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    IL GRANDE GIARDINIERE

    di Gianluca Freda (27/04/2008 - 15:54)

    “Il più grande complotto mai esistito è sempre stato nel fatto che non esiste nessun complotto. Nessuno ce l’ha con voi. A nessuno importa un tubo se vivete o morite. Ecco, vi sentite meglio adesso?”
    (Dennis Miller)

    “I media, ben lungi dall’essere una cospirazione per attenuare la consapevolezza politica delle persone, possono essere visti come una cospirazione per nascondere la reale entità dell’indifferenza politica.”
    (David Riesman)

    “Ora che possiamo controllare la meteorologia, creare terremoti e onde di marea e sfruttare tutto questo come arma di guerra, ci serve un trattato.”
    (Claiborne Pell, senatore e membro del Comitato d’Intelligence del Senato USA, citato da The Providence Journal Bulletin, 1975). 
     

    Da bambino lessi un racconto di fantascienza di cui non ricordo più il titolo né l’autore. Nel racconto, la Terra era stata invasa da una razza di alieni giganteschi, alti più di un chilometro. Dopo lo sconcerto iniziale, i terrestri si erano abituati agli invasori, figure di altezza smisurata che camminavano sopra le loro città come se nemmeno esistessero. Gli alieni sembravano non notare l’esistenza dei terrestri e delle loro opere, non più di quanto un uomo potrebbe notare l’esistenza di una colonia di microbi o di parassiti. Il loro muoversi tra gli umani non produceva crolli, né devastazioni: semplicemente, ogni volta che i loro piedi calpestavano edifici e luoghi abitati, sulla zona si vedeva stendersi, per qualche istante, una grande ombra, che svaniva non appena l’alieno si allontanava. Dopo un po’ gli umani avevano imparato a non fare più caso agli invasori, considerandoli parte del paesaggio. Esisteva un ristretto gruppo di umani che continuava, imperterrito e inascoltato, a lanciare l’allarme, a mettere in guardia contro il pericolo rappresentato dai giganti. Tutto inutile. La stragrande maggioranza dell’umanità era troppo impegnata a badare alle proprie faccende per ascoltare questi folli deliri complottisti. Il complotto camminava di fronte a loro, alto più di un chilometro e piuttosto visibile, ma c’era chi sosteneva che i giganti erano sempre esistiti e il mondo era sempre andato così, dunque perché preoccuparsi?

    Un bel giorno gli alieni iniziano a irrorare l’atmosfera con una specie di gas. Gli anticomplottisti a oltranza dicono che non c’è motivo di allarmarsi, i giganti stanno solo spruzzando aromi per rendere l’aria più profumata. Il racconto si conclude con il dialogo tra due terrestri, anticomplottisti e razionali, che osservano i giganti da lontano, continuando a prendersi cura dei propri giardini fioriti.

    “E’ profumo quello che stai spruzzando sulle tue rose, Jim?”.

    “No. E’ DDT contro i parassiti. Perché?”.

    Questo racconto mi è tornato in mente qualche giorno fa, mentre osservavo il cielo primaverile sopra la mia città riempirsi nuovamente di scie chimiche. Avete presente le scie chimiche? Quelle che “preoccupano solo i complottisti che credono agli alieni e ai rettiliani”. Quelle che non esistono, oppure, a scelta, “sono sempre esistite, perché il cielo è sempre stato così”. Quelle che servono a “concimare i campi”, anche quando si vedono comparire sopra le metropoli. Quelle che “ma dài, sono solo nuvole”. Quelle delle quali – come sostiene Luca Mercalli, il metereologo parruccone visibile nel filmato qui sopra – non bisogna discutere per non andare fuori tema o perché “ci sono anche altri che devono parlare”. Quelle che non esistono e se per caso esistessero “ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi”. Quelle che se una cosa è visibile ma non spiegabile va considerata semplicemente inesistente. Quelle che tutti vedono, ma non allarmano nessuno, perché se i media non ne parlano vuol dire che non sono pericolose.

    Del resto, perché dovrebbero esserlo?

    Non è forse profumo quello che ogni buon giardiniere spruzza sulle proprie rose?

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