IL GRANDE GIARDINIERE
“Il più grande complotto mai esistito è sempre stato nel fatto che non esiste nessun complotto. Nessuno ce l’ha con voi. A nessuno importa un tubo se vivete o morite. Ecco, vi sentite meglio adesso?”
(Dennis Miller)
“I media, ben lungi dall’essere una cospirazione per attenuare la consapevolezza politica delle persone, possono essere visti come una cospirazione per nascondere la reale entità dell’indifferenza politica.”
(David Riesman)
“Ora che possiamo controllare la meteorologia, creare terremoti e onde di marea e sfruttare tutto questo come arma di guerra, ci serve un trattato.”
(Claiborne Pell, senatore e membro del Comitato d’Intelligence del Senato USA, citato da The Providence Journal Bulletin, 1975).
Da bambino lessi un racconto di fantascienza di cui non ricordo più il titolo né l’autore. Nel racconto,
Un bel giorno gli alieni iniziano a irrorare l’atmosfera con una specie di gas. Gli anticomplottisti a oltranza dicono che non c’è motivo di allarmarsi, i giganti stanno solo spruzzando aromi per rendere l’aria più profumata. Il racconto si conclude con il dialogo tra due terrestri, anticomplottisti e razionali, che osservano i giganti da lontano, continuando a prendersi cura dei propri giardini fioriti.
“E’ profumo quello che stai spruzzando sulle tue rose, Jim?”.
“No. E’ DDT contro i parassiti. Perché?”.
Questo racconto mi è tornato in mente qualche giorno fa, mentre osservavo il cielo primaverile sopra la mia città riempirsi nuovamente di scie chimiche. Avete presente le scie chimiche? Quelle che “preoccupano solo i complottisti che credono agli alieni e ai rettiliani”. Quelle che non esistono, oppure, a scelta, “sono sempre esistite, perché il cielo è sempre stato così”. Quelle che servono a “concimare i campi”, anche quando si vedono comparire sopra le metropoli. Quelle che “ma dài, sono solo nuvole”. Quelle delle quali – come sostiene Luca Mercalli, il metereologo parruccone visibile nel filmato qui sopra – non bisogna discutere per non andare fuori tema o perché “ci sono anche altri che devono parlare”. Quelle che non esistono e se per caso esistessero “ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi”. Quelle che se una cosa è visibile ma non spiegabile va considerata semplicemente inesistente. Quelle che tutti vedono, ma non allarmano nessuno, perché se i media non ne parlano vuol dire che non sono pericolose.
Del resto, perché dovrebbero esserlo?
Non è forse profumo quello che ogni buon giardiniere spruzza sulle proprie rose?
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