziché impelagarsi nella discussione su chi (Israele o i palestinesi) abbia iniziato questo disastro”, scrive Blum, come se si trattasse di una questione oscura, va sottolineato che “non è in gioco l’esistenza di Israele”, e Blum si interroga sul lascito degli “idealistici pionieri del Sionismo”. Ma Obama, per Blum, è come Hitler, perché... anche Hitler aveva fatto un discorso a favore della pace e contro la guerra (!?). Per LaRouche, invece, Obama è come Hitler per altre folli ragioni. La pazza ala mancina della Lobby ha di solito ragioni tutte sue, molto peculiari, per essere contro i nemici degli ebrei, ma il finale è sempre lo stesso, come accade per il gagliardo gruppo femminile repubblicano.

Blum esemplifica il tipico bastonatore di Obama di sinistra. A costoro non interessa che Obama sia sostenuto da Fidel Castro e Hugo Chavez. Essi ignorano la voce di Patrick Seale, decano dei giornalisti del Medio Oriente e amico degli Assad siriani, che è rimasto del tutto soddisfatto dalle proposte di Obama. Loro sono di gran lunga più radicali.

Si lamentano che Obama non si sia esplicitamente complimentato con Ahmadinejad e non lo abbia sostenuto. Si lagnano che egli non abbia eliminato in un mese tutto ciò che è stato fatto negli ultimi cento anni. Si lamentano perché non ha tolto di mezzo chiunque avesse ricoperto ruoli di rilievo nell’amministrazione Clinton. Si lamentano perché gli USA non si sono uniti all’Iran e alla Corea del Nord nell’Asse del Male. Si lamentano perché Obama non ha messo l’intero staff della Goldman Sachs in una prigione di massima sicurezza, accanto a Bernie Madoff.

Il Partito per il Linciaggio di Obama non prova nemmeno a essere obiettivo: qualunque storia può essere presentata con un fuorviante titolo anti-Obama. La nostra amica Cynthia McKinney, splendida ex congressista e candidata alla presidenza per il Green Party, si è unita all’associazione Free Gaza nel tentativo di spezzare l’assedio imposto a Gaza da Israele. Si è trattato di un gesto nobile e coraggioso, anche se, ahimé, destinato al fallimento: come prevedibile, alcuni pirati di Stato israeliani hanno sequestrato la loro nave in acque internazionali e hanno fatto prigioniera la McKinney subito prima di deportarla. La storia è stata accuratamente narrata dal movimento Free Gaza, ma in seguito è stato ripreso da alcuni siti amici con un titolo falso e fuorviante: “Il Dipartimento di Stato di Obama interviene per bloccare il viaggio umanitario di Free Gaza” (potete leggerlo qui e qui, ad esempio). Il titolo non è stato fornito da Free Gaza, come può sembrare. In realtà, il Dipartimento di Stato americano NON E’ AFFATTO INTERVENUTO. L’ala sinistra della Lobby è riuscita a infangare Obama, anche se il Dipartimento di Stato è guidato in realtà dalla signora Clinton, che Obama non può ancora scavalcare, come molte altre persone. Altri ignari agenti della Lobby hanno riproposto la stessa storia con un altro titolo: “Obama dà l’OK alla pirateria di Israele”. Non c’è nulla nel testo di Paul Craig Roberts che consenta o giustifichi un titolo del genere.

I bastonatori di Obama si domandano perché egli non abbia inviato la Sesta Flotta per interrompere l’assedio di Gaza, e perché i Navy Seals non abbiano protetto Cynthia McKinney, concludendone che il presidente ha “tradito” sia Cynthia che Gaza. Potrebbero invece fare attenzione al fatto che i media americani non hanno dedicato il minimo spazio al viaggio di Free Gaza. I Signori delle Chiacchiere, i padroni dei media, le reti televisive sono colpevoli, non il presidente.

Governare è l’arte del possibile, l’arte del compromesso. Chi governa ha bisogno di consenso e il consenso non si costruisce se i media sono ostili. I principali media americani sono posseduti e manovrati da ebrei e hanno le proprie linee rosse. I politici che se lo dimenticano, rischiano l’impeachment o l’assassinio. Quando il presidente J. F. Kennedy cercò di bloccare e smantellare il Progetto Dimona, venne assassinato, e la sua carica fu ricoperta da Lyndon B. Johnson, devoto sionista, che permise a Israele di costruire il suo arsenale nucleare e di aggredire la USS Liberty. Se Obama inviasse la Flotta, verrebbe assassinato, e il suo posto verrebbe preso dal suo vicepresidente ultrasionista, Joe Biden. Quel che è peggio, il pubblico americano non comprenderebbe mai le sue intenzioni. L’ostilità dell’apparato mediatico non gli consentirebbe di essere capito.

Obama ha dei limiti intrinseci: senza Biden come valvola di sicurezza, non gli sarebbe mai stato consentito di vincere. Senza Axelrod e Rahm non gli sarebbe stato permesso governare. Queste limitazioni sono il diretto risultato del fatto che l’America, negli ultimi 50 anni, è stata formata, educata e guidata dalle sue elite ebraiche predominanti. La maggioranza degli americani è filoisraeliana e filoebraica. Questo può cambiare, ma probabilmente non così in fretta né in modo così drastico come ad alcuni piacerebbe. Non c’è solo il Congresso ad essere devoto alla causa ebraica: diverse generazioni di americani sono state tirate su con il lavaggio del cervello fornito da Hollywood, con le favole sull’Olocausto e con l’adorazione per Israele. Parlando contro gli insediamenti, Obama si è già avvicinato molto alla linea rossa che nessun leader americano può varcare se non a suo grave rischio. Potrebbe fare di più, e dovrebbe essere incentivato a fare di più, ma dovrebbero essere la Lobby e i suoi signori dei media a subire gli attacchi, non il presidente.

Dovremmo stare più attenti alle distorsioni create dai candidati al linciaggio di Obama. Il colpo di Stato in Honduras è stato presentato come “Il primo colpo di Stato di Obama” da molti siti che si sono bevuti questa mancina menzogna cripto-sionista. In realtà Obama ha condannato immediatamente il colpo di Stato. La nostra amica ed esperta di America Latina, Maria Poumier, ha scritto un pungente articolo intitolato Obama non ha invaso l’Honduras:

“Il golpe in Honduras è fallito grazie ad Obama. Questo è il punto di vista di Fidel Castro e di Chavez. Il golpe era stato pianificato dalla Lobby sionista, dai neocon di Miami, che volevano gettare la colpa su Obama... ma Chavez e Fidel [la signora Poumier è in contatto con entrambi] hanno accolto con entusiasmo la “chavizzazione di Obama”. Un analista cubano interpreta gli eventi in Honduras come “un segno della perdita di controllo da parte di un Impero Americano in declino”. Dopo il fallimento della guerra civile radio-controllata in Iran, dovuto in parte alla freddezza e al rifiuto di collaborare da parte di Obama, questa è una nuova disfatta per i falchi, quindi gioiamo pure del nostro successo”.

Maria Poumier ammette che “La libertà di azione di Obama è molto limitata. Né la CIA né il Pentagono vogliono obbedirgli. I sionisti interni al Partito Democratico vogliono manovrarlo. Ma hanno fatto male i loro calcoli. Obama non è materia grezza per i loro piani... Obama potrebbe governare come un sovrano per diritto divino, appoggiato dai popoli del mondo intero, e lui lo sa bene. E’ incerto tra due possibili ruoli: essere lo Chavez o l’Ahmadinejad del nord, o rispettare il ruolo previsto per lui nel canovaccio originale, il ruolo di strumento aggiornato del malvagio impero. Un re può essere un buon re solo se il popolo lo sostiene e lo sospinge nella giusta direzione. Ma non riuscirà a ottenere nulla se gli intellettuali riescono nell’intento di fargli nemico il popolo”.

Io sono preoccupato per il fatto che la Lobby sia riuscita ad attivare così tante forze contro Obama. I più aperti nemici degli ebrei sono anch’essi saltati sul carro. Non solo contano degli infiltrati tra le loro fila, essi sono anche facili da manipolare. Gli basta un riferimento a Rahm Emanuel per unirsi agli attacchi della Lobby contro il presidente. Diffondono malevole barzellette su come Rahm manovri Obama ed enumerano con gioia tutti gli ebrei presenti nell’amministrazione. Una volta ho visto attivare lo stesso modus operandi contro Vladimir Putin. Il presidente russo era sotto feroce attacco per aver mandato in esilio o in carcere gli oligarchi ebrei, e allo stesso tempo gli agenti della Lobby diffondevano fotografie di Putin in kippà e facevano l’elenco degli ebrei presenti nella sua amministrazione. L’idea è quella di distruggere la fiducia del popolo nel presidente, sia egli Putin o Obama.

Putin e Obama devono incontrarsi questa settimana. Potrebbero confrontare gli appunti: come sopravvivere agli attacchi della Lobby; e Putin, che non è il più brillante tra i due, potrebbe offrire comunque degli ottimi consigli. Putin ha vinto strappando i mass media dalle grinfie degli oligarchi. Essi hanno perso le loro stazioni TV e dopo averle perse non hanno più rappresentato un pericolo. Possiedono ancora i loro giornali locali e sono ostili a Putin come sempre, ma senza la TV non possono più ipnotizzare l’uomo-massa.

Lo stesso consiglio potrebbe dargli Chavez: è grazie alla sua TV satellitare TELESUR che i golpisti dell’Honduras non sono riusciti ad ottenere riconoscimento internazionale. Adesso Chavez ha intenzione di togliere i media ai loro ostili padroni. Questo bisognerebbe farlo anche negli USA. Dopo tutto, la libertà d’informazione non deve essere necessariamente di proprietà ebraica!

“No, non parteciperò alla lapidazione di Obama”, conclude Maria Poumier, e io approvo la sua decisione: neanch’io prenderò parte al linciaggio. Mi trovo d’accordo con l’amico Gilad Atzmon, che ha scritto:

“Il presidente Obama sembra capire ciò che sta succedendo. Comprende l’umiliazione, conosce la fame di Gaza. Il fatto che si sia permesso di accostare l’Olocausto a Gaza dimostra che egli è un milione di anni più avanti della maggioranza degli organizzatori di campagne di solidarietà per la Palestina, i quali sono riluttanti ad avventurarsi in questa necessaria equazione per paura di offendere questo o quell’ebreo.

Il presidente ha ancora molta strada da fare. Eppure il presidente Obama ha compiuto un grande passo nei giorni scorsi. Ora sta guidando l’America verso l’umanitarismo. Egli reclama l’ideologia americana della libertà. Io saluto quest’uomo, saluto il suo grande intelletto, saluto la sua umanità. Sono felice di ammettere che Dio ha davvero benedetto l’America. Ma qualcuno dovrà prendersi attenta cura della salute del suo presidente. Egli ha nemici feroci e inesorabili là fuori. E per quanto ne sappiamo, non è gente che si fermi col rosso!”.

I nemici di Obama sono invero una quantità, dai razzisti fuori di testa che non sopportano di essere governati da un nero, ai sionisti, i quali temono che Obama possa intraprendere una rotta autonoma, ai radicali pazzoidi di sinistra e di destra. Dovremmo cercare di fermarli, non andarci ad aggiungere al loro numero.

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