SMANTELLARE ISRAELE

IL VECCHIO TESTAMENTO E IL GENOCIDIO DI GAZA
di Gilad Atzmon
dal sito Palestine Think Tank
traduzione di Gianluca Freda
“Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada”.
(Levitico, 26, 7-9)
“Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni...tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia”.
(Deuteronomio, 7, 1-2)
“...non lascerai in vita alcun essere che respiri... ma li voterai allo sterminio... come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare”.
(Deuteronomio, 20, 16)
Non vi è dubbio, fra gli studiosi della Bibbia, che
Per quanto devastante possa essere, la saturazione della Bibbia ebraica di frasi che parlano di violenza e sterminio contro altre persone potrebbe essere utile a fare un po’ di luce sul terrificante sterminio in corso in questo momento a Gaza per mano dello Stato Ebraico. Sotto gli occhi di tutti,
E’ piuttosto interessante il fatto che Israele veda se stesso come uno stato laico. Ehud Barak non è esattamente qualificato come rabbino e Tzipi Livni non è certo la moglie di un rabbino. Di conseguenza, siamo autorizzati a ritenere che non sia, in realtà, l’ebraismo in sé che trasforma i politici e i capi militari israeliani in criminali di guerra. Inoltre, i primi sionisti erano convinti che all’interno di una patria stabile, gli ebrei sarebbero diventati “un popolo simile a tutti gli altri popoli”, cioè etico e civile. Da questo punto di vista, la realtà israeliana è piuttosto peculiare. Gli ebrei laici avranno anche abbandonato il loro Dio, molti di loro non seguono la legge ebraica, sono ampiamente laici, eppure, a livello collettivo, interpretano egualmente la propria identità ebraica come una missione genocida. Sono riusciti a trasformare
Alcune voci assai sporadiche all’interno della sinistra ebraica insistono col dirci che l’essere ebrei non corrisponde necessariamente ad un’innata pulsione all’assassinio. Tendo a credere che essi stessi considerino le proprie parole genuine e veritiere. Ma allora ci si potrebbe chiedere che cosa sia che rende lo Stato ebraico di una brutalità senza paragoni. La verità su questo argomento è piuttosto triste. Per quanto ne sappiamo, il sionismo è l’unica organizzazione politica e ideologica ebraica a carattere laico e, come si vede, essa ha dimostrato ancora una volta questa settimana di avere il genocidio nel sangue.
In riferimento al genocidio, la differenza tra giudaismo e sionismo può essere illustrata nel modo seguente: mentre il contesto biblico giudaico pullula di riferimenti al genocidio, compiuto di solito nel nome di Dio, nel contesto sionista gli ebrei ammazzano i palestinesi nel nome di se stessi, cioè del “popolo ebraico”. Questo è stato, in fondo, il grande successo della rivoluzione sionista. L’avere insegnato agli ebrei a credere in se stessi. A credere nello Stato Ebraico. Il Dio dell’israeliano è il Dio d’Israele. Di conseguenza, l’israeliano uccide nel nome della “sua sicurezza”, nel nome della “sua democrazia”. Gli israeliani massacrano nel nome della loro “guerra al terrorismo” e nel nome della “loro America”. Sembra che nello Stato Ebraico l’ebraismo si trasformi in omicidio di massa non appena trova un nome a cui associarsi.
Questo non lascia molto spazio alle teorie. Lo Stato ebraico è la più terribile minaccia all’umanità e alla nostra stessa nozione di umanesimo. Il Cristianesimo, l’Islam e l’umanesimo hanno cercato di emendare il fondamentalismo tribale degli ebrei e di rimpiazzarlo con un’etica universale. L’Illuminismo, il liberalismo e l’emancipazione hanno permesso agli ebrei di redimere se stessi dai loro antichi connotati di supremazia tribale. A partire dalla metà del 19° secolo, molti ebrei erano riusciti a spezzare le proprie catene culturali e tribali. Tragicamente, il sionismo ha fatto in modo di riportarli nella stessa situazione. In questo momento, Israele e il sionismo sono l’unica voce organizzata che gli ebrei abbiano a disposizione.
Gli ultimi dodici giorni di spietata offensiva contro la popolazione civile palestinese non lasciano più spazio a dubbi. Israele è il pericolo più grave per la pace nel mondo. E’ chiaro che nel 1947 le nazioni hanno commesso un tragico errore consentendo ad un’identità volubile e dalle connotazioni razziste di costituirsi in uno stato nazionale. In ogni caso, il dovere delle nazioni è ora quello di smantellare pacificamente quello stato prima che sia troppo tardi. Dobbiamo farlo, prima che lo Stato Ebraico e le sue potenti lobby sparse per il mondo riescano a spingerci in una guerra globale nel “nome” di una delle loro banali ideologie populiste (democrazia, guerra al terrorismo, scontro di civiltà e così via). Dobbiamo svegliarci ora, prima che il nostro solo e unico pianeta si trasformi in un calderone di odio ribollente.
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