BRAVE NEW WORLD

CONOSCI IL TUO NEMICO
di Paul Hein
dal sito Lew Rockwell
traduzione di Gianluca Freda
Nella parabola, il maestro non si meravigliò quando i suoi servitori gli riferirono che in mezzo al grano erano cresciute le erbacce. Lui sapeva di aver seminato solo semi buoni. “Questa è opera del nemico”, dichiarò, e naturalmente aveva ragione.
Oggi la nostra società è piena di erbacce. Avete comprato della benzina di recente? O del cibo, specialmente il riso? Quanto vale la vostra casa? Riesce a mantenere il suo valore? Avete fatto un viaggio in aereo di recente? Potete fumare nella vostra taverna preferita?
Venite fotografati quando andate in banca, al supermercato, ai grandi magazzini? La signora di Bombay che vi aiuta a installare il vostro modem vuole forse conoscere il vostro numero di previdenza sociale? Ai vostri figli viene proibito di recitare preghiere a scuola? Potete essere arrestati per aver detto qualcosa che offende un gruppo etnico di minoranza? Se avete una casa in affitto, riuscite a distinguere la solvibilità di un inquilino rispetto ad un altro?
Non meravigliatevi: tutto questo è opera di un nemico. Non si tratta solo dell’avidità delle compagnie petrolifere, o dell’inefficienza dei produttori di generi alimentari o del fatto che il proprietario della vostra taverna sia preoccupato per la salute dei suoi avventori. Qui c’è un sistema all’opera: una serie di misure organizzate e interconnesse elaborate da un nemico.
Il nemico è astuto. Non va in giro ad abbaiare ordini. Raramente sentirete la sua voce e quando ciò accadrà sarà sempre una voce dolce e ben modulata. La sua preoccupazione dichiarata, la sua preoccupazione maggiore, è sempre quella del benessere vostro e dei vostri figli. Ovviamente il vostro benessere è a rischio se l’ambiente non viene curato e tutelato! Non preoccupatevi; ci penserà lui a fare questo per voi. Anzi, è quasi un miracolo che il mondo sia sopravvissuto così a lungo senza la sua guida. Mettetevi nelle sue mani e rilassatevi.
Egli è lo Stato o un’istituzione dello Stato. E’ lo Stato, capite, che ha il potere di realizzare tutte queste belle cose. Non tutte le cose belle, comunque, vi sono visibili. Alcune vi vengono tenute nascoste, per il vostro bene. Il fine ultimo, come è stato apertamente dichiarato, è l’eliminazione dei confini artificiali e la creazione di un’unica unione mondiale di nazioni, con un corrispondente governo unico mondiale di sovrani illuminati (ovviamente!) che lavorino per il bene di TUTTA l’umanità! E’ un’idea da mozzare il fiato: il bene politico supremo, ma i suoi benefici potrebbero essere difficili da comprendere per l’uomo della strada, perciò esso si presenta in modo indiretto: attraverso la preoccupazione per l’ambiente, per la disponibilità di petrolio, per i tassi di scambio, ecc. E non dimentichiamo i trattati che scavalcano le norme costituzionali.
Quest’idea diventerà realtà più rapidamente se tutti gli uomini vengono posti più o meno sullo stesso piano, al medesimo “livello di gioco”. Unire nazioni ricche a nazioni povere potrebbe non far piacere ai ricchi, che nella loro limitatezza prospettica potrebbero sentirsi come frutti maturi pronti per essere colti. Inoltre, le persone più intelligenti potrebbero rendersi conto di avere ben poca necessità di un simile governo. Dunque, per creare il “livello di gioco” comune, lo standard di vita dei “ricchi” deve essere ridotto. Siamo testimoni di questo processo. A chi ci rivolgeremo quando la benzina sarà così costosa che viaggiare diventerà pressoché impensabile? Che cosa faremo quando arriverà la penuria di generi alimentari? Quando ciò che resta dei nostri risparmi perderà il suo potere d’acquisto, chi potrà darci sollievo?
Lo Stato è pronto ad affrontare tutti questi problemi! Certo, la storia ci insegna che quando lo Stato affronta un problema finisce sempre per aggravarlo, ma ciò avviene solo a causa dell’inesperienza e della mancanza di fondi. O almeno questo è ciò che lo Stato vuol farvi credere. Aggiungere altro denaro e nuovo personale porterà efficienza e prosperità, benché non necessariamente nel corso della nostra vita o di quella dei nostri nipoti. Queste cose richiedono tempo, e noi dobbiamo essere pronti al sacrificio per trasformarle in realtà.
Lo Stato, comunque, non è la forza principale che ci conduce verso questo mondo nuovo. Dietro lo Stato, e da esso nascosta, si trova la forza sociale più importante, l’éminence grise: il potere bancario. Le banche creano denaro dal nulla e vi caricano sopra gli interessi. Per ripagarle è necessario contrarre altri prestiti. Lo Stato è quello che si fa fare i prestiti più grossi, ma finché paga gli interessi il debito principale non ha bisogno di essere ripagato. E’ questa la ricompensa data allo Stato per aver legittimato questo abominio. Non c’è nulla di nuovo in questo sistema e possiamo imparare dal passato che esso porta inevitabilmente al fallimento.
Quando le banche iniziarono a creare denaro su vasta scala, alcune banche incrementarono i propri depositi (cioè i prestiti ricevuti) più rapidamente di altre. Se i correntisti di quella banca iniziavano a dubitare della sua solvibilità, potevano recarsi in banca con le loro note di credito e chiedere la restituzione del denaro. Questa era la cosiddetta “corsa alle banche” e serviva a rivelare la disonestà del banchiere che aveva rilasciato ricevute o note di credito per denaro che non possedeva. Con l’avvento della Federal Reserve la “corsa alle banche” divenne un capitolo dei libri di storia, perché non esisteva più nulla a cui correre. Le banche non dovevano più temere l’insolvenza, perché erano TUTTE insolventi. Trattavano tutte le stesse note di credito e neanche una di esse era redimibile. Problema risolto: almeno per il momento.
Ora i polli si stanno dirigendo verso il girarrosto. Un sistema che non può esistere senza la continua richiesta di prestiti non può che fallire quando il costo dei prestiti diventa semplicemente troppo alto. Quando sentiamo i funzionari della Federal Reserve che parlano di recessione, teniamo gli occhi aperti!
Ah, ma la ripresa potrebbe essere dietro l’angolo. Se il dollaro crolla, potremmo rimpiazzarlo, ad esempio, con l’Amero. Quando/se anche l’Amero crollerà, c’è sempre l’euro, che l’Unione Nordamericana di Canada, Messico e Stati Uniti potrebbe adottare quando si aggregherà all’Unione Europea. Una valuta può crollare solo rispetto a un’altra valuta. Una valuta unica, dunque, sarà impossibilitata a crollare, proprio come l’insolvenza cessa di esistere quando non esiste più la solvibilità.
Con un unico governo mondiale e un’unica valuta, avremo raggiunto il Nirvana o l’Utopia. Tutti i problemi che ci angosciano si dissolveranno nella storia ed entreremo in una luminosa Nuova Era.
Lo credete davvero? O tutto questo è opera di un nemico? Le erbacce ci arrivano già fino ai fianchi, e crescono in fretta.
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