RIDATECI IL MURO

di William Blum
dal sito Counterpunch
Traduzione di Gianluca Freda
Attendiamo che tra qualche settimana i media occidentali accendano le loro macchine di propaganda per commemorare il 20° anniversario del crollo del muro di Berlino, avvenuto il 9 novembre 1989. Tutti i cliché della Guerra Fredda che narrano del “Mondo Libero contro
Innanzitutto, prima che il muro venisse costruito, migliaia di tedeschi dell’est facevano i pendolari per lavorare in occidente e tornavano all’est la sera. E’ quindi evidente che non venivano trattenuti all’est contro la loro volontà. Il muro fu costruito essenzialmente per due ragioni:
L’Occidente stava mettendo a soqquadro
Nel corso degli anni ’50 gli artefici americani della Guerra Fredda che operavano nella Germania Occidentale misero in atto una feroce campagna di sabotaggio e sovversione contro
Fu un’attività rimarchevole. Gli Stati Uniti e i loro agenti utilizzarono esplosivi, incendi dolosi, cortocircuiti ed altri metodi per danneggiare le centrali elettriche, i cantieri navali, i canali, i porti, gli edifici pubblici, le stazioni di rifornimento, i trasporti pubblici, i ponti, ecc.; fecero deragliare i treni merci, ferendo gravemente molti lavoratori; diedero fuoco a 12 vagoni di un treno merci e distrussero i sistemi ad aria compressa di molti altri; si servirono di acidi per danneggiare macchinari di vitale importanza nelle fabbriche; misero della sabbia nelle turbine di una fabbrica, costringendola a sospendere l’attività; incendiarono una fabbrica di laterizi; fecero propaganda a favore di un rallentamento del lavoro nelle fabbriche; uccisero, avvelenandole, 7000 mucche di una cooperativa casearia; aggiunsero scaglie di sapone al latte in polvere destinato alle scuole della Germania Est; alcuni di essi, quando vennero arrestati, furono trovati in possesso di notevoli quantità di cantharidin, con cui progettavano di fabbricare sigarette velenose per uccidere figure dirigenziali della Germania Est; fecero esplodere bombe a gas per disperdere i partecipanti alle riunioni politiche; tentarono di far fallire il Festival Mondiale della Gioventù di Berlino Est inviando inviti fasulli, false promesse di pensione gratuita, falsi avvisi di cancellazione, ecc; perpetrarono aggressioni contro i partecipanti con esplosivi, bombe incendiarie e attrezzi per forare le gomme delle automobili; stamparono e distribuirono enormi quantità di tessere alimentari per generare confusione, penuria e risentimento; inviarono false notifiche fiscali e altre direttive e documenti pseudo-governativi per alimentare la disorganizzazione e l’inefficienza all’interno delle fabbriche e dei sindacati... tutto questo e molto altro. (Vedere Killing Hope, p. 400, nota 8, per la lista delle fonti e l’elenco dettagliato delle attività di sovversione e sabotaggio).
Per tutti gli anni ’50 i tedeschi dell’est e l’Unione Sovietica presentarono ripetute lamentele agli ex alleati occidentali e alle Nazioni Unite riguardo specifiche attività di spionaggio e sabotaggio e domandarono la chiusura delle agenzie della Germania Occidentale che ritenevano responsabili di questi atti, delle quali fornirono nomi e indirizzi. Ma le loro rimostranze caddero nel vuoto. Inevitabilmente, i tedeschi dell’est iniziarono a limitare gli ingressi nel paese ai cittadini occidentali.
Non dimentichiamo che
Nel 1999 USA Today riportava: “Quando crollò il muro di Berlino, i tedeschi dell’est immaginavano una vita di libertà in cui vi fosse abbondanza di beni di consumo e un termine ai sacrifici. Dieci anni dopo, un significativo 51% afferma che si era più felici all’epoca del comunismo”. (USA Today, 11 ottobre 1999, p. 1).
Più o meno nello stesso periodo nasceva un nuovo proverbio russo: “Tutto ciò che i comunisti dicevano del comunismo era una menzogna, ma tutto ciò che dicevano del capitalismo si è rivelato essere la verità”.





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