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<updated>Mon, 16 Nov 2009 23:18:12 +0100</updated>
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<updated>2009-10-28T02:27:00Z</updated>
<published>2009-10-28T02:27:00Z</published>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">TUTTO SOMMATO SONO UN AUTENTICO EBREO SIONISTA<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">di Gilad Atzmon</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">dal sito di <a href="http://www.gilad.co.uk/writings/after-all-i-am-a-proper-zionist-jew-by-gilad-atzmon.html">Gilad Atzmon</a></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">traduzione di Gianluca Freda<br /><o:p> </o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p><br /></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Sono un sopravvissuto dell&rsquo;Olocausto<o:p></o:p></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">S&igrave;, sono un sopravvissuto, poich&eacute; sono riuscito a sopravvivere a tutti gli spaventosi racconti sull&rsquo;Olocausto: quello sul sapone [1], quello sui paralumi in pelle umana, quello sui campi, sulle esecuzioni di massa, quello sul gas [2] e quello sulle marce della morte [3]. Sono riuscito a sopravvivere a tutta questa roba.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nonostante tutte queste favole volte a seminare paura, che furono appositamente inculcate nella mia anima da quando aprii gli occhi per la prima volta, sono diventato un essere umano normale e perfino di successo. In qualche modo e contro ogni probabilit&agrave; sono riuscito a sopravvivere all&rsquo;orrore. Sono riuscito anche ad amare il mio prossimo. Nonostante tutti questi indottrinamenti paurosi e traumatici, sono miracolosamente riuscito a padroneggiare il mio gioioso sassofono alto anzich&eacute; un lamentevole violino. </p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Anzi, ho gi&agrave; deciso che nel caso in cui <st1:personname w:st="on" productid="la Regina">la  Regina</st1:personname>, o qualsiasi altro membro della Famiglia Reale, dovesse prendere in considerazione l&rsquo;idea di nominarmi baronetto per i miei risultati nel campo del bebop, o per aver osato fronteggiare la barbarie sionista con la mia nuda penna, cambier&ograve; immediatamente il mio pseudonimo da Atzmon a Vive, solo per diventare il primo e unico Sir Vive [in inglese suona come <em style="">survived</em>, sopravvissuto, NdT].</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Sono assolutamente contrario alla negazione dell&rsquo;Olocausto<o:p></o:p></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Condanno in modo netto tutti coloro che negano i genocidi che stanno avendo luogo in nome dell&rsquo;Olocausto. <st1:personname w:st="on" productid="La Palestina">La  Palestina</st1:personname> &egrave; un esempio, l&rsquo;Iraq un altro e quello tenuto in serbo per l&rsquo;Iran &egrave; probabilmente troppo spaventoso da contemplare.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L&rsquo;Olocausto &egrave; una religione relativamente nuova [4]. E&rsquo; priva di piet&agrave; o di compassione e promette invece soddisfazione attraverso la vendetta. Per i suoi seguaci &egrave; in qualche modo liberatoria, perch&eacute; consente loro di punire chiunque vogliano finch&eacute; ne ricavano piacere. Ci&ograve; potrebbe spiegare perch&eacute; gli israeliani abbiano finito per punire i palestinesi per i crimini compiuti dagli europei. E&rsquo; piuttosto chiaro che questa nuova religione emergente non parla semplicemente di &ldquo;occhio per occhio&rdquo;; parla invece di un occhio per migliaia e migliaia di occhi.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Un mese fa, mentre era in visita ad Auschwitz, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha lasciato una nota nel registro ufficiale dei visitatori: &ldquo;Un Israele potente sar&agrave; allo stesso tempo sollievo e vendetta&rdquo; [5]. Nessuno sarebbe riuscito a riassumere meglio l&rsquo;aspirazione di questo culto. La religione dell&rsquo;Olocausto non offre redenzione. E&rsquo; una cruda e violenta manifestazione di bieca brutalit&agrave; collettiva. Non pu&ograve; risolvere nulla, poich&eacute; un&rsquo;aggressione non pu&ograve; che portare a nuove e nuove aggressioni. Nella religione dell&rsquo;Olocausto non c&rsquo;&egrave; posto n&eacute; per la pace n&eacute; per il perdono. Date retta a Barak, &egrave; nella vendetta che questa gente trova sollievo.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Negare il pericolo rappresentato dalla religione dell&rsquo;Olocausto e dai suoi seguaci significa essere complici di un sempre pi&ugrave; ampio crimine contro l&rsquo;umanit&agrave; e contro ogni possibile valore umano.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Sono anche un fervente sostenitore del Progetto Nazionale Ebraico<o:p></o:p></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Alcuni pensano che dopo 2000 anni di &ldquo;spettrale Diaspora&rdquo; gli ebrei abbiano diritto ad una propria &ldquo;nazione d&rsquo;appartenenza&rdquo;. A quanto pare i sionisti avevano intenzioni serie. Lo Stato Ebraico &egrave; oggi sufficientemente reale da aver trasformato l&rsquo;intero Medio Oriente in una bomba a tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Scorrere il registro dei crimini compiuti da Israele contro l&rsquo;umanit&agrave; nel corso degli ultimi sei decenni non lascia molto spazio per la speculazione. Abbiamo a che fare con una societ&agrave; sinistra e patologica. Di conseguenza, per quanto alcuni di noi possano concordare sul fatto che gli ebrei debbano poter godere di un ipoetico diritto ad un proprio stato, il pianeta Terra non &egrave; certamente il luogo ideale per una simile realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Solleciterei dunque <st1:personname w:st="on" productid="la NASA">la NASA</st1:personname> ad unirsi al progetto e a compiere sforzi particolari per trovare un idoneo pianeta alternativo che possa fungere da patria dei sionisti, nello spazio o meglio ancora in un&rsquo;altra galassia. Il Progetto Galattico Sionista implicherebbe il passaggio immediato dalla &ldquo;Terra Promessa&rdquo; al &ldquo;Pianeta Promesso&rdquo;. Sottolineerei in modo entusiastico che anzich&eacute; cercare &ldquo;una terra senza popolo per un popolo senza terra&rdquo;, ci&ograve; che dobbiamo realmente cercare &egrave; un &ldquo;pianeta solitario&rdquo;. Al limite anche &ldquo;deserto&rdquo;, visto che questa gente si vanta di saper fare fiorire i deserti. In un pianeta di loro propriet&agrave; i sionisti galattici non avrebbero pi&ugrave; bisogno di opprimere nessuno, non potrebbero pi&ugrave; compiere pulizie etniche, non dovrebbero rinchiudere le popolazioni indigene in campi di concentramento, perch&eacute; non ci sarebbero intorno popolazioni indigene da tormentare, affamare, massacrare e cancellare. Non dovrebbero pi&ugrave; lanciare fosforo bianco addosso ai loro vicini, perch&eacute; non avrebbero nessun vicino. Raccomando caldamente alla NASA di cercare un pianeta a gravit&agrave; molto bassa, affinch&eacute; alla gente sia possibile andare in giro sentendosi leggera. Dopo tutto vogliamo che i nuovi sionisti galattici possano godersi il loro futuristico progetto tanto quanto i palestinesi e molti altri si godrebbero la loro assenza. </p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Perci&ograve; eccomi qui, in fondo sono un autentico ebreo: sono un sopravvissuto, mi oppongo alla negazione dell&rsquo;Olocausto, sostengo l&rsquo;aspirazione nazionale ebraica. Neanche il rabbino capo d&rsquo;Inghilterra potrebbe chiedermi di pi&ugrave;.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><br /></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="font-size: 11pt;">1 &ndash; Recentemente riconosciuto come &ldquo;mito&rdquo; dal museo israeliano dell&rsquo;Olocausto <a href="http://isurvived.org/InTheNews/YadVashem-2NaziSoapStories.html">Yad Vashem</a>.<o:p></o:p></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="font-size: 11pt;">2 - <span style="">&nbsp;</span>Un fatto storico tutelato dalla Legge Europea.<o:p></o:p></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="font-size: 11pt;">3 &ndash; Un racconto leggermente confuso. Se ai nazisti interessava annichilire l&rsquo;intera popolazione ebraica d&rsquo;Europa, come suggerito dalle narrazioni ortodosse del sionismo sull&rsquo;Olocausto, allora &egrave; piuttosto arduo capire cosa li abbia spinti a far marciare ci&ograve; che restava dell&rsquo;ebraismo europeo verso l&rsquo;ormai distrutta madrepatria nazista in un momento in cui era chiaro che stavano perdendo la guerra. Le due narrazioni, cio&egrave; &ldquo;annichilimento&rdquo; e &ldquo;marce della morte&rdquo;, sembrano contraddirsi l&rsquo;una con l&rsquo;altra. L&rsquo;argomento necessita di ulteriore elaborazione. Posso solo suggerire che le risposte ragionevoli in cui mi sono imbattuto danneggiano gravemente la narrazione olocaustica del sionismo.<o:p></o:p></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="font-size: 11pt;">4 &ndash; Il professore di filosofia israeliano Yeshayahu Leibowitz &egrave; stato probabilmente <span style="">&nbsp;</span>il primo a definire l&rsquo;Olocausto &ldquo;nuova religione ebraica&rdquo;.<o:p></o:p></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="font-size: 11pt;">5 - <a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3790707,00.html">http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3790707,00.html</a> <span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span><o:p></o:p></span></em></p>
&nbsp;  <o:p><br /></o:p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><span style="font-size: 11pt;"><span style=""></span><span style="">&nbsp;<br /></span></span></em></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-10-25T21:20:00Z</updated>
<published>2009-10-25T21:20:00Z</published>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:personname w:st="on" productid="LA REPUBBLICA DEL"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">LA REPUBBLICA DEL</span></strong></st1:personname><strong style=""><span style="font-size: 14pt;"> LINCIAGGIO</span></strong><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">di Carlo Mattogno, 23 Ottobre 2009<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Il 22 Ottobre <st1:personname w:st="on" productid="La Repubblica"><em style="">La Repubblica</em></st1:personname> ha pubblicato un articolo di Marco Pasqua che reca il titolo, in prima pagina, <em style="">&ldquo;Il prof alla Sapienza: l&rsquo;Olocausto non esiste&rdquo;</em>, a p. 25, <em style="">&ldquo;L&rsquo;Olocausto &egrave; una leggenda&rdquo; prof negazionista, shock alla Sapienza&rdquo; </em><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/prof-olocausto/prof-olocausto.html">[1]</a>.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Un piccolo gioiello di propaganda disinformatrice e forcaiola, un piccolo detonatore creato ad arte per far esplodere la bomba mediatica con la penosa sequela di personaggi pubblici &ldquo;indignati&rdquo; che profondono le loro insulsaggini contro il malcapitato professore. Una vera <em style="">&ldquo;Informazione Corretta&rdquo;</em>, che finalmente si prende la sua vendetta contro chi metteva a nudo le sue puerili menzogne.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Bisogna anzi lodare la pazienza dei <em style="">&ldquo;Corretti Informatori&rdquo;</em>, che hanno atteso oltre due anni prima di procedere, dopo aver tentato di stroncare Caracciolo con tutto il loro raffinato repertorio di calunnie. L&rsquo;articolista mostra di averne tratto profitto: due titoli, due falsi!<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Caracciolo non ha mai detto <em style="">&ldquo;l&rsquo;Olocausto non esiste&rdquo;</em> (caso mai: <em style="">non &egrave; esistito</em>), e neppure <em style="">&ldquo;l&rsquo;Olocausto &egrave; una leggenda&rdquo;</em>. La prima sentenza &egrave; una creazione del giornalista o della redazione, la seconda &egrave; tratta dal blog di Caracciolo <em style="">Clubtiberino</em>. Nel suo articolo appare lo stralcio iniziale di un testo di Caracciolo, creato il 21 ottobre 2006, dal titolo <em style="">&ldquo;La leggenda dell&rsquo;Olocausto: riapertura di un dibattito&rdquo;</em><a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2006/10/la-leggenda-dellolocausto-riapertura.html">[2]</a>, che solo in perfetta malafede si pu&ograve; chiosare con <em style="">&ldquo;l&rsquo;Olocausto &egrave; una leggenda&rdquo;</em>. Testo diretto, guarda caso, contro i <em style="">&ldquo;Corretti Informatori&rdquo;</em>!<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Caracciolo vi spiega in modo inequivocabile sia il significato del titolo, sia la sua posizione:<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style="">&laquo;Il tema del &ldquo;cosiddetto Olocausto&rdquo; era per me poco pi&ugrave; di una curiosit&agrave; intellettuale, ma dopo gli incredibili attentati alle libert&agrave; democratiche a proposito del caso teramano, che &egrave; soltanto un fatto di provincia, diventa per me un obbligo morale conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che &egrave; stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby.<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style="">Per l&rsquo;uso dell&rsquo;espressione &ldquo;cosiddetto Olocausto&rdquo; posso rinviare allo storico ebreo Sion Segre Amar, ma i miei iniziali ed autonomi intendimenti non erano di &ldquo;negare&rdquo; alcunch&eacute;: sulla semplice espressione linguistica si &egrave; costruita un&rsquo;incredibile polemica da caccia alle streghe finita su uno dei maggiori quotidiani d&rsquo;Italia!<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style="">Le mie espressioni esprimevano soltanto l&rsquo;incomprensibilit&agrave; linguistica e storica di un termine a valenza religiosa e la mia riluttanza e fastidio ad utilizzarlo per definire un semplice &ldquo;sterminio&rdquo; di popolazioni, ammesso che vi sia stato. Non immaginavo le reazioni che avrei scatenato. Invece &ldquo;leggenda&rdquo; vuole alludere ad un misto di verit&agrave; confuso con falsit&agrave; e soprattutto strumentalizzazioni. Potrei anche usare l&rsquo;espressione &ldquo;mito&rdquo; nel senso soreliano. Infatti, non mi pare dubbio che sull&rsquo;Olocausto il neo stato d&rsquo;Israele abbia inteso fabbricare il suo mito fondativo. Ed i miti, si sa, non bisogna toccarli e disturbarli&raquo;.<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Evidentemente per certa gente il <em style="">dubbio</em> &egrave; gi&agrave; <em style="">negazione</em>, come per i <em style="">&ldquo;Corretti Informatori&rdquo;</em> qualunque dubbio sulla politica israeliana &egrave; un intollerabile atto di antisemitismo.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">In tale contesto, l&rsquo;espressione <em style="">&ldquo;La leggenda dell&rsquo;Olocausto&rdquo;</em> &egrave; una evidente provocazione <em style="">pour &eacute;pater les Correcteurs.<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nell&rsquo;articolo di Pasqua appare anche una mia fotografia con questa didascalia: &ldquo;Carlo Mattogno. &Egrave; il massimo esponente italiano della corrente: nega che vi siano state azioni naziste per sterminare ebrei e zingari&rdquo;. Questo mio accostamento al prof. Caracciolo non &egrave; semplicemente &ldquo;ideologico&rdquo;, come vorrebbe dare ad intendere l&rsquo;articolista. Coerentemente coll&rsquo;impegno espresso due anni or sono di &laquo;conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che &egrave; stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby&raquo;, il prof. Caracciolo ha infatti ospitato nel suo blog alcuni miei scritti. I pi&ugrave; importanti sono questi:<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/01/carlo-mattogno-raul-hilberg-e-i-centri.html">Raul Hilberg e i &laquo;centri di sterminio&raquo; nazionalsocialisti. Fonti e metodologia</a><o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="">&nbsp;</span>(<a href="http://vho.org/aaargh/fran/livres8/CMhilberg.pdf">QUI</a> in PDF)<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Una serrata critica storico-metodologica del &ldquo;classico&rdquo; per eccellenza della letteratura olocaustica.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza">&laquo;L&rsquo;irritante questione&raquo; delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad&hellip; Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty. Edizione riveduta, corretta e aggiornata</a><o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="">&nbsp;</span>(<a href="http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf">QUI</a> in PDF)<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Risposta alle favole storiche di questa specialista in fiabe.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza">&laquo;La verit&agrave; sulle camere a gas&raquo;? Considerazioni storiche sulla &laquo;testimonianza unica&raquo; di Shlomo Venezia</a><o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="">&nbsp;</span>(<a href="http://www.aaargh.com.mx/fran/livres8/CMVENEZIA.pdf">QUI</a> in PDF)<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Anatomia di una pretesa &ldquo;testimonianza unica&rdquo; su Auschwitz.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#mtdiciannove">I &ldquo;nuovi&rdquo; documenti su Auschwitz di Bild.DE: Una bufala gigantesca.</a></em> 12 Novembre 2008.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="">&nbsp;</span>(<a href="http://www.aaargh.codoh.info/fran/livres9/MattognoBild.pdf">QUI</a> in PDF)<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">La storia farsesca di &ldquo;nuovi&rdquo; documenti su Auschwitz gi&agrave; noti vent&rsquo;anni fa e reinterpretati in modo ingannevole.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/carlo-mattogno-netanyahu-allonu.html">Netanyahu all&rsquo;ONU</a><o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L&rsquo;olocausto visto da Netanyahu (povero olocausto!)<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nel contesto attuale, merita un rilievo particolare l&rsquo;articolo <em style=""><a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-la-repubblica-della.html">La &ldquo;Repubblica&rdquo; della disinformazione</a></em>,<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">nel quale ho gi&agrave; dato ampiamente conto dell&rsquo;arroganza e dell&rsquo;ignoranza di questo giornale sulla tematica olocaustica.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ci&ograve; che si rimprovera al prof. Caracciolo, pi&ugrave; ancora di aver pubblicato questi scritti, &egrave; di averli letti e di non avervi trovato traccia di quei &laquo;folli principi&raquo; di cui sproloquia gente che a stento ne ha letto i titoli.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ci&ograve; non significa che egli sia un &ldquo;negazionista&rdquo;: &egrave; solo una persona onesta che si batte per la libert&agrave; di espressione.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Se la redazione de <st1:personname w:st="on" productid="La Repubblica"><em style="">La Repubblica</em></st1:personname> &egrave; tanto certa che le tesi revisionistiche siano folli, lo dimostri sul piano storiografico. Metto in campo un buon oggetto per la sua indagine: il mio recente studio di 715 pagine <em style="">Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli &ldquo;indizi criminali&rdquo; di Jean-Claude Pressac e sulla &ldquo;convergenza di prove&rdquo; di Robert Jan van Pelt</em>. (Effepi, Genova, 2009).<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ecco un&rsquo;ottima occasione per verificare se questi fieri propugnatori della realt&agrave; storica dell&rsquo;olocausto sono persone serie e credibili oppure degli emeriti buffoni.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Carlo Mattogno, 23 ottobre 2009.</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-10-25T20:53:00Z</updated>
<published>2009-10-25T20:53:00Z</published>
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<title type="html"><![CDATA[ GIOVANNA CANZANO INTERVISTA ANTONIO CARACCIOLO  ]]></title>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 1 </strong>- <em style="">Antonio Caracciolo da filosofo del diritto come considera ed inquadra la libert&agrave; di opinione e di ricerca?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; Alla luce di mie personali esperienze di questi giorni, la libert&agrave; di pensiero non deve essere in nessun modo confusa con la libert&agrave; di stampa. Anzi, possiamo ormai acclarare, nelle condizioni concretamente date, che libert&agrave; di pensiero e libert&agrave; di stampa siano termini antitetici. E mi spiego meglio. <st1:personname w:st="on" productid="La Repubblica">La Repubblica</st1:personname> (il quotidiano Ndr) &egrave; una propriet&agrave; privata di non importa chi. &Egrave; in mano ad uno staff di giornalisti, inquadrati in un albo che inibisce di poter scrivere o dirigere nuove testate a chi giornalista non sia. Ma non basta. Occorre poi chiedersi chi umanamente siano questi giornalisti. Non hanno certo tutti la stessa deontologia. Possono scrivere su di noi quel che vogliono, presentarci nel modo che vogliono e c&rsquo;&egrave; poco da fare. Non credo nella cultura e nell&rsquo;efficacia della querela. Insomma, loro sono l&lsquo;opinione pubblicata di qualche giornalista che si spaccia per opinione pubblica di tutti. Non mi allargo, perch&egrave; ammetto di essere un poco stanco. Per libert&agrave; di pensiero io intendo la libert&agrave; di chiunque e, in sommo grado, la libert&agrave; dell&rsquo;analfabeta, di chi non ha ancora chiare nelle sue testa le idee. Il pensiero non &egrave; un prodotto finito, &egrave; un processo, un farsi, un divenire, una ricerca continua se non del vero (che &egrave; attivit&agrave; dei filosofi), perlomeno di una compiuta consapevolezza del proprio essere, della propria identit&agrave;. &Egrave; un processo fisiologico che ognuno di noi attraversa nel corso della sua vita. Se questo processo fisiologico viene bloccato con tutto un sistema sofisticato di marchingegni, i danni che riceviamo sono incalcolabili. Il sistema attuale dell&rsquo;informazione - con le leggi sempre pi&ugrave; liberticide che lo regolano - uccide la nostra autonoma capacit&agrave; di pensiero. Attraverso processi subliminali ci vengono conculcati pregiudizi e valori contro cui occorre poi combattere. E qui mi fermo. Il punto di osservazione da cui tento di collocarmi, &egrave; quello di un uomo dei tempi di Augusto che vede gi&agrave; i segni del declino e della cacciata degli dei antichi ed il sorgere del tipo giudaico, cristiano o addirittura giudaico-cristiano, come problematicamente si vuol dire. Quando si dibatte di radici &ldquo;giudaico-cristiane&rdquo; dell&rsquo;Europa, a me sorge spontaneo: ed io, dove sono? C&rsquo;&egrave; spazio per me, per i miei valori, per i miei d&egrave;i? Per gli antichi, <st1:personname w:st="on" productid="la Libertà">la Libert&agrave;</st1:personname> era una dea, e cos&igrave; pure il pensiero, in forma di Ragione impersonata dalla dea Minerva.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 2 </strong>&ndash; <em style="">Come mai, lei, un filosofo del diritto, &egrave; interessato alla difesa della libert&agrave; di espressione? In modo particolare, nei confronti delle organizzazioni sioniste italiane che, in questo momento, cercano di perseguitarlo?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; &Egrave; di questi giorni una dichiarazione del &ldquo;rabbino&rdquo; Pacifici che invita apertamente ad introdurre in Italia le leggi gi&ugrave; vigenti in Germania, per le quali io, secondo lui, sarei gi&agrave; dovuto essere in galera per ci&ograve; che lui mi attribuisce di pensare. Non credo che si dia data troppo la pena di sapere cosa io effettivamente penso. Gli basta solo sapere che non sono un filo-israeliano e/o un filo-sionista. Di non essere un &ldquo;antisemita&rdquo; l&rsquo;avr&ograve; detto un&rsquo;infinit&agrave; di volte, ma poco serve, quando si &egrave; ormai oggetto di attacchi calcolati. Mi stanno mettendo alla gogna, in quanto &ldquo;negatore&rdquo; di non si sa bene che cosa, e giocano su singole parole di cui non si danno neppure la briga di leggere, nel vocabolario, cosa esattamente significhino, n&eacute; di verificare l&rsquo;accezione che io ne avevo dato. Stante l&rsquo;odierna divisione del lavoro scientifico, ad uno storico competerebbe tutta la materia relativa ai campi di concentramento: cosa di cui, io, non mi occupo professionalmente, e su cui non ho mie specifiche conoscenze e competenze. Rientra, invece, perfettamente nella mia competenza di filosofo del diritto, tutta la problematica connessa alla libert&agrave; di pensiero e di ricerca. Direi che nessun&rsquo;altra disciplina pu&ograve;, con maggior diritto, rivendicare questa problematica. Quanto poi, io personalmente, sia bravo nel trattarla, &egrave; altra secondaria questione. Mi pare, per&ograve;, che nessuno se ne occupi come sto facendo io: cio&egrave;, non in impenetrabili e astruse trattazione accademiche, ma gridando ai cittadini: attenti! Vi stanno privando della vostra libert&agrave; pi&ugrave; preziosa, base di tutte le altre.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 3 </strong>- <em style="">Perch&eacute;, secondo lei, il diritto alla libera opinione &egrave; essenziale all'interno di una qualunque societ&agrave; civile?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; Non esiste la mia libert&agrave; di pensiero, se non esiste anche la libert&agrave; di pensiero di chi la pensa in modo radicalmente diverso da me. Il pensiero nasce dal pensiero ed &egrave; spesso interazione e contrapposizione ad un altro pensiero. Esistono purtroppo &ldquo;scorie&rdquo;, come insulti, cattiverie, colpi bassi, ecc., che non possono avere legittimit&agrave; e che riguardano pi&ugrave; la sfera della emotivit&agrave; che non quella del pensiero, in una realt&agrave; dell&rsquo;essere umano che non si pu&ograve; immaginare a &ldquo;compartimenti stagni&rdquo;. Ma la loro condanna ed eventuali loro sanzioni debbono essere sempre assai contenute in modo da non uccidere, ovvero rendere impossibile il pensiero. Io penso come sanzione massima ad un biasimo morale senza conseguenze carcerarie e pecuniarie. Ma dovremmo trovarci in una societ&agrave; ideale. In ogni caso, la sanzione pu&ograve; riguardare solo la violazione della persona (parlare di corna e cornuti, vita sessuale, andare a puttane, etc.) e GIAMMAI valutazioni di carattere generale su periodi e fatti storici o dottrine e sistemi filosofici. Altrimenti si ritorna all&rsquo;epoca delle professione di fede, quando al singolo sotto tortura si chiedeva di abbracciare o abiurare una determinata fede. In Germania, mi pare che siamo ritornati agli anni pi&ugrave; bui dell&lsquo;Inquisizione.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 4 </strong>&ndash; <em style="">Se tutti hanno ufficialmente diritto alla propria opinione, come mai, poi, questo diritto viene rispettato soltanto a favore di chi si allinea sull&rsquo;opinione dominante?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; La forma di potere dominante che si spaccia per democrazia, richiede una fascia di consenso, ma anzich&eacute; essere libero, questo consenso, viene prodotto e manipolato tramite i canali mediatici ed il controllo della carta stampata rigida. Abbiamo, a parole, tutti gli stessi diritti e, sempre a parole, siamo tutti uguali, ma poi, io, ho pi&ugrave; diritti e sono pi&ugrave; eguale di te. Quando si dice regime, l&rsquo;uso linguistico indica ormai qualcosa di molto negativo, in pratica una forma di oppressione che nasconde le sua forme e si presenta, addirittura, come sistema della libert&agrave; e della democrazia. L&rsquo;altro giorno, in una registrazione risalente non so a quale epoca, ho sentito Pannella dire che lui, in questo regime, rifiuterebbe una nomina di senatore a vita, che io, peraltro, non avrei difficolt&agrave; a riconoscergli come ben meritata. Mi chiedo, per&ograve;, se lui e la sua &ldquo;banda&rdquo; radicale si rendano conto o meno di essere parte integrante di questo regime.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 5 </strong>- <em style="">Lei, in quanto filosofo del diritto, come considera la volont&agrave; di certe forze politiche e culturali nazionali di introdurre anche in Italia delle leggi che rimettono fondamentalmente in discussione gli articoli 21 e 33 della nostra Costituzione? E di conseguenza, anche il dibattito storico?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; Contro questo rinnovato tentativo &egrave; basato tutto il mio impegno politico da quando sceso in campo, uscendo fuori dalla mia sfera privata, dove non mi trovavo male. E quando dico libert&agrave; di pensiero e di espressione, intendo qualcosa che non ha nulla a che fare con la libert&agrave; della carta stampata, che &egrave; anzi nemica della libert&agrave; di pensiero. Non &egrave;, la mia, una lotta elitaria che possa interessare ristrette fasce di persone, ma la vivo come un aspetto fondante di una Liberazione e di costruzione di una democrazia diretta dei cittadini, come pare vi sia stata nelle antiche citt&agrave; greche. Purtroppo, esiste &ndash; mi sembra &ndash; una scarsa consapevolezza da parte dei cittadini sull&rsquo;importanza fondamentale del diritto alla libert&agrave; di pensiero e ricerca. I cittadini nella stragrande maggioranza sono interessati a problemi di vitto e alloggio, e non hanno il tempo di pensare al &ldquo;regno dei cieli&rdquo;: cio&egrave;, alla filosofia. Su questa scarsa vigilanza dei cittadini, i politici trovano facile svendere questo genere di diritti. Ecco, dunque, che si affaccia il &ldquo;rabbino&rdquo; Pacifici che dice: come in Germania! Nel generale disprezzo di tutti i partiti politici, il trasversalismo delle lobbies riesce a condizionare l&rsquo;intero parlamento, su interessi corporativi a danno di tutti gli altri cittadini. Stiamo vivendo questo momento. Ci sveglieremo, un bel mattino, e scopriremo che non potremo pi&ugrave; dirci l&rsquo;un l&rsquo;altro neppure &ldquo;Buon giorno&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 6 </strong>- <em style="">Secondo lei, la legge Mancino &egrave; in contrasto o meno con gli articoli 21 e 33 della nostra Costituzione? E se &egrave; in contrasto, per quale ragione?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; La legge Mancino ha una sua precisa genesi che occorebbe studiare e divulgare. Concettualmente, trovo quanto di pi&ugrave; assurdo immaginare che per legge si possa proibire l&rsquo;odio e imporre l&rsquo;amore del prossimo. Al massimo, si sar&agrave; imposta l&rsquo;ipocrisia di Stato. Si vanifica l&rsquo;idea stessa della legge, quando si pretende, con essa, di disciplinare cose le sfuggono. Si pu&ograve; certo punire l&rsquo;omicidio, ma &egrave; impossibile intervenire su un odio lungamente covato che pu&ograve; condurre ad un omicidio. Non ci riesce neppure Dio. Non posso credere, ci riesca Mancino che ha dato il nome alla legge, ma che esprimeva evidentemente gli interessi di quanti quella legge hanno patrocinato. Dato poi il carattere di astrattezza e generalit&agrave; che una legge deve avere, quella legge pensata per produrre determinati effetti e colpire determinati gruppi, si presta a scopi diversi da quelli originari, certamente non commendevoli. Questa legge diventa facilmente un pretesto per colpire avversari politici e gruppi minoritari che si vogliono contrastare. Ci vuole poco a pretendere che un discorso di lecito dissenso politico, venga fatto passare per incitamento all&rsquo;odio. In questo senso, la legge Mancino confligge con gli art. 21 e 33, il cui ambito si cerca di restringere sempre pi&ugrave;.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 7 </strong>- <em style="">Si dice che <st1:personname w:st="on" productid="la Costituzione">la  Costituzione</st1:personname> europea &ndash; che tra non molto dovrebbe entrare in vigore ed introdurre in tutti i Paesi dell&rsquo;Unione una serie di garanzie costituzionali &ndash; preveda ugualmente la generalizzazione di un certo numero &ldquo;leggi liberticide&rdquo;, come quelle che gi&agrave; esistono in Francia, in Germania, in Austria, in Svizzera, ecc. Un filosofo del diritto, come considera questa eventuale possibilit&agrave;?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; L&rsquo;Europa che tutti volevamo, o almeno di cui io ero sempre stato entusiasta, si sta rivelando una cosa assai brutta. Per la sfera economica, ricordo la previsione di un mio professore, Giuseppe Palomba, che nel 1976, diceva al riguardo: non fatevi illusioni! I poveri saranno pi&ugrave; poveri e i ricchi pi&ugrave; ricchi. Ma, anche la sfera dei nostri diritti di libert&agrave; sembra pure gravemente minacciata. Erano gi&agrave; stati fatti, negli anni passati, tentativi di estendere a tutti i paesi comunitari le pessime leggi tedesche, francesi... Unificazione sul peggio. Ed il tutto, senza che neppure ce ne accorgiamo, come non ci accorgiamo che l&rsquo;Europa &egrave; ormai anche formalmente un dominio americano. Oscuri potentissimi burocrati producono una trasformazione silenziosa, al riparo di occhi e orecchie indiscrete. Quanto per fare una citazione, rinvio ad un libro di qualche anno fa: Paye, La fine dello stato di diritto. Temo che, da allora, le cose siano ancora peggiorate. &Egrave; vano aspettarsi dalla carta stampata la conoscenza di questi processi in atto. Appena appena, grazie alla Rete, si potrebbe saperne qualcosa, in un sistema di comunicazione orizzontale, come appunto <st1:personname w:st="on" productid="la Rete">la Rete</st1:personname>, ma eccolo che la vogliono portare &ldquo;sotto controllo&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">Canzano 8</strong> - <em style="">Quando <st1:personname w:st="on" productid="la Storia">la Storia</st1:personname> diventa una religione, addirittura imposta per legge, che valore potrebbe avere la legge, per un filosofo del diritto?<o:p></o:p></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style="">CARACCIOLO</strong> &ndash; La legge si trasforma in uno di quei manuali che nel Medioevo servivano per disciplinare il processo alle streghe e alla loro condanna al rogo. Diventer&agrave; impossibile anche una interpretazione filosofica della storia ed il filosofo, se vuol continuare a vivere, si dovr&agrave; trasformare nel ministro di un nuovo culto.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">26 ottobre 2009</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><a href="mailto:giovanna.canzano@email.it">giovanna.canzano@email.it</a> <o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">338.3275925</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-10-22T20:34:00Z</updated>
<published>2009-10-22T20:34:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Morire per delle idee va bene, ma di morte lenta&rdquo;<o:p></o:p></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">(Fabrizio De Andr&egrave;)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tantissimi anni fa mi trovavo su una strada di Milano, a notte fonda. Stavo dirigendomi a piedi verso la stazione centrale, per prendere il treno che doveva riportarmi a casa. Passando accanto a una villetta con il cancello aperto udii all&rsquo;improvviso un ringhio e un abbaiare convulso e vidi venirmi incontro due enormi mastini, che il padrone aveva dimenticato di legare. Rimasi immobile, paralizzato dal terrore. Il che si rivel&ograve; una scelta felice, sebbene compiuta per panico e non per calcolo. I cani mi furono addosso in un battibaleno e mi scaraventarono a terra. Erano piuttosto robusti e nervosi. Uno mi azzann&ograve; la manica del giubbotto, mancandomi il braccio per un soffio, e inizi&ograve; a tirarla verso di s&eacute; ringhiando di rabbia. L&rsquo;altro mi mise le zampacce sul petto, digrignandomi in faccia certi dentoni scintillanti. Io ero immobile come un sasso e credo di non essere mai stato cos&igrave; calmo in tutta la mia vita. Non c&rsquo;&egrave; nulla al mondo che sappia trasformarti in uno yogi indiano quanto il terrore puro. Dopo un periodo che non saprei quantificare in secondi o minuti, i due cani si stufarono. Non era eccitante prendersela con un avversario tramutatosi inaspettatamente in pezzo di legno e con i suoi accessori. Smisero di abbaiare, si allontanarono in silenzio e rientrarono nel giardino della villetta, tornando alle occupazioni consuete. Da questa esperienza imparai due cose importanti: a portare sempre giubbotti larghi e imbottiti; a trattare con i cani da guardia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Prima o poi i cani capitano nella vita di ogni uomo, in forma di carcassa digrignante o di escremento sotto le suole. Leggo che <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/reazioni-prof-nega/reazioni-prof-nega.html">sono capitati</a> anche ad <a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/">Antonio Caracciolo</a>, in entrambe le forme, come spesso avviene. Caracciolo gestisce una trentina di blog, tra i pi&ugrave; interessanti e coraggiosi sul web, pi&ugrave; una mailing list a cui sono iscritto. Si occupa spesso di sionismo, di olo-truffa (la bufala dell&rsquo;olocausto ebraico), della politica genocida di Israele e della censura dell&rsquo;informazione attraverso la quale la discussione su tali argomenti viene impedita, demonizzata e distorta. E&rsquo; un personaggio piuttosto in vista, essendo docente di Filosofia del Diritto alla Sapienza di Roma. Mi meraviglio che i mastini del potere e della sua mitologia fondante ci abbiano messo cos&igrave; tanto ad uscire strepitando dal recinto per saltargli addosso; tanto pi&ugrave; che Caracciolo &egrave; persona pacata, prudente, estremamente documentato nelle argomentazioni e razionale nell&rsquo;esposizione. La vittima ideale per un branco di cani da guardia, insomma.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nell&rsquo;esprimere a Caracciolo tutta la mia ovvia solidariet&agrave; e nel sottolineare altres&igrave;, pi&ugrave; ancora che lo schifo, la noia che suscitano ormai in me questi periodici latrati dei mastini di <em style="">Repubblica</em> e dell&rsquo;establishment filosionista contro qualunque passante che guardi con sufficienza al loro giardinetto di menzogne, mi permetto di fornire qualche utile consiglio a tutti coloro che dovessero ritrovarsi, in un momento o nell&rsquo;altro della vita, i dentacci di queste orride creature a pochi centimetri dalla gola. Non a Caracciolo, ovviamente: egli &egrave; pi&ugrave; vecchio, pi&ugrave; colto e pi&ugrave; esperto di me e sa gi&agrave; benissimo come comportarsi in questi frangenti. Mi rivolgo a tutti coloro che, crogiolandosi in fantasie, ahim&eacute;, infondate di libert&agrave; di ricerca e d&rsquo;espressione, dovessero scoprire all&rsquo;improvviso, con stupefatto sconcerto, uno dei giardinetti incustoditi in cui gli apologeti della Religione Storica Costituita allevano i loro dobermann.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">1) Non siate e non mostratevi sorpresi. Se bazzicate la notte del potere, se vi muovete in prossimit&agrave; dei suoi orti concimati a sterco e cadaveri, l&rsquo;incontro con un cane da guardia &egrave; la cosa pi&ugrave; ovvia che possa capitarvi. Non c&rsquo;&egrave; da allibire, n&eacute; da indignarsi. E&rsquo; la normale meccanica delle cose, da che mondo &egrave; mondo. Un padrone danaroso fornisce ai suoi cani mediatici succulenti ossicini e ne ottiene in cambio fedelt&agrave; e protezione. Sarebbe sorprendente, al contrario, non fare mai di questi incontri. Siate preparati e attrezzati per l&rsquo;occasione. Per &ldquo;attrezzati&rdquo; intendo attrezzati psicologicamente, non legalmente. <span style="">&nbsp;</span>Lasciate perdere le lezioni di autodifesa. Sono completamente inutili e potenzialmente autolesive.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">2) Restate immobili. Evitate le difese legali, le reazioni a mezzo stampa o blog, le querele, le richieste di risarcimento morale. Non serve a niente, tanto i mastini della Religione Storica Costituita sono pi&ugrave; forti e feroci di voi. Ogni movimento, anche disaccorto, non far&agrave; altro che eccitare le belve. Tenete presente che non sono l&igrave; per uccidervi: sono l&igrave; per dimostrare al loro padrone che le costose frattaglie di cui egli riempie la loro scodella non sono un investimento sprecato. Neanche il padrone vi vuole morti, se pu&ograve; evitarlo: ripulire e dare spiegazioni sarebbe un&rsquo;enorme seccatura. Vuole solo che stiate lontani dal suo giardino e dagli scheletri che custodisce; e vuole insegnare ad altri a starne lontani. Fategli credere di essere indifesi. Avete davanti tutta la vita per sistemare i conti con lui e le sue bestiacce.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">3) Evitate di coinvolgere altri passanti. Non sprecate tempo, denaro ed energie a chiamare in aiuto la societ&agrave; civile e i suoi miti fasulli di libert&agrave; di pensiero, democrazia, diritto d&rsquo;informazione. Non c&rsquo;&egrave; nessuna societ&agrave; civile. Ci siete solo voi e un branco di cagnacci ringhianti affamati delle vostre viscere, in una strada buia e deserta. Ogni invocazione d&rsquo;aiuto vi indebolir&agrave;, ogni urlo sar&agrave; un invito ad affondare i denti per ripristinare il silenzio. Nessuno verr&agrave; a soccorrervi, perch&eacute; a nessuno piace rischiare invano la pelle. Ne sa qualcosa Sylvia Stoltz, avvocatessa di <a href="http://blogghete.blog.dada.net/post/1207078626/IL+LASCITO+DI+HORST+MAHLER">Horst Mahler</a>, anche lui avvocato. Mahler &egrave; stato condannato al carcere in Germania per aver difeso in tribunale Frank Rennicke, accusato di &ldquo;negazione dell&rsquo;olocausto&rdquo; (cio&egrave; di aver espresso liberamente le proprie opinioni sulla mitologia assurda del potere). <st1:personname productid="La Stoltz" w:st="on">La  Stoltz</st1:personname> &egrave; finita a sua volta in carcere per aver difeso Mahler. Non offrite ai cani da guardia altre prede. Restate calmi e razionali. E&rsquo; il raziocinio che fa la differenza fra un essere umano e un giornalista di <em style="">Repubblica</em> qualunque. <span style="">&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">4) Pensate ad altro. Pu&ograve; sembrare facile da dire quando gli incisivi dei cani sono lontani, ma in realt&agrave; &egrave; un atteggiamento che viene quasi spontaneo in situazioni di autentico pericolo di vita. Quando la buccia &egrave; a rischio, la mente vaga con sorprendente spontaneit&agrave; verso il cappotto da ritirare in lavanderia, verso il biglietto del treno maggiorato da pagare al controllore, verso il bonifico per l&rsquo;affitto da versare. All&rsquo;improvviso vi torna alla memoria il nome del biografo di Pavese che non riuscivate a ricordare durante la lezione di ieri, e vi congratulate con voi stessi per le condizioni ancora discrete delle vostre facolt&agrave; mnemoniche. Questa capacit&agrave; della mente umana di vedere e quasi toccare con mano il futuro quando il futuro sembra una strada sbarrata potrebbe ricondursi ad interessanti considerazioni filosofico-quantistiche che non &egrave; qui il caso di esaminare. Basti in questa sede enunciare il seguente teorema, rimandando ad altra sede la dimostrazione: nessun cane orwelliano pu&ograve; togliervi la vita e il futuro, se non ve li togliete da soli. Dunque pensate alla vita e al futuro e lasciate che le bestie sveglino tutto il quartiere coi loro latrati. Sono solo un incidente di percorso, non la realt&agrave;. Tutto ci&ograve; che viene dalla carta stampata e dai media non &egrave; che una parodia infantile del mondo che non pu&ograve; farvi alcun male. Purch&eacute; smettiate di crederci.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">5) Non date nessuna spiegazione. A nessuno. Mai. Ai cani le argomentazioni non interessano, n&eacute; sono in grado di comprenderle, n&eacute; hanno l&rsquo;ordine di farlo. Ad ogni precisazione, ad ogni bibliografia, ad ogni documento storico che infilate loro nel collare, abbaiano e digrignano pi&ugrave; forte. Lasciateli abbaiare da soli. Ci&ograve; che avete da dire e scrivere lo avete gi&agrave; detto e scritto nelle vostre conferenze, nelle vostre lezioni, nelle vostre ricerche. Non serve fornire approfondimenti ad un pubblico di quadrupedi. Se hanno voglia di approfondire possono andarsi a leggere i vostri articoli e vostri saggi, senza importunarvi con la loro bavosa presenza fisica. Ammesso e non concesso che i quadrupedi sappiano leggere.<span style="">&nbsp;&nbsp; </span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">6) Non ringhiate. Di fronte al ringhio dei mastini sulla nostra nuca a volte viene istintivo ringhiare pi&ugrave; forte, sperando di spaventarli o sottometterli. Non fatelo. Se anche riusciste a ringhiare pi&ugrave; forte, a loro basta un rutto per vincere la partita, vista la posizione di forza. Di fronte a centinaia di articoli argomentati e documentati, un rettore universitario pu&ograve; ruttare <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/reazioni-prof-nega/reazioni-prof-nega.html">&ldquo;Che vada a Dachau!&rdquo;</a>, e sar&agrave; sempre lui quello a cui la &ldquo;libera stampa&rdquo; amplifica i gargarismi e affila i denti; un giornalista col collarino potr&agrave; ruttare di &ldquo;negazionismo&rdquo; senza aver mai letto una riga di Rassinier o di Mattogno, senza nemmeno conoscerne l&rsquo;esistenza, e sar&agrave; sempre lui quello con le zampe nodose sulla vostra pancia; un coordinatore della Fgci pu&ograve; ruttare una richiesta di censura contro le opinioni documentate di un docente universitario, ed &egrave; perfettamente inutile ricordargli che i suoi triti piagnistei contro la crudele &ldquo;censura&rdquo; della stampa berlusconiana, gi&agrave; risibili di per s&eacute;, diventano a questo punto anche incoerenti e indegni. Coerenza e dignit&agrave; sono categorie umane. Cercarle negli altri esseri del creato &egrave; pura follia. Resistete alla tentazione di sovrastare i rutti con morfologie umane, per quanto veementi. Un rutto &egrave; un&rsquo;arma potente se &egrave; nella gola di chi ha la protezione dei potenti. Un&rsquo;opzione potrebbe essere quella di reagire ai rutti con altri rutti, scatenando una specie di gara, con l&rsquo;obiettivo di fare infuriare le belve assalitrici e fargli perdere il controllo. Ma non lo consiglio. E&rsquo; un&rsquo;opzione estremamente rischiosa e comunque non sarebbe un bello spettacolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">7) Ricordatevi che gli uomini siete voi. Questo non solo in omaggio ad un&rsquo;astratta percezione di superiorit&agrave; della natura umana, ma in considerazione di un&rsquo;elementare norma biologica: un uomo vive mediamente molto pi&ugrave; di un cane, se riesce a sopravvivere alle sue fauci. Dovete soltanto sopravvivere all&rsquo;assalto, prendendovela calma e imparando qualcosa per l&rsquo;occasione; fatto ci&ograve;, come natura vuole, potrete prima o dopo assistere al gioioso spettacolo del mostro assalitore che perde il pelo per l&rsquo;et&agrave;, viene ripudiato dai padroni e spira felicemente tra gli stenti, stirando le zampe e strabuzzando gli occhi in un vicolo buio. <st1:personname productid="La Storia" w:st="on">La Storia</st1:personname> &egrave; infinita e non cessa mai di dispensare la sua giustizia. E voi, a differenza di un botolo ruttante, avete tutta l&rsquo;eternit&agrave; della Storia davanti. <span style=""></span></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-10-12T18:16:00Z</updated>
<published>2009-10-12T18:16:00Z</published>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;"><br /></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">RIVOLTA CONTRO IL VACCINO<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">di Mike Adams<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">dal sito <a href="http://www.naturalnews.com/027222_swine_flu_flu_vaccine_swine_flu_vaccine.html">Naturalnews</a><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Traduzione di Gianluca Freda<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Il sostegno dell&rsquo;opinione pubblica al vaccino contro l&rsquo;influenza suina sta evaporando giorno dopo giorno, via via che i fondamenti razionali della vaccinazione si rivelano sempre pi&ugrave; ridicoli a chi sia in grado di prestare attenzione. Mamme, infermiere, operatori dell&rsquo;assistenza sanitaria ed esponenti dell&rsquo;opinione pubblica in generale comprendono in modo sempre pi&ugrave; chiaro che le motivazioni addotte da Big Pharma a sostegno della vaccinazione contro l&rsquo;influenza suina <strong style="">semplicemente non stanno in piedi</strong>.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Recenti sondaggi condotti dai principali mezzi d&rsquo;informazione evidenziano che pi&ugrave; del cinquanta per cento delle mamme rifiutano di sottoporre i propri bambini al vaccino; le <a href="http://www.naturalnews.com/nurses.html">infermiere</a> e gli operatori sanitari di Stati Uniti e Inghilterra esprimono ormai ad alta voce la loro contrariet&agrave; alla vaccinazione.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">E&rsquo; in dirittura d&rsquo;arrivo un&rsquo;azione legale contro il provvedimento con cui <st1:personname w:st="on" productid="la FDA">la FDA</st1:personname> ha approvato il <a href="http://www.naturalnews.com/swine_flu_vaccine.html">vaccino contro l&rsquo;influenza suina</a> (vedi <a href="http://www.naturalnews.com/027205_vaccines_swine_flu_the_FDA.html">qui</a>) e le proteste aumentano man mano che cresce la consapevolezza delle pi&ugrave; importanti obiezioni mosse alla vaccinazione. <strong style="">Le persone intelligenti e informate, in ogni luogo, stanno dicendo NO al vaccino</strong>!<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Il sostegno popolare al vaccino si sgretola giorno per giorno e le autorit&agrave; sanitarie sono ormai costrette ad esagerare con le storie terrificanti nel tentativo di incrementare le richieste di vaccinazione. Dove manca la credibilit&agrave; scientifica, al suo posto si invoca la paura.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; la storia del vaccino non sta in piedi<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; dunque le argomentazioni a favore del vaccino sono cos&igrave; deboli? Tutto si riduce a cinque ragioni cruciali spacciate dall&rsquo;industria delle vaccinazioni... ma come potete vedere qui sotto, ciascuna di queste ragioni &egrave; dimostrabilmente falsa!<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Ragione n. 1: L&rsquo;epidemia di influenza suina (H1N1) &egrave; pericolosa e mortale!<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; &egrave; ridicolo:</span></strong><span style="font-size: 11pt;"> sebbene il tasso di contagiosit&agrave; dell&rsquo;<a href="http://www.naturalnews.com/H1N1.html">H1N1</a> sia attualmente piuttosto alto, il tasso di mortalit&agrave; &egrave; invece notevolmente basso. Allo stato attuale, non &egrave; pi&ugrave; alto di quello di una comune influenza stagionale.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Ragione n. 2: Il vaccino vi protegge dal virus!<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; &egrave; ridicolo:</span></strong><span style="font-size: 11pt;"> Non esiste assolutamente nessuna prova scientifica che il vaccino offra una protezione efficace contro il virus H1N1. Per quanto vi siano prove che esso produce anticorpi, come ben sanno tutti coloro che hanno compiuto studi sull&rsquo;efficacia dei vaccini, la mera esistenza di anticorpi indotti dal vaccino non implica affatto un&rsquo;immunit&agrave; funzionale ed effettiva! In realt&agrave; molto spesso i vaccini non sono altro che una <em style="">falsa promessa di immunit&agrave;</em> che non fornisce alcuna difesa effettiva nel mondo reale. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Ragione n. 3: Il vaccino &egrave; assolutamente sicuro, anche per i bambini!<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; &egrave; ridicolo</span></strong><span style="font-size: 11pt;">: questa affermazione &egrave; veramente risibile. Nessuno di questi vaccini &egrave; stato testato in modo appropriato dalla FDA o dalle compagnie farmaceutiche. Sono stati approvati dalla FDA <em style="">con una deroga</em>, scavalcando completamente la normale procedura di sperimentazione che la gente si aspetterebbe di veder garantita dalla FDA. Anzi, secondo il procuratore Jim Turner, l&rsquo;approvazione infondata di questi vaccini rappresenterebbe una <a href="http://www.naturalnews.com/027205_vaccines_swine_flu_the_FDA.html">violazione della legge federale</a>.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Ragione n. 4: Non c&rsquo;&egrave; nient&rsquo;altro che possiate fare per proteggervi dall&rsquo;influenza suina (perci&ograve; fatevi questa iniezione).<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; &egrave; ridicolo</span></strong><span style="font-size: 11pt;">: questa affermazione &egrave; una menzogna spudorata. Pur di vendere una maggior quantit&agrave; di vaccini, <a href="http://www.naturalnews.com/pharmaceutical_industry.html">l&rsquo;industria farmaceutica</a> (e le sue coorti come la <a href="http://www.naturalnews.com/CDC.html">CDC</a> e l&rsquo;Organizzazione Mondiale per <st1:personname w:st="on" productid="la Salute">la Salute</st1:personname>) sta tenendo dolosamente nell&rsquo;ignoranza la popolazione riguardo l&rsquo;esistenza di opzioni di gran lunga pi&ugrave; sicure ed efficaci, come la <strong style="">vitamina D</strong> e i <strong style="">rimedi anti-virali da erboristeria</strong>.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Ragione n. 5: Non sottoporsi alla vaccinazione &egrave; immorale, perch&eacute; si lascia il fardello dell&rsquo;iniezione sulle spalle degli altri senza attivarsi in prima persona.<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Perch&eacute; &egrave; ridicolo:</span></strong><span style="font-size: 11pt;"> Esilarante! Questo si chiama <em style="">marketing colpevolizzante</em>: si cerca di costringere la gente a farsi l&rsquo;iniezione facendola sentire in colpa se sceglie di non farla. La verit&agrave; &egrave; che <strong style="">&egrave; immorale chi l&rsquo;iniezione <st1:personname w:st="on" productid="LA FA">LA FA</st1:personname></strong>, perch&eacute; sostiene finanziariamente un&rsquo;industria dei vaccini che &egrave; pericolosa ed altamente fraudolenta e che provoca danni terribili ai bambini, alle donne in gravidanza e ad altre innocenti vittime delle <a href="http://www.naturalnews.com/vaccination.html">vaccinazioni</a>.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Sperare di migliorare la vostra salute elargendo denaro all&rsquo;industria farmaceutica tramite l&rsquo;acquisto dei vaccini &egrave; come sperare di ottenere la pace nel mondo firmando un assegno ai fabbricanti d&rsquo;armi.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 11pt;">Non c&rsquo;&egrave; nessuna buona ragione per fare il vaccino <o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Esiste qualche buona ragione per vaccinarsi contro l&rsquo;influenza suina? No, stando alla situazione attuale. A meno che non proviate un forte desiderio di giocare alla roulette russa con la vostra salute, naturalmente.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Ovviamente, se le cose cambiassero in modo drastico potrebbero esserci buone ragioni per prendere in considerazione il vaccino. Se il virus H1N1 mutasse in un virus con alto tasso di mortalit&agrave; le cose sarebbero diverse. Se <em style="">si provasse la</em> <em style="">sicurezza del vaccino</em> attraverso una sperimentazione a lungo termine, ci&ograve; rappresenterebbe un punto a suo favore. Se fosse scientificamente provato <em style="">che i vaccini proteggono davvero dai virus</em>, anche in questo caso le cose sarebbero diverse.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Ma al momento attuale <em style="">nessuna di queste cose &egrave; stata dimostrata! </em>I vaccini non sono stati sperimentati per nulla. Non c&rsquo;&egrave; nessuna prova attendibile che essi vi proteggano davvero dall&rsquo;influenza suina. E l&rsquo;influenza ha un tasso di mortalit&agrave; cos&igrave; basso che non si capisce perch&eacute; si sia sentita la necessit&agrave; di intervenire con un vaccino.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Tenete presente che <strong style="">circa 2.000 persone muoiono ogni anno per aver preso un&rsquo;aspirina</strong>. Pi&ugrave; di 100.000 americani muoiono ogni anno per aver assunto farmaci prescritti dal medico e approvati dalla FDA. Se i tipi della CDC stanno cercando una pandemia, potrebbero concentrarsi sulla pandemia di malattie inventate e terrorismo farmaceutico che si sta diffondendo oggi in tutto il mondo sullo scenario dell&rsquo;epidemia di influenza suina.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">C&rsquo;&egrave; davvero in giro un&rsquo;epidemia. <strong style="">Un&rsquo;epidemia di str%&amp;zate</strong>, che impazza in tutta l&rsquo;<a href="http://www.naturalnews.com/America.html">America</a> e il Regno Unito. E&rsquo; una forma infettiva di ciarlataneria farmaceutica che passa da una persona all&rsquo;altra alla velocit&agrave; della <a href="http://www.naturalnews.com/propaganda.html">propaganda</a>. I sintomi dell&rsquo;infezione contemplano la perdita di pensiero razionale, l&rsquo;isteria da influenza suina e la fede irragionevole nei simboli dell&rsquo;autorit&agrave;.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 11pt;">Ci&ograve; di cui l&rsquo;America ha realmente bisogno &egrave; un vaccino che protegga i cervelli dei consumatori dalla ciarlataneria farmaceutica infettiva. Purtroppo, se davvero iniettassimo alla gente una cosa simile, l&rsquo;intera industria farmaceutica crollerebbe nell&rsquo;arco di una notte. Questo perch&eacute; <strong style="">il potere di Big Pharma &egrave; fondato sulla propaganda</strong>. E la propaganda a cui stiamo assistendo con questa trovata del vaccino contro l&rsquo;influenza suina &egrave; cos&igrave; densa di ingiustificabili speculazioni da meritare un Premio Nobel per <st1:personname w:st="on" productid="la Pace">la  Pace</st1:personname> o qualcosa di simile. </span></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-10-04T00:28:00Z</updated>
<published>2009-10-04T00:28:00Z</published>
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<title type="html"><![CDATA[ RIDATECI IL MURO ]]></title>
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        <![CDATA[ <center><img hspace="5" height="241" align="center" width="430" vspace="5" title="" src="http://ima.dada.net/image/medium/18525879.jpg" alt="" /></center><br />
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:personname w:st="on" productid="LA CADUTA DEL"><st1:personname w:st="on" productid="LA CADUTA"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">LA   CADUTA</span></strong></st1:personname><strong style=""><span style="font-size: 14pt;"> DEL</span></strong></st1:personname><strong style=""><span style="font-size: 14pt;"> MURO DI BERLINO<br /></span></strong>di William Blum<br />dal sito <a href="http://www.counterpunch.org/blum10022009.html">Counterpunch</a><br />Traduzione di Gianluca Freda<br /><o:p> </o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p><br /></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Attendiamo che tra qualche settimana i media occidentali accendano le loro macchine di propaganda per commemorare il 20&deg; anniversario del crollo del muro di Berlino, avvenuto il 9 novembre 1989. Tutti i clich&eacute; della Guerra Fredda che narrano del &ldquo;Mondo Libero contro <st1:personname w:st="on" productid="la Tirannia Comunista">la  Tirannia Comunista</st1:personname>&rdquo; verranno rispolverati e si ripeter&agrave; la favoletta della creazione del muro: nel 1961 i comunisti di Berlino Est costruirono un muro per impedire ai loro oppressi cittadini di fuggire verso Berlino Ovest e verso la libert&agrave;. Perch&eacute;? Perch&eacute; ai comunisti non piace che la gente sia libera, che apprenda la &ldquo;verit&agrave;&rdquo;. Quale altra ragione avrebbe potuto esserci?</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Innanzitutto, prima che il muro venisse costruito, migliaia di tedeschi dell&rsquo;est facevano i pendolari per lavorare in occidente e tornavano all&rsquo;est la sera. E&rsquo; quindi evidente che non venivano trattenuti all&rsquo;est contro la loro volont&agrave;. Il muro fu costruito essenzialmente per due ragioni:</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L&rsquo;Occidente stava mettendo a soqquadro <st1:personname w:st="on" productid="la Germania Orientale"><st1:personname w:st="on" productid="la Germania">la Germania</st1:personname>  Orientale</st1:personname> con una poderosa campagna di reclutamento di professionisti e lavoratori specializzati dell&rsquo;est, che erano stati formati a spese del governo comunista. Ci&ograve; fin&igrave; per generare una grave crisi del lavoro e della produzione nella Germania Est. A testimonianza di questo, il New York Times riportava nel 1963: <em style="">&ldquo;La costruzione del muro ha provocato danni economici a Berlino Ovest a causa della perdita di 60.000 lavoratori specializzati che ogni giorno facevano i pendolari dalla loro residenza in Berlino Est ai luoghi di lavoro in Berlino Ovest&rdquo;.</em> (New York Times, 27 giugno 1963, p. 12).</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nel corso degli anni &rsquo;50 gli artefici americani della Guerra Fredda che operavano nella Germania Occidentale misero in atto una feroce campagna di sabotaggio e sovversione contro <st1:personname w:st="on" productid="la Germania">la  Germania</st1:personname> dell&rsquo;Est, finalizzata a mettere fuori uso l&rsquo;apparato amministrativo ed economico del paese. <st1:personname w:st="on" productid="La CIA">La CIA</st1:personname> ed altri servizi dell&rsquo;intelligence e dell&rsquo;esercito americani iniziarono a reclutare, equipaggiare, addestrare e finanziare individui e gruppi dell&rsquo;attivismo tedesco, sia orientale che occidentale, allo scopo di condurre azioni che spaziavano dal terrorismo alla delinquenza giovanile; il tutto allo scopo di rendere difficile la vita dei cittadini dell&rsquo;est tedesco e indebolire il loro sostegno verso il governo; qualunque cosa pur di far apparire cattivi i comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Fu un&rsquo;attivit&agrave; rimarchevole. Gli Stati Uniti e i loro agenti utilizzarono esplosivi, incendi dolosi, cortocircuiti ed altri metodi per danneggiare le centrali elettriche, i cantieri navali, i canali, i porti, gli edifici pubblici, le stazioni di rifornimento, i trasporti pubblici, i ponti, ecc.; fecero deragliare i treni merci, ferendo gravemente molti lavoratori; diedero fuoco a 12 vagoni di un treno merci e distrussero i sistemi ad aria compressa di molti altri; si servirono di acidi per danneggiare macchinari di vitale importanza nelle fabbriche; misero della sabbia nelle turbine di una fabbrica, costringendola a sospendere l&rsquo;attivit&agrave;; incendiarono una fabbrica di laterizi; fecero propaganda a favore di un rallentamento del lavoro nelle fabbriche; uccisero, avvelenandole, 7000 mucche di una cooperativa casearia; aggiunsero scaglie di sapone al latte in polvere destinato alle scuole della Germania Est; alcuni di essi, quando vennero arrestati, furono trovati in possesso di notevoli quantit&agrave; di <em style="">cantharidin</em>, con cui progettavano di fabbricare sigarette velenose per uccidere figure dirigenziali della Germania Est; fecero esplodere bombe a gas per disperdere i partecipanti alle riunioni politiche; tentarono di far fallire il Festival Mondiale della Giovent&ugrave; di Berlino Est inviando inviti fasulli, false promesse di pensione gratuita, falsi avvisi di cancellazione, ecc; perpetrarono aggressioni contro i partecipanti con esplosivi, bombe incendiarie e attrezzi per forare le gomme delle automobili; stamparono e distribuirono enormi quantit&agrave; di tessere alimentari per generare confusione, penuria e risentimento; inviarono false notifiche fiscali e altre direttive e documenti pseudo-governativi per alimentare la disorganizzazione e l&rsquo;inefficienza all&rsquo;interno delle fabbriche e dei sindacati... tutto questo e molto altro. (Vedere <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/1567512526/counterpunchmaga">Killing Hope</a>, p. 400, nota 8, per la lista delle fonti e l&rsquo;elenco dettagliato delle attivit&agrave; di sovversione e sabotaggio).</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Per tutti gli anni &rsquo;50 i tedeschi dell&rsquo;est e l&rsquo;Unione Sovietica presentarono ripetute lamentele agli ex alleati occidentali e alle Nazioni Unite riguardo specifiche attivit&agrave; di spionaggio e sabotaggio e domandarono la chiusura delle agenzie della Germania Occidentale che ritenevano responsabili di questi atti, delle quali fornirono nomi e indirizzi. Ma le loro rimostranze caddero nel vuoto. Inevitabilmente, i tedeschi dell&rsquo;est iniziarono a limitare gli ingressi nel paese ai cittadini occidentali.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Non dimentichiamo che <st1:personname w:st="on" productid="la Germania Est"><st1:personname w:st="on" productid="la Germania">la Germania</st1:personname> Est</st1:personname> divenne comunista perch&eacute; Hitler, con l&rsquo;approvazione dell&rsquo;Occidente, la utilizz&ograve; come corridoio per raggiungere l&rsquo;Unione Sovietica e tentare di cancellare per sempre il bolscevismo. Dopo la guerra, i sovietici erano assai determinati a chiudere quel corridoio.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nel 1999 <em style="">USA Today</em> riportava: <em style="">&ldquo;Quando croll&ograve; il muro di Berlino, i tedeschi dell&rsquo;est immaginavano una vita di libert&agrave; in cui vi fosse abbondanza di beni di consumo e un termine ai sacrifici. Dieci anni dopo, un significativo 51% afferma che si era pi&ugrave; felici all&rsquo;epoca del comunismo&rdquo;</em>. (USA Today, 11 ottobre 1999, p. 1).</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Pi&ugrave; o meno nello stesso periodo nasceva un nuovo proverbio russo: &ldquo;Tutto ci&ograve; che i comunisti dicevano del comunismo era una menzogna, ma tutto ci&ograve; che dicevano del capitalismo si &egrave; rivelato essere la verit&agrave;&rdquo;.</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-27T13:56:00Z</updated>
<published>2009-09-27T13:56:00Z</published>
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<title type="html"><![CDATA[ CINEMA PER RITARDATI ]]></title>
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        <![CDATA[ <center><img hspace="5" height="153" align="center" width="431" vspace="5" title="" src="http://ima.dada.net/image/medium/18486785.jpg" alt="" /></center><br />
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">FORREST GUMP E JEAN SEBERG<br />La propaganda di Hollywood a beneficio dell&rsquo;immagine USA<o:p></o:p></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">di John Kleeves<br />dal sito <a href="sitoaurora.altervista.org">sitoaurora.altervista.org</a> <br /><u><em>(l&rsquo;articolo &egrave; stato scritto nel 1999!)</em></u></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Due premesse:</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">La prima &egrave; la mia solita: io sostengo che la filmografia statunitense (&quot;Hollywood&quot;) &egrave; una filmografia di Stato, controllata sin nei dettagli dalla United States Information Agency (USIA), un'Agenzia federale pubblica nell'esistenza ma segreta nell'operativit&agrave; (come <st1:personname w:st="on" productid="la CIA">la CIA</st1:personname>) istituita nel 1953 allo scopo di creare nel pubblico internazionale una precisa ancorch&eacute; falsa immagine degli Stati Uniti.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L'Agenzia, che non si occupa solo di Hollywood, ora conta sui 30.000 dipendenti ed ha sede al 301 IV South West Street di Washington; il direttore si chiama Joseph Duffey. Il fatto che i critici cinematografici di professione abbiano mancato di notare tale collegamento dipende dalla loro visuale limitata, e da una acquiescenza con <st1:personname w:st="on" productid="la Grande Potenza">la  Grande Potenza</st1:personname> che ha fatto loro reprimere - pi&ugrave; o meno consciamente - quei sospetti sull'indipendenza di Hollywood che sicuramente spesso gli affioravano in mente (non si fa carriera nei media italiani dicendo verit&agrave; sgradite agli Stati Uniti). Io dunque analizzo i film di Hollywood per mostrare al pubblico gli elementi di propaganda politica e culturale di cui sono stati caricati dall'USIA.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Mi pare la prima cosa che si debba dire di questi film. La seconda premessa &egrave; una rapida biografia di Jean Seberg, necessaria perch&eacute; pochi ricordano questa attrice eppure grande diva degli anni Sessanta. <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">La Seberg</st1:personname> nacque il 13 novembre <st1:metricconverter w:st="on" productid="1938 a">1938 a</st1:metricconverter> Marshalltown (Iowa). Giovane bellissima e assai fine, che portava i capelli biondi tagliati un po' corti, debutt&ograve; nel 1957 con <em style="">Saint Joan</em> (Santa Giovanna) di O. Preminger e quindi lavor&ograve; regolarmente.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Fra gli altri film ricordiamo <em style="">Bonjour Tristesse</em> (Idem, 1958) sempre di Preminger; <em style="">The Mouse That Roared </em>(Il ruggito del topo, 1958) di J. Arnold, con P. Sellers; <em style="">A bout de souffle</em> (Fino all'ultimo respiro, 1960) di J.L. Godard, con J.P. Belmondo; <em style="">A Fine Madness</em> (Una splendida canaglia, 1967) di I. Kershner, con S. Connery; <em style="">Pendulum </em>(Idem, 1969) di G. Schaefer, con G. Peppard. Per la fine dei Sessanta era una diva conclamata, al livello di Jane Fonda, e arriv&ograve; all'apice nel 1970, quando uscirono ben quattro film che la vedevano protagonista: il grande successo <em style="">Airport</em> (Idem) di G. Seaton, con B. Lancaster, D. Martin, V. Heflin, J. Bisset e G. Kennedy; <em style="">Paint Your Wagon</em> (La ballata della citt&agrave; senza nome) di J. Logan, con C. Eastwood e L. Marvin; <em style="">Macho Callaghan</em> (Idem) di B. Kowalski, con L.J. Cobb; e la produzione italiana <em style="">Ondata di calore</em> di Nelo Risi.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Erano per&ograve; gli anni del movimento per i diritti civili dei neri e delle Pantere Nere.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L'FBI era stato incaricato dal Congresso di eliminare tali movimenti, usando i mezzi repressivi consueti per il regime statunitense: false accuse giudiziarie; persecuzioni dell'IRS (Internal Revenue Service, il fisco americano) e della DEA (Drug Enforcement Agency, l'antinarcotici); licenziamenti da parte dei datori di lavoro; diffamazioni; omicidi anonimi per strada compiuti da agenti travestiti.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Il programma preparato dall'FBI in merito era stato chiamato COINTELPRO, e in base ad esso erano stati fatti assassinare Malcom X nel 1965 e Martin Luther King nel 1968, mentre entro i primi anni Settanta tutti gli elementi trainanti - per un totale di alcune decine - venivano soppressi con agguati in strada (Huey Newton sfugg&igrave; sino al 1983, quando fu ucciso a Los Angeles; Abbie Hofmann ripar&ograve; all'estero ma nel 1989 torn&ograve; e fu ucciso con una iniezione che provoca un arresto cardiaco senza lasciare tracce; Bobby Seale fu incarcerato sino al 1997; Ira Einhorn, latitante all'estero dal 1979 perch&eacute; accusato di aver ucciso la sua ragazza Holly Maddox, uccisa invece si sa da chi, &egrave; stato fermato in Francia nel gennaio del 1999 e attende l'esame della richiesta di estradizione degli Stati Uniti) <em style="">[E&rsquo; stato poi condannato all&rsquo;ergastolo per l&rsquo;uccisione della Maddox, uccisa in realt&agrave; da agenti della CIA che volevano incriminarlo, come inutilmente sostenuto dalla difesa nel corso del processo, NdR].</em><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">La tecnica della diffamazione veniva usata con larghezza.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nel 1967 il produttore Robert Maheu fabbric&ograve; per conto dell'FBI, di cui era informatore abituale, uno spezzone porno apparentemente ripreso da una telecamera nascosta, dove protagonista era un sosia di King. Si era trattato di una operazione del tutto analoga a quella compiuta nel 1957 nei confronti del presidente dell'Indonesia Sukarno, sempre realizzata tramite Maheu. Anche la cantante Eartha Kitt sub&igrave; trattamenti del genere nell'ambito di COINTELPRO.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">La Seberg</st1:personname> in privato era sempre stata simpatizzante del movimento dei neri e raggiunta la grande notoriet&agrave; nel 1970 pens&ograve; di usarla per pubblicizzare la causa.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L'FBI la inser&igrave; nelle liste di COINTELPRO, e poco dopo venne da s&eacute; una occasione di diffamazione: <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">la Seberg</st1:personname> era incinta e al momento adatto l'FBI concert&ograve; una campagna di stampa insinuando che il padre era un leader delle Pantere Nere.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Appresa la notizia <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">la Seberg</st1:personname> entr&ograve; nelle doglie e diede alla luce un bambino prematuro che mor&igrave; tre giorni dopo, l'8 settembre 1970. La donna, sgomenta per tanta malvagit&agrave;, non riusc&igrave; mai a superare il trauma; tent&ograve; subito il suicidio, e di l&igrave; in poi avrebbe ripetuto il rito ad ogni anniversario della morte del piccolo. Intanto tutti in America l'avevano abbandonata; nessun produttore poteva offrirle parti, nessuno dei colleghi di ieri - Eastwood, Lancaster, Marvin, Peppard, Connery, Sellers e cos&igrave; via - si azzard&ograve; ad offrirle sostegno, anche solo morale.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">La Seberg</st1:personname> fu portata in Europa, dove alcuni cercarono di aiutarla facendola lavorare. Gir&ograve; cos&igrave; l'italiano <em style="">Questa specie d'amore</em> (1971) di A. Bevilacqua, con U. Tognazzi e F. Rey; il francese <em style="">Kill</em> (1971) di R. Gary, con J. Mason e S. Boyd; lo spagnolo <em style="">L'altra casa ai margini del bosco</em> (1973) di J.A. Bardem; il francese <em style="">L'attentato</em> (1973) di Y. Boisset, con J.L. Trintignant, M. Piccoli, P. Noiret, G.M. Volont&egrave;; il nominalmente anglo-americano <em style="">Il gatto e il topo</em> (1974) di D. Petrie, prodotto per <st1:personname w:st="on" productid="la TV">la TV</st1:personname> dall'amica Aida Young; il francese <em style="">Prossima apertura casa di piacere</em> (1974) di D. Berry. Il suo ultimo film, il trentesimo della carriera, fu <em style="">Bianchi cavalli d'agosto</em> (1975) di R. Del Balzo.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><center><img hspace="5" align="center" vspace="5" title="" src="http://ima.dada.net/image/medium/18486786.jpg" alt="" /></center><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L'8 settembre <st1:metricconverter w:st="on" productid="1979, a">1979, a</st1:metricconverter> Parigi, il suo decimo tentativo riusciva e moriva suicida. Da allora l'USIA ostacol&ograve; la riprogrammazione dei suoi film ovunque pot&egrave;, certo in Italia, perch&eacute; la gente non doveva focalizzare sulla donna e la sua vicenda. Ecco perch&eacute; pochi ora ricordano Jean Seberg.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Si pu&ograve; anche notare che Paolo Limiti, un adoratore di Hollywood e delle sue bionde star del passato, nella sua trasmissione su Rete 2 &quot; Ci vediamo in TV &quot; non nomina mai questa attrice.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Siamo pronti per Forrest Gump.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' un film inquietante e pericolosissimo, perch&eacute; non solo oltremodo carico di propaganda politica e culturale, ma anche costruito con tecniche subliminali sopraffine e atte a danneggiare.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Racconta la singolare vita di un americano di nome Forrest Gump, semi ritardato e da bambino poliomielitico, cui capita di avere contatti pure fugaci con molti grandi personaggi e di partecipare agli eventi storici nodali del suo tempo. In pratica tramite Forrest si fa una carrellata di trenta anni di storia americana, diciamo dal 1955 al 1985, dandone senza farsi accorgere una valutazione precisa. Il film &egrave; del 1994 ed &egrave; anche stato trasmesso dalla televisione di Stato italiana, per cui non &egrave; necessario dilungarsi sulla trama.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ecco gli elementi di propaganda intenzionale che sono presenti nel film:<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">1 - Forrest &egrave; descritto come gli USA vorrebbero che il mondo credesse l'americano tipico: forse poco intelligente ma onesto e ben intenzionato, candido sino all'ingenuit&agrave;; uno che se fa il male lo fa per stupidit&agrave; o per eccesso di zelo.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' propaganda culturale, perch&eacute; l'americano tipico &egrave; l'opposto; &egrave; astuto, cinico e mal intenzionato, e quando fa il male - pur ridendo, come in genere - sa di farlo. Serve perch&eacute; gli americani amano fare gli sprovveduti per &quot;non pagare il dazio&quot;, come si dice qui: dopo avere compiuto una nefandezza, mettiamo un colpo di Stato o una strage di civili, sono dispostissimi ad attribuirla al loro &quot;zelo anticomunista&quot; forse eccessivo, a &quot;informazioni incomplete o sbagliate&quot;, a &quot;bombe intelligenti&quot; che con falsa ritrosia ammettono qualche volta difettose, anche a pura e semplice dabbenaggine.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Tutto pur di non dire: abbiamo sovvertito e abbiamo ucciso perch&eacute; cos&igrave; avevamo programmato per la nostra convenienza. Non dico che non esistano americani come il Forrest del film. Esistono in verit&agrave;, e si possono anche prendere a modello per un film. Frank Capra lo ha fatto molte volte. Ma averne inserito uno come protagonista di un film come questo non pu&ograve; che essere una scelta precisa e maliziosa.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">2 - Attraverso l'abile montaggio di filmati d'epoca vediamo Forrest in contatto con i presidenti Kennedy, Johnson e Nixon. Ci sono pi&ugrave; strati di falsit&agrave;. Sono presentati come incontri di un uomo comune con il Potere incarnato e cos&igrave; si dice implicitamente che i presidenti americani comandano. I presidenti americani invece non contano proprio niente. Il Potere negli Stati Uniti &egrave; detenuto dall'establishment imprenditoriale, in particolare dalle Multinazionali, e il presidente &egrave; solo un impiegato incaricato di fare i loro precisi interessi nel mondo, il che &egrave; la definizione di sempre della politica estera americana.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Gli Stati Uniti in effetti non sono una repubblica presidenziale; sono una dittatura dell'imprenditoria. Dire o suggerire che i presidenti americani comandano &egrave; propaganda. Quindi si presentano i tre presidenti secondo i soliti clich&eacute;: Kennedy idealista, democratico, ben intenzionato; Johnson populista, democratico, ben intenzionato; Nixon, disonesto, poco democratico, male intenzionato (e perci&ograve; sarebbe stato allontanato dalla carica, e cio&egrave; licenziato). Tutto falso: erano dei presidenti americani e perci&ograve; erano tutti uguali, tutti dediti a fare gli interessi all'estero dell'establishment, con i soliti metodi spietati.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Kennedy fece uccidere Ngo Din Diem; tent&ograve; di fare altrettanto con Castro (per 20 volte secondo quest'ultimo); diede impulso alla sovversione in Indocina; fece preparare l'orrendo programma quadro di manipolazione psicologica di massa che fu chiamato in suo onore CAMELOT (come i media americani chiamavano Kennedy, perch&eacute; era &quot; nobile &quot; e &quot; senza macchia &quot; come un cavaliere della Tavola Rotonda; il programma <em style="">The Quartered Man</em> che fu usato dalla CIA per il colpo di Stato in Cile del 1973 faceva parte di CAMELOT).<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Johnson fece mettere in scena l'incidente del Golfo del Tonchino e poi inizi&ograve; quei bombardamenti di civili in Indocina che alla fine, tirate le somme, avrebbero provocato 6 milioni di morti. Nixon era come loro, giusto meno simpatico, e fu licenziato solo perch&eacute; aveva sancito la sconfitta nella Guerra del Vietnam.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">3 - La sensazione della democraticit&agrave; del sistema americano pervade tutto il film. Lo fa in maniera indiretta, dandola per talmente scontata da non meritare evidenziazioni. Come detto gli USA non sono affatto una democrazia. Sono un sistema totalitario, che si regge sull'esclusione dal voto di pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione e sulla repressione del dissenso. Sopra l'ho chiamata una dittatura dell'imprenditoria, e dire o suggerire che sono una democrazia &egrave; propaganda.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">4 - Durante una manifestazione di &quot;hippies&quot; e di neri a Washington un uomo un po' anziano e in divisa stacca goffamente la spina del megafono dell'oratore di turno.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' una inserzione di propaganda subliminale: suggerisce che eventuali boicottaggi alle manifestazioni progressiste degli anni Sessanta - dei pacifisti, dei figli dei fiori, dei neri - furono dovute ad iniziative estemporanee e personali di singoli benpensanti, sia pure magari appartenenti a qualche corpo statale o federale. Noi abbiamo invece avuto modo di vedere a proposito del movimento per i diritti civili dei neri che si tratt&ograve; di ben altro, che si tratt&ograve; di una repressione ufficiale, e violentissima bench&eacute; surrettizia, ordinata dal Congresso.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">5 - Nel film i movimenti degli hippies pacifisti e dei neri per i diritti civili sono potentemente diffamati. I loro happenings sono disordine, schiamazzi, ubriachezza, droga e intemperanze sessuali. Non &egrave; certo la parte &quot;buona&quot; dell'America. La parte buona &egrave; evidenziata da Forrest, che casualmente capita in una di queste manifestazioni vestito in alta uniforme (&egrave; in licenza dal Vietnam, dove faceva il suo dovere; mantiene la divisa perch&eacute; - ci suggerisce la regia - ne &egrave; orgoglioso).<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' proposto un party delle Pantere Nere, cui partecipa Jenny, l'amata di Forrest: alcool e droga e tutto il resto. Un giovane presentato come comunista, segretario della tal cellula, picchia senza apparente motivo Jenny; si sa come sono i comunisti. La salva Forrest, nella sua divisa. Non sono le opinioni del regista o dei produttori; &egrave; la propaganda dell'USIA.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">6 - L'USIA ha stabilito nel 1978 con molta precisione come Hollywood deve rappresentare la guerra del Vietnam, sia dal punto di vista politico che militare tecnico. Non posso dilungarmi e mi limito all'essenziale. Politicamente va detto, o dato per sottinteso, che gli USA intervennero per difendere il Sud dalla minaccia comunista. Dal punto di vista militare non andavano assolutamente mostrati i bombardamenti di civili e tutta la guerra andava ridotta a una guerriglia nella foresta, con piccole pattuglie americane che si difendevano da proditori attacchi di elementi non in divisa. Panzane naturalmente, propaganda.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Gli USA intervennero per assicurare alle loro Multinazionali le risorse del paese e dell'Indocina tutta; interessavano particolarmente le foreste di alberi della gomma, buoni per fare i pneumatici. I bombardamenti di civili erano quotidiani, e cos&igrave; per anni. E la guerra fu una classica guerra moderna, risolta non dai guerriglieri Viet Cong ma dalle artiglierie e dalle divisioni corazzate, meccanizzate e di fanteria dell'esercito regolare del Vietnam del Nord.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' importante invece fare credere che si sia trattato unicamente di guerriglia: si giustifica in qualche modo l'esito del conflitto. Invece ammettere una guerra &quot;regolare&quot; rivelerebbe una verit&agrave; che gli USA vogliono nascondere a ogni costo: la congenita e stupefacente debolezza delle loro forze di terra, che non sono in grado di battere nessun avversario, praticamente (nel <st1:metricconverter w:st="on" productid="1968, l">1968, l</st1:metricconverter>'anno dell'offensiva del Tet, quando i carri armati nord vietnamiti giunsero a Saigon, 540.000 equipaggiatissimi soldati americani appartenenti a 51 divisioni, appoggiati da una potentissima aviazione e serviti da 850.000 ascari sud vietnamiti, avevano a che fare con il seguente avversario: 87.400 regolari nord vietnamiti ripartiti in 10 divisioni, 56.000 Viet Cong, altri 69.000 guerriglieri sciolti, e 50.800 elementi non combattenti addetti a trasporti, sanit&agrave;, propaganda e cos&igrave; via). Forrest va alla guerra in Vietnam e le sue vicende concordano con la versione USIA, come per tutti gli altri film di Hollywood &egrave; ovvio.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Non si parla dei motivi della guerra, ma se ci fosse stato qualcosa di losco l'intelligente e democratico tenente Dan lo avrebbe detto, no?<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Quindi il combattimento cui partecipa Forrest &egrave; tipico di quanto prescritto dall'USIA: la sua pattuglia cade in una imboscata di guerriglieri. Di carri armati nord vietnamiti che avanzano in file serrate e di carri armati americani abbandonati dagli equipaggi in fuga non c'&egrave; traccia.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">7 - A parte come un cammeo va trattata una scena di Forrest in Vietnam. In una sequenza di pochi secondi si vede la pattuglia di Forrest avanzare in perlustrazione col fucile spianato in una risaia, fra i contadini sud vietnamiti che rimangono chini a lavorare sulle loro piantine tranquilli, come se niente fosse. E' una scena di propaganda subliminale. Sembra innocua e invece trasmette un messaggio preciso: che i contadini sud vietnamiti - e i sud vietnamiti in generale - si fidavano degli americani, li consideravano alleati e amici.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Una falsit&agrave;: i sud vietnamiti, e i contadini in particolare, erano terrorizzati dai soldati americani. Basti ricordare l'episodio di My Lai, una frazione del grosso villaggio sud vietnamita di Song My, dove nel novembre del 1968 <st1:personname w:st="on" productid="la Compagnia">la Compagnia</st1:personname> &quot;Charlie&quot; dell'Americal Division stermin&ograve; tutti gli abitanti perch&eacute; nei pressi erano attivi guerriglieri Viet Cong; le vittime furono 500, ed erano vecchi, donne e bambini perch&eacute; gli uomini erano alla pesca. Esiste un filmato dell'operazione, girato da uno dei soldati americani. Da notare che Hollywood non ha mai tratto un film da tale episodio, che pure si presterebbe.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">8 - Analoga la scena in cui il reduce tenente Dan presenta la nuova moglie a Forrest: nel doppiaggio italiano &egrave; definita una latino americana, ma ha tratti somatici indocinesi, addirittura vietnamiti (messaggio subliminale: i vietnamiti non ci tengono rancore, perch&eacute; non abbiamo fatto loro nulla di male). Probabilmente, poi, nell'originale inglese la donna &egrave; proprio definita &quot; vietnamita &quot; e cos&igrave; &egrave; il doppiaggio nei paesi meno evoluti.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">9 - Una sottile propaganda culturale &egrave; propinata da Forrest podista. Forrest corre a piedi per gli States senza mai dire nulla. La gente pensa che abbia un qualche messaggio da comunicare e diversi giovani cominciano a trotterellargli dietro in attesa. Dopo tre anni e due mesi Forrest finalmente si ferma ed i giovani pendono dalle sue labbra, ma lui dice: &quot;Sono un po' stanchino. Penso che torner&ograve; a casa&quot;.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' una irrisione per coloro che attendono qualcosa dai pensatori, dagli ideologi, da tutti quelli che non ritengono soddisfacente il sistema americano e continuano a cercare. Per l'USIA il sistema americano &egrave; perfetto e chi spera di trovare alternative &egrave; un illuso. Occorre ricordare che un funzionario dell'USIA - uomini e donne culturalmente preparatissimi, veri intellettuali di regime - partecipa alla messa a punto finale della sceneggiatura di ogni film di Hollywood.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">10 - Nel film c'&egrave; un chiaro elogio del capitalismo americano. Dopo il Vietnam, Forrest e il tenente Dan, uno semi ritardato e l'altro senza gambe, diventano miliardari con <st1:personname w:st="on" productid="la Bubba Shrimp">la Bubba  Shrimp</st1:personname> Company. Messaggio subliminale: sono due meritevoli e il sistema - che &egrave; giusto - immancabilmente li premia, sia pure dopo averli fatti penare un po'. Si fa di pi&ugrave;. Si suggerisce infatti - sempre per via subliminale - che &egrave; Dio stesso a guidare tale sistema: provoca una tempesta che elimina la flotta peschereccia della concorrenza.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E' l'idea fondamentale del Calvinismo, la religione americana: Dio fa arricchire i meritevoli, o gli insondabilmente prediletti, e manda a ramengo gli altri. Segue un po' di propaganda subliminale a favore della Apple Computers: Forrest e il tenente Dan arricchiscono ulteriormente investendo in azioni di questa Multinazionale, che diventa veicolo di positivit&agrave; e quindi positiva anch'essa.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Diventati capitalisti consolidati i due fanno beneficenza: donano alla parrocchia Protestante locale, alla madre dell'amico nero Bubba morto in Vietnam, e fondano un ospedale a Bayoula, il paesino di pescatori di gamberi rovinati dalla tempesta divina. Nella vicenda &egrave; contenuta - di nuovo per via subliminale - una diffamazione dei neri: i pescatori di gamberi di Bayoula (paesino della Louisiana nel delta del Mississippi) sono tutti neri e sempre stati in miseria ma ecco, arrivano due bianchi a fare il loro mestiere e diventano miliardari.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">11 - Come si vede il film fa grande uso delle tecniche subliminali per convogliare propaganda. Evidentemente un esperto in materia ha collaborato alla realizzazione dell'opera. Una tecnica subliminale sopraffina in effetti &egrave; anche usata per la &quot;normale&quot; costruzione della vicenda. Forrest ha una vita punteggiata da contatti personali, pure fugaci, con grandi personaggi pubblici: conosce Elvis Presley (cui addirittura ispira le caratteristiche movenze); incontra i presidenti John Kennedy, Lyndon Johnson e Richard Nixon (e ne innesca la caduta); partecipa casualmente ad una intervista televisiva di John Lennon; assiste all'attentato al governatore Wallace.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Occorre in qualche modo rendere verosimile tale sequela di eventi pubblici e si ricorre ad altri collegamenti pi&ugrave; sotterranei, che riguardano accettabili concatenazioni di eventi sul piano privato e predispongono ad accettare anche quelle a livello pubblico. Il filo conduttore sono gli arti inferiori del corpo umano. Forrest bambino guarisce dalla poliomielite e diventa valido maratoneta. In Vietnam il tenente Dan lo ammonisce come prima cosa a tenere i piedi asciutti (le risaie).<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Lo stesso tenente Dan perde proprio le gambe. Il collegamento con la sfera pubblica avviene col governatore Wallace, rimasto paralizzato nell'attentato, e su di una sedia a rotelle come il tenente Dan. Il tenente Dan alla fine cammina con delle protesi che richiamano gli apparecchi portati da Forrest bambino.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">12 - E vengo al motivo per cui ho inserito nelle premesse una biografia di Jean Seberg. Perch&eacute; la figura di Jenny Curran, l'amata di Forrest, &egrave; stata costruita in modo da evocare proprio lei. La vicenda di Jenny non &egrave; esattamente uguale a quella della Seberg, perch&eacute; sarebbe troppo scoperto, e quindi inefficace se non controproducente (non sarebbe un'operazione subliminale...).<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">I punti di contatto per&ograve; sono molti e qualificanti. Chi &egrave; <st1:personname w:st="on" productid="la Jenny">la Jenny</st1:personname> proposta nel film? E' una giovane bionda e bella, sensibile e con propensioni artistiche, tendenzialmente una brava ragazza. Si mette per&ograve; con gli hippies e i contestatori, e in particolare frequenta le Pantere Nere. Finisce cos&igrave; nella promiscuit&agrave; e nella droga, e contrae l'AIDS. L'idea del suicidio comincia a farsi strada nella sua mente (la passeggiata sul balcone del grattacielo). Partorisce da single un figlio, che &egrave; di Forrest. Dopo qualche anno sposa Forrest e quindi muore.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">I collegamenti sono: la collocazione temporale negli anni Sessanta/Settanta; il nome &quot;Jenny&quot; analogo a &quot;Jean &quot;; la somiglianza fisica di Jenny con <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">la Seberg</st1:personname>; le sue propensioni artistiche; la sua frequentazione delle Pantere Nere; il tema del suicidio; la gravidanza, e da single; la durata annosa di una angosciosa parabola conclusa con la morte. Questi collegamenti nel subconscio dello spettatore che in un angolo della memoria conserva qualche vaga nozione di Jean Seberg e della sua vicenda provocano con sicurezza l'identificazione, anche se a livello di coscienza non se ne accorge.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Perch&eacute; &egrave; stata compiuta tale operazione?<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L'obiettivo propagandistico del film &egrave; di proporre gli anni Sessanta/Settanta americani nel senso voluto dal regime; di riabilitarli. Se ci pensiamo sono gli anni peggiori per l'immagine americana dell'intero Novecento: movimento dei diritti civili e sua repressione; contestazione giovanile e sua repressione; Pantere Nere e loro sterminio; guerra del Vietnam e relative bibliche stragi di innocenti.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">La vicenda di Jean Seberg fu all'epoca un avvenimento clamoroso, e negativo per il regime quasi come quelli accennati: era opportuno, dato che si facesse un film per riabilitare tutto il periodo, riabilitare anche gli aguzzini della Seberg.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Il personaggio di Jenny infatti riabilita il regime tramite la diffamazione che opera della Seberg. Il subconscio di quegli spettatori in cui si &egrave; verificata l'identificazione ragiona con la cieca meccanica che gli &egrave; propria: se Jenny &egrave; <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">la Seberg</st1:personname> allora <st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">la Seberg</st1:personname> fin&igrave; male perch&eacute; con hippies e Pantere Nere impar&ograve; la droga e la promiscuit&agrave; e di l&igrave; la disperazione e la gravidanza e il suicidio; non sapevo che avesse anche l'AIDS ma s&igrave;, pu&ograve; darsi.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:personname w:st="on" productid="La Seberg">La Seberg</st1:personname> &egrave; diventata cos&igrave; un personaggio negativo, e se ebbe degli aguzzini questi non furono poi cos&igrave; inescusabili. Il lavorio del subconscio come si sa ha effetti a livello della coscienza (&egrave; per questo che l'USIA ricorre cos&igrave; spesso alla tecnica subliminale). Molti lettori italiani potranno obiettare di non aver mai sentito parlare di Jean Seberg. Pu&ograve; darsi, ma altri s&igrave;. Ci sono paesi poi dove la vicenda della Seberg ebbe eco maggiore che in Italia, inducendo strascichi pi&ugrave; lunghi nella memoria. In Francia ad esempio, e senz'altro negli Stati Uniti; non tutti i critici cinematografici europei inoltre sono come quelli italiani, o come Paolo Limiti. L'USIA quando manipola sceneggiature non pensa solo all'Italia; pensa al mondo.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Povera Jean Seberg. Le diffamazioni dell'FBI l'uccisero. Ora anche le diffamazioni di Hollywood, sulla sua tomba.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Il personaggio di Jenny in Forrest Gump costituisce la prova provata, inoppugnabile, delle interferenze del governo statunitense nei prodotti finiti di Hollywood. In questo caso infatti &egrave; esclusa ogni altra ipotesi. Non pu&ograve; essersi trattato delle opinioni personali del regista o dei produttori: che interesse potevano avere Zemeckis, Tisch, Starkey o Finerman a falsificare, e in tale modo subliminale e premeditato - da specialisti della propaganda - la vicenda di Jean Seberg?<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Solo l'USIA, per conto del governo statunitense, poteva avere interesse in una tale operazione. E' la prima volta nella storia di Hollywood che l'attivit&agrave; dell'USIA viene dimostrata. Ci&ograve; &egrave; stato dovuto a un colpo di fortuna nostro: lo specialista in tecniche subliminali dell'USIA che ha lavorato sul film era troppo bravo ed ha ecceduto nei virtuosismi.<o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Lo stesso personaggio di Jenny in <em style="">Forrest Gump</em> rappresenta anche la sentenza pi&ugrave; definitiva per i critici cinematografici non solo italiani, ma anche europei: era un messaggio in codice diretto all'inconscio degli spettatori e non l'hanno afferrato. Spero abbiano imparato cosa sono davvero i film di Hollywood.</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-25T19:56:00Z</updated>
<published>2009-09-25T19:56:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tutti noi, da bambini, abbiamo dormito con &ldquo;Topolino&rdquo; della Mondadori sotto il cuscino. Giorni lieti e sollazzevoli letture che hanno accompagnato la nostra infanzia, ritemprando le fatiche scolastiche con momenti d&rsquo;evasione nel magico mondo di Paperopoli e Topolinia. Affascinanti avventure marchiate a fuoco sulla nostra psiche d&rsquo;acerbi mocciosetti dall&rsquo;onnipresente svolazzo autografo del padre fondatore dell&rsquo;immaginario antiumano del Novecento, Walt Disney, in compagnia di simpatiche bestie parlanti: Paperino e Paperone, Eta Beta e Clarabella, Pippo e Gambadilegno. Ma tra i mille simpatici personaggi disneyani ve n&rsquo;&egrave; uno che, nonostante la sua enorme rilevanza nella storia del fumetto mondiale, pochi di noi ricordano: Adolf Hitler, il simpatico dittatore baffuto. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Adolf Hitler fu creato da Walt Disney nel 1942. Le sue prime apparizioni avvennero sul grande schermo, in una divertente serie di cartoni animati. Qui sopra potete vedere uno dei primi cortometraggi che il pap&agrave; di Topolino dedic&ograve; al suo nuovo personaggio, a cui sembrava molto affezionato. Adolf &egrave; il timido dittatore del fantastico regno di Germania, teatro di mille incredibili ed esilaranti avventure. E&rsquo; profondamente innamorato del suo paese, il quale, di tanto in tanto, assume le sembianze allegoriche di una corpulenta valchiria ubriaca, affettivamente legata ad un boccale di birra di colossali proporzioni. Ma &egrave; al di fuori dell&rsquo;allegoria che la rappresentazione del felice regno di Germania ritrova quell&rsquo;incanto che riusc&igrave; a stregare, negli anni &rsquo;40, i bambini di ogni parte del mondo e che ancora oggi &egrave; ricordato con affetto da mocciosi di ogni latitudine, soprattutto se storici di professione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel felice regno disneyano di Germania ogni cittadino conosce solo due parole, che sono &ldquo;Sieg&rdquo; e &ldquo;Heil&rdquo;, e le pronuncia con comprensibile frequenza. I bambini le strillano a braccio teso e a bocca spalancata, in un ameno tormentone che verr&agrave; poi ripreso sugli albi a fumetti. Anche gli adulti conoscono queste due sole parole, che sono utilizzate in ogni occasione della vita sociale, dalla richiesta dei certificati di nascita alle visite dall&rsquo;otorinolaringoiatra. Pi&ugrave; tardi alcuni sceneggiatori della Disney inserirono nei dialoghi altre due frasi, &ldquo;Gott in Himmel!&rdquo; e &ldquo;Jawhol, Mein Fuhrer!&rdquo;, ma questa innovazione non fu gradita dai lettori americani, che la ritennero un&rsquo;inutile complicazione sofistica. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel felice regno di Germania i funzionari pubblici sono enormi figure nere, di cui non si vede mai il viso, giganteggianti sui comuni cittadini che scompaiono al loro cospetto. Pi&ugrave; tardi la figura dei funzionari pubblici di Germania ispirer&agrave; a Floyd Gottfredson il personaggio di Macchia Nera. Dai cittadini di Germania nasceranno, invece, Qui Quo Qua.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel fantastico regno disneyano di Germania i cittadini leggono un unico libro dal fascinoso nome di &ldquo;Mein Kampf&rdquo;, mentre i testi di ogni altro tipo vengono pubblicamente dati alle fiamme in allegre salsicciate collettive. Questa caratterizzazione fu giustamente criticata dai lettori americani, che la ritennero una boiata di proporzioni eccessive: non si &egrave; infatti mai visto, sostenevano correttamente i lettori americani di Topolino, un individuo in grado di leggere un intero libro dall&rsquo;inizio alla fine. Va bene la fantasia, ma anche l&rsquo;immaginazione deve avere i suoi limiti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel meraviglioso regno di Germania tutti i cittadini di sesso maschile esercitano un unico mestiere, che &egrave; quello del soldato sgambettante con occhio torvo e mascella quadrangolare. Tutte le amministrazioni pubbliche, le rivendite di alimentari, gli ospedali, le edicole, le fabbriche e le fumerie d&rsquo;oppio sono gestite unicamente da donne, neonati e &ndash; in alcuni casi &ndash; da Pippo e Cip&amp;Ciop. Non esistono attivit&agrave; bancarie, n&eacute; usurai, n&eacute; speculatori di borsa, poich&eacute; rappresentare i gestori di tali attivit&agrave; e la loro categoria d&rsquo;appartenenza non sarebbe stato possibile. Infatti Zio Paperone e Rockerduck non erano ancora stati inventati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel felice regno di Germania i cittadini-soldati, dopo aver marciato tutta la vita a zampa tesa, si tramutano orribilmente in candide croci con un elmo sopra. Cosa che capita anche nella realt&agrave; ad ogni persona, in qualunque parte del mondo, pi&ugrave; o meno. Ma la grande immaginazione disneyana seppe introdurre un elemento di straordinaria originalit&agrave;: solo i soldati nazisti si tramutano &ndash; e tramutano i loro simili &ndash; in croci biancheggianti, mentre i soldati del resto del mondo, a partire da quelli americani, regalano chewingum ai bambini dei paesi occupati, aiutano le vecchiette di Dresda ad attraversare la strada e sono immortali come Ras-al-Ghul.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questo grande affresco dell&rsquo;immaginario collettivo definisce ancora oggi, a quasi 70 anni di distanza, la percezione del nazismo presso i lattanti di ogni latitudine. Non c&rsquo;&egrave; giornalista, editorialista, storiografo, politicante o anchorman televisivo che non racconti ai suoi compagni d&rsquo;asilo delle fantastiche avventure dell&rsquo;allegro dittatore disneyano e delle sue moltitudini di mangiacrauti marcianti alla conquista del mondo. Un mirabile classico d&rsquo;epoca, forse un po&rsquo; demod&egrave; e abbisognante di continui aggiornamenti immaginifici, ma ormai radicato nella nostra percezione del mondo e mai dimenticato. <span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-22T23:09:00Z</updated>
<published>2009-09-22T23:09:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">L&rsquo;AMERICA VEDE ROSSO<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">di Israel Shamir</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">dal sito <a href="http://www.israelshamir.net/">www.israelshamir.net</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Traduzione di Gianluca Freda</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">C&rsquo;&egrave; un <a href="http://sprott.physics.wisc.edu/pickover/whowish.htm">racconto</a> ebraico in cui ad un uomo viene offerta la possibilit&agrave; di vedere esaudito qualunque suo desiderio, a patto che al suo vicino spetti il doppio. Dopo averci pensato un po&rsquo;, l&rsquo;uomo esprime il suo desiderio: per favore, privami di un occhio! Questo &egrave; un atteggiamento tipicamente americano. Un americano rinuncia ad avere cure mediche gratuite se la condizione &egrave; quella di permettere anche ad altri di averle. Questo &egrave; ci&ograve; che possiamo dedurre dalle manifestazioni contro la riforma sanitaria proposta da Obama. Gli slogan e le idee dei dimostranti erano a dir poco curiosi!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Una bambina domanda come far&agrave; a pagare il conto se la riforma sanitaria verr&agrave; approvata. Questa bambina &ndash; o piuttosto i suoi genitori &ndash; non si &egrave; mai chiesta come avrebbe fatto a pagare il conto delle guerre in Iraq e Afghanistan, come avrebbe fatto a pagare il conto del coinvolgimento americano in Palestina, come avrebbe potuto ripagare i trilioni di dollari regalati ai banchieri. Fino ad ora il Grande Governo andava bene. Forniva miliardi alla AIG: ok. Miliardi per nuovi jet militari: fantastico. Miliardi alla Blackwater per ammazzare un altro po&rsquo; di irakeni e pakistani: splendido. Miliardi a Israele: perfetto. Ma finanziare la sanit&agrave;? Che razza di idea comunista!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il problema delle assicurazioni sanitarie americane &egrave; qualcosa che noi stranieri non riusciamo a capire. Tutti noi, che si viva in Inghilterra o in Russia, in Israele o in Francia, abbiamo un servizio sanitario nazionale; al massimo ci lamentiamo che non funziona bene come un tempo. Ma quale persona normale preferirebbe trasformare la propria salute in un bene di lusso e farla dipendere dal proprio conto in banca? Eppure questa strana attitudine &egrave; ben radicata nella mentalit&agrave; contorta degli americani. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli Stati Uniti sono una specie di &ldquo;progetto&rdquo; sperimentale: vedere cosa succede quando un territorio semideserto viene colonizzato da persone di diversa cultura, di diversa etnia e con diverse affiliazioni, tutte mosse dal desiderio di arricchirsi e prive di inibizioni morali diverse da una Smith &amp; Wesson. Dapprima distruggono i nativi del luogo e dei luoghi vicini, poi si danno al cannibalismo. Se gli americani non si divorano l&rsquo;uno con l&rsquo;altro &egrave; solo perch&eacute; hanno trovato qualcun altro da mangiare tutti insieme. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;America &egrave; stata costruita sull&rsquo;amore per il profitto e sull&rsquo;odio verso il comunismo. Il suo anticomunismo &egrave; viscerale, brutale, istintivo, congenito. Gli Stati Uniti sono stati creati per essere lo sceriffo supremo, il bastione del sincero individualismo, dell&rsquo;&rdquo;homo homini lupus&rdquo;, del rifiuto della nozione di solidariet&agrave; e aiuto reciproco. Questo era il piano dei loro progettisti. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma poich&eacute; la natura umana &egrave; quello che &egrave;, questo progetto satanico &egrave; parzialmente fallito grazie alla bont&agrave; spontanea degli uomini e delle donne. Esistono molti meravigliosi americani che si ribellano al crasso materialismo e all&rsquo;avidit&agrave; senza freni, pur essendo isolati nell&rsquo;ambiente in cui vivono; i personaggi migliori della letteratura americana vivono e combattono da soli. Cos&igrave; fa Thoreau nella sua Walden. Cos&igrave; Ishmael sul Pequod. Cos&igrave; il Vecchio sul suo Mare. La solidariet&agrave; &ndash; l&rsquo;agire insieme &ndash; brilla per la sua assenza nella letteratura americana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Qualunque stato europeo, dall&rsquo;Inghilterra alla Russia, possiede il suo sistema sanitario nazionale, perch&eacute; ogni nazione considera se stessa un corpo vivente ed ogni membro della nazione &egrave; una parte importante di quel corpo. Tutte queste nazioni sono o sono state cristiane e solidariste. I loro cittadini appartenevano ad un&rsquo;unica chiesa. Gli Stati Uniti sono differenti, a causa dello spirito anti-solidaristico e anti-cristiano dei loro fondatori. Il loro Destino Manifesto non &egrave; legato alla fede. I fondatori degli Stati Uniti negarono apertamente di appartenere ad una nazione cristiana quando conclusero il <a href="http://www.earlyamerica.com/review/summer97/secular.html">Trattato di Tripoli</a>, e il loro rifiuto fu sincero, perch&eacute; la solidariet&agrave; &egrave; una caratteristica della fede cristiana. <span style="">&nbsp;&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ogni settore della societ&agrave; americana &ndash; la destra, la sinistra, le chiese, i partiti &ndash; condivide questa assenza di compassione ingigantita dall&rsquo;invidia. La destra americana &egrave; ossessionata dall&rsquo;anticomunismo. Ci&ograve; &egrave; scontato nella destra imperialista dei Ronald Reagan e dei George Bush junior e senior. Quello che lascia sconcertati &egrave; che perfino la destra americana anti-imperialista e nazionalista per tradizione (i &ldquo;paleocons&rdquo;) sia altrettanto anticomunista e anti-cristiana. Io per primo avevo sperato che comprendessero i propri errori del passato e divenissero alleati di altre forze anti-imperialiste, come Cina, Russia e Iran. Ma ahim&egrave;, se costoro non amano i neocon, e questo &egrave; un bene, non riescono per&ograve; ad essere migliori di loro: anzich&eacute; combattere gli arabi, preferirebbero ammazzare un po&rsquo; di russi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In un recente <a href="http://buchanan.org/blog/did-hitler-want-war-2068">articolo</a>, Patrick Buchanan canta le glorie della Germania di Adolf Hitler e maledice <st1:personname productid="la Russia" w:st="on">la Russia</st1:personname> comunista. Si duole che gli Stati Uniti si siano alleati con i russi contro i tedeschi, anzich&eacute; viceversa. Io non ho nulla contro le persone che ammirano Hitler per ragioni sentimentali: costoro apprezzano il suo solidarismo, la grandezza che seppe dare alla Germania, il suo vegetarianesimo, il modo in cui tratt&ograve; le banche e i banchieri e la sua unificazione dei territori tedeschi. Esiste per&ograve; una linea rossa: le persone che ammirano Hitler in virt&ugrave; del suo attacco contro <st1:personname productid="la Russia" w:st="on">la Russia</st1:personname> e/o dei suoi massacri contro i civili sono mie nemiche. Se parliamo della battaglia di Stalingrado, so bene da che parte stare. E Buchanan sta dalla parte opposta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Simili commenti anti-comunisti e anti-russi spiccano in altri scritti dei <a href="http://www.toqonline.com/">nazionalisti bianchi di estrema destra</a>. Cercate la parola chiave, che &egrave; &ldquo;orde&rdquo;. Per i neocon ci sono le <a href="http://atlasshrugs2000.typepad.com/atlas_shrugs/2009/01/the-muslim-hord.html">&ldquo;orde dei musulmani&rdquo;</a>, per i nazionalisti bianchi ci sono le &ldquo;orde russe&rdquo;, come nell&rsquo;articolo di Buchanan: &ldquo;Nel maggio 1945 le orde dell&rsquo;Armata Rossa occupavano tutte le grandi capitali del centro Europa: Vienna, Praga, Budapest, Berlino&rdquo;. Si dimentica per&ograve; di dire che ci&ograve; avvenne perch&eacute; i popoli di quelle grandi capitali avevano deciso di tentare la fortuna a Mosca sotto le bandiere di Hitler, cosa che potrebbe succedere di nuovo se questa lezione verr&agrave; dimenticata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.theoccidentalobserver.net/authors/Sunic-EU.html">Tom Sunic</a>, mio amico di vecchia data, muovendo alla ricerca di una Nuova Destra, &egrave; pervenuto alla scoperta del Vecchio Hitlerismo: <em style="">&ldquo;L&rsquo;ultimo colpo nella capitale europea di Berlino fu sparato da un soldato sovietico ubriaco, che ammazz&ograve; un giovane volontario francese delle SS&rdquo;</em>. Beh, che Dio benedica quel soldato sovietico, ubriaco o sobrio che fosse, per la sua buona mira, e all&rsquo;inferno l&rsquo;uomo delle SS, giovane o di mezza et&agrave;, soprattutto se si era offerto <strong style=""><em style="">volontario</em></strong> per fare quel lavoro da macellai. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Buchanan parla de <em style="">&ldquo;la pi&ugrave; barbara tirannia della storia: il regime bolscevico del pi&ugrave; grande terrorista che si sia mai visto, Joseph Stalin&rdquo;</em>. L&rsquo;odio verso Stalin, l&rsquo;uomo che ferm&ograve; Hitler, che cre&ograve; <st1:personname productid="la Russia" w:st="on">la Russia</st1:personname> moderna e fece rinascere <st1:personname productid="la Chiesa Russa" w:st="on"><st1:personname productid="la Chiesa" w:st="on">la Chiesa</st1:personname> Russa</st1:personname> dopo gli eccessi trotzkisti, &egrave; il terreno comune di questi anticomunisti. Se davvero gli importasse qualcosa del popolo russo come dicono, potrebbero chiedere a loro e accorgersi che, nonostante decenni di propaganda anticomunista, Stalin &egrave; ancora molto amato dai russi. In un ampio sondaggio condotto di recente dalla TV russa, Stalin &egrave; stato scelto come &ldquo;il pi&ugrave; importante personaggio nella storia russa&rdquo;, insieme a Sant'Alexander Nevsky. I russi ricordano bene che Stalin divenne leader di una nazione analfabeta devastata dalla guerra civile, una nazione senza un&rsquo;industria, con un&rsquo;agricoltura morente, senza denaro e con debiti immensi, circondata da nemici. Egli cre&ograve; l&rsquo;industria, costru&igrave; case e strade, cre&ograve; un sistema sanitario gratuito e un eccellente sistema scolastico per tutti; rese <st1:personname productid="la Russia" w:st="on">la Russia</st1:personname> il paese con la migliore istruzione del mondo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli americani senza pregiudizi potrebbero trovare di loro gradimento l&rsquo;atteggiamento semplice di Stalin nei confronti della vita e degli affari. Egli avrebbe prontamente risolto l&rsquo;attuale crisi finanziaria mandando i banchieri a tagliare legna da qualche parte nel profondo Oregon e cancellando tutti i debiti. Le fabbriche automobilistiche di Detroit sarebbero state salvate. Quando Stalin scopr&igrave; l&rsquo;esistenza di una lobby sionista nel suo paese, la fece a pezzi seduta stante invece di arrendersi ad essa, mentre i normali ebrei fedeli alla Russia conservarono le proprie posizioni. Ecco perch&eacute; il suo nome viene oggi infangato dagli anticomunisti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non &egrave; questo il luogo n&eacute; il momento per parlare delle assurde esagerazioni relative ai presunti crimini sovietici. Basti dire che sono immaginari. Nessuno, neanche Stalin, avrebbe potuto uccidere cento milioni di persone su una popolazione di 160 milioni, vincere una guerra e ritrovarsi ancora con 250 milioni di persone a guerra finita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;odio malato verso il comunismo gronda anche dall&rsquo;articolo di un altro anti-imperialista di destra, Chuck Baldwin. Questo &ldquo;candidato alternativo&rdquo; <a href="http://www.borderfirereport.net/chuck-baldwin/red-flag-to-fly-over-white-house.php">ha dato in escandescenze</a> contro la bandiera cinese, che &egrave; rossa, quando essa &egrave; stata esposta nel Prato Sud della Casa Bianca in occasione della festa nazionale della Cina. Egli parla dell&rsquo; <em style="">&ldquo;estremo oltraggio di far sventolare la bandiera comunista cinese&rdquo;</em>. Ci&ograve; sarebbe <em style="">&ldquo;incredibile, irreale, orripilante, osceno, perfino da traditori... perch&eacute; i leader comunisti della Cina di Mao sono i macellai di Pechino, e questo dimostra... le inclinazioni comuniste del presidente Obama&rdquo;</em>.<span style="">&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Inoltre, Baldwin narra la straziante storia del povero popolo cinese sofferente sotto la crudele dittatura di Mao. Se la dittatura comunista fa cos&igrave; schifo, come mai gli Stati Uniti sono indebitati verso <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> per la cifra di diversi trilioni? Prima di Mao, <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> era una miserabile semi-colonia dell&rsquo;Occidente, &lsquo;i cinesi e i cani&rsquo; non erano ammessi in alcune zone di Shanghai, le carestie impazzavano tutti gli anni e le flotte anglo-americane fornivano premurosamente oppio alla popolazione quando non erano impegnate a dare alle fiamme il Palazzo di Pechino. Oggi, dopo tutti questi anni di tirannia comunista, i cinesi sono un fulgido esempio per il resto del mondo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In ogni caso, esporre la bandiera cinese in queste circostanze non significa proclamare il comunismo dottrina di stato, &egrave; un semplice gesto di cortesia. Allo stesso modo esporre la bandiera israeliana sullo stesso prato non &egrave; mai stato considerato dalle persone sane di mente un segno di sottomissione ai Savi di Sion, n&eacute; l&rsquo;esposizione della bandiera britannica implica la cancellazione della Dichiarazione d&rsquo;Indipendenza. E&rsquo; un peccato che l&rsquo;amministrazione Obama se la sia fatta addosso e abbia deciso di cancellare l&rsquo;evento. Questa mancanza di spina dorsale in Obama non &egrave; un buon segno, come abbiamo gi&agrave; imparato riguardo alla questione del Medio Oriente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Anche la sinistra americana ha paura del comunismo. In molti, molti articoli e risposte alle manifestazioni anti-Obama, gli scrittori di sinistra sottolineano puntualmente il razzismo dei dimostranti. <a href="http://www.truthout.org/091509R?n">William Rivers Pitt</a> ha parlato di <em style="">&ldquo;esponenti di destra bianchi, di mezza et&agrave;, corpulenti e pieni di fifa... una manifestazione del Ku Klux Klan senza i cappucci e le torce&rdquo;</em>. <a href="http://www.counterpunch.com/day09152009.html">Susie Day</a> ritiene che le manifestazioni siano organizzate da bianchi infuriati per i rimproveri mossi da Obama a un poliziotto bianco.<span style="">&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Io non credo molto al razzismo. La reputazione di questo fenomeno &egrave; ampiamente sopravvalutata, per quanto mi &egrave; dato vedere. I russi, che dovrebbero essere razzisti, hanno adorato Stalin, che era un georgiano. I francesi e i tedeschi, anche loro considerati razzisti, hanno avuto rispettivamente un primo ministro e un ministro degli esteri ebreo nell&rsquo;ultimo secolo. Gli americani non hanno avuto problemi ad eleggere un nero come Obama. Perci&ograve; il razzismo &egrave; una fandonia. Gli esponenti della sinistra americana, che vorrebbero spiegare ogni cosa col razzismo, stanno abbaiando all&rsquo;albero sbagliato e lo sanno bene, solo che non hanno il coraggio di parlare dei problemi reali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La paura patologica della solidariet&agrave; fra gli uomini &egrave; ci&ograve; che fa tremare le ginocchia alla societ&agrave; americana. Essa &egrave; stata innescata dalla lobby per screditare il presidente Obama. Poich&eacute; egli si &egrave; opposto all&rsquo;espansione israeliana, poich&eacute; ha osato menzionare i diritti e la sofferenza dei palestinesi, la lobby lo combatte in ogni occasione possibile, perfino sulla questione della sanit&agrave; nazionale. Se Obama facesse tutto ci&ograve; che loro gli chiedono di fare in Medio Oriente, le sue iniziative interne passerebbero tanto facilmente quanto un vaporetto attraverso il Golden Gate.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Obama viene attaccato ad ogni passo che compie. Pensiamo al Medio Oriente: Israele vuole bombardare l&rsquo;Iran. Il presidente ha rifiutato le richieste di Netanyahu di un attacco contro Teheran, ma la lobby non accetta un no come risposta. Sulla Voce della Lobby, meglio conosciuta come <em style="">Wall Street Journal</em>, Bret Stephens proclama assurdamente: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203917304574410672271269390.html">Obama sta spingendo Israele verso la guerra</a>. In che modo? Il rifiuto di attaccare l&rsquo;Iran da parte di Obama &ldquo;sta spingendo Israele verso un attacco militare preventivo contro l&rsquo;Iran&rdquo;. <st1:personname productid="La Voce" w:st="on">La  Voce</st1:personname> della Lobby non nasconde il fatto che una simile aggressione si tradurrebbe in &ldquo;prezzo del petrolio a 300 dollari al barile, una guerra in Medio Oriente, con i militari americani presi nel mezzo&rdquo;. Per un lettore normale, la conclusione &egrave; ovvia: &egrave; per questo che Obama ha proibito agli israeliani di attaccare l&rsquo;Iran. Ma il sofista della Lobby presenta un&rsquo;altra spiegazione: spetta all&rsquo;America attaccare l&rsquo;Iran, non a Israele. Il rifiuto di Obama di interferire con l&rsquo;Iran equivale a dire che &ldquo;Obama sta spingendo Israele verso la guerra&rdquo;. Begorrah!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mentre il nemico &egrave; in piena attivit&agrave;, nessun amico si fa avanti per aiutare il presidente americano sotto attacco. Molti di noi hanno ricevuto e diffuso una mail in cui si affermava che Obama ha appoggiato il colpo di stato in Honduras. Assai minore attenzione &egrave; stata dedicata al fatto che Obama ha in realt&agrave; <a href="http://www.democracynow.org/2009/9/4/us_cuts_more_aid_to_honduras">tagliato</a> le sovvenzioni all&rsquo;Honduras come risposta al colpo di stato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Considerando questa solitudine del presidente, Netanyahu pu&ograve; permettersi di ridicolizzare le sue miti e limitate richieste. Non c&rsquo;&egrave; altra parola per definire la risposta di Israele: la promessa di &lsquo;congelare&rsquo; la costruzione di qualche nuovo insediamento per qualche mese. Una risposta del genere &egrave; solo marginalmente migliore di &ldquo;ma ficcatelo l&igrave;&rdquo;. Ed &egrave; pure stata seguita dall&rsquo;annuncio di cinquecento nuove abitazioni per gli ebrei alla faccia delle richieste di Obama. Obama non osa mettere ulteriormente alla prova l&rsquo;intransigenza di Israele, perch&eacute; Congresso e Senato sono sul libro paga degli ebrei e questi potenti ebrei preferiscono il sionismo al comunismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Che peccato! Un tempo gli ebrei erano tutti per il comunismo e nessuno per il sionismo, e questo aveva prodotto notevoli miglioramenti nelle sorti umane. In un interessante <a href="http://www.fpp.co.uk/bookchapters/WSC/WSCwrote1920.html">articolo</a>, Winston Churchill scriveva negli anni 20: gli ebrei stanno scegliendo fra comunismo e sionismo, facciamo in modo di indirizzarli verso il sionismo cos&igrave; si isoleranno e la smetteranno di darci fastidio. Il suo progetto fu realizzato: gli ebrei si lasciarono sedurre dall&rsquo;idea sionista, abbandonarono il comunismo e divennero suoi nemici. Il risultato fu piuttosto triste: il contributo degli ebrei israeliani al benessere dell&rsquo;umanit&agrave; &egrave; oggi pari a zero, a meno di non mettere in conto le nuove tecniche di tortura e sorveglianza. Anche negli altri paesi gli ebrei sprecano il loro tempo e le loro capacit&agrave; sullo stesso sordido progetto sionista, anzich&eacute; aiutare i loro connazionali a rendere migliori le loro vite. Winston Churchill accese una candela la cui luce continua ad attirare farfalle che muoiono sulla fiamma. Il coraggioso rapporto del giudice Richard Goldstone &egrave; il primo segnale di un cambiamento di rotta: nonostante le sue <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1251804583376&amp;pagename=JPArticle%2FShowFull">simpatie filoisraeliane</a>, egli ha condannato le recenti atrocit&agrave; compiute contro Gaza.<span style="">&nbsp;&nbsp; </span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; tempo che Obama si faccia avanti senza paura. Deve iniziare ad ascoltare la voce dei suoi concittadini americani. Se essi sono furiosi e preoccupati a causa dell&rsquo;immigrazione, deve fermare l&rsquo;immigrazione completamente. Mandare via gli stranieri illegali o legalizzare coloro che vivono in America da tempo sufficiente. Far vedere alle persone che si cura di loro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Deve andare avanti con la riforma sanitaria. Questo settore &egrave; maturo per una rivoluzione. Solo in tempi di crisi un grande leader pu&ograve; porre in atto riforme radicali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Prendere a prestito le idee di Illich sulla <a href="http://letterstotheempire.com/medical-nemesis-by-ivan-illich/">Nemesi Medica</a> e minimizzare il costo delle cure sanitarie. Alla maniera cubana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Equiparare la salute al corpo dei pompieri: i corpi umani non sono meno importanti degli edifici. Nessuno si meraviglia del fatto che i vigili del fuoco non siano un ente privato. Trasformare la sanit&agrave; in un servizio pubblico e rendere i medici dei pubblici dipendenti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Mettere al bando la sanit&agrave; privata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Offrire cure mediche a tutti, a spese dello Stato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Arrestare lo sviluppo di costosi congegni e procedure di supporto vitale. Basta trapianti, basta complicati trattamenti contro l&rsquo;infertilit&agrave;, basta tecnologie riproduttive, basta operazioni al cuore e al cervello, basta con gli aborti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Tagliare la ricerca. Che le malattie incurabili restino incurabili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Permettere alle persone di nascere e morire. Questo &egrave; normale, al contrario della paura morbosa della morte.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Gi&agrave; che c&rsquo;&egrave;, nazionalizzare le compagnie farmaceutiche. Costringerle a vendere i medicinali al servizio sanitario nazionale a costi di produzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In questo modo il servizio sanitario nazionale diverr&agrave; efficace, semplice, universale e poco costoso. Comunismo? S&igrave;, grazie. Sar&agrave; un bene per voi? Certo, a meno che non siate un ricco ginecologo. E il compagno Stalin lo approverebbe!<span style=""> <br /></span></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-20T21:19:00Z</updated>
<published>2009-09-20T21:19:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A questo punto credo di poterlo dire: chi pensava che l&rsquo;amministrazione Obama sarebbe stata una mera continuazione della politica dell&rsquo;era Bush sotto le inedite spoglie &ldquo;politically correct&rdquo; di un presidente nero aveva compiuto una valutazione imprecisa. Ho aspettato diversi mesi prima di scriverlo, perch&eacute; io stesso sospettavo che l&rsquo;elezione di Obama non fosse altro che la solita operazione di facciata, in cui si muta la confezione affinch&eacute; il contenuto rimanga lo stesso. Bene, credo ormai di poter dire che non era cos&igrave;. Con l&rsquo;elezione di Obama i rapporti tra USA e Israele sono profondamente mutati; e cambiare i rapporti tra USA e Israele significa cambiare radicalmente faccia all&rsquo;intera geopolitica internazionale. Ci aveva visto giusto Israel Shamir, i cui articoli ho tradotto e pubblicato nei mesi passati: Obama &egrave; s&igrave; l&rsquo;ennesima &ldquo;creatura&rdquo; della lobby ebraica statunitense, come i suoi detrattori giustamente affermano. Costoro si dimenticano per&ograve; di dire che quando parliamo di lobby e di Stati Uniti non parliamo di entit&agrave; monolitiche che condividano, nella loro interezza, un rigoroso fine unitario. Esistono ramificazioni, devianze, scontri, rivalit&agrave;, molteplicit&agrave; ed inconciliabilit&agrave; d&rsquo;interessi all&rsquo;interno di questi organismi ed &egrave; da questi contrasti interni che &egrave; nata la figura del nuovo presidente. <a href="http://blogghete.blog.dada.net/post/1207094598/UN+ATTORE+CONTESO#commentil">Scriveva Shamir</a> qualche mese fa che Obama rappresenta il trionfo dell&rsquo;ala sinistra della lobby ebraica (che ha i propri interessi economici in territorio USA) sull&rsquo;ala destra filoisraeliana che durante l&rsquo;amministrazione Bush-Cheney aveva trasformato la politica estera americana in uno strumento di terrore globale totalmente asservito agli interessi israeliani. Gli attacchi dell&rsquo;11 settembre 2001, organizzati e gestiti da elementi del Mossad e della CIA, con la stretta collaborazione di figure di primo piano dell&rsquo;amministrazione USA, avevano segnato &ndash; con le loro conseguenze internazionali &ndash; la fase di massimo asservimento della politica statunitense ai diktat israeliani. Non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;, e le evidenze del cambiamento di rotta sono ormai abbondanti. Alcune di esse sono recentissime e piuttosto clamorose. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le ostilit&agrave; tra le due ali della lobby israelo-americana divennero evidenti gi&agrave; subito dopo l&rsquo;elezione di Obama, quando l&rsquo;11 dicembre 2008 venne arrestato per bancarotta fraudolenta il finanziere ebreo Bernie Madoff. Il fallimento e l&rsquo;arresto di Madoff, al di l&agrave; della loro rilevanza di &ldquo;monito&rdquo;, misero in serie difficolt&agrave; economiche molti dei sostenitori dell&rsquo;ala destra della lobby, riducendo all&rsquo;osso le loro possibilit&agrave; di finanziare politici di parte all&rsquo;interno dell&rsquo;amministrazione americana.<span style="">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Poco prima dell&rsquo;insediamento di Obama, Israele scaten&ograve; contro Gaza l&rsquo;Operazione Piombo Fuso, una delle pi&ugrave; atroci e sanguinarie azioni di sterminio mai progettate contro i palestinesi, con l&rsquo;utilizzo di fosforo bianco e bombardamenti a tappeto contro la popolazione civile. Possiamo dire ora, con il senno del poi, che si tratt&ograve; di un&rsquo;azione dimostrativa rivolta non tanto a scongiurare l&rsquo;inesistente rischio dei razzi di Hamas, ma a sottolineare l&rsquo;intransigenza del governo israeliano riguardo la prosecuzione della consueta politica in Medio Oriente, con o senza l&rsquo;approvazione dei nuovi inquilini della Casa Bianca.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli attacchi agli affari e all&rsquo;immagine di Israele nel mondo si sono moltiplicati negli ultimi mesi, con l&rsquo;arresto in New Jersey della rete di rabbini trafficanti in organi umani sotto l&rsquo;egida d&rsquo;Israele e con il riconoscimento della medaglia al valor militare ad uno dei superstiti della USS Liberty, la nave americana aggredita da forze militari israeliane nel 1967. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Uno degli ultimi &ldquo;affronti&rdquo; a Israele &egrave; stata la pubblicazione ad opera di Richard Goldstone, capo di una commissione d&rsquo;indagine nominata dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, di un rapporto sui crimini di guerra compiuti da Israele durante l&rsquo;Operazione Piombo Fuso (perfino la solitamente partigianissima Amnesty International ha definito quell&rsquo;attacco contro i civili come <em style="">&ldquo;22 giorni di morte e distruzione&rdquo;</em>). </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il tentativo di affiancare ad Obama il cane da guardia USraeliano Joe Biden, per tenerlo sotto controllo, &egrave; fallito: le dichiarazioni di Obama e quelle di Biden, particolarmente riguardo all&rsquo;Iran, sono quanto di pi&ugrave; antitetico sia possibile immaginare. Gi&agrave; questo sarebbe sufficiente a rendere idea dello scontro in atto ai vertici della politica americana per ottenere finalmente un affrancamento degli USA dalla servit&ugrave; sionista imposta al paese nell&rsquo;ultimo decennio. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma gli eventi pi&ugrave; clamorosi e significativi sono forse quelli relativi all&rsquo;affare della Arctic Sea, la nave russa aggredita due mesi fa da non meglio identificati &ldquo;pirati&rdquo; e poi recuperata grazie ad un&rsquo;azione congiunta delle forze americane e russe. La storia &egrave; inquietante e preoccupante: <st1:personname productid="la Arctic Sea" w:st="on"><st1:personname productid="la Arctic" w:st="on">la Arctic</st1:personname> Sea</st1:personname> trasportava tre missili atomici recuperati dal sottomarino russo <a href="http://www.users.cloud9.net/~bradmcc/kursk.html">K-141 Kursk</a>, affondato nel 2000 nel Mare di Barents in seguito ad un&rsquo;esplosione, provocando la morte di tutti i 118 membri dell&rsquo;equipaggio. I missili, recuperati grazie alle attrezzature della Arctic Sea in collaborazione con le forze militari finlandesi, dovevano essere spediti in Texas, presso l&rsquo;installazione denominata Pantex Plant, per essere smantellati. Ma non sono mai arrivati in Texas. Il 24 luglio, mentre transitava attraverso <st1:personname productid="la Manica" w:st="on">il Baltico (attraverso la Manica</st1:personname>, secondo altre fonti), <st1:personname productid="la Arctic Sea" w:st="on"><st1:personname productid="la Arctic" w:st="on">la Arctic</st1:personname>  Sea</st1:personname> &egrave; stata aggredita da &ldquo;commandos non identificati&rdquo;, che hanno preso possesso della nave spacciandosi per poliziotti svedesi antidroga. Il 12 agosto il Presidente russo Medvedev e il primo ministro Putin hanno organizzato un incontro sul Mar Nero con il presidente finlandese Tarja Halonen. E&rsquo; stato deciso di organizzare una ricerca a tappeto della nave dirottata utilizzando &ldquo;tutte le risorse disponibili&rdquo; della flotta russa. <em style="">&ldquo;Tutte le navi e tutti i vascelli della Marina Russa presenti nell&rsquo;Atlantico&rdquo;</em>, ha dichiarato il comandante in capo della Marina Russa, Vladimir Vykotsky, <em style="">&ldquo;sono stati schierati alla ricerca della nave scomparsa&rdquo;</em>.<span style="">&nbsp; </span>Da questo colossale spiegamento di forze &egrave; gi&agrave; possibile intuire l&rsquo;importanza della posta in gioco. Fonti dell&rsquo;FSB (il Servizio di Sicurezza Federale della Russia) e del GRU (il servizio informazioni delle forze armate russe) temevano che dietro l&rsquo;assalto vi fosse il progetto di organizzare un non meglio precisato attentato &ldquo;false flag&rdquo; in territorio statunitense, simile a quello dell&rsquo;11 settembre 2001 di cui incolpare &ndash; probabilmente &ndash; l&rsquo;Iran per giustificare un attacco militare contro <st1:personname productid="la Repubblica Islamica." w:st="on"><st1:personname productid="la Repubblica" w:st="on">la Repubblica</st1:personname> Islamica.</st1:personname> Se queste fonti fossero attendibili (sottolineo il &ldquo;se&rdquo;, perch&eacute; la prudenza, in questi casi, non &egrave; mai troppa) l&rsquo;attacco sarebbe dovuto avvenire il prossimo 22 settembre. Non &egrave; difficile immaginare quali servizi segreti e quale paese stiano dietro il dirottamento della Arctic Sea. E&rsquo; certo antisemita, ma non difficile. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fortunatamente i piani dello stato &ldquo;pi&ugrave; democratico del Medio Oriente&rdquo;, per questa volta, sono andati a monte. Un&rsquo;azione congiunta delle forze navali russe e americane, avvenuta il 17 agosto, &egrave; riuscita a recuperare <st1:personname productid="la Arctic Sea" w:st="on"><st1:personname productid="la Arctic" w:st="on">la Arctic</st1:personname>  Sea</st1:personname>, arrestando i membri del commando di dirottatori, i quali sono stati definiti dal Ministro della Difesa russo, <span style="color: black;">Anatoly Serdyukov, come &ldquo;terroristi della CIA&rdquo; in possesso di falsi passaporti russi, estoni e lettoni. L&rsquo;appartenenza dei dirottatori alla CIA non deve certo far pensare che il coinvolgimento di Israele nell&rsquo;operazione sia minore. Scrive l&rsquo;autore del sito <a href="http://www.whatdoesitmean.com/">www.whatdoesitmean.com</a>, che si firma con lo pseudonimo di Sorcha Faal:<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style=""><span style="color: black;">&ldquo;Una cosa poco nota al pubblico americano, ma risaputa nel resto del mondo, &egrave; che <st1:personname productid="la Central Intelligence" w:st="on"><st1:personname productid="la Central" w:st="on">la Central</st1:personname> Intelligence</st1:personname> Agency (CIA) &egrave; attualmente prossima al &lsquo;caos totale&rsquo;, visto che n&eacute; l&rsquo;amministrazione Obama, n&eacute; i settori delle forze armate USA leali al nuovo presidente, riescono a tenere sotto controllo quegli &lsquo;elementi deviati&rsquo; che in passato hanno lavorato in stretta collaborazione con l&rsquo;intelligence pakistana (ISI) e l&rsquo;Istituto Israeliano per l&rsquo;Intelligence e le Operazioni Speciali (Mossad) per creare una propria organizzazione terroristica pi&ugrave; conosciuta con il nome di Al Qaeda&rdquo;</span></em><span style="color: black;">.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;">Dopo il recupero della Arctic Sea e l&rsquo;arresto dei dirottatori, il presidente israeliano Netanyahu si &egrave; precipitato a Mosca, furibondo, in quella che viene definita da fonti del Ministero degli Esteri russo come <em style="">&ldquo;un&rsquo;infrazione senza precedenti ai protocolli internazionali&rdquo;</em>. Netanyahu ha cercato in tutti i modi di tenere segreto il proprio &ldquo;blitz&rdquo; a Mosca: il viaggio &egrave; stato compiuto luned&igrave; 7 settembre con un jet privato israeliano ufficialmente diretto a Tbilisi, in Georgia, il quale per&ograve;, non appena giunto nello spazio aereo russo, ha richiesto un &ldquo;permesso urgente&rdquo; per atterrare nella base aerea moscovita di Kubinka. Qui Netanyahu &egrave; stato ricevuto da alcuni allibiti ufficiali dell&rsquo;FSB, nonch&eacute; da rappresentanti diplomatici russi e israeliani, convocati d&rsquo;urgenza. Nonostante le cautele, la notizia della spedizione di Netanyahu &egrave; trapelata sulla stampa israeliana: lo <em style="">Yediot Achronot</em> <a href="http://boicottaisraele.wordpress.com/2009/09/10/la-scomparsa-del-premier-israeliano-netanyahu/">ha parlato</a> della repentina spedizione del primo ministro, nonostante le fonti ufficiali continuassero a sostenere che l&rsquo;improvvisa sparizione di Netanyahu il 7 settembre era dovuta alla sua presenza in una &ldquo;installazione di sicurezza israeliana&rdquo;. Il quotidiano Ha&rsquo;aretz ha citato un &ldquo;alto funzionario di Gerusalemme&rdquo;, il quale avrebbe confermato la visita di Netanyahu a Mosca in compagnia di </span>Meir Kalifi, ministro per gli Affari Militari e Uzi Arad, consigliere per <st1:personname productid="la Sicurezza Nazionale" w:st="on">la  Sicurezza Nazionale</st1:personname> d&rsquo;Israele (quest&rsquo;ultimo implicato in operazioni di spionaggio su suolo americano a favore d&rsquo;Israele, attraverso l&rsquo;organizzazione israelo-americana nota come AIPAC). Ha&rsquo;aretz scrive anche che il Ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, e il Ministro della Difesa, Ehud Barak, erano stati informati del viaggio, ma avevano ricevuto l&rsquo;ordine di non diffondere la notizia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Secondo fonti ufficiose citate sempre dal sito <a href="http://www.whatdoesitmean.com/">www.whatdoesitmean.com</a>, l&rsquo;incontro fra Netanyahu e le autorit&agrave; russe sarebbe stato a dir poco tempestoso. Netanyahu avrebbe richiesto, &ldquo;furente&rdquo;, la <em style="">&ldquo;restituzione immediata di tutti i documenti, l&rsquo;equipaggiamento e gli agenti del Mossad&rdquo;</em> catturati nel corso dell&rsquo;operazione russo-americana per liberare <st1:personname productid="la Arctic Sea." w:st="on"><st1:personname productid="la Arctic" w:st="on">la Arctic</st1:personname> Sea.</st1:personname> Di fronte al rifiuto di Medvedev &ndash; il quale avrebbe anche minacciato ritorsioni contro Israele in caso di attacco contro l&rsquo;Iran - avrebbe replicato con frasi come: &ldquo;Israele &egrave; pronto a trascinare il mondo intero nell&rsquo;abisso insieme a s&eacute;, se sar&agrave; necessario&rdquo;, &ldquo;<st1:personname productid="la Russia" w:st="on">la Russia</st1:personname> deve guardarsi le spalle&rdquo; e &ldquo;non siate sorpresi quando i funghi atomici inizieranno a comparire su Teheran&rdquo;. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Di sicuro sembra che il rifiuto di Medvedev sia costato caro alla Russia: dopo l&rsquo;azione di recupero della Arctic Sea, il territorio russo &egrave; stato funestato da una serie di attacchi terroristici che hanno provocato finora un centinaio di morti. Il 17 agosto (lo stesso giorno del ritrovamento e della liberazione della Arctic Sea e del suo equipaggio) un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2009_Sayano-Shushenskaya_hydro_accident">attentato alla centrale idroelettrica di Sayano-Shushenskaya</a><span style="color: black;"> ha provocato una disastrosa inondazione con almeno 75 vittime; i</span>l 12 settembre un &ldquo;attentatore ceceno&rdquo; <a href="http://www.kyivpost.com/world/48743">si &egrave; fatto esplodere</a> presso una stazione di polizia a Grozny, provocando la morte di due agenti e il ferimento di almeno altre tre persone. Ma l&rsquo;incidente politicamente pi&ugrave; grave &egrave; stato <a href="http://www.nytimes.com/reuters/2009/09/13/world/international-us-russia-secrets-fire.html?_r=1">l&rsquo;attacco alla base aerea di Tambov</a>, in cui sono conservati alcuni dei documenti segreti pi&ugrave; importanti dell&rsquo;intelligence russo. Un &ldquo;commando&rdquo; non meglio precisato ha attaccato la base la notte del 13 settembre, prendendo di mira simultaneamente 3 torrette di guardia poste a protezione del bunker sotterraneo e uccidendo 3 guardie Spetsnaz del GRU e due ufficiali. In meno di 15 minuti i membri del commando sono riusciti a penetrare nell&rsquo;installazione, disattivare il sistema antincendio e attaccare il bunker in cui erano contenuti i file segreti con ordigni incendiari. Secondo alcune fonti, nella base sarebbero stati conservati i file russi riguardanti gli eventi dell&rsquo;11 settembre 2001. L&rsquo;agenzia di stampa RIA Novosti <a href="http://en.rian.ru/crime/20090913/156112942.html">riferisce</a>:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;L&rsquo;incendio scoppiato presso la sede del Direttorato dell&rsquo;Intelligence Russa &egrave; avvenuto durante la notte e ha riguardato un&rsquo;area di <st1:metricconverter productid="400 metri" w:st="on">400 metri</st1:metricconverter> quadri. Due ufficiali e tre militari sono rimasti uccisi. L&rsquo;incendio ha gravemente danneggiato un&rsquo;unit&agrave; segreta in cui sono conservati documenti di particolare importanza governativa, ha riferito una fonte, aggiungendo che il Ministro della Difesa russo ha ordinato al proprio primo funzionario, Col. Gen. Alexander Kolmakov, di recarsi sul sito. &ldquo;I danni sono definiti &lsquo;molto gravi&rsquo;&rdquo;, ha aggiunto la fonte&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questa ondata di attacchi terroristici, che ha fatto seguito all&rsquo;inaudita alleanza russo-statunitense per sventare un piano dell&rsquo;intelligence israeliana, sembra aver generato un ulteriore avvicinamento tra le autorit&agrave; di Washington e quelle di Mosca. E&rsquo; del 16 settembre la notizia di un colloquio tra Putin, Obama e il primo ministro canadese Harper, volto a fronteggiare una &ldquo;emergenza senza precedenti&rdquo;<span style="">&nbsp; </span>generata da una politica israeliana &ldquo;finita totalmente fuori controllo&rdquo;. La riunione &egrave; stata convocata dopo che Israele aveva interrotto tutti i negoziati con l&rsquo;inviato di Obama, George Mitchell, a seguito della pubblicazione del gi&agrave; citato rapporto di Richard Goldstone sui crimini commessi da Israele durante l&rsquo;operazione Piombo Fuso. La situazione &egrave; stata resa ancora pi&ugrave; preoccupante dalle <a href="http://www.reuters.com/article/GCA-Iran/idUSTRE58F2WG20090916">dichiarazioni rilasciate alla Reuters</a> dall&rsquo;ex ministro della difesa israeliano Ephraim Sneh (alleato del leader dell&rsquo;opposizione israeliana, Tzipi Livni, che Netanyahu ha sconfitto alle scorse elezioni) secondo il quale sarebbe imminente un attacco di Israele alle installazioni nucleari iraniane nel caso in cui Stati Uniti ed Europa non si decidessero ad inasprire le sanzioni contro <st1:personname productid="la Repubblica Islamica." w:st="on"><st1:personname productid="la Repubblica" w:st="on">la Repubblica</st1:personname> Islamica.</st1:personname> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; nel corso di questi colloqui che Obama ha acconsentito, a sorpresa, a <a href="http://www.nbcsandiego.com/news/politics/Obama-to-Shelve-Bushs-Missile-Defense-Plan--59581842.html">rinunciare allo &ldquo;scudo&rdquo; missilistico</a> che, nelle intenzioni dell&rsquo;amministrazione Bush-Cheney, avrebbe dovuto essere posizionato in Polonia e Repubblica Ceca allo scopo di &ldquo;circondare&rdquo; <st1:personname productid="la Russia." w:st="on">la  Russia.</st1:personname><span style="">&nbsp; </span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Putin, dal canto suo, ha dichiarato di <a href="http://www.lankabusinessonline.com/fullstory.php?nid=1232985627">rinunciare</a> al progetto di una nuova supervaluta che avrebbe dovuto sostituire il dollaro negli scambi internazionali, riposizionando le proprie richieste sulla domanda di una pluralit&agrave; di valute accanto al dollaro. Putin &ndash; per mezzo del Ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin - ha inoltre <a href="http://money.cnn.com/2009/09/16/news/companies/russia_bank_new_york.fortune/?postversion=2009091616">rinunciato alla causa da 22 miliardi di dollari</a> intentata alla Bank of New York, di propriet&agrave; della famiglia Mellon, accontentandosi di una cifra simbolica per le &ldquo;spese processuali&rdquo;, pari a 14 milioni di dollari. La causa contro <st1:personname productid="la Bank" w:st="on">la Bank</st1:personname> of New York, se condotta a buon fine, avrebbe creato ulteriori difficolt&agrave; alla gi&agrave; traballante politica economica del presidente americano.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come si vede, i colloqui russo-americani hanno dato luogo a risultati di notevole rilievo in tempi brevissimi, il che non pu&ograve; non far pensare ad un&rsquo;alleanza tattica o strategica per fronteggiare una minaccia comune. Un diplomatico russo che ha voluto restare anonimo avrebbe dichiarato: <em style="">&ldquo;Mai nel corso della storia avevo visto cos&igrave; tante e profonde divergenze tra noi e gli americani appianarsi in un tempo cos&igrave; breve... <span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span>e di questo dobbiamo ringraziare Israele&rdquo;</em>. Se davvero (ma lo si prenda con tutte le cautele possibili) dietro questi accordi ci fosse la necessit&agrave; di fare fronte comune contro una politica israeliana finita fuori controllo, staremmo senz&rsquo;altro assistendo al pi&ugrave; rivoluzionario rivolgimento di politica internazionale degli ultimi 40 anni. In ogni caso se l&rsquo;idea di un Obama &ldquo;salvatore del mondo&rdquo; continua ad essere sciocca ed ingenua, penso che anche quella di un Obama mero &ldquo;continuatore&rdquo; del progetto neocon con mezzi pi&ugrave; subdoli sia da mettere definitivamente in soffitta di fronte a questi avvenimenti. A meno che, naturalmente, la progettualit&agrave; fraudolenta dei padroni del mondo non si muova per strade cos&igrave; tortuose ed astute da rendersi irriconoscibile anche all&rsquo;analisi pi&ugrave; disincantata.</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-18T16:45:00Z</updated>
<published>2009-09-18T16:45:00Z</published>
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<strong style="">IL FEMMINISMO HA RESO LE DONNE INFELICI?</strong>
di Neil Lyndon, da The Daily Mail del 4-06-2009
Traduzione: Antifeminist.altervista.org&nbsp; &nbsp;
&nbsp;
Avete avuto quello che volevate, ragazze, smettetela di frignare: Ha il femminism... <a href=/post/1207111438/TI+E%27+PIACIUTO%2C+CARA></a> ]]>
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<p class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">IL RITORNO DEI LADRI DI CADAVERI<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">di Israel Shamir</p>
<p class="MsoNormal">dal sito <a href="http://www.israelshamir.net/">www.israelshamir.net</a></p>
<p class="MsoNormal">traduzione di Gianluca Freda</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel film d&rsquo;azione turco <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Valley_of_the_Wolves_Iraq">&ldquo;La valle dei lupi&rdquo;</a> un medico ebreo-americano nella prigione di Abu Ghraib estrae delicatamente un rene da un prigioniero arabo vivo e sofferente e lo depone in un pacchetto speciale con l&rsquo;etichetta &ldquo;per Tel Aviv&rdquo;, rafforzando in questo modo l&rsquo;eterno legame di amicizia tra Stati Uniti e Israele. La vita reale imita il cinema, come abbiamo potuto apprendere dalla terribile storia dei giovani palestinesi rapiti <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&amp;cid=1149572658286">dall&rsquo;esercito pi&ugrave; morale del mondo</a>, quello di Israele, per estrarre i loro organi interni, secondo quanto pubblicato da uno dei pi&ugrave; importanti <a href="http://www.aftonbladet.se/kultur/article5652583.ab">giornali svedesi</a> [vedi traduzione dell&rsquo;articolo qui sotto].</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Donald Bostr&ouml;m, fotografo svedese che nel 1992 aveva lavorato nella West Bank, ha ricevuto da un funzionario delle Nazioni Unite una soffiata con cui lo si invitava a seguire la scia di sangue di certi soldati israeliani, che avevano rapito alcuni giovani palestinesi per poi restituire, cinque giorni dopo, i loro cadaveri &ldquo;con una cicatrice da taglio che andava dall&rsquo;addome fino al mento&rdquo;. Le loro famiglie di Gaza e della West Bank pensano di sapere con esattezza che cosa &egrave; successo: &ldquo;I nostri figli sono stati usati come donatori d&rsquo;organi non volontari; sono scomparsi per alcuni giorni solo per essere restituiti, nel cuore della notte, morti e con i segni dell&rsquo;autopsia. Perch&eacute; hanno trattenuto per cinque giorni i loro corpi, prima di permetterci di seppellirli? Che &egrave; successo ai loro corpi in questo intervallo? Perch&eacute; conducono autopsie contro la nostra volont&agrave;, quando la causa della morte &egrave; ovvia? Perch&eacute; restituiscono i loro cadaveri durante la notte? Perch&eacute; lo fanno con la scorta militare? Perch&eacute; tutta la zona &egrave; stata isolata durante i funerali? Perch&eacute; &egrave; stata interrotta l&rsquo;energia elettrica?&rdquo;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Queste domande continuavano a perseguitare Bostr&ouml;m. Egli ha cos&igrave; scattato alcune terribili fotografie dei cadaveri restituiti. Come Vanunu, &egrave; riuscito a portare le sue riprese all&rsquo;estero. Di ritorno in Svezia, ha offerto la sua storia al <em style="">Dagens Nyheter</em>, un giornale liberale che, incidentalmente, &egrave; di propriet&agrave; della famiglia ebrea Bonnier. DN ha rifiutato la pubblicazione. La storia &egrave; cos&igrave; rimasta nascosta finch&eacute; un giornale socialdemocratico, l&rsquo;<em style="">Aftonbladet</em>, ha deciso di concederle spazio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La reazione degli israeliani &egrave; stata isterica. Il paese rischia di farsi esplodere le budella dalla rabbia. Sulle autorit&agrave; svedesi sono state esercitate forti pressioni per ottenere una condanna del giornale, una punizione dell&rsquo;autore dell&rsquo;offesa e un&rsquo;implorazione di perdono. L&rsquo;ambasciatore svedese a Tel Aviv, membro della ricca e influente famiglia ebraica dei Bonnier che incidentalmente possiede la maggior parte dei giornali, delle reti Tv e dei cinema svedesi, ha espresso il suo &ldquo;sconcerto e disapprovazione&rdquo; su un apposito sito web. Ma la sua pronta accettazione del diktat di Tel Aviv &egrave; andata a vuoto. Il governo svedese ha sconfessato la sua interferenza con la libert&agrave; di stampa del paese; gli editori dell&rsquo;<em style="">Aftonbladet</em> hanno insistito sul proprio diritto di dire ci&ograve; che ritengono opportuno e hanno richiesto un&rsquo;indagine internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Carl Bildt, ministro degli esteri svedese, &egrave; rimasto turbato dal proposito israeliano di cancellare le visite programmate e ha gi&agrave; scritto in un blog che &ldquo;articoli come questo possono provocare antisemitismo e l&rsquo;istigazione &egrave; contro le leggi svedesi&rdquo;. Tuttavia le sue lagne sono state minori di quanto Netanyahu e Lieberman avessero richiesto, mentre l&rsquo;indomito responsabile culturale di <em style="">Aftonbladet</em>, &Aring;sa Linderborg, vero eroe di questo dramma, ha inviato due suoi corrispondenti sulla scena del delitto. Costoro hanno confermato le scoperte di Bostr&ouml;m. Impreparata a tanta risolutezza, la rabbia e l&rsquo;isteria di Tel Aviv si &egrave; rapidamente placata, trovandosi davanti il fronte compatto dell&rsquo;opinione pubblica svedese.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Esprimere &ldquo;sdegno per le solite vecchie panzane&rdquo; &egrave; pi&ugrave; facile che rispondere alle domande poste da Bostr&ouml;m. I fatti sono orribili e le accuse non sono nuove. Esistono troppi rapporti di avvenimenti similari, al di l&agrave; di quelli riportati dall&rsquo;<em style="">Aftonbladet</em>. I membri della Knesset Ahmed Tibi e Hashem Mahmid avevano gi&agrave; accusato l&rsquo;istituto di medicina forense Abu Kabir di prelevare organi interni dai cadaveri dei palestinesi. Avevano affermato che alcuni medici palestinesi si erano lamentati per aver ricevuto i cadaveri dei loro morti privi di organi. I giornali israeliani avevano riferito che nel 2007 tre teenager palestinesi erano stati uccisi vicino a Khan Younes, nella striscia di Gaza, e i loro corpi erano stati restituiti ai genitori sei giorni dopo pieni di tagli e di lividi. Spesso Israele non restituisce neppure i cadaveri dei palestinesi alle loro famiglie ma li fa seppellire in un cimitero segreto. Questo genera ulteriori sospetti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Peggio ancora, tutto sembra far parte di un progetto pi&ugrave; vasto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In ogni parte del mondo, Israele e gli israeliani sono coinvolti nel traffico di carne umana, questa moderna forma di cannibalismo. Oltre al caso del <a href="http://nymag.com/daily/intel/2009/07/i_am_what_you_call_a_matchmake.html">cartello del New Jersey</a>, citato nell&rsquo;articolo di Bostr<span lang="SV" style="">&ouml;</span>m, ce ne sono molti altri.</p>
<ul type="disc" style="margin-top: 0cm;">
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Turchia: un professore      israeliano, Zaki Shapira, &egrave; stato arrestato dalle autorit&agrave; turche perch&eacute;      sospettato di aver estratto parti di ricambio a cittadini turchi vivi,      come riportato dal <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull&amp;cid=1178020745802">Jerusalem      Post</a>, giornale notoriamente antisemita.</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Sudafrica: un altro      giornale antisemita, il <a href="http://www.nytimes.com/2004/05/23/world/organ-trade-global-black-market-tracking-sale-kidney-path-poverty-hope.html?pagewanted=5">New      York Times</a>, ha riferito di un&rsquo;organizzazione israeliana dedita al      traffico d&rsquo;organi operante fra Sudafrica e Brasile.</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Brasile: un ufficiale      israeliano, <a href="http://ipsnews.net/news.asp?idnews=22524">Gedalya      Tauber</a>, &egrave; stato arrestato per aver convinto alcuni disperati a      separarsi da parti del proprio corpo. Ha pure vuotato il sacco sulle      attivit&agrave; di questo tipo gestite dai suoi connazionali.</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;</li>
    <li class="MsoNormal" style="text-align: justify;">- Ucraina: Il <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1184766040398&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">Jerusalem      Post</a> ha riferito dell&rsquo;arresto di &ldquo;un cartello dedito al traffico      d&rsquo;organi illegale&rdquo; che offriva viaggi aerei in Ucraina a donatori e      destinatari.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nella maggior parte dei casi, medici, trafficanti, spacciatori e destinatari degli organi erano tutti israeliani, poich&eacute; lo stato ebraico &egrave; l&rsquo;unico paese del mondo in cui il trapianto di organi ottenuti illegalmente sia finanziato dallo Stato, con medici regolarmente assunti per eseguirlo, secondo quanto riportato da <a href="http://www.haaretz.co.il/hasite/pages/ShArtPE.jhtml?itemNo=368844&amp;contrassID=2&amp;subContrassID=1&amp;sbSubContrassID=0">Ha&rsquo;aretz</a>. Il passo successivo era l&rsquo;evoluzione delle reti internazionali dedite a questo tipo di commercio. Gli ebrei si trovano in ottima posizione per dedicarsi a questo sordido business: esistono moltissimi medici israeliani, molti legami fra le comunit&agrave; ebraiche nei diversi paesi e le inibizioni morali sono assai scarse.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questa assenza di inibizioni morali ha spinto un noto rabbino della Chabad, <a href="http://www.israelshamir.net/English/blood.htm">Yitzhak Ginzburgh</a>, a concedere agli ebrei il beneplacito religioso a sottrarre il fegato ad un <em style="">goy</em> anche senza il suo consenso. Egli ha affermato che <em style="">&ldquo;un ebreo ha diritto di estrarre il fegato da un goy se ne ha necessit&agrave;, perch&eacute; la vita di un ebreo ha pi&ugrave; valore di quella di un goy, cos&igrave; come la vita di un goy ha pi&ugrave; valore di quella di un animale&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli israeliani di oggi hanno dimenticato la loro fede, ma hanno conservato questa mancanza di inibizioni. Un giornale d&rsquo;affari israeliano, <a href="http://law.themarker.com/tmc/article.jhtml?ElementId=skira20071018_914316&amp;layer=law&amp;layer2=coupon&amp;layer3=law&amp;layer4=article">The Marker</a>, ha pubblicato l&rsquo;opinione di un avvocato israeliano che giustificava il traffico d&rsquo;organi poich&eacute; <em style="">&ldquo;gli organi non sono che beni, dunque possono essere venduti e acquistati come qualunque altro bene sul mercato&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La distanza tra acquistare un rene e sottrarlo non &egrave; poi molta: se &ldquo;gli organi non sono che beni&rdquo;, &egrave; sicuramente ammissibile sottrarli ai palestinesi, cos&igrave; come &egrave; &ldquo;ammesso&rdquo; espropriarli degli <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/israel/1414628/Palestinian-olive-trees-sold-to-rich-Israelis.html">ulivi secolari</a> durante la costruzione del Muro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Indignarsi &egrave; facile, ma non &egrave; altrettanto facile dimostrare che gli israeliani, i quali non esitano a spezzare braccia e gambe agli scolari palestinesi e a bombardarli col napalm, siano in grado di trattenersi dal fare profitti con gli organi interni dei palestinesi. La richiesta di un&rsquo;indagine internazionale avanzata dall&rsquo;<em style="">Aftonbladet </em>&egrave; ragionevole: se gli israeliani non hanno fatto nulla di male (a parte massacrare centinaia di persone) non hanno nulla da temere da un&rsquo;inchiesta. Ma Israele aveva gi&agrave; rifiutato alla commissione d&rsquo;inchiesta delle Nazioni Unite di visitare Jenin dopo il massacro del 2002 e Gaza dopo il massacro del 2009.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per Israele il lato pi&ugrave; irritante di questa faccenda &egrave; la breccia che si &egrave; aperta nel muro. Non parlo del mostruoso Muro di Sharon, che protegge il pi&ugrave; grande ghetto ebraico del Medio Oriente, ma del muro dei media da cui &egrave; protetto oltreoceano. Gli ebrei si sono comprati i media di ogni parte del mondo non certo per divertirsi, e nemmeno per profitto, ma per l&rsquo;influenza che essi esercitano sulle menti. E&rsquo; il caso della Svezia, dove i membri dell&rsquo;esigua comunit&agrave; ebraica possiedono giornali, riviste, case editrici e perfino <st1:personname productid="la Hollywood" w:st="on">la Hollywood</st1:personname> svedese, <st1:personname productid="la Svensk Filmindustri" w:st="on"><st1:personname productid="la Svensk" w:st="on">la Svensk</st1:personname> Filmindustri</st1:personname> AB. Questi media promuovono attivamente le politiche neoliberali di privatizzazione, mercificazione, flusso migratorio, smantellamento del welfare: in sostanza, politiche che sono vantaggiose per i ricchi ebrei.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I rappresentanti di Israele si fanno in quattro per tenere sotto controllo le notizie provenienti dal Medio Oriente. Qualche anno fa, la rivista della sinistra radicale <em style="">Ordfront</em> pubblic&ograve; un ponderato articolo di Johannes Wahlstr&ouml;m, <em style=""><a href="http://www.ordfront.se/Ordfrontmagasin/Tidigare%20artiklar/1205sraelmedia.aspx">Il regime israeliano controlla i media svedesi</a></em>, in cui si parlava dei legami di Israele con la stampa svedese, di funzionari israeliani che si recano dagli editori e dai corrispondenti dei giornali svedesi. In quello stesso articolo Donald Bostr&ouml;m accennava alla terribile storia che avrebbe voluto raccontare, ma che non riusciva a penetrare il muro della censura filoisraeliana dei media svedesi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Israele non &egrave; il solo paese sospettato di tali nefande attivit&agrave;. Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale dell&rsquo;Aia per i crimini nei Balcani, <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1584751/Serb-prisoners-were-stripped-of-their-organs-in-Kosovo-war.html">scrisse</a> nel 2008 nel suo libro <em style="">La caccia: io e i criminali di guerra</em> che sotto l&rsquo;egida dell&rsquo;Esercito di Liberazione del Kosovo, alleato della NATO e degli USA, centinaia di giovani prigionieri serbi erano stati trasportati in camion dal Kosovo verso il nord dell&rsquo;Albania, dove avevano sub&igrave;to l&rsquo;espianto degli organi. Alcuni prigionieri erano stati ricuciti dopo l&rsquo;asportazione dei reni, fino al momento in cui erano stati uccisi per prelevare altri organi vitali. Carla Del Ponte aveva visto i locali in cui venivano eseguiti questi espianti chirurgici e aveva incontrato alcune delle persone coinvolte, una delle quali aveva &ldquo;eseguito personalmente una consegna di organi&rdquo; all&rsquo;aeroporto albanese per la spedizione all&rsquo;estero.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia le accuse di Carla Del Ponte contro gli albanesi non avevano provocato tanto baccano, nessuno l&rsquo;aveva accusata di essere &ldquo;antialbanese&rdquo;, n&eacute; a lei sarebbe importato granch&eacute; se qualcuno lo avesse fatto, poich&eacute; &egrave; perfettamente legittimo essere anti-chi-si-vuole, purch&eacute; non si sia anti-ebrei. Gli ebrei possiedono l&rsquo;arma poderosa dell&rsquo;etichetta di &ldquo;antisemitismo&rdquo;. O forse no?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; possibile che lo spauracchio dell&rsquo;antisemitismo, cos&igrave; utile a Israele, non funzioni pi&ugrave; come una volta? S&igrave;, &egrave; possibile. Il discorso di Obama al Cairo apparentemente non ha avuto conseguenze immediate; Obama ha cercato di fare pressione su Israele affinch&eacute; congelasse gli insediamenti, ma invano. Ha fallito? E&rsquo; troppo presto per giudicare, come avrebbe detto Zhou Enlai. Simili cambiamenti raramente si verificano con un tocco di bacchetta magica... invece richiedono tempo. Le recenti pubblicazioni sulla gang di ebrei criminali del New Jersey, gli attacchi alla Goldman Sachs, le medaglie a Mary Robinson e Desmond Tutu, il premio conferito a <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1246443840063&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">Felicia Langer</a>, il collasso in Francia del partito socialista filoebraico e l&rsquo;apparizione di un partito antisionista, l&rsquo;articolo di Bostr&ouml;m sull&rsquo;Aftonbladet, sono tutti piccoli avvenimenti separati, ma messi insieme danno la sensazione che vi sia un cambiamento in arrivo. Svedesi, francesi, tedeschi e perfino i cittadini del New Jersey non hanno pi&ugrave; paura che Washington gli arrivi addosso come un siluro in difesa dei sionisti, come sarebbe avvenuto nei giorni di George W. Bush. Obama ha anche rifiutato di nominare un nuovo <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1248277936628&amp;pagename=JPArticle%2FShowFull">commissario</a> contro l&rsquo;antisemitismo. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questo pensiero spaventa il governo di Tel Aviv pi&ugrave; di ogni altra cosa. Se oggi permettono agli svedesi di farla franca, domani arriver&agrave; qualcun altro, e allora la paura degli ebrei verr&agrave; consegnata alla categoria delle paure umane senza fondamento, come la paura dei topi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Secondo finale<o:p></o:p></strong></p>
<div style="border-style: none none solid; border-color: -moz-use-text-color -moz-use-text-color windowtext; border-width: medium medium 1pt; padding: 0cm 0cm 1pt;">
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;">Cosa pi&ugrave; importante, lo sdegno di Israele &egrave; la prova che &ndash; nonostante l&rsquo;approvazione dei Cabbalisti radicali e dei neoliberisti &ndash; l&rsquo;espianto di organi umani &egrave; una cosa mostruosa e immorale, troppo vicina al cannibalismo, e noi tutti lo sappiamo bene. S&igrave;, &egrave; spaventoso che i soldati israeliani strappino reni ai palestinesi per poi ucciderli subito dopo. Ma sarebbe altrettanto spaventoso se un gentile dottore espiantasse un rene a un meccanico di Detroit la cui casa sia stata confiscata da un educato banchiere, o ad un operaio ucraino licenziato da un distinto oligarca, o a un contadino indiano che deve pagare il suo debito con <st1:personname productid="la Monsanto. Ogni" w:st="on"><st1:personname productid="la Monsanto." w:st="on">la Monsanto.</st1:personname> Ogni</st1:personname> povero del pianeta &egrave; un potenziale palestinese, anche se i mezzi per eseguire l&rsquo;esproprio possono variare. Una cosa del genere va fermata. Il corpo umano &egrave; sacro. Simili operazioni sono troppo costose e non sono giustificabili. Il genere umano deve vincere la sua paura della morte. Viviamo e moriamo. Non c&rsquo;&egrave; ragione di sprecare migliaia di dollari per prolungarsi la vita attraverso costose operazioni se questo denaro pu&ograve; essere utilizzato per sfamare gli affamati. Ma di questo parler&ograve; pi&ugrave; ampiamente in futuro...</p>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Qui di seguito la traduzione del celebre articolo pubblicato su uno dei principali <a href="http://www.aftonbladet.se/kultur/article5652583.ab">giornali svedesi</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">SACCHEGGIATI GLI ORGANI DEI NOSTRI FIGLI<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">di Donald Bostr&ouml;m</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Traduzione di Micaela Marri per <a href="http://www.comedonchisciotte.org/">www.comedonchisciotte.org</a> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mi potreste chiamare un &ldquo;mediatore&rdquo;, ha detto Levy Izhak Rosenbaum, di Brooklyn, negli USA, in una registrazione segreta con un agente dell&rsquo;FBI, che credeva fosse un cliente. Dieci giorni dopo, verso la fine del luglio scorso, Rosenbaum &egrave; stato arrestato ed &egrave; stato rivelato un grosso affare di riciclaggio e di traffico illegale di organi, stile &ldquo;I Soprano&rdquo;. L&rsquo;attivit&agrave; di intermediazione di Rosenbaum non aveva niente a che fare con il romanticismo. Consisteva solo nell&rsquo;acquisto e nella vendita di reni da Israele sul mercato nero. Rosenbaum dice che compra i reni a 10 000 dollari dalle persone indigenti. Poi procede a vendere gli organi ai pazienti disperati negli Stati Uniti a 160 000 dollari. Le accuse hanno scosso l&rsquo;attivit&agrave; dei trapianti in America. Se corrispondono a verit&agrave;, vuol dire che il traffico di organi &egrave; stato documentato per la prima volta negli USA, dicono gli esperti al New Jersey Real-Time News.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Alla domanda sul numero di organi che ha venduto, Rosenbaum risponde: &ldquo;Davvero molti. E non ho mai fatto fiasco&rdquo;, dice vantandosi. L&rsquo;attivit&agrave; va avanti da parecchio tempo. Francis Delmonici, professore di chirurgia dei trapianti a Harvard e membro del consiglio di amministrazione della National Kidney Foundation, dice allo stesso quotidiano che il traffico di organi, simile a quello riportato da Israele, esiste anche in altre parti del mondo. Secondo Delmonici da <st1:metricconverter productid="5000 a" w:st="on">5000 a</st1:metricconverter> 6000 operazioni all&rsquo;anno, il dieci per cento circa dei trapianti di reni nel mondo, vengono effettuate illegalmente.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I paesi sospettati di queste attivit&agrave; sono il Pakistan, le Filippine e <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname>, dove gli organi verrebbero espiantati dai corpi dei prigionieri giustiziati. Ma i Palestinesi nutrono anche forti sospetti che Israele catturi i giovani per impinguire le riserve di organi del paese &ndash; un&rsquo;accusa molto grave, con tanti punti interrogativi da indurre <st1:personname productid="la Corte Internazionale" w:st="on">la Corte Internazionale</st1:personname> di Giustizia (CIG) ad avviare un&rsquo;inchiesta sui possibili crimini di guerra.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Israele &egrave; stato pi&ugrave; volte nel mirino per i suoi modi non etici di gestione degli organi e dei trapianti. <st1:personname productid="La Francia" w:st="on">La Francia</st1:personname> &egrave; stata uno dei paesi che ha cessato la collaborazione di organi con Israele negli anni novanta. Il Jerusalem Post ha scritto che &ldquo;ci si aspetta che gli altri paesi europei seguano presto l&rsquo;esempio della Francia&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La met&agrave; dei reni trapiantati sugli Israeliani dall&rsquo;inizio del 2000 sono stati acquistati illegalmente dalla Turchia, dall&rsquo;est europeo o dall&rsquo;America latina. Le autorit&agrave; sanitarie israeliane hanno la piena consapevolezza di questa attivit&agrave; ma non fanno niente per fermarla. Durante una conferenza nel 2003 &egrave; stato dimostrato che Israele &egrave; l&rsquo;unico paese occidentale con una professione medica che non condanni il traffico illegale di organi. Il paese non prende provvedimenti legali contro i medici che partecipano a questo business illegale &ndash; al contrario, secondo il [quotidiano svedese] Dagens Nyheter i funzionari sanitari delle grandi strutture ospedaliere di Israele sarebbero coinvolti nella maggior parte dei trapianti illegali (5 dicembre 2003).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nell&rsquo;estate del 1992 Ehud Olmert, allora ministro della sanit&agrave;, ha cercato di affrontare la questione dell&rsquo;insufficienza di organi lanciando una grande campagna finalizzata all&rsquo;inserimento del pubblico israeliano nel registro dei donatori di organi. Sono stati distribuiti mezzo milione di volantini nei quotidiani locali. Lo stesso Ehud Olmert &egrave; stato il primo a firmare. Un paio di settimane dopo, il Jerusalem Post ha riferito che la campagna era stata un successo. Non meno di 35 000 persone avevano firmato. Prima della campagna ce ne sarebbero state di norma 500 al mese. Tuttavia nello stesso articolo, il cronista Judy Siegel ha scritto che il divario tra la domanda e l&rsquo;offerta era ancora grande. C&rsquo;erano 500 persone in lista per il trapianto del rene, ma sono stati possibili solo 124 trapianti. Delle 45 persone in attesa di un fegato, solo tre sono potute essere operate in Israele.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mentre la campagna era in corso, sono iniziati a scomparire dei giovani palestinesi dai villaggi della Cisgiordania e di Gaza. I soldati israeliani li riportavano morti dopo cinque giorni, con i corpi squarciati.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le notizie dei corpi terrorizzavano la popolazione dei territori occupati. C&rsquo;erano voci di un notevole aumento delle scomparse di ragazzi giovani, e dei conseguenti funerali notturni dei corpi sottoposti ad autopsia.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ero in quella zona in quel momento, stavo preparando un libro. In svariate occasioni sono stato interpellato dai membri del personale dell&rsquo;ONU preoccupati per gli sviluppi. Le persone che mi contattavano dicevano che il furto di organi avveniva sicuramente, ma che gli era impedito di intervenire in alcun modo. In occasione di un incarico da parte di una rete di emittenti televisive mi sono poi spostato per intervistare un grande numero di famiglie palestinesi in Cisgiordania e a Gaza &ndash; incontrando genitori che mi hanno raccontato come erano stati espiantati gli organi dei loro figli prima che fossero stati uccisi. Un esempio [delle persone] che ho incontrato in questo macabro viaggio &egrave; il giovane lanciatore di sassi Bilal Achmed Ghanan.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Era quasi mezzanotte quando &egrave; risuonato il rombo dei motori da una colonna militare israeliana dalla periferia di Imatin, un piccolo villaggio nelle parti settentrionali della Cisgiordania. I duemila abitanti erano svegli. Stavano immobili, aspettavano, come ombre silenziose nella notte, alcuni stavano stesi sui tetti, altri erano nascosti dietro le tende, i muri, o gli alberi, che fornivano protezione durante il coprifuoco pur offrendo una visuale completa di quella che sarebbe diventata la tomba del primo martire del villaggio. I militari avevano interrotto la corrente elettrica e l&rsquo;area era ora una zona militarizzata isolata &ndash; neanche un gatto avrebbe potuto muoversi all&rsquo;esterno senza rischiare la pelle. L&rsquo;opprimente silenzio nel buio della notte era interrotto solo da qualche pianto sommesso. Non ricordo se tremavamo per il freddo o per la tensione. Cinque giorni prima, il 13 maggio 1992 un reparto speciale dell&rsquo;esercito israeliano aveva usato la falegnameria del villaggio per un&rsquo;imboscata. La persona che erano stati incaricati di fare fuori era Bilal Achmed Ghanan, uno dei giovani palestinesi che lanciano sassi e che rendevano difficile la vita dei soldati israeliani.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come uno dei principali lanciatori di sassi, Bilal Ghanan era stato ricercato dai militari per un paio d&rsquo;anni. Insieme ad altri ragazzi lanciatori di sassi si era nascosto sulle montagne intorno alla citt&agrave; Nablus, senza un tetto sopra la testa. Per questi ragazzi essere presi voleva dire tortura e morte &ndash; dovevano rimanere sulle montagne a tutti i costi.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il 13 maggio Bilal ha fatto un&rsquo;eccezione quando, per qualsivoglia ragione camminava non protetto vicino alla falegnameria. Neanche il suo fratello maggiore Talal sa perch&eacute; ha corso questo rischio. Forse i ragazzi erano rimasti senza cibo e avevano bisogno di fare rifornimento.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per il reparto speciale israeliano &egrave; andato tutto secondo i piani. I soldati hanno spento le sigarette, hanno messo da parte le loro lattine di Coca-Cola e hanno mirato con calma attraverso la finestra rotta. Quando Bilal era abbastanza vicino hanno dovuto solo premere il grilletto. Il primo colpo l&rsquo;ha colpito al petto. Secondo gli abitanti del villaggio che sono stati testimoni dell&rsquo;incidente gli avrebbero successivamente sparato un colpo a ciascuna gamba. Allora due soldati sono corsi fuori dalla falegnameria e hanno sparato a Bilal allo stomaco. Infine l&rsquo;hanno afferrato per i piedi e l&rsquo;hanno trascinato su per i venti gradini di pietra della scalinata della falegnameria. Gli abitanti del villaggio dicono che c&rsquo;erano persone sia dell&rsquo;ONU che della Red Crescent (Mezzaluna Rossa) nelle vicinanze che hanno sentito i colpi e che sono accorsi in cerca di feriti da soccorrere. Ci sarebbero state delle divergenze su chi avrebbe dovuto prendersi cura della vittima. Le discussioni si sono concluse quando i soldati israeliani hanno caricato Bilal gravemente ferito, su una Jeep portandolo alla periferia del villaggio, dove l&rsquo;attendeva un elicottero militare. Il ragazzo &egrave; stato portato in una destinazione sconosciuta alla sua famiglia. &Egrave; ritornato cinque giorni dopo, morto e avvolto in un tessuto verde ospedaliero.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un abitante del villaggio ha riconosciuto il capitano Yahya, che era a capo della colonna militare che ha trasportato Bilal dal centro per le autopsie di Abu Kabir, fuori da Tel Aviv, al suo luogo finale di riposo. &ldquo;Il capitano Yahya &egrave; il peggiore di tutti&rdquo;, mi ha sussurrato nell&rsquo;orecchio l&rsquo;abitante del villaggio. Dopo che Yahya ha scaricato il corpo e ha sostituito il lenzuolo verde con un altro di cotone leggero, i soldati hanno scelto alcuni uomini tra i familiari della vittima per scavare [la fossa] e impastare il cemento.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Insieme ai rumori delle pale si potevano sentire le risate dei soldati che si raccontavano le barzellette mentre aspettavano di tornare a casa. Quando Bilal &egrave; stato sepolto gli &egrave; stato scoperto il petto. &Egrave; stato subito chiaro per le poche persone presenti il genere di abuso che aveva subito il ragazzo. Bilal non &egrave; certo il primo giovane palestinese ad essere stato sepolto con uno squarcio dall&rsquo;addome al mento.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le famiglie in Cisgiordania e a Gaza erano certe di sapere esattamente quello che era successo: &ldquo;i nostri figli vengono usati come donatori non volontari di organi&rdquo;, mi hanno detto i parenti di Khaled di Nablus, come ha fatto anche la madre di Raed della citt&agrave; di Jenin e gli zii di Machmod e Nafes di Gaza, che erano tutti scomparsi per un certo numero di giorni, e che sono ritornati di notte, morti, dopo un&rsquo;autopsia.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Perch&eacute; tengono le salme fino a cinque giorni prima di lasciarcele seppellire? Che succedeva ai corpi in quel lasso di tempo? Perch&eacute; fanno le autopsie contro la nostra volont&agrave;, quando la causa del decesso &egrave; ovvia? Perch&eacute; restituiscono le salme di notte? Perch&eacute; viene fatto con le scorte militari? Perch&eacute; l&rsquo;area viene isolata durante il funerale? Perch&eacute; tolgono l&rsquo;elettricit&agrave;? Lo zio di Nafe era sconvolto e aveva tante domande.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I parenti dei Palestinesi morti non nutrivano pi&ugrave; alcun dubbio sul motivo delle uccisioni, ma il portavoce dell&rsquo;esercito israeliano ha affermato che le accuse di furto di organi erano menzogne. Ha detto che tutte le vittime palestinesi vengono sottoposte ad autopsia di routine. Bilal Achmed Ghanem &egrave; stato uno dei 133 Palestinesi rimasti uccisi in vario modo quell&rsquo;anno. Secondo le statistiche palestinesi le cause dei decessi erano: colpito con arma da fuoco per strada, esplosione, gas lacrimogeno, investito intenzionalmente, impiccato in prigione, colpito con arma da fuoco a scuola, ucciso mentre era a casa, eccetera. Le 133 persone avevano da quattro mesi a 88 anni. Solo la met&agrave; di queste, 69 vittime, sono state sottoposte all&rsquo;autopsia. La routine dell&rsquo;autopsia per i Palestinesi uccisi, di cui parlava il portavoce dell&rsquo;esercito, non ha riscontri con la realt&agrave; nei territori occupati. Gli interrogativi rimangono.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sappiamo che Israele ha una grande necessit&agrave; di organi, che c&rsquo;&egrave; un grosso traffico illegale di organi che va avanti da molti anni, che le autorit&agrave; ne sono al corrente e che i medici con posizioni dirigenziali nelle grandi strutture ospedaliere partecipano [al traffico illegale] insieme ai pubblici funzionari a vari livelli. Sappiamo inoltre che sono scomparsi dei giovani palestinesi, che sono stati riportati dopo cinque giorni, di notte, in assoluta segretezza, e ricuciti dopo aver subito un&rsquo;incisione dall&rsquo;addome al mento.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&Egrave; il momento di fare chiarezza su questo affare macabro, di fare luce su quello che sta succedendo e su quello che si &egrave; verificato nei territori occupati da Israele dall&rsquo;inizio dell&rsquo;Intifada.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">fonte: <a href="http://www.aftonbladet.se/">www.aftonbladet.se</a> </p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-09-07T18:51:00Z</updated>
<published>2009-09-07T18:51:00Z</published>
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Sto seguendo in questi giorni la tetra cronaca della definitiva devastazione della scuola pubblica ad opera del duo governativo Gelmini-Tremonti. Si tratta di una questione che mi riguarda molto da vicino e devo dire che lo spettacolo a... <a href=/post/1207110100/THE+REVOLUTION+WILL+NOT+BE+TELEVISED></a> ]]>
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<p class="MsoNormal"><st1:personname productid="LA TEORIA DELL" w:st="on"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">LA TEORIA  DELL</span></strong></st1:personname><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">&rsquo;ORIGINE VIRALE DELLE MALATTIE<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">di Arthur M. Baker</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">Estratto da <em style="">Exposing the Myth of the Germ Theory</em><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">a cura <st1:state w:st="on">del</st1:state> <st1:place w:st="on"><st1:placetype w:st="on">College</st1:placetype>  of <st1:placename w:st="on">Practical Homeopathy</st1:placename></st1:place>, 2005<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">Traduzione di Gianluca Freda<o:p> <br /></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB" style="">[&hellip;]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB" style=""></span>In origine la parola &ldquo;virus&rdquo; significava veleno e il termine &ldquo;virulento&rdquo; voleva dire velenoso. Oggi intendiamo per virus una entit&agrave; submicroscopica e &ldquo;virulento&rdquo;, in generale, significa contagioso. La medicina moderna utilizza il termine &ldquo;virus&rdquo; per indicare una microscopica forma di vita capace di infettare le cellule e a cui viene pertanto attribuita la responsabilit&agrave; di molte delle nostre malattie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nell&rsquo;immaginario popolare, il virus &egrave; una forma di vita in grado di parassitare ogni altra forma di vita, inclusi gli animali, le piante e i saprofiti (funghi e batteri).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nella descrizione delle infezioni virali, ai virus vengono attribuiti comportamenti quali &ldquo;iniettarsi&rdquo;, &ldquo;incubare&rdquo;, &ldquo;essere in latenza&rdquo;, &ldquo;invadere&rdquo;, avere uno &ldquo;stadio attivo&rdquo;, &ldquo;impadronirsi&rdquo;, &ldquo;riattivarsi&rdquo;, &ldquo;mascherarsi&rdquo;, &ldquo;infettare&rdquo;, &ldquo;assediare&rdquo; ed essere &ldquo;devastanti&rdquo; e &ldquo;mortali&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte che essi stessi hanno infettato. Il virus &ldquo;si inietta&rdquo; nella cellula e le &ldquo;ordina&rdquo; di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui ripetere il processo, infettando cos&igrave; l&rsquo;intero organismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia i virologi ammettono che i virus, pur avendo natura peculiarmente organica, non possiedono metabolismo, non possono essere replicati in laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in realt&agrave;, non sono mai stati osservati vivi!!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong style="">I &ldquo;virus vivi&rdquo; sono sempre morti</strong><span style="">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><br /></p>
<p class="MsoNormal">Il termine &ldquo;virus vivo&rdquo; indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi <em style="">in vitro</em> (cio&egrave; in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus. Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed &egrave; dalle cellule morenti che vengono ottenuti i &ldquo;virus&rdquo;. Essi sono comunque morti o inattivi, poich&eacute; non possiedono n&eacute; metabolismo n&eacute; vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I virus contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria poich&eacute; mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cio&egrave; dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri &ldquo;inferiori&rdquo; possiedono). Il <em style="">Guyton&rsquo;s Medical Textbook</em> riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacit&agrave; di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti <em style="">in vitro</em> come entit&agrave; viventi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong style="">Il legame con i mitocondri<span style="">&nbsp; </span><o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Poich&eacute; i &ldquo;virus&rdquo; non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorit&agrave; mediche, tranne che come unit&agrave; funzionali del nostro <strong style="">normale</strong> materiale genetico all&rsquo;interno del nucleo cellulare o del nucleo mitocondriale interno alla cellula. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I mitocondri sono organismi viventi, uno dei molti diversi organelli (piccoli organi) presenti all&rsquo;interno delle cellule del nostro corpo. I mitocondri hanno grosso modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri possiedono un proprio DNA e un proprio metabolismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I mitocondri metabolizzano glucosio ricavandone molecole di ATP, che sono energia pronta per l&rsquo;uso a cui il corpo pu&ograve; attingere quando ce n&rsquo;&egrave; bisogno. Cosa ha a che fare questo con i &ldquo;virus&rdquo; in quanto tali? Tutto, come capirete fra un momento. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Chiunque abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti all&rsquo;interno della cellula &egrave; rappresentata dai mitocondri, i creatori della nostra energia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I semplici protozoi monocellulari possiedono al proprio interno fino a mezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno: dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai 30.000 e pi&ugrave; delle cellule dei tessuti muscolari maggiori. Poich&eacute; l&rsquo;intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente, migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o quintilioni di mitocondri all&rsquo;interno del nostro sistema.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quando una cellula muore, essa viene rimpiazzata da una cellula figlia nata dal processo della mitosi, mentre la cellula esausta viene disintegrata dai lisosomi, i potenti enzimi intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultra-minute affinch&eacute; il corpo possa prontamente riciclarle o espellerle come scarti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ogni giorno, da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di tossicit&agrave;) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri. Quando le cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono completamente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Genomi e nuclei sono microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro di controllo e immagazzinamento del &ldquo;progetto&rdquo; stesso della cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le cellule ci&ograve; che il cervello &egrave; per il nostro corpo. Ogni cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale genetico che &egrave; la zona pi&ugrave; protetta della cellula (grazie alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il nostro sistema nervoso &egrave; la parte pi&ugrave; vitale e protetta della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al cranio). Alla morte della cellula i mitocondri vengono frammentati dai lisosomi, ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia membrana protettiva. Ed &egrave; qui che la spiegazione diventa interessante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Secondo il <em style="">Guyton&rsquo;s Textbook of Medical Physiology</em> un virus pu&ograve; definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di quelle della cellula. Il genoma &egrave; circondato da una protettura detta capside che &egrave; di solito una guaina proteica a doppi lipidi ed &egrave; composta di due membrane (quasi identiche alla membrana cellulare) che, per inciso, rappresentano l&rsquo;ossatura stessa del nucleo mitocondriale. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le foto dei &ldquo;virus&rdquo; scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del secondo, il che concorda con l&rsquo;azione autodigerente dei lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di frammentazione delle scorie cellulari &egrave; ancora parziale e incompleto. Pertanto, questa descrizione di un &ldquo;virus&rdquo; &egrave; virtualmente identica a quella di ci&ograve; che resta dei genomi dei mitocondri cellulari.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In breve, i virus sono resti di materiale vivente e alcuni testi di fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule esauste. I lisosomi che disintegrano la cellula morta a volte non riescono a frammentare questi &ldquo;virus&rdquo;, circondati dalla membrana protettiva a doppi lipidi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere questi corpi per ci&ograve; che sono in realt&agrave;: generico materiale mitocondriale esausto, soprattutto frammenti di DNA e RNA.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">I &ldquo;virus&rdquo; non sono microrganismi<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Anche se le autorit&agrave; mediche attribuiscono erroneamente a questi inerti residui cellulari il carattere della vita e della malignit&agrave;, i microbiologi riconoscono che i virus sono in realt&agrave; frammenti morti di DNA rivestiti di una membrana lipido-proteica, pur non riuscendo a comprendere la loro origine. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In realt&agrave; i genomi sono meccanismi di controllo, ma non microrganismi come l&rsquo;establishment medico vorrebbe farci credere, e questi cosiddetti &ldquo;virus&rdquo; non sono altro che frammenti senza vita di generico materiale mitocondriale. Per questo motivo i virus non possono provocare malattie, a meno che non si accumulino come impurit&agrave; che inquinino le cellule, i tessuti e la circolazione nel corso del ricambio cellulare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I virus sono quindi genomi morti, provenienti da cellule disintegrate, la cui membrana cellulare non &egrave; stata completamente frammentata dai lisosomi. I genomi non presentano alcuna caratteristica di vita e sono semplici particelle di materiale acido nucleico, di norma riciclati attraverso la fagocitosi o espulsi come scorie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le fotografie dei presunti virus che &ldquo;si iniettano&rdquo; all&rsquo;interno della cellula mostrano in realt&agrave; la cellula che letteralmente inghiotte il virus o scoria proteinacea. Si forma allora un&rsquo;incavatura, detta invaginario, e il materiale organico viene circondato dalla sostanza cellulare che poi si richiude, formando uno &ldquo;stomaco&rdquo; improvvisato, in cui il virus scompare. Lo &ldquo;stomaco&rdquo; si riempie allora di potenti enzimi lisosomici che digeriscono il materiale organico, frammentandolo in amminoacidi o acidi grassi per il riciclaggio o l&rsquo;eliminazione.<span style="">&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Questo processo &egrave; una caratteristica della fisiologia cellulare nota come fagocitosi (letteralmente &ldquo;divorazione di cellule&rdquo;); &egrave; un normale processo di ingestione cellulare e digestione enzimatica di batteri, scorie di tessuti e altre cellule erratiche. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I virus non sono altro che materiale organico inerte, completamente privo di qualsiasi caratteristica di vita e che nessuno ha mai visto in azione. Le fotografie che asseriscono di mostrare i virus in azione sono vere e proprie frodi: ci&ograve; che mostrano in realt&agrave; &egrave; un ordinario processo fisiologico di fagocitosi che avviene innumerevoli volte ogni giorno all&rsquo;interno del corpo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; da ricordare che secondo i testi di virologia e microbiologia i virus presentano le seguenti caratteristiche, che sono incompatibili con la vita:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">1) I virus non possiedono metabolismo. Non possono elaborare il cibo o il nutrimento e dunque non possiedono strumenti per formare energia. Sono solo un contenitore, o schema di informazioni, come lo sono i genomi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">2) I virus non possiedono alcun tipo di capacit&agrave; di movimento. Non hanno un sistema nervoso, n&eacute; un apparato sensorio, n&eacute; un&rsquo;intelligenza che possa in qualche modo coordinare movimenti o<span style="">&nbsp; </span>&ldquo;invasioni del corpo&rdquo; di qualsiasi natura. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">3) I virus non possono replicarsi: essi dipenderebbero interamente dalla &ldquo;riproduzione obbligata&rdquo;, vale a dire la riproduzione attraverso un organismo ospite, cosa assolutamente inaudita in ogni altro campo della biologia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Riproduzione Obbligata<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nelle spiegazioni che i medici forniscono sulle cause delle infezioni virali, ci viene chiesto di credere alla riproduzione obbligata, in cui un organismo (la cellula) viene costretto a riprodurre un organismo alieno (il &ldquo;virus&rdquo;). Tuttavia non esiste in natura nessun esempio di esseri viventi che riproducano qualcosa di non appartenente alla propria specie. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non dimentichiamo che il rapporto tra le dimensioni del virus e quelle della cellula &egrave; di circa un miliardesimo. La spiegazione offerta dalla teoria virale delle malattie ci domanda di credere che il virus si inietti all&rsquo;interno della cellula e le ordini di riprodurre il virus centinaia di migliaia di volte, finch&eacute; la cellula esplode. Ma anche nel momento in cui il virus &ldquo;si riproduce&rdquo; la sua massa complessiva rimane comunque <strong style="">meno di 1/100 dell&rsquo;uno per cento</strong> della massa della cellula. E&rsquo; come dire che se voi vi iniettaste mezzo grammo di una sostanza, essa potrebbe provocare una tale pressione interna da farvi esplodere!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Solo i microrganismi viventi sono in grado di agire e di riprodursi, e ci&ograve; avviene sotto il diretto controllo del nucleo, genoma o &ldquo;cervello&rdquo;. I cosiddetti &ldquo;virus&rdquo; non sono che residui di entit&agrave; un tempo organicamente funzionanti, la cui struttura genetica ha con esse la stessa relazione che una testa ha col corpo; attribuire ai virus una <strong style="">qualsiasi</strong> attivit&agrave; &egrave; pi&ugrave; o meno come attribuire delle azioni alla testa decapitata di un cadavere!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">I virus sono dannosi solo se si accumulano come scorie<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il nostro sangue e i nostri tessuti possono venire saturati da questi materiali di scarto generati internamente, proprio come avviene con le sostanze inquinanti ingerite dall&rsquo;esterno. L&rsquo;intossicazione si verifica nel momento in cui queste scorie sovraccaricano il corpo al di l&agrave; delle sue capacit&agrave; di espellerle. <strong style="">E&rsquo; vero</strong> che i virus provocano malattie, ma solo in quanto scorie tossiche. In questo senso i &ldquo;virus&rdquo; sono s&igrave; responsabili di varie patologie, ma non certo in quanto agenti di contagio. Ricordiamo che batteri, germi e virus non comunicano tra loro n&eacute; possono agire di concerto e sono del tutto incapaci di condurre operazioni congiunte come quelle di un esercito o di un gruppo di assalitori. Essi sono privi dell&rsquo;intelligenza e delle risorse richieste per governare il processo patologico. Solo il corpo &egrave; in grado di dare inizio a un tale processo risanante, poich&eacute; il corpo &egrave; la sola entit&agrave; intelligente unificata in grado di condurre quei processi fisiologici che vengono chiamati &ldquo;malattie&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Evitare le infezioni attraverso una vita sana<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il <em style="">Boyd&rsquo;s Medical Textbook</em> afferma che molte persone sane avrebbero in incubazione il virus <strong style="">senza</strong> sviluppare le particolari patologie di cui il virus dovrebbe essere causa, e che questo influsso debilitante sarebbe in grado di sopraffare le funzioni protettive del corpo &ldquo;permettendo ai virus di usurpare le attivit&agrave; biologiche all&rsquo;interno della cellula&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Pi&ugrave; specificamente, secondo la teoria medica, affinch&eacute; un parassita o virus possa essere patogeno esso deve rispondere a tre criteri:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">1) Deve essere biochimicamente attivo, cio&egrave; deve possedere una capacit&agrave; metabolica per poter condurre un&rsquo;azione;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">2) Dovrebbe poter intossicare o infettare pi&ugrave; cellule ospite di quanto il corpo di un animale o di un uomo sia in grado di proteggere o rigenerare. Ad esempio, potrete prendervi l&rsquo;influenza solo se il virus uccide o infetta una porzione significativa delle vostre cellule polmonari; la poliomelite se il virus infetta un numero sufficiente delle vostre cellule nervose; o l&rsquo;epatite se il virus assume il controllo di una larga porzione delle cellule del vostro fegato (le infezioni latenti sono invece quelle che coinvolgono una piccola percentuale delle nostre cellule, com&rsquo;&egrave; il caso della tubercolosi, che molti di noi hanno senza neppure accorgersi di averla).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">3) L&rsquo;ospite deve essere geneticamente e immunologicamente permissivo. Deve accettare l&rsquo;elemento patogeno e non deve esserne &ldquo;immune&rdquo;. In altre parole, deve &ldquo;lasciar fare&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli esseri umani sono sempre &ldquo;infetti&rdquo; di &ldquo;virus&rdquo; e batteri, poich&eacute; essi sono presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento. Per questo motivo non si pu&ograve; affermare che essi &ldquo;invadano&rdquo; l&rsquo;ospite. Le malattie non sono infezioni; sono piuttosto processi di purificazione del corpo e non sono provocate da batteri o da &ldquo;virus&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">N&eacute; i &ldquo;virus&rdquo; n&eacute; i batteri possono causare la malattia/processo risanante. Il vero responsabile &egrave; lo stile di vita biologicamente scorretto dell&rsquo;ammalato. Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sar&agrave; ulteriore accumulo di scorie tossiche e il corpo non avr&agrave; pi&ugrave; bisogno di mettere in moto i processi di guarigione/malattia. La buona salute ne sar&agrave; il naturale risultato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">I farmaci sono controproducenti<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilit&agrave; di rimettersi, i medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la medicina sia d&rsquo;aiuto nella guarigione. I farmaci, in effetti, uccidono i batteri, ma sono altrettanto dannosi ad ogni altra forma di vita metabolica, cellule umane incluse. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;utilizzo di farmaci e di medicine alle erbe ostacola gli sforzi di detossificazione che il corpo conduce, rappresentando per il sistema una minaccia addizionale oltre alle sostanze nocive che il corpo va espellendo attraverso il processo di malattia. Eliminare le nuove sostanze dannose che vengono ingerite assume la precedenza sull&rsquo;eliminazione di quelle che stanno alla base della crisi risanante. La prassi medica di uccidere i germi con farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l&rsquo;attivit&agrave; con appositi sieri &egrave; la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie iatrogeniche. Le malattie acute sono in grado di auto-limitarsi, commisuratamente allo sforzo necessario per liberare l&rsquo;organismo dalle sostanze dannose. Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo della malattia &egrave; al tempo stesso debilitante e fastidioso per l&rsquo;ospite, ma &egrave; di vitale necessit&agrave; per la preservazione della vita e della salute.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quando il processo di detossificazione &egrave; stato completato, i sintomi della malattia scompaiono e l&rsquo;organismo torna ad utilizzare le proprie energie per i compiti ordinari. La forza, allora, torna a fluire nelle estremit&agrave;. Il corpo, bench&eacute; indebolito dallo sforzo reso necessario per contrastare le sue condizioni di tossicit&agrave;, riacquista le proprie energie e la vitalit&agrave; funzionale e si riprende senza che sia necessario alcun trattamento. Quando la crisi risanante &egrave; stata completata, il recupero ha inizio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">L&rsquo;illusione del contagio<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La gente &egrave; stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a credere implicitamente nell&rsquo;idea del contagio: e cio&egrave; che specifiche entit&agrave; patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite all&rsquo;altro. &ldquo;Contagio&rdquo;, nella definizione medica, &egrave; la trasmissione della malattia per contatto: una malattia infettiva pu&ograve; essere comunicata per contatto da una persona che ne &egrave; affetta o attraverso un oggetto che essa ha toccato. Il dizionario a questo proposito parla di &ldquo;virus o altri agenti infettivi&rdquo; o di &ldquo;qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della malattia con mezzi diretti o indiretti&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il &ldquo;contagio&rdquo;, tuttavia, &egrave; uno dei miti della medicina, poich&eacute; le scorie tossiche non possono essere trasmesse da un corpo all&rsquo;altro attraverso il normale contatto. Le malattie contagiose sono un&rsquo;invenzione, poich&eacute; nessuno pu&ograve; passare ad altri la sua malattia, non pi&ugrave; di quanto possa trasmettere la propria salute. Qualcosa di simile al contagio sembra avvenire quando una persona in condizioni gravemente tossemiche viene messa a contatto con un&rsquo;altra che si trovi in una situazione similare, attivando in questo modo una crisi risanante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Ci&ograve; che accade in realt&agrave;<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I batteri o i germi di questi individui vengono stimolati ad agire da quegli elementi devitalizzati su cui i batteri prosperano. Quando vengono trasferiti alle membrane mucose o ai tessuti di un&rsquo;altra persona <strong style="">egualmente tossemica</strong>, &egrave; possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno nell&rsquo;organismo portatore, se vi &egrave; una quantit&agrave; adeguata di prodotti della decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma l&rsquo;esistenza di un ambiente inquinato &egrave; prerequisito affinch&eacute; tale azione batterica possa verificarsi. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un individuo in salute, con un flusso sanguigno incontaminato e relativamente puro, non avr&agrave; quindi alcun motivo di temere le &ldquo;malattie contagiose&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Di norma, non &egrave; possibile trasmettere ad altri il proprio carico di tossicit&agrave;, a meno che esso non venga estratto dal nostro corpo (come accade nelle donazioni di sangue) e poi iniettato ad un&rsquo;altra persona (ad esempio con una trasfusione). In questo caso pu&ograve; verificarsi un contagio medicamente indotto o malattia iatrogenica, che non ha per&ograve; nulla a che fare con quelli che si verificano nell&rsquo;ambito dei naturali processi biologici della vita. E&rsquo; questa la reale spiegazione di ci&ograve; che chiamiamo &ldquo;contagio&rdquo;. Il germe attiva, affretta o sollecita il processo di malattia in coloro che sono gi&agrave; tossemici. Ma per coloro che non lo sono, il contagio non funziona e non pu&ograve; verificarsi finch&eacute; il corpo si mantiene puro, poich&eacute; &egrave; la contaminazione del sistema che prepara l&rsquo;organismo per le &ldquo;epidemie&rdquo;, a causa della nostra incapacit&agrave; di mantenere fluidi e tessuti corporei puliti e non inquinati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Le vere cause e i veri fattori del &ldquo;contagio&rdquo;<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In realt&agrave; il cosiddetto &ldquo;contagio&rdquo; non esiste, poich&eacute; gli unici agenti in grado di produrre malattie sono le abitudini nocive come l&rsquo;abuso di alcool, caff&egrave;, sigarette, farmaci, cibi-spazzatura, cibi raffinati, scarsit&agrave; di riposo, mancanza di esercizio e di luce solare, ecc.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sono le abitudini di vita sbagliate che generano le malattie che vediamo diffuse tra la popolazione. Non c&rsquo;&egrave; nessun &ldquo;insetto che gira&rdquo;: &egrave; ci&ograve; che facciamo al nostro corpo che distrugge le sue necessit&agrave; sistemiche.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">La &ldquo;predisposizione&rdquo; rivisitata<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il concetto di &ldquo;contagio&rdquo; &egrave; strettamente correlato a quello egualmente erroneo di &ldquo;predisposizione&rdquo;: si crede infatti che un&rsquo;&rdquo;epidemia&rdquo; risulti &ldquo;contagiosa&rdquo; solo se l&rsquo;individuo vi &egrave; &ldquo;predisposto&rdquo;. Questa affermazione medica &egrave; in realt&agrave; un&rsquo;ammissione che non sono i germi a provocare le malattie. Se cos&igrave; fosse, chiunque venisse esposto ad essi si ammalerebbe della stessa malattia. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In realt&agrave; una persona &ldquo;predisposta&rdquo; &egrave; una persona che possiede un alto livello di tossicit&agrave; dell&rsquo;organismo, insieme alla vitalit&agrave; sufficiente a condurre il processo di malattia/purificazione. Tali individui possono ammalarsi in qualsiasi momento, che vengano o no esposti al &ldquo;contagio&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se individui sani riescono a conservare la loro salute anche nel bel mezzo di &ldquo;malattie epidemiche&rdquo;, risulta evidente che la teoria del contagio &egrave; sbagliata. La parte dell&rsquo;organismo pi&ugrave; sovraccarica di tossine &egrave; quella in cui si manifestano per primi i sintomi della malattia, ma l&rsquo;effetto complessivo &egrave; sistemico, poich&eacute; tutti gli organi e le ghiandole del sistema subiscono danni a differenti livelli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Quali sono le vere &ldquo;epidemie&rdquo;?<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Inoltre, le malattie pi&ugrave; comunemente diffuse non sono neppure contagiose. Oltre il 90% degli americani soffre di placche arteriose, ma questa non &egrave; considerata una malattia contagiosa (mentre l&rsquo;AIDS, che viene considerato epidemico, interessa solo 1/10.000 della popolazione!!!). L&rsquo;obesit&agrave; &egrave; forse considerata contagiosa? Eppure affligge una persona su tre. E la costipazione? Affligge il 90% della nostra popolazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E i problemi alla vista, che affliggono due persone su tre, sono forse considerati contagiosi? Lo stesso si pu&ograve; dire delle patologie dentarie, della pressione sanguigna anomala, delle emicranie, dei problemi alla schiena, ecc., tutte patologie estremamente diffuse. Pi&ugrave; di met&agrave; degli americani soffre di problemi cardiovascolari, ma sono forse considerati contagiosi? La malattia pi&ugrave; temuta in assoluto &egrave; il cancro. E&rsquo; forse contagiosa? L&rsquo;artrite colpisce pi&ugrave; persone che non l&rsquo;herpes. E&rsquo; forse contagiosa? E che dire dell&rsquo;asma o dell&rsquo;acne? </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Prendiamo come esempio i raffreddori. Come mai i bambini prendono fino a otto raffreddori all&rsquo;anno, mentre i genitori molti di meno? Come mai le persone che si trovano isolate negli osservatori al Polo Nord o Sud &ldquo;si prendono&rdquo; lo stesso il raffreddore durante la loro permanenza? Come mai negli anni 1965-67 i laboratori del National Institute of Health di Bethesda, nel Maryland, condussero sperimentazioni sulle influenze che non mostrarono alcuna prova che esse fossero dovute a contagio? </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ad alcuni volontari vennero iniettati ogni giorno i presunti &ldquo;virus&rdquo; dell&rsquo;influenza, prelevati a coloro che ne soffrivano, ma nessuno di essi si ammal&ograve;. Ci furono pi&ugrave; casi di influenza nel gruppo di controllo. Contemporaneamente, subito dopo la tradizionale Festa del Ringraziamento, il numero di ammalati in entrambi i gruppi ebbe un picco improvviso, come &egrave; lecito aspettarsi quando vengono consumati cibi e bevande eccessive durante una festivit&agrave;. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Anche le malattie veneree sono considerate contagiose. Ma in realt&agrave; i cosiddetti fattori di contagio (batteri) sono presenti <em style="">in quanto effetto</em> della malattia, senza esserne n&eacute; la causa n&eacute; il presupposto (il 20% di coloro che soffrono di malattie veneree non rivelano presenza n&eacute; del gonococco n&eacute; degli spirocheti che dovrebbero provocarla). </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><st1:personname productid="La Marina" w:st="on">La Marina</st1:personname> degli Stati Uniti condusse esperimenti in cui si evidenziava che le cosiddette &ldquo;persone infette&rdquo; non potevano infettare chi era definito &ldquo;in salute&rdquo;. In Giappone prostitute &ldquo;infettate&rdquo; hanno avuto relazioni sessuali con molti militari senza che nessuno di essi contraesse la malattia. Allo stesso modo molti individui presentano &ldquo;infezioni&rdquo; nella zona genitale senza mai aver avuto contatti con nessuno (ad esempio nei casi che riguardano i bambini). Il concetto di &ldquo;contagio&rdquo; &egrave; medicamente indimostrato, nonostante le apparenze del contrario.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Conclusione<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Le cosiddette &ldquo;malattie contagiose&rdquo; come l&rsquo;AIDS, le malattie veneree, il piede dell&rsquo;atleta, non sono pi&ugrave; contagiose di qualsiasi altra malattia. Ma ad alcuni interessi commerciali &egrave; utile che la gente creda che lo siano. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fondamentalmente, l&rsquo;accettazione della teoria del contagio presuppone l&rsquo;accettazione della teoria dei germi come causa delle malattie: e cio&egrave; che specifici batteri o &ldquo;virus&rdquo; possano produrre i sintomi di malattie specifiche. Questa teoria &egrave; stata pi&ugrave; volte dimostrata erronea in campo scientifico, e perfino Pasteur ammise la sua insostenibilit&agrave;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nonostante ci&ograve;, la teoria dei germi e la teoria del contagio continuano ad essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda teoria. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In sostanza, la popolazione crede a ci&ograve; che l&rsquo;establishment medico vuole che creda. La teoria del contagio serve a tenere alta la domanda di farmaci e di cure mediche e ospedaliere. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se conducete una vita sana, probabilmente non vi ammalerete mai. Le malattie sono provocate solo da abitudini di vita improprie. Non dimenticate che solo le industrie mediche, ospedaliere e farmacologiche sostengono che la salute si possa recuperare somministrando farmaci velenosi. Questo &egrave; probabilmente uno dei pi&ugrave; spaventosi semi delle malattie &ldquo;contagiose&rdquo;. In conclusione, se i germi hanno un qualche ruolo nel provocare malattie, esso non &egrave; un ruolo primario, ma solo secondario, in subordine a quei fattori che abbassano la nostra resistenza o mettono a rischio la nostra salute. Una vita sana &egrave;, in ogni caso, la migliore assicurazione contro qualsiasi malattia.<span style=""></span></p> ]]>
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<author>
<name>Gianluca Freda</name>
</author>
<updated>2009-08-18T22:44:00Z</updated>
<published>2009-08-18T22:44:00Z</published>
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<p class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">IL SEGRETO DEL MIRACOLO ECONOMICO CINESE: IL GOVERNO POSSIEDE LE BANCHE ANZICHE&rsquo; IL CONTRARIO.<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">di Ellen Brown</p>
<p class="MsoNormal">dal sito <a href="http://www.webofdebt.com/">www.webofdebt.com</a> </p>
<p class="MsoNormal">traduzione di Gianluca Freda</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Le banche &ndash; cosa difficile da credere in un momento in cui abbiamo di fronte una crisi economica che sono state le banche stesse a creare &ndash; sono ancora la lobby pi&ugrave; potente di Capitol Hill. Praticamente sono i proprietari del posto&rdquo;. <o:p></o:p></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">(Dick Durbin, senatore USA, capogruppo del Partito Democratico, 30 aprile 2009) </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mentre gli Stati Uniti spendono trilioni di dollari per salvare il sistema bancario, lasciando languire l&rsquo;economia, si parla della Cina come di un &ldquo;miracolo economico&rdquo; che &egrave; riuscito a sganciarsi dal resto del mondo. Mentre il resto del mondo affonda nella peggior recessione mai vista dagli anni &rsquo;30, <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> ha mantenuto un fenomenale tasso di crescita annua dell&rsquo;8%. Questo almeno secondo i rapporti, ma i commentatori nutrono dei dubbi. Si chiedono infatti come sia possibile una crescita simile in un momento in cui altri paesi la cui economia era fondata sulle esportazioni hanno sofferto vistosi cali e si trovano ancora in fase di depressione. L&rsquo;economista <a href="http://therealnews.com/t/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=31&amp;Itemid=74&amp;jumival=4060">Richard Wolff</a> osserva con tono scettico:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Oggi il mondo si trova in una situazione di crisi capitalistica globale. Dappertutto i consumi calano. Dappertutto la gente acquista meno beni, inclusi quelli cinesi. Com&rsquo;&egrave; possibile che in una societ&agrave; cos&igrave; dipendente dall&rsquo;economia mondiale si possa avere oggi una crescita esplosiva? Il loro mercato azionario si trova oggi ad un livello 100 volte pi&ugrave; alto del suo minimo. Non esiste nulla di lontanamente paragonabile in nessuna altra parte del mondo, certamente non negli Stati Uniti e in Europa. Com&rsquo;&egrave; possibile? Se dovessimo credere a ci&ograve; che dicono i cinesi, dovremmo anche credere che nell&rsquo;arco di pochi mesi, al massimo un anno, non di pi&ugrave;, essi sarebbero stati in grado di trasformare la loro economia da centrale fondata sulle esportazioni a meccanismo industriale basato sul consumo interno. In nessun paese del mondo una cosa del genere ha mai richiesto meno di alcuni decenni&rdquo;.<o:p></o:p></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Com&rsquo;&egrave; possibile che il progetto cinese di ripresa economica funzioni cos&igrave; bene, mentre i nostri non funzionano per nulla? Forse la risposta &egrave; semplice: <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> non ha mai permesso al proprio sistema bancario di sottomettere l&rsquo;economia produttiva. Le banche cinesi lavorano per il popolo, anzich&eacute; il contrario. Cos&igrave; afferma Samah El-Shahat, conduttrice del network inglese di Al Jazeera con una laurea in economia all&rsquo;Universit&agrave; di Londra. In un <a href="http://english.aljazeera.net/focus/chinabuystheworld/2009/08/200981084418740760.html">articolo</a> del 10 agosto intitolato &ldquo;In Cina il popolo viene prima delle banche&rdquo;, scrive:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Quella cinese &egrave; l&rsquo;unica grande economia in cui il fossato &ndash; la separazione tra il settore finanziario e il mondo abitato dalla gente comune e dalle loro imprese &ndash; non esiste. Entrambi i mondi stanno attraversando una nuova fase di boom economico e questo grazie al modo in cui il governo ha saputo gestire le proprie banche. <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">La Cina</st1:personname> non ha permesso al proprio settore bancario di diventare cos&igrave; potente, cos&igrave; influente, cos&igrave; enorme da poter dettare legge e poter imporre salvataggi. In parole povere, il governo ha preferito interessarsi del proprio popolo e anteporre le sue esigenze a quelle di qualsiasi altro gruppo d&rsquo;interessi. E&rsquo; per questo che le banche cinesi continuano a prestare denaro alle persone e alle loro imprese in quantit&agrave; record&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ci&ograve; che Wolff chiama &ldquo;crisi capitalista globale&rdquo; &egrave; in realt&agrave; una crisi del credito: ma in Cina, a differenza che negli Stati Uniti, il credito continua a fluire liberamente, non solo verso il settore finanziario, ma verso l&rsquo;industria e le amministrazioni locali. Le banche di propriet&agrave; dello Stato hanno massicciamente incrementato i prestiti, e le amministrazioni locali e le aziende di Stato li ricevono su larga scala. <st1:personname productid="La Banca Popolare" w:st="on"><st1:personname productid="La Banca" w:st="on">La Banca</st1:personname> Popolare</st1:personname> della Cina stima che l&rsquo;ammontare complessivo dei prestiti nella prima met&agrave; del 2009 sia stato di 1,08 trilioni di dollari, il 50% in pi&ugrave; dei prestiti erogati nel 2008. Anche <st1:personname productid="la Federal Reserve" w:st="on"><st1:personname productid="la Federal" w:st="on">la Federal</st1:personname> Reserve</st1:personname> americana ha erogato prestiti record, ma essi sono stati destinati principalmente al salvataggio del settore finanziario, lasciando Main Street all&rsquo;asciutto. Scrive <st1:personname productid="la El-Shahat" w:st="on">la  El-Shahat</st1:personname>:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;In Inghilterra e negli Stati Uniti il settore finanziario &egrave; in fase di boom, mentre il mondo della gente normale sembra andare di male in peggio, la disoccupazione cresce, gli affari ristagnano e i pignoramenti immobiliari non si fermano. Sembra quasi che Wall Street e Main Street esistano su diversi pianeti. E ci&ograve; dipende in larga parte dal fatto che le banche continuano a non prestare denaro alla gente comune. In Inghilterra e negli Stati Uniti le banche si sono appropriate del denaro dei contribuenti e del denaro facile proveniente dagli alleggerimenti quantitativi delle banche centrali. Lo utilizzano per sostenere se stesse e per ripulire i propri bilanci, piuttosto che per prestarlo alla gente. Le banche si sono appropriate di quel denaro e i nostri governi non hanno fatto assolutamente nulla per impedirlo. Anzi, sono stati complici nel consentire che ci&ograve; avvenisse&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Crepe nella muraglia cinese?<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;economia cinese non &egrave; perfetta. La spinta verso il profitto, soprattutto ad opera di capitali d&rsquo;investimento stranieri, ha incoraggiato gli azzardi speculativi, con investimento di grandi quantit&agrave; di denaro in appartamenti di lusso e altri tipi di beni immobiliari che la maggior parte delle persone non pu&ograve; permettersi. I lavoratori cinesi si lamentano oggi del <em style="">troppo </em>capitalismo, visto che sono ora costretti a pagare per l&rsquo;abitazione, per le cure sanitarie e per l&rsquo;istruzione superiore, tutte cose che un tempo venivano fornite dallo Stato. E bench&eacute; si stiano facendo degli <a href="http://www.lewrockwell.com/orig6/rogers1.html">sforzi</a> per rendere disponibili una maggior quantit&agrave; di prestiti alle piccole e medie aziende, le industrie di Stato e le grandi corporazioni ricevono ancora la maggior parte dei prestiti erogati. Questo perch&eacute; alle banche &egrave; stato ordinato di restringere i propri standard per l&rsquo;accesso al credito, e naturalmente le grandi aziende comportano rischi minori. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Wolff &egrave; convinto che il &ldquo;miracolo&rdquo; cinese sia una bolla destinata a scoppiare con conseguenze catastrofiche. Storicamente, tuttavia, ogni volta che una bolla economica &egrave; scoppiata all&rsquo;improvviso ci&ograve; &egrave; avvenuto perch&eacute; era stata punta dagli speculatori. Quando nel 1990 scoppi&ograve; la bolla del mercato giapponese, e quando altri paesi asiatici seguirono lo stesso destino nel 1998, ci&ograve; avvenne perch&eacute; gli speculatori stranieri riuscirono ad aggredire le loro valute con derivativi esotici. Le vittime tentarono di difendersi acquistando le proprie valute nazionali con le riserve in valuta estera, ma le riserve andarono ben presto esaurite. Oggi <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> ha accumulato una tale quantit&agrave; di riserve in dollari che sarebbe molto difficile agli speculatori fare la stessa cosa con il mercato azionario cinese. Un declino graduale del mercato azionario dovuto a forze naturali del mercato stesso &egrave; qualcosa che un&rsquo;economia pu&ograve; agevolmente sopportare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Inversione dei ruoli economici?<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Almeno per il momento, il piano di ripresa cinese sta funzionando molto meglio di quello americano e inglese; e il principale motivo per cui sta funzionando meglio &egrave; il fatto che il governo tiene in pugno il proprio settore bancario. Il governo pu&ograve; manovrare il meccanismo del credito bancario in modo da favorire le imprese pubbliche e il commercio, poich&eacute; realmente <em style="">possiede</em> le banche o buona parte di esse. Ironicamente questa caratteristica dell&rsquo;economia cinese avrebbe consentito alla Cina di avvicinarsi all&rsquo;ideale capitalistico americano degli inizi ancor pi&ugrave; degli stessi Stati Uniti. <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">La Cina</st1:personname> viene spesso definita comunista, ma non &egrave; mai stata comunista nel senso inteso dai libri di testo, e oggi lo &egrave; ancor meno di prima. Deng Xiaoping, leader del Partito Comunista Cinese, che dopo il 1978 apr&igrave; <st1:personname productid="la Cina" w:st="on">la Cina</st1:personname> agli investimenti stranieri, disse una volta che non importa di che colore sia il gatto, purch&eacute; riesca ad acchiappare i topi. Quale che sia la definizione appioppata all&rsquo;economia cinese, resta il fatto che essa fornisce oggi un&rsquo;impalcatura che incoraggia efficacemente l&rsquo;imprenditoria.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Jim Rogers &egrave; un investitore e analista finanziario americano espatriato, che oggi ha la propria base a Singapore. Nel 2004 scrisse un <a href="http://www.lewrockwell.com/orig6/rogers1.html">articolo</a> intitolato &ldquo;L&rsquo;ascesa del capitalismo rosso&rdquo;:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Alcuni dei migliori capitalisti del mondo vivono nella Cina comunista... Non importa per quanto tempo ancora i leader cinesi insisteranno a definirsi comunisti, essi sembrano assai indaffarati a creare l&rsquo;economia capitalista che dominer&agrave; il mondo&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel frattempo gli USA sono sprofondati in ci&ograve; che Rogers chiama &ldquo;socialismo per ricchi&rdquo;. Quando le normali aziende americane fanno bancarotta, esse vengono lasciate sole ad affrontare la giungla d&rsquo;asfalto; ma se vanno in bancarotta banche considerate &ldquo;troppo grosse per fallire&rdquo;, allora siamo noi contribuenti a dover pagare le perdite, mentre ai proprietari delle banche viene consentito di tenersi i profitti e di continuare ad utilizzarli per le loro speculazioni. Il salvataggio di Wall Street con denaro dei contribuenti rappresenta una radicale violazione dei princ&igrave;pi del capitalismo, una violazione che ha cambiato volto all&rsquo;economia americana. Il capitalismo che ci insegnavano a scuola parlava di Mamma e Pap&agrave; negozianti, di fattorie a conduzione familiare, di piccoli imprenditori che potevano competere su un livello di parit&agrave;. Il ruolo del governo era quello di definire le regole e di assicurarsi che ognuno giocasse rispettandole. Ma non &egrave; questa la storia del capitalismo che vediamo oggi. Mamma e Pap&agrave; negozianti sono stati stritolati da gigantesche catene di ipermercati e mega-industrie; le piccole fattorie a conduzione familiare sono state rilevate dalle multinazionali dell&rsquo;agro-business; e le banche di Wall Street sono diventate cos&igrave; potenti che oggi i deputati si lamentano per il fatto che sono le banche ad essere proprietarie del Congresso. I colossi bancari e le corporazioni hanno riscritto le regole per i propri fini. La sana competizione &egrave; stata rimpiazzata da una forma di capitalismo predatorio in cui il pesce piccolo viene sistematicamente inghiottito dagli squali. Il risultato &egrave; un gap sempre pi&ugrave; ampio tra ricchi e poveri che rappresenta il pi&ugrave; colossale esempio di trasferimento della ricchezza della storia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="">Il meglio di entrambi i mondi<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La soluzione cinese, di fronte a un sistema bancario finito in bancarotta, sarebbe quella di nazionalizzare le banche stesse, non soltanto i loro debiti. Se anche gli USA adottassero un simile approccio, noi, il popolo, potremmo davvero ottenere qualcosa di valido in cambio del nostro investimento: un sistema bancario stabile e affidabile che appartenga alla gente. Se la parola &ldquo;nazionalizzare&rdquo; sembra poco americana, sostituitela con &ldquo;di propriet&agrave; pubblica e operante nel pubblico interesse&rdquo;, come le biblioteche pubbliche, i parchi pubblici e i pubblici tribunali. Dobbiamo togliere i nostri dollari a Wall Street e restituirli a Main Street e possiamo farlo solo spezzando questo monopolio bancario privato finito fuori controllo e riaffidando il controllo sul denaro e sul credito al popolo stesso. Se i cinesi possono avere il meglio dei due mondi, possiamo averlo anche noi. </p> ]]>
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<author>
<name>Gianluca Freda</name>
</author>
<updated>2009-08-13T00:03:00Z</updated>
<published>2009-08-13T00:03:00Z</published>
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<p class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">FURGONCINI DA ESECUZIONE: <st1:personname w:st="on" productid="LA SOLUZIONE AL">LA SOLUZIONE AL</st1:personname> PROBLEMA BANCARIO AMERICANO<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">di Mark Ames</p>
<p class="MsoNormal">dal sito <a href="http://exiledonline.com">exiledonline.com</a> </p>
<p class="MsoNormal">traduzione di Gianluca Freda</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">&ldquo;Cos&igrave; tanti banchieri corrotti e cos&igrave; pochi tavoli per l&rsquo;iniezione letale&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Quante volte avete sentito questa frase negli ultimi tempi? Gi&agrave;, &egrave; una lamentela comune nell&rsquo;America di oggi. In questo difficile periodo economico, abbiamo un sacco di giustizia da somministrare alla gente che ha distrutto le nostre vite. Ma non abbiamo molti soldi per farlo, e neppure vogliamo contribuire al riscaldamento globale. Come risolvere tutti e tre questi problemi? Come possiamo mettere a morte tutti i banchieri e i loro leccapiedi senza svuotare i nostri portafogli o alterare il delicato equilibrio di GAIA? La risposta &egrave; &ldquo;made in China&rdquo;: una flotta di nuovissimi <a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2009/0219/1224241417927.html?via=mr">furgoncini per esecuzione mobile</a> che possono rendere gli incombenti <a href="http://thehill.com/leading-the-news/frank-calling-in-fbi-for-financial-hearing-2009-03-05.html">arresti di massa</a> in America efficienti, puliti ed economici. Diciamocelo: perch&eacute; mai noi contribuenti dovremmo tenere vivi questi criminali in lussuose prigioni dotate di TV, pagando i loro &ldquo;diritti dei detenuti&rdquo; e i costi delle infinite udienze d&rsquo;appello? E ai nostri diritti chi ci pensa, eh? Chi provvede a noi, che siamo le vittime? Pare che il cosiddetto sistema giudiziario si preoccupi pi&ugrave; dei diritti dei criminali che di quelli delle vittime! Noi vogliamo che i banchieri e i loro sostenitori vengano processati, condannati e messi a morte nel modo pi&ugrave; rapido, ecologico ed economico possibile. Oggi, dopo anni che questi plutocrati delocalizzano in Cina il lavoro americano, possiamo finalmente dire che una camera della morte in grado di giustiziare un banchiere mentre si dirige a tutta velocit&agrave; verso la banca successiva, &egrave; qualcosa che vale la pena di comprare. E&rsquo; economica, affidabile e fottutamente divertente! <br /></p>
<center><img hspace="5" height="288" align="center" width="418" vspace="5" title="" src="http://ima.dada.net/image/medium/17942426.jpg" alt="" /></center>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Proprio cos&igrave;, i cinesi ci stanno finalmente ripagando per tutti i posti di lavoro che gli abbiamo regalato offrendoci la perfetta unit&agrave; mobile da esecuzione per questi difficili tempi di Nuova Grande Depressione. La camera da esecuzione mobile si chiama &ldquo;Jinguan Automobile&rdquo; e viene prodotta nelle province di Jiangsu e Shandong. La si pu&ograve; acquistare ad un prezzo ragionevole, compreso nella fascia tra i 37.000 e i 75.000 dollari, che &egrave; nulla se pensate a quanti soldi potremo risparmiare in spese legali per i processi d&rsquo;appello, senza contare il vitto e alloggio di questi assassini seriali nelle loro prigioni di lusso. Detto in altri termini: se poteste riavere solo i 3,6 miliardi di dollari dei contribuenti <a href="http://www.reuters.com/article/ousiv/idUSTRE52560H20090306">che i banchieri della Merrill Lynch vi hanno rubato</a> nel dicembre scorso per pagarsi bonus illegali mentre la compagnia andava a picco, potreste usare quel denaro per acquistare 100.000 furgoncini da esecuzione. Dite che non rivelerebbero mai chi ha ricevuto quei pagamenti? No problem: appena sentiranno avvicinarsi il Bus della Morte, potete scommettere che quei banchieri inizieranno a squittire e ad accusarsi l&rsquo;un l&rsquo;altro in un batter di ciglia. Ma troppo tardi: si succhieranno lo stesso una bella endovenosa di veleno.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">L&rsquo;efficienza prima di tutto: 100.000 di questi furgoncini potrebbero giustiziare una quantit&agrave; di banchieri, consiglieri strapagati, giornalisti, accademici, politici nel giro di pochi mesi. L&rsquo;America diverrebbe un luogo assai pi&ugrave; sicuro, pi&ugrave; pulito e pi&ugrave; economico in cui vivere. Infinitamente pi&ugrave; economico, il che per noi gi&agrave; basta e avanza.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ma aspettate, non &egrave; tutto: non solo &egrave; economico, rapido ed efficiente, ma anche ecologico! Gi&agrave;, perch&eacute; i cadaveri dei banchieri giustiziati possono essere riciclati e riutilizzati da cittadini pi&ugrave; responsabili. Come i cinesi hanno ben presto scoperto, gli organi dei banchieri, bulbi oculari e varie estremit&agrave;, possono essere raccolti, immagazzinati e distribuiti ai proprietari di casa americani privi di assicurazione sulla salute. Ogni parte dei banchieri e dei membri dei loro think-tank, dopo l&rsquo;esecuzione, pu&ograve; essere reintrodotta nell&rsquo;ecosistema, facendo risparmiare denaro ai contribuenti, migliorando la qualit&agrave; delle loro vite e salvando una o due civette maculate. Come direbbe il nostro amico <a href="http://firstread.msnbc.msn.com/archive/2009/03/05/1821956.aspx">Zach Wamp</a>, quegli organi non sono un diritto, sono un privilegio. Ecco come un esperto <a href="http://www.usatoday.com/news/world/2006-06-14-death-van_x.htm">descrive queste macchine della morte eco-friendly</a>:</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em style="">&ldquo;Le iniezioni lasciano intatto il cadavere e sono eseguite sotto assistenza medica. Gli organi possono essere &ldquo;espiantati in maniera pi&ugrave; rapida ed efficace di quanto non avvenga in caso di esecuzione per fucilazione&rdquo;, afferma Mark Allison, ricercatore di Amnesty International per l&rsquo;Asia Orientale operante a Hong Kong. &ldquo;Abbiamo raccolto una quantit&agrave; di prove che evidenziano il coinvolgimento della polizia, dei tribunali e degli ospedali (cinesi) nel traffico d&rsquo;organi&rdquo;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ehi, Amnesty, grazie per la dritta! Vedete amici, questi piagnucolanti liberali al soldo dell&rsquo;elite non difendono sempre i criminali a scapito degli innocenti. Ci forniscono anche valide informazioni di cui possiamo fare buon uso!</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<center><img hspace="5" align="center" vspace="5" alt="" src="http://ima.dada.net/image/medium/17942433.jpg" title="" /></center>
<p>&nbsp;</p>
<center><a target="_blank" href="ima.dada.net/image/17942427.jpg"></a><center><a target="_blank" href="ima.dada.net/image/17942427.jpg">
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<p><strong><a target="_blank" href="ima.dada.net/image/17942427.jpg"><span style="color: red;">Il miliardario cinese Yuan Baojing, recentemente giustiziato in un furgoncino per le esecuzioni. Gli americani sono forse cos&igrave; impauriti dalle loro elite da non saper essere all'altezza della giustizia cinese?</span></a></strong> <strong><br /></strong></p>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Ecco allora come funziona: ogni veicolo per esecuzione mobile &egrave; lungo da <st1:metricconverter w:st="on" productid="6 a">6 a</st1:metricconverter> <st1:metricconverter w:st="on" productid="9 metri">9 metri</st1:metricconverter> e pu&ograve; viaggiare fino a <st1:metricconverter w:st="on" productid="130 km/h">130 km/h</st1:metricconverter>, il che significa che queste macchine della morte semoventi eliminano i criminali alla massima velocit&agrave;! I furgoncini sono divisi in tre sezioni: abitacolo di guida; zona di osservazione a met&agrave; del veicolo, con un finestrino che divide gli spettatori (fino a un massimo di 6) dalla camera di esecuzione; e infine la camera di esecuzione in coda al veicolo, con finestrini oscurati (noi potremmo anche farli trasparenti, nell&rsquo;interesse della trasparenza) che impediscono la visione del tavolo per l&rsquo;iniezione letale e con posti a sedere per il medico e le guardie, insieme a una serie di strumenti per la sterilizzazione dei macchinari e a un lavandino (Noi potremmo tagliare anche i costi della sterilizzazione: di cosa si preoccupano, che il cadavere si prenda un&rsquo;infezione?).</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Dall&rsquo;epoca in cui <st1:personname w:st="on" productid="la Ford Model"><st1:personname w:st="on" productid="la Ford">la Ford</st1:personname> Model</st1:personname> T usc&igrave; dalle catene di montaggio, non &egrave; pi&ugrave; esistita una &ldquo;automobile del popolo&rdquo; cos&igrave; perfettamente adeguata ai tempi. In effetti, i <a href="http://www.huffingtonpost.com/2009/03/05/morgan-stanleys-13-payout_n_172259.html?dbk">banchieri della Morgan Stanley</a>, che hanno mandato in bancarotta <st1:personname w:st="on" productid="la Ford">la Ford</st1:personname> per ottenere rapidi profitti, sarebbero perfetti come &ldquo;volontari per il riciclaggio&rdquo; in una campagna promozionale che mostrasse a tutti come si amministra la giustizia in America. <span style="">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Pensate alle possibilit&agrave;: con i soli fondi che i banchieri della Merrill Lynch ci hanno rubato, potremmo mettere 100.000 furgoncini da esecuzione sulle strade d&rsquo;America. Ci&ograve; vuol dire una camera da esecuzione mobile ogni 3.000 americani, che dovrebbe essere sufficiente. Potremmo ingaggiare un&rsquo;agenzia di marketing per decorare i furgoncini con scritte e immagini che esemplifichino il servizio reso alla collettivit&agrave;. Ad esempio &ldquo;Riciclaggio Bancario&rdquo; o &ldquo;Unit&agrave; di Raccolta Rifiuti Tossici&rdquo; o anche &ldquo;Acquistato con contributi volontari&rdquo;. Gli autisti dei furgoni potrebbero personalizzarli con immagini di loro gradimento. Ad esempio dandogli il nome di noti criminali della Nuova Grande Depressione. Guardate, Bobby ha chiamato il suo furgoncino &ldquo;Madoff Mobile&rdquo;! E Juanita ha chiamato il suo &ldquo;Betsy Buggy&rdquo; in onore di <a href="http://exiledonline.com/betsy-mccaughey-wants-to-kill-americans-on-behalf-of-her-plutocrat-friends-but-are-americans-too-slave-like-to-defend-themselves/">Betsy McCaughey</a>! <span style="">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style=""><center>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">S&igrave;, amici americani, oggi possiamo immaginare questo meraviglioso futuro: 100.000 Furgoni per Riciclaggio Bancario, alimentati da motori elettrici eco-compatibili, che pattugliano lentamente i sobborghi finanziari di questa grande nazione, da Manhattan, a Boston, a Chicago, a San Francisco... che suonano i loro clacson giustiziali mentre attraversano folle di banchieri in fuga, esibendo <em style="">smile</em> che recitano &ldquo;Il benessere dell&rsquo;America &egrave; pi&ugrave; importante dei miei osceni profitti&rdquo;... un &ldquo;Betsy Buggy&rdquo; scivola placidamente tra le ville di West Hartford, Back Bay, Chevy Chase, e Pacific Heights, suonando un divertente motivetto da gelataio per non spaventare i bambini, mentre pap&agrave; banchiere e mamma amministratrice delegata vengono trascinati all&rsquo;interno per un appuntamento con la giustizia... Perci&ograve; ricordate, se volete un po&rsquo; di sana giustizia, fate un colpo di clacson! E fatene due se vedete un banchiere che cerca di nascondersi: vi garantiamo che i nostri Veicoli da Riciclaggio si occuperanno del problema con un sorriso! </p>
</center></span><strong></strong></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-08-09T00:50:00Z</updated>
<published>2009-08-09T00:50:00Z</published>
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        <![CDATA[ <center><img hspace="5" align="center" vspace="5" alt="" src="http://ima.dada.net/image/medium/17897519.jpg" title="" /></center>
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<p class="MsoNormal"><strong style=""><em style="">&ldquo;IL 7 DICEMBRE&rdquo;</em>: UN MITO FILMICO SPACCIATO PER FATTO STORICO<o:p></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">di James M. Skinner<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">da <em>Journal of Military History,</em> vol. 55, n. 4, Ottobre 1991, pp. 507-516<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style="">traduzione di Gianluca Freda<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB" style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&ldquo;Quando scoppia la guerra, la prima vittima &egrave; la verit&agrave;&rdquo;. Questo detto del giornalista William Howard Russell sulla &ldquo;gestione dell&rsquo;informazione&rdquo; durante la guerra di Crimea resta vero oggi quanto lo era un secolo e mezzo fa. L&rsquo;invenzione del cinema negli anni &rsquo;90 dell&rsquo;Ottocento ha incrementato enormemente la possibilit&agrave; di distorcere la verit&agrave; in tempo di guerra.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La strada venne indicata per la prima volta da J. Stuart Blackton, che nel 1898 mise a galleggiare alcuni modellini di nave nella sua vasca da bagno, li incendi&ograve; e poi present&ograve; il risultato ad un pubblico entusiasta ma credulone come <em style="">La battaglia di Manila Bay</em>. Quello stesso anno i fratelli Lumiere intrattenevano le platee d&rsquo;Europa con quella che veniva presentata come l&rsquo;incarcerazione del capitano Dreyfus sull&rsquo;Isola del Diavolo, anche se l&rsquo;isola era in realt&agrave; una cava di sabbia sul delta del Nilo e &ldquo;Dreyfus&rdquo; era in realt&agrave; un anonimo ufficiale che sfilava a Parigi. Attraverso una ripetizione incessante, immagini completamente fasulle vennero radicate nella coscienza collettiva come resoconti reali degli eventi. Ad esempio, chi riesce a pensare all&rsquo;assalto al Palazzo d&rsquo;Inverno di Pietrogrado del 1917 senza visualizzare la celebre sequenza di <em style="">Ottobre</em> di Sergej Eisenstein, che fu girato dieci anni dopo e non conteneva neppure un singolo fotogramma di materiale filmato autentico, visto che tale materiale non esisteva? E che dire di quell&rsquo;oscura figura inquadrata di tre quarti, spacciata come l&rsquo;Imperatore Haile Selassie che si doleva del fato dell&rsquo;Abissinia con un comprensivo intervistatore in <em style="">The March of Time</em> [serie di documentari cinematografici realizzati tra il 1935 e il 1951, NdT]? Poich&eacute; il Leone di Giuda era irreperibile, al suo posto fu reclutato un attore, senza che i produttori fornissero al pubblico il minimo avviso sul sotterfugio utilizzato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma di tutte le immagini fabbricate appositamente per lo schermo, quelle dell&rsquo;attacco a Pearl Harbor e ai suoi quartieri in quella memorabile domenica del 1941 restano le pi&ugrave; profondamente scolpite nella memoria collettiva. A causa dell&rsquo;enorme rilevanza storica dell&rsquo;evento, e grazie ad una ripetizione incessante, esse sono diventate la documentazione filmata universalmente condivisa del Giorno dell&rsquo;Infamia, apparsa in serie di documentari prestigiose quali <em style="">Why We Fight</em> e <em style="">Victory at Sea</em>. Eppure ogni loro singolo fotogramma &egrave; fasullo quanto le ricostruzioni di Eisenstein. Ancor meno noto &egrave; il fatto che quelle immagini vennero estratte da un film che fu immediatamente eliminato dalla circolazione dopo le prime proiezioni e in seguito non venne pi&ugrave; presentato. La storia di questo lungometraggio, <em style="">Il 7 dicembre</em>, ha un suo intrinseco interesse come esempio di propaganda sulla II Guerra Mondiale risoltasi in un fiasco clamoroso. La sua sorte consente anche di far luce sulla confusa situazione in cui venne a trovarsi il governo degli Stati Uniti quando si trov&ograve; costretto a entrare nel settore della propaganda, spinto dalla forza delle circostanze, dopo Pearl Harbor. [1]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quando i giapponesi attaccarono Pearl Harbor, Hickam Field e altre installazioni militari di Oahu, non era presente nessun cameraman americano a riprendere la devastazione mentre essa veniva perpetrata. Ci&ograve; &egrave; facilmente spiegabile sia per il carattere &ldquo;a sorpresa&rdquo; dell&rsquo;attacco, sia per l&rsquo;ora del giorno in cui esso avvenne, poco prima delle 8.00 di una domenica mattina. Tutto ci&ograve; che si riusc&igrave; a riprendere &ndash; le carcasse delle navi in fiamme, gli edifici incendiati, i feriti che venivano soccorsi dove si trovavano &ndash; ammontava in tutto a cinque o sei minuti di immagini filmate. [2] Per essere precisi, esistevano anche delle riprese aeree girate dai cameramen giapponesi, ma esse rimasero irreperibili fino a guerra inoltrata. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La genesi del progetto che fu poi denominato <em style="">Il 7 dicembre</em> &egrave; da ricercarsi nella decisione presa nell&rsquo;autunno del 1939 da John Ford. Ford faceva parte di quella manciata di registi cinematografici il cui nome significava qualcosa per il pubblico che a quell&rsquo;epoca frequentava le sale. Aveva al suo attivo una sfilza di successi commerciali e aveva da poco vinto l&rsquo;Oscar per il film <em style="">Furore</em> (1940). Nato nel 1894, Ford aveva cercato di arruolarsi nella Marina degli Stati Uniti subito dopo che Woodrow Wilson aveva dichiarato guerra alle Potenze Centrali, ma era stato scartato a causa di certi problemi alla vista. Grazie ai contatti e alle conoscenze di suo padre, era stato assunto come fotografo nei reparti aviotrasportati della US Navy, ma con sua grande delusione questo incarico non gli era stato pi&ugrave; confermato dopo l&rsquo;Armistizio. [3]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Comprendendo che sarebbe stato troppo avanti con l&rsquo;et&agrave; per ricoprire ruoli di combattimento in caso di coinvolgimento americano nella II Guerra Mondiale, egli si rivolse a un vecchio amico, il colonnello William B. &quot;Wild Bill&quot; Donovan, chiedendogli di istituire una Unit&agrave; Fotografica da Campo non appena in Europa fossero scoppiate le ostilit&agrave;. Questa unit&agrave; avrebbe operato sotto l&rsquo;egida del nascente Office of Strategic Services (O.S.S., la futura CIA) di cui Donovan era a capo. Costituita in gran parte da tecnici di Hollywood dell&rsquo;et&agrave; di Ford e anche pi&ugrave; anziani, essa era, per usare le parole di Ford, &ldquo;pronta a recarsi ovunque&rdquo; e a riprendere qualunque cosa che contribuisse allo sforzo bellico, se e quando gli Stati Uniti fossero entrati in guerra. La catena di comando era molto semplice, e in questo risiede probabilmente la causa del disastro de <em style="">Il 7 dicembre</em>. Ford rispondeva esclusivamente a Donovan, il quale, a sua volta, riferiva direttamente alla Casa Bianca. Quando Donovan propose un lungometraggio su Pearl Harbor ai ministri della marina e della guerra, egli aveva in mente di realizzare una cronaca fedele tanto della terribile distruzione di quel giorno quanto del lavoro erculeo che era stato successivamente attivato per rattoppare le navi sopravvissute e metterle in condizione di riprendere la loro attivit&agrave;, in certi casi dopo sole tre settimane dall&rsquo;attacco. Quando a Ford venne chiesto di scegliere un regista, egli fece il nome di Gregg Toland [4]. Toland (1904-1948) era entrato nel mondo del cinema nel 1920, come tuttofare presso gli uffici della Fox Pictures. Nei primi anni &rsquo;30 era stato acclamato come uno dei migliori cameramen di Hollywood.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Toland, che all&rsquo;epoca aveva trentotto anni, si era gi&agrave; guadagnato una formidabile reputazione come cameraman. Il suo lavoro su <em style="">Cime tempestose</em> di William Wyler gli aveva procurato un Oscar ed egli godeva di grande stima negli ambienti professionali per le innovative tecniche di ripresa con profondit&agrave; di campo utilizzate per <em style="">Quarto potere</em> di Orson Welles. Come molti del suo ambiente, Toland aspirava alla poltrona di regista. Con poche o nessuna direttiva da parte di Ford e Donovan, nel febbraio 1942 egli si rec&ograve; alle Hawaii per girare alcune sequenze di &ldquo;location&rdquo;. Ritorn&ograve; a Hollywood, dove <st1:personname productid="la Twentieth-Century Fox" w:st="on"><st1:personname productid="la Twentieth-Century" w:st="on">la Twentieth-Century</st1:personname>  Fox</st1:personname> gli mise a disposizione uno studio per le riprese e le attrezzature di laboratorio. Da allora fino al settembre 1942, Toland gir&ograve; <st1:metricconverter productid="11.500 metri" w:st="on">11.500 metri</st1:metricconverter> di pellicola, che tagli&ograve; poi a 2.700 per un film della durata di 83 minuti. Il format era quello di un semi-documentario, che mescolava personaggi fittizi con protagonisti &ldquo;autentici&rdquo;. Tre dei pi&ugrave; noti attori di Hollywood, Walter Huston, Harry Davenport Jr. e Dana Andrews vennero chiamati a interpretare i ruoli principali. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il film inizia il 6 dicembre con uno stanco, agitato Zio Sam (&ldquo;U.S.&rdquo;, interpretato da Walter Huston) che cerca di riposarsi a Honolulu dopo un anno di crisi internazionali che hanno messo a dura prova la sua resistenza. Il discorso al suo segretario sulla bellezza e tranquillit&agrave; delle isole (&quot;Hawaii, T.H.- Territory of Heaven&quot;) viene improvvisamente interrotto dall&rsquo;apparizione della sua coscienza, Mr. C (Harry Davenport), sorta di avvocaticchio di paese la cui giovialit&agrave; cela un razzismo che il fascino dell&rsquo;eloquio non riesce a rendere meno agghiacciante. Mentre U.S. esalta estasiato l&rsquo;impegno e la perseveranza del manipolo di uomini d&rsquo;affari americani che &egrave; riuscito a creare una prospera industria di zucchero e ananassi da un arido deserto, Mr. C gli rammenta che si &egrave; dimenticato della manodopera, in particolare quella giapponese, che rappresenta il gruppo etnico pi&ugrave; diffuso sulle isole. Un sinistro prete scintoista, interpretato dall&rsquo;attore coreano Philip An, afferma che la lealt&agrave; di ogni nippo-americano va prima di tutto al suo imperatore, Hirohito:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Egli &egrave; l&rsquo;immagine terrena del nostro destino imperiale... lo scintoismo predica l&rsquo;onore degli antenati, tenendo cos&igrave; acceso il fuoco del nazionalismo e preservando il legame razziale e sociale con l&rsquo;invitta Dinastia Imperiale e la sua divina discendenza. Essere scintoisti significa essere giapponesi. Non &egrave;, e non pu&ograve; essere, una questione di scelte. E&rsquo; un dovere&rdquo;</em>.<span style="">&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per analogia, spiega Mr. C, &egrave; come se i cittadini degli Stati Uniti fossero tenuti ad adorare George Washington e i suoi successori alla presidenza. E quando U.S. domanda alla sua coscienza se sta cercando di dire che tutti i nippo-americani sono sleali, Davenport risponde con parole simili a quelle usate da Milton Eisenhower e dalla War Relocation Authority che a quell&rsquo;epoca stava deportando decine di migliaia di giapponesi dalla costa ovest: <em style="">&ldquo;Oh no, certo che no. N&eacute; io, n&eacute; chiunque altro, si permetterebbe mai di distinguere chi &egrave; sleale da chi &egrave; leale. Sto solo esponendo i fatti&rdquo;</em>. Nonostante ci&ograve;, le sequenze immediatamente successive sembrano suggerire che le isole pullulano di giapponesi sovversivi, assistiti da un manipolo di spie naziste. Alcune parrucchiere, un giardiniere che sta potando una siepe fuori da una lavanderia dell&rsquo;esercito, un tassista e una ballerina trascrivono e registrano ogni parola che viene pronunciata. Spiano Pearl Harbor con dei binocoli e trasmettono le informazioni attraverso una radio nascosta. In questa sequenza c&rsquo;&egrave; un granello di verit&agrave;. Ci fu effettivamente una trasmissione di informazioni sulle basi americane da parte del personale del consolato giapponese; ma non si tratt&ograve; di un compito particolarmente oneroso, perch&eacute; i giornali locali, senza saperlo, collaborarono volentieri. I regolari rapporti del console giapponese &ndash; il generale Kiichi Gunji &ndash; sul numero, sulla posizione e sulle attivit&agrave; dei vascelli della marina americana alle Hawaii si fondavano in gran parte sugli articoli dello <em style="">Star Bulletin</em> di Honolulu, che descriveva nel dettaglio le dimensioni e i movimenti delle navi da guerra americane dentro e fuori dalla base, citando nomi e tempi esatti di partenza e di arrivo. [5] Un console tedesco si vanta, con tanto di <em style="">sieg-heil</em>, del fatto che un suo informatore ha intercettato una innocente conversazione e come risultato un cacciatorpediniere americano giace adesso in fondo all&rsquo;Atlantico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia, Toland finisce per commettere quello che &egrave; il peccato mortale nella propaganda di guerra, mostrando anche l&rsquo;altra faccia della medaglia. Viene presentato un commovente discorso patriottico da parte di un membro della comunit&agrave; nippo-americana e pi&ugrave; avanti nel film si vedono alcuni giapponesi che comprano &ldquo;war bonds&rdquo; e effettuano donazioni alla banca del sangue dopo l&rsquo;inizio delle ostilit&agrave;. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Segue la ricostruzione dell&rsquo;attacco a Pearl Harbor e alle adiacenti installazioni militari. Qui un tecnico degli effetti speciali, Ray Kellogg, cre&ograve; quelle illusioni che sarebbero poi divenute realt&agrave; documentaria. Alcuni attori recitano il ruolo degli uomini del tenente Joseph Lockard, che intercettarono i primi segnali radio degli aerei in arrivo, e delle decine di vittime anonime le cui morti, di spettacolare drammaticit&agrave;, vengono registrate da macchine da presa &ldquo;casualmente&rdquo; posizionate in loco e con perfetta focalizzazione. I fondali dipinti e la retroproiezione conferiscono agli attacchi una vividezza eccitante, sebbene assolutamente fasulla.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per aggirare lo spiacevole inconveniente che non c&rsquo;erano aerei giapponesi a disposizione, Toland e Kellogg fecero dipingere le insegne giapponesi su aerei americani. Modellini in scala della <em style="">U.S.S. Arizona</em> e delle altre navi vennero fatti esplodere ottenendo effetti spettacolari. E per conferire un demoniaco tocco personale al tradimento che impazza tutt&rsquo;intorno, il forbito console giapponese, che abbiamo gi&agrave; visto scambiare segreti militari coi suoi colleghi nazisti, nega categoricamente di essere stato avvertito degli attacchi quando un giornalista glielo chiede. Sovraimpresse su una cartina del Giappone, si vedono torri radio innalzarsi su varie citt&agrave;, mentre un dragone, gi&agrave; visto in precedenza all&rsquo;entrata di un tempio scintoista di Honolulu, appare sullo sfondo come un funesto presagio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Con una vocetta cantilenante, che sarebbe diventata fastidiosamente familiare alle platee cinematografiche come accento giapponese &ldquo;ufficiale&rdquo;, Tokyo proclama la totale vittoria. Una voce narrante afferma di dissentire e all&rsquo;improvviso immagini (autentiche) di navi e macchinari rimessi a nuovo riempiono lo schermo, prova concreta che la nazione ha appena iniziato a combattere e che &ldquo;chi di spada ferisce, di spada perisce&rdquo;. Nell&rsquo;epilogo il fantasma di un marinaio, vittima di Pearl Harbor (Dana Andrews), si rivolge al pubblico dal Cimitero Nazionale di Arlington. Il suo discorso viene interrotto da un soldato della I Guerra Mondiale, il cui cinismo &egrave; in netto contrasto con l&rsquo;ottimismo del marinaio. Il tontolone profetizza con toni cupi una Terza Guerra Mondiale che far&agrave; seguito a questa, perch&eacute; gli Stati Uniti torneranno a rinchiudersi nel loro guscio isolazionista come avevano fatto dopo il 1919; <em style="">&ldquo;L&rsquo;America ha deciso che loro</em> [sic] <em style="">non volevano giocare nel campionato di serie A e hanno lasciato Wilson in terza base&rdquo;</em>. Ma Andrews non si fa attendere. Riprendendo la metafora del baseball, dichiara di voler scommettere sui Roosevelt, sui Churchill, sugli Stalin e sui Chang Kai-shek che renderanno il mondo un posto sicuro:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Sicuro, e basta. Sicuro per la continuazione della nostra democrazia; sicuro per ogni altra nazione che desideri vivere secondo un codice di leggi, quale che sia il suo nome, purch&eacute; essi </em>[sic]<em style=""> siano capaci di chiamare valida una palla valida e fallosa un&rsquo;azione fallosa. Questa volta sar&agrave; lo Zio Sam a lanciare. E quando la partita sar&agrave; finita, un sacco di gente torner&agrave; alla casa base e far&agrave; un sacco di domande&rdquo;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; dubbio che <em style="">Il 7 dicembre</em> avrebbe mai potuto essere presentato nella sua versione non tagliata, ma di certo il suo destino fu segnato da un&rsquo;iniziativa presa dal governo mentre il film era ancora in fase di produzione. La giustificazione ufficiale dell&rsquo;Ordine Esecutivo del 13 giugno 1942, con cui si istitutiva l&rsquo;Office of War Information (OWI, Ufficio per l&rsquo;Informazione di Guerra), era quella di &ldquo;riconoscere il diritto del popolo americano e di tutti i popoli che si oppongono agli oppressori dell&rsquo;Asse ad essere veridicamente informati sullo sforzo bellico comune&rdquo; [6]. In realt&agrave; l&rsquo;OWI si trasform&ograve; rapidamente in una poderosa macchina di propaganda mista a censura, uno dei cui numerosi tentacoli, il Bureau of Motion Pictures, controll&ograve; accuratamente i contenuti delle opere cinematografiche per tutta la durata della guerra. A Hollywood funzionari dell&rsquo;OWI partecipavano alle discussioni sulle sceneggiature, offrendo suggerimenti e sollevando obiezioni sugli elementi che ritenevano contrari alla politica del governo. [7]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; difficile che due individui riescano a mettersi completamente d&rsquo;accordo sui motivi che rendevano il film di Toland cos&igrave; insoddisfacente, ma tutti concordano sul fatto che esso presentasse alcune gravi carenze. Il primo sentore che qualcosa non andava arriv&ograve; quando Nelson Poynter, capodipartimento di Hollywood, vision&ograve; alcuni ciak nella prima settimana del novembre 1942, quando Toland e Sam Engel avevano gi&agrave; scritto la versione definitiva della sceneggiatura e la musica di Alfred Newman era gi&agrave; stata aggiunta. [8] Poynter era cos&igrave; preoccupato che chiese al suo superiore, Lowell Mellett, di tornare indietro da Washington per dargli un secondo parere. [9] Mellett fu della sua stessa opinione, e in alcune comunicazioni inviate ai ministri della guerra e della marina chiese che il progetto fosse immediatamente bloccato, non solo perch&eacute; il film era pessimo in s&eacute;, ma anche perch&eacute; a suo avviso il governo non avrebbe dovuto occuparsi della realizzazione di film di finzione, soprattutto se riguardavano argomenti di cos&igrave; evidente rilevanza storica. Forse si sarebbe potuto salvare qualcosa di quella debacle per un cortometraggio sul secondo anniversario di Pearl Harbor, da far uscire l&rsquo;anno successivo. [10] <span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Julian Johnson, responsabile di produzione della Twentieth Century Fox, nel cui studio hollywoodiano sulla Western Avenue era stata girata buona parte del film, lo defin&igrave; invece &ldquo;di gran lunga il pi&ugrave; poderoso film di guerra americano che io abbia mai visto&rdquo;, ma si lament&ograve; della scomparsa di U.S. e Mr. C nel corso del racconto:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Dopo aver costruito due personaggi cos&igrave; convincenti e credibili... credo che sia un peccato abbandonarli all&rsquo;alba del 7 dicembre. Io tornerei almeno brevemente sul protagonista, mentre si dissolve l&rsquo;ultimo fragore dell&rsquo;ultimo assalto. Furibondo, togliendosi l&rsquo;impermeabile, arrotolandosi le maniche, riconosce rabbiosamente che <st1:personname productid="la Coscienza" w:st="on">la Coscienza</st1:personname> aveva ragione, la spinge da parte e si precipita fuori dalla casa come un toro possente e ferito nell&rsquo;arena toreale&rdquo;</em>. <span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Johnson pensava anche che, a dirla tutta, la storia del cimitero fosse un pessimo anticlimax e che avrebbe dovuto essere eliminata [11]. Il ministro della Marina, Frank Knox, forse con lo sguardo rivolto alle politiche ufficialmente definite sul continente, considerava imbarazzanti le affermazioni ultra-patriottiche della comunit&agrave; nippo-americana [12]. Ma la condanna pi&ugrave; pesante venne dall&rsquo;Ammiraglio Harold Stark, capo delle operazioni navali all&rsquo;epoca di Pearl Harbor, poi comandante delle forze navali USA nello scenario di guerra europeo. Egli venne in difesa del suo collega, Ammiraglio Husband Kimmel, la cui reputazione di comandante in capo quel maledetto giorno di Pearl Harbor sarebbe stata ulteriormente infangata se il film fosse uscito. Kimmel era stato sollevato dal comando nove giorni dopo l&rsquo;attacco ed era naturalmente al centro della controversia che infuriava sull&rsquo;impreparazione della flotta. Stark scriveva:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;E&rsquo; vero che &egrave; stata presa ogni precauzione per prevenire il sabotaggio interno, ma &egrave; falso che la flotta navale americana non si trovasse in mare, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che era; inoltre i PBY della marina</em> [gli aerei-nave della marina americana, NdT] <em style="">si trovavano in volo di ricognizione... Come riferii quella sera al Presidente, le nostre forze non erano affatto impreparate, nonostante la distruzione sub&igrave;ta. Il film lascia con la netta sensazione che la marina non stesse facendo il suo lavoro, e questo non &egrave; vero. Inoltre buona parte dei danni fu causato dagli aerei lanciamissili giapponesi e questo nel film non viene mostrato. Non mi preoccupano le piccole imprecisioni, ma si farebbe gran danno e si sveglierebbero molti cani che dormono se il film uscisse cos&igrave; come &egrave; ora, dando l&rsquo;impressione che la flotta americana stesse dormendo&rdquo;</em>. [13]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Secondo Robert Parrish, che avrebbe ridotto <em style="">Il 7 dicembre</em> dalla sua lunghezza originaria alla versione da 33 minuti che nel 1943 frutt&ograve; a Ford il suo quarto Oscar per il miglior documentario, Toland rest&ograve; distrutto dalla quasi unanime negativit&agrave; delle reazioni e cadde in una sorta di depressione. Quando si riprese, chiese di essere mandato in servizio il pi&ugrave; lontano possibile da Washington e dai suoi malevoli burocrati. Il suo desiderio fu esaudito ed egli trascorse il resto della guerra nell&rsquo;Unit&agrave; Fotografica da Campo di Rio de Janeiro. [14]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel dicembre 1942 la baraonda era arrivata fino alla Casa Bianca. Roosevelt ordin&ograve;, con apposita direttiva, che tutte le produzioni esistenti delle Unit&agrave; Fotografiche da Campo fossero sottoposte alla revisione preliminare dell&rsquo;OWI, per evitare il ripetersi di un fiasco potenzialmente cos&igrave; dannoso per la morale pubblica. Le immagini promozionali de <em style="">Il 7 dicembre</em> rimasero letteralmente sotto chiave fino alla primavera successiva, quando Ford ritorn&ograve; dal Nord Africa. Egli decise che bisognava offrire al governo qualcosa in cambio degli 80.000 dollari investiti nel film. Il risultato fu la versione rifatta di cui si &egrave; parlato prima, in cui era stato eliminato tutto tranne i filmati degli attacchi e quelli dei salvataggi. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dal punto di vista contemporaneo, <em style="">Il 7 dicembre</em> merita l&rsquo;attenzione degli storici del cinema per qualcosa di pi&ugrave; che la sua fosca reputazione di scheletro cinematografico rimasto nella tomba per quasi mezzo secolo. In tutte le critiche contemporanee all&rsquo;opera di Toland, ben poco &egrave; stato detto, o forse poteva essere detto, sul suo completo fallimento come film di propaganda, in parole povere, sulla sua inerzia e inconcludenza. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La vera propaganda cinematografica deve polarizzare, rafforzare i concetti; deve rendere pi&ugrave; profondi i pregiudizi, se ci&ograve; &egrave; in armonia con la politica di un governo; oppure, in alternativa, deve essere in grado di cambiare le menti e manipolare le coscienze quando l&rsquo;umore dell&rsquo;opinione pubblica non &egrave; in linea con gli obiettivi perseguiti dalla leadership di una nazione. Questi obiettivi non si raggiungono offrendo uno spazio per il dibattito ragionato o tentando di ottenere un consenso condiviso, come &egrave; ordinaria procedura dei media in tempo di pace. Al contrario, la propaganda deve essere radicalizzante, marcatamente selettiva, se necessario deliberatamente omissiva, non deve lasciare spazio a dubbi, compassione o riflessione sugli argomenti trattati. Sullo schermo, un simile approccio richiede chiarezza di esposizione non meno che sulla stampa. Poich&eacute; <em style="">Il 7 dicembre</em> era in origine destinato ad un pubblico selezionato di militari e dipendenti delle industrie belliche, era necessario un film capace di presentarsi a persone non altrimenti motivate a visionarlo di propria spontanea volont&agrave;, in grado di sollecitare una risposta di odio verso il Giappone e soprattutto verso i giapponesi, nonch&eacute; orgoglio per i risultati ottenuti da coloro che avevano letteralmente risollevato le sorti della nazione dal disastro di Pearl Harbor.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un&rsquo;accettabile alternativa sarebbe stata quella di un resoconto pi&ugrave; breve e diretto degli eventi. Invece &egrave; stata eseguita un&rsquo;operazione equivoca, mirante alla discussione razionale di una quantit&agrave; di argomenti: la lealt&agrave; (o slealt&agrave;) del pi&ugrave; numeroso gruppo etnico presente sulle isole, la miopia dell&rsquo;isolazionismo politico del Congresso, gli errori compiuti dai militari che si trovavano <em style="">in situ</em> quella domenica mattina e &ndash; forse la questione pi&ugrave; esplosiva di tutte &ndash; la possibilit&agrave; che gli Stati Uniti si richiudessero nuovamente nel loro guscio di non interventismo prebellico dopo la fine del conflitto. Per ogni argomentazione c&rsquo;era una controargomentazione. Uncle Sam non fa in tempo ad affermare la propria fiducia nel patriottismo della popolazione nippo-americana che subito Mr. C gli fornisce prova tangibile e inoppugnabile del contrario, dell&rsquo;attivit&agrave; di spionaggio svolta da individui di ogni estrazione sociale, animati da una devozione quasi religiosa verso l&rsquo;imperatore Hirohito.Le attestazioni di U.S. riguardo alla propria consapevolezza della pericolosit&agrave; della situazione si scontrano con le controargomentazioni della sua coscienza, che sottolinea il suo atteggiamento da struzzo con la testa nella sabbia. <span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;</span><span style="">&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per essere del tutto corretti verso Toland e il suo sceneggiatore, Sam Engel, bisogna dire che essi si ritrovarono surclassati dagli avvenimenti. Qualunque forza potesse avere a Washington la lobby isolazionista all&rsquo;alba di Pearl Harbor, essa venne rapidamente dissipata tanto dall&rsquo;attacco quanto dal rimarchevole gesto di solidariet&agrave; verso i giapponesi compiuto da Hitler e Mussolini, i quali, di l&igrave; a poco, dichiararono guerra agli Stati Uniti, assicurandosi cos&igrave; che il conflitto avesse rilevanza mondiale e non limitata ad una mera campagna nel Pacifico. Tuttavia, se il film fosse stato proiettato in pubblico, avrebbe riesumato molti ricordi e fatto sembrare particolarmente sciocchi gli oppositori di una politica d&rsquo;intervento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nonostante ci&ograve;, <em style="">Il 7 dicembre</em>, quale veicolo di propaganda, rappresenta un risultato non trascurabile. Si dimentica a volte che gli Stati Uniti erano gli ultimi arrivati nel campo dei documentari sponsorizzati dal governo. Solo nel 1936 Pale Lorentz aveva realizzato il primo di essi, <em style="">The Plow That Broke the Plains</em> [L&rsquo;aratro che squarci&ograve; le pianure, NdT], per l&rsquo;Amministrazione degli Insediamenti Rurali, e i pochi titoli che apparvero nei quattro anni successivi vennero accolti con sospetto, come pubblicit&agrave; appena velata alle politiche del New Deal. [15] L&rsquo;Inghilterra, <st1:personname productid="la Germania" w:st="on">la  Germania</st1:personname> e l&rsquo;Unione Sovietica erano gi&agrave; molto avanti in questo settore e i loro documentaristi erano in grado di spostarsi dai temi civili a quelli bellici con grande facilit&agrave;. Toland e Ford furono dei precursori, insieme a Frank Capra. Sarebbe stato straordinario che ne fosse scaturito un film perfetto. In ogni caso le immagini de <em style="">Il 7 dicembre</em> offrono una commozione e una immediatezza che pochi film sulla II Guerra Mondiale riescono a superare. Il continuo ricorso alle sue immagini fin dal 1942 costituisce la prova della durevolezza dei suoi valori e un tributo alla visione unica dei loro autori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><br /></p>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">NOTE:<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 10pt;">1.</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> L&rsquo;unica copia esistente dell&rsquo;originale versione in 35mm de <em style="">Il 7 dicembre</em> &egrave; conservata presso <st1:personname w:st="on" productid="la Motion Picture">la Motion  Picture</st1:personname> Division of the National Archives and Records Administration (NA), Washington D.C. Questa versione &egrave; in condizioni appena discrete e non viene pi&ugrave; proiettata. Comunque, prima che iniziasse il deterioramento della pellicola, di essa venne fatto un &ldquo;video master&rdquo; da un pollice che &egrave; disponibile per la visione ai ricercatori accreditati. Le copie in VHS e Beta del film da 83 minuti possono essere acquistate per uso domestico. La versione da 33 minuti che John Ford ricav&ograve; dal film originale &egrave; disponibile tanto in 16mm quanto nei vari formati video presso una quantit&agrave; di fonti, tra cui il Centro Audio-Visivo Nazionale dell&rsquo;Archivio Nazionale. Visionando l&rsquo;originale risultano evidenti alcune imperfezioni che sarebbero state probabilmente eliminate da Gregg Toland, il regista, se il film avesse ricevuto l&rsquo;autorizzazione ad essere proiettato in pubblico. Mancano totalmente i titoli di testa e di coda; alcuni goffi &ldquo;salti&rdquo; tra una scena e l&rsquo;altra sono probabilmente dovuti a errori di montaggio; un dialogo tra il console giapponese e quello tedesco viene tagliato all&rsquo;improvviso. <em style="">Eye of the Eagle</em>, una serie di documentari dell&rsquo;Enciclopedia Britannica, contiene un programma di 53 minuti dedicato al film originale. In esso compaiono spezzoni del film e un&rsquo;intervista di Richard Schickel a Robert Parrish, che conobbe Toland e mont&ograve; la versione tagliata. Documenti scritti riguardanti la realizzazione ed eliminazione del film dalle sale si possono reperire nelle scatole n. 1433 e 1438, Record Group 208, Office of War Information, Bureau of Motion Pictures, NA. Gli appunti di John Ford si trovano presso <st1:personname w:st="on" productid="la Lilly Library"><st1:personname w:st="on" productid="la Lilly">la Lilly</st1:personname> Library</st1:personname>, Universit&agrave; dell&rsquo;Indiana. <st1:personname w:st="on" productid="La Biblioteca">La  Biblioteca</st1:personname> del Congresso, Motion Picture Division, possiede i documenti contenenti le indicazioni dell&rsquo;OWI per la versione ridotta. Pu&ograve; inoltre essere utile l&rsquo;articolo di William T. Murphy &quot;John Ford and the Wartime Documentary&quot;, pubblicato su <span style="">&nbsp;</span><em>Film and History </em>4 (Febbraio 1976). Il migliore e pi&ugrave; recente saggio su Ford &egrave; quello di Tag Gallagher, <em>John Ford: The Man and His Films </em>(Berkeley: University of California Press, 1986).<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><st1:metricconverter w:st="on" productid="2. C"><strong style=""><span style="font-size: 10pt;">2.</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> C</span></st1:metricconverter><span style="font-size: 10pt;">. Dougherty gir&ograve; circa <st1:metricconverter w:st="on" productid="70 metri">70 metri</st1:metricconverter> di pellicola in 16mm e il Ten. Comandante Edward Young gir&ograve; circa <st1:metricconverter w:st="on" productid="35 metri">35 metri</st1:metricconverter> con una cinepresa in Kodachrome da 8mm. Questi filmati vennero utilizzati da Toland come materiali di riferimento e una piccola, breve porzione dei materiali di Dougherty vennero inseriti nel film nella parte relativa all&rsquo;attacco.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">3.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Gallagher, <em>John Ford, </em>215-16 (note a pi&egrave; di pagina).<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">4</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">. Murphy, &quot;John Ford and the Wartime Documentary,&quot; 4. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">5.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Gordon W. Prange, <em>At Dawn We Slept </em>(New York: McGraw-Hill, 1981), pp. 71-73. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">6.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Preliminary Report and Inventory, RG 208, NA .<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 10pt;">7.</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> Delle pressioni dell&rsquo;OWI sull&rsquo;industria cinematografica parlano diffusamente Clayton R. Koppes e Gregory D. &nbsp; </span><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">Black in <st1:city w:st="on"><st1:place w:st="on"><em>Hollywood</em></st1:place></st1:city><em> Goes to War: How Politics, Profits and Propaganda Shaped World War Two Movies </em>(New York: Free Press, 1987).<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">8.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Poynter to Mellett, 9 October 1942, <st1:address w:st="on"><st1:street w:st="on">Box</st1:street> 1438</st1:address>, RG 208, NA . <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">9.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Poynter to Mellett, 9 November 1942, ibid. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">10.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Mellett to James Forestal, 1 December 1942, ibid. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">11.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Citato in Murphy, &quot;John Ford and the Wartime Documentary,&quot; 6-7<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">12.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Stimson to Mellett, 13 January 1943, and Stimson to Davis, 13 May 1943, <st1:address w:st="on"><st1:street w:st="on">Box</st1:street>  1433</st1:address>, RG 208, NA. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">13.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> Citato in Murphy, &quot;John Ford and the Wartime Documentary,&quot; 7. <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;">14.</span></strong><span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt;"> <em>Eye of the Eagle, </em>intervista (vedi nota 1).<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 10pt;">15.</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> Per un resoconto completo delle ostilit&agrave; congressuali si veda Robert L. Snyder, <em>Pare Lorents and the Documentary Film </em>(Norman: University of Oklahoma Press, 1976), particolarmente il capitolo 7.<span style="">&nbsp; </span><o:p></o:p></span></p>
&nbsp;  <o:p><br /></o:p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><span style=""></span><o:p></o:p></span></p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-08-07T16:16:00Z</updated>
<published>2009-08-07T16:16:00Z</published>
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<p class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">EBREI IN PRIMA PAGINA<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">Un segno che gli USA sono ufficialmente in guerra con lo stato ebraico?<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">di Mark Glenn</p>
<p class="MsoNormal">dal blog <a href="http://theuglytruth.wordpress.com/2009/08/05/jews-in-the-news-indicator-that-the-us-is-officially-at-war-with-the-jewish-state/">The Ugly Truth</a></p>
<p class="MsoNormal">traduzione di Gianluca Freda</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un vecchio adagio recita: &ldquo;Anche un orologio rotto segna l&rsquo;ora giusta due volte al giorno&rdquo;; il che (per quanto impossibile possa sembrare) vale anche per quegli individui irrazionali e mentalmente disturbati della comunit&agrave; suprematista ebraica, la cui 1&ordf;, 2&ordf;, 3&ordf; e 4&ordf; risposta a qualsiasi domanda, passata, presente, futura e a prescindere dall&rsquo;argomento in discussione, &egrave; sempre &ldquo;antisemitismo&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In questo caso la lettura di questo trito orologio a cuc&ugrave;, che sembra non azzeccarne mai una, coincide con l&rsquo;ormai tristemente celebre arresto di 5 rabbini del New Jersey, beccati a occuparsi delle ordinarie attivit&agrave; di Kosher Nostra - vale a dire riciclaggio di denaro, estorsione, corruzione di pubblici ufficiali e traffico di organi umani &ndash; e con l&rsquo;accusa partita da certi soggetti in Israele secondo la quale questi arresti eccellenti compiuti dall&rsquo;FBI sarebbero parte di un &ldquo;progetto antisemita&rdquo; studiato per far capire agli americani che essi stanno recitando collettivamente il ruolo interpretato dall&rsquo;attore Michael Douglas nel film <em style="">Attrazione Fatale</em>, che finisce a letto con una donna folle, capace di fare qualunque cosa per ottenere ci&ograve; che vuole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In un articolo comparso sul <em style="">Jerusalem Post</em> e intitolato <span style="color: blue;">&ldquo;La retata dell&rsquo;FBI &egrave; stata un esempio di antisemitismo&rdquo;</span>, Yitzhak Kakun, editor-in-chief di <em style="">Yom Le&rsquo;Yom</em>, il periodico settimanale del partito israeliano ultraortodosso Shas, affermava: <span style="color: blue;">&ldquo;C&rsquo;&egrave; dell&rsquo;antisemitismo dietro l&rsquo;arresto, fortemente pubblicizzato, dei rabbini di New York e del New Jersey avvenuto la scorsa settimana... Si ha la sensazione che l&rsquo;FBI abbia cercato di proposito di arrestare quanti pi&ugrave; rabbini possibile in una sola volta nel tentativo di umiliarli&rdquo;</span>.<span style="">&nbsp; </span><span style="">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Andando avanti, &ldquo;orologio rotto&rdquo; Yitzhak affermava poi che <span style="color: blue;">&ldquo;a prescindere dai dettagli del caso, non vedrete mai l&rsquo;FBI e <st1:personname productid="la Polizia" w:st="on">la Polizia</st1:personname> comportarsi in quel modo con degli sceicchi musulmani o con dei preti cristiani. E&rsquo; ovvio che l&rsquo;intera faccenda &egrave; motivata da antisemitismo&rdquo;</span>, e concludeva dicendo che l&rsquo;amministrazione Obama starebbe tentando di <span style="color: blue;">&ldquo;alimentare sentimenti antisemiti contro la comunit&agrave; di ebrei ortodossi degli Stati Uniti&rdquo;</span>.<span style="">&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ovviamente l&rsquo;editore di tale pubblicazione non ha prestato attenzione al quotidiano schiamazzare dei media americani, dove i preti pedofili e Ahab l&rsquo;Arabo Cattivo sono stati sulle prime pagine dei giornali per tutti gli ultimi 8 anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia l&rsquo;ultima parte, quella in cui si dice che l&rsquo;amministrazione Obama starebbe cercando di &ldquo;alimentare&rdquo; sentimenti antisemiti contro gli ebrei, non &egrave; cos&igrave; inverosimile come alcuni potrebbero pensare, il che non significa che chi si prende gioco di simili affermazioni non abbia ragione a farlo. Gli ebrei e il loro strillazzare in ogni occasione di &ldquo;antisemitismo&rdquo;, di Olocausto, di Hitler, di camere a gas, di armi di distruzione di massa puntate contro il povero Israele indifeso e tutto il resto, sono divenuti l&rsquo;incarnazione collettiva del ragazzo che grid&ograve; cos&igrave; tanto al lupo che a un certo punto la gente smise di credere a qualunque cosa egli dicesse.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Detto questo per&ograve;, riguardo alla tesi secondo la quale l&rsquo;&rdquo;antisemitismo&rdquo; starebbe alla base di questi arresti di alto livello, la verit&agrave; &egrave; che l&rsquo;autore dell&rsquo;articolo ha probabilmente ragione, anche se solo accidentalmente. Il fatto che questi arresti, fra tutti i momenti possibili, siano avvenuti proprio ora, dopo che sui personaggi in questione si indagava da cos&igrave; tanto tempo, non pu&ograve; essere liquidato come una coincidenza o come un concorso di circostanze. L&rsquo;arresto degli Uomini in Nero, avvenuto in maniera cos&igrave; pubblicizzata e a ridosso dell&rsquo;altrettanto celebre caso Bernie Madoff, in un momento in cui gli americani iniziano a sentire la stretta della crisi economica, &egrave; casuale quanto il tuono che segue il fulmine. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Altrettanto dicasi per l&rsquo;elemento che &egrave; stato al centro di tutta la vicenda: il traffico di organi umani...</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E&rsquo; noto che per gli americani le storie di riciclaggio di denaro o di corruzione fanno tanto notizia quanto il classico &ldquo;cane che morde un uomo&rdquo;. Sono cos&igrave; diffuse al giorno d&rsquo;oggi che i media non le degnano neanche pi&ugrave; di attenzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma le notizie riguardanti il traffico di organi umani lasciano ancora sulla coscienza collettiva di ogni consumatore d&rsquo;informazione americano, fosse anche il pi&ugrave; pigro e disinteressato, un marchio permanente come quello che nella Bibbia viene imposto a Caino per aver assassinato suo fratello Abele.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non c&rsquo;&egrave; modo di &ldquo;tornare indietro&rdquo; da una cosa del genere. Nessuna normale attivit&agrave; fra quelle svolte dagli ebrei riuscir&agrave; mai a cancellare questa immagine dalla coscienza collettiva di coloro che con essa sono venuti a contatto. Coloro che hanno ricevuto una zaffata dell&rsquo;odore nauseante di un telegiornale in cui veniva presentato un rabbino armato, membro di un cartello criminale internazionale con sede in Israele, che rapisce persone e le deruba dei propri organi interni, non potranno mai pi&ugrave; allontanare quest&rsquo;odore dalle proprie narici. Le immagini mediatiche degli Uomini in Nero trascinati in catene dall&rsquo;FBI per un&rsquo;accusa mostruosa come questa, richiama alla memoria la terribile scena de <em style="">Il silenzio degli innocenti</em> in cui Hannibal Lekter, interpretato da Anthony Hopkins, descrive i suoi modi preferiti di mangiare gli organi interni delle sue vittime. Di nuovo, non bisogna fare l&rsquo;errore di pensare che in un&rsquo;era in cui l&rsquo;informazione &egrave; strettamente controllata e gestita fin nei minimi dettagli tutto questo sia casuale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In sostanza, &egrave; possibile ritenere che i poteri che dominano attualmente gli Stati Uniti &ndash; o almeno alcuni elementi interni a quei poteri &ndash; siano entrati ufficialmente in guerra con lo Stato Ebraico e che questa vicenda &ndash; insieme a quella che ha per protagonista Bernie Madoff e a molte altre che arriveranno probabilmente nel futuro &ndash; non siano altro che le cannonate a salve che aprono questa guerra. Gli anni in cui i tutori dell&rsquo;ordine erano costretti a restarsene seduti senza far nulla mentre<span style="">&nbsp; </span>parassiti al soldo di interessi ebraici antiamericani si intrufolavano nelle infrastrutture degli Stati Uniti stanno per finire, e non &egrave; mai troppo presto. Si pu&ograve; star certi che la storia del traffico d&rsquo;organi &egrave; solo la prima di molte in quella che sar&agrave; una vera e propria operazione &ldquo;shock and awe&rdquo; e che far&agrave; capire al pubblico americano a che razza di gente avesse affidato la sua vita, la sua libert&agrave; e la sua ricerca di felicit&agrave;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Coloro che si grattano la testa meravigliati, domandandosi perch&eacute; mai gli Stati Uniti dovrebbero all&rsquo;improvviso dare il benservito alla loro amante ebrea (proprio come fa Dan Gallagher, il personaggio interpretato da Michael Douglas in <em style="">Attrazione fatale</em>), si accorgeranno che il mosaico non &egrave; poi cos&igrave; difficile da ricostruire. L&rsquo;&rdquo;amicizia&rdquo; fra Stati Uniti e Israele, nonostante le manifestazioni apparentemente sincere (qualcuno potrebbe dire servilmente sincere) da parte americana, &egrave; sempre stata per l&rsquo;America un&rsquo;amicizia di necessit&agrave;, non necessariamente fondata su una disposizione d&rsquo;animo genuinamente amicale. L&rsquo;America aveva bisogno di petrolio e voleva assicurarsi che i sovietici non potessero fare nulla per ostacolarli. Israele &egrave; servito a questo scopo, finch&eacute; la minaccia &egrave; esistita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ora per&ograve; che la minaccia sovietica &egrave; sparita, l&rsquo;utilit&agrave; di Israele come base di operazioni da cui far muovere la potenza americana &egrave; andata a farsi benedire. Peggio ancora, lo Stato Ebraico, proprio come un&rsquo;amante, &egrave; diventato esigente, irrazionale e pericoloso, similmente a ci&ograve; che accade al personaggio di Alex Forrest in <em style="">Attrazione fatale</em>. Cos&igrave; come Alex Forrest si dava ad atti di terrorismo cercando di trasformare in realt&agrave; i suoi sogni di vita e di amore con il nuovo amante, prima presentandosi a casa sua e parlando con la moglie, poi distruggendogli la macchina, mettendogli in pentola il coniglio e infine sequestrando sua figlia, cos&igrave; anche Israele ha finito per adottare tattiche simili nei confronti degli Stati Uniti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Comunque, per grave che sia il coinvolgimento diretto di Israele negli attentati dell&rsquo;11/9, negli attacchi all&rsquo;antrace, nei disastri in Iraq e Afghanistan, nella gigantesca rete di spionaggio organizzata sul suolo americano, tutto questo impallidisce di fronte a ci&ograve; che &egrave; avvenuto lo scorso 11/9/2008, la <a href="http://theuglytruth.wordpress.com/2009/02/15/september-11th-2008-america%e2%80%99s-economic-911/">goccia</a> che ha fatto traboccare il vaso, quando l&rsquo;amante ha progettato la dissoluzione economica degli Stati Uniti, come descritto dal repubblicano Paul Kanjorski nel corso di un&rsquo;intervista alla C-Span. Per gli ambienti americani &ldquo;che contano&rdquo;, questo atto di terrorismo finanziario non &egrave; uno di quei casi &ldquo;per il momento&rdquo; irrisolti, in cui i responsabili dell&rsquo;evaporazione di oltre mezzo trilione di dollari nell&rsquo;arco di poche ore siano sconosciuti, n&eacute; &egrave; un mistero il motivo per cui l&rsquo;atto &egrave; stato compiuto: incolpare l&rsquo;Iran del crollo dell&rsquo;economia americana e di tutto il caos susseguente come prologo verso l&rsquo;incitamento e la manipolazione del pubblico americano, per spingere quest&rsquo;ultimo a chiedere agli Stati Uniti entrare in guerra contro i responsabili dell&rsquo;&rdquo;11 settembre, parte II&rdquo;. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A livello pi&ugrave; umano, si pu&ograve; solo immaginare quale pillola amara sia stata, per la polizia federale e l&rsquo;intelligence americana, la notizia che due spie israeliane, Steve Rosen e Keith Weissman, stavano per essere rilasciate. Un&rsquo;inchiesta contro l&rsquo;AIPAC vecchia di quasi 10 anni, migliaia (o anche centinaia di migliaia) di ore di lavoro dedicate a indagare su un caso che era esplosivo sotto ogni punto di vista, ed ecco che ancora una volta gli sgherri di Kosher Nostra se ne tornano a piede libero con tanto di ordine di scarcerazione nelle mani. Senza dubbio altrettanto amaro deve essere stato il fatto che molti di quegli stessi tutori dell&rsquo;ordine sono stati personalmente incaricati di scortare le stesse spie israeliane arrestate durante e immediatamente dopo l&rsquo;11/9 (alcune catturate in circostanze particolarmente sospette, ad esempio nell&rsquo;atto di brindare al crollo delle Torri Gemelle da una poltrona di prima fila) e le hanno dovute guardare salire su un aereo che le avrebbe ricondotte nello Stato Ebraico, dove in seguito avrebbero potuto comparire alla TV israeliana, rivelando di essere spie del Mossad e vantandosi di essere stati mandati l&igrave; per &ldquo;documentare l&rsquo;evento&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Che il sistema politico americano sia marcio e corrotto non &egrave; certo una teoria. In effetti somiglia cos&igrave; tanto a una fetta di formaggio svizzero piena di vermi che sulla sua superficie ci sono pi&ugrave; buchi che sostanza commestibile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Esistono per&ograve; alcune parti del macchinario che ancora funzionano. Parti in grado di capire che, sotto molti aspetti, gli USA somigliano alla nave USS Liberty &ndash; deliberatamente aggredita da Israele per 2 ore durante <st1:personname productid="la Guerra" w:st="on">la Guerra</st1:personname> dei 6 Giorni del 1967 &ndash; crivellata dai colpi, inclinata su un lato e a tutti gli effetti ridotta alla deriva, eppure ancora a galla, piena di sopravvissuti che combattevano disperatamente per spegnere gli incendi e fare ci&ograve; che potevano per salvare la nave.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tenendo presente tutto questo, bisogna perci&ograve; ritenere che la recente inondazione di notizie riguardanti i migliori ambienti della comunit&agrave; ebraica &ndash; incluse le prime pagine dedicate per settimane a Bernie Madoff e alla sua truffa da decine di miliardi di dollari, fino ai rabbini trafficanti d&rsquo;organi &ndash; sia un&rsquo;operazione condotta da elementi dell&rsquo;intelligence e della sicurezza americane, progettata per determinare un cambiamento nel modo in cui gli ebrei sono visti in America. Si tratta di qualcosa di poco diverso dal farmaco che l&rsquo;anestesista somministra dopo un&rsquo;operazione chirurgica per contrastare gli effetti narcotici del farmaco precedente e dare inizio al &ldquo;risveglio&rdquo; del paziente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma l&rsquo;intoppo in tutto questo progetto sta nel fatto che lo Stato Ebraico, richiamando ancora una volta alla mente Alex Forrest, la puttana folle di <em style="">Attrazione fatale</em>, non se ne rester&agrave; steso sul letto a guardare, se mi si perdona la metafora. I suoi ammiratori vivono infatti in una specie di mondo di fantasia, dove la realt&agrave; &egrave; qualcosa di simile ad un&rsquo;indecifrabile lingua straniera senza significato. Avendo esaurito ogni altra alternativa, gliene resta una soltanto, e cio&egrave; presentarsi a casa dell&rsquo;amante con un grosso coltellaccio da macellaio, che in questo caso &egrave; il tic-tic-tac di quell&rsquo;orologio a cuc&ugrave; guasto collegato a diverse armi nucleari nascoste nelle maggiori citt&agrave; americane, in un atto definitivo conosciuto come &ldquo;Operazione Sansone&rdquo;.</p>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-08-03T15:51:00Z</updated>
<published>2009-08-03T15:51:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">CIAK, SI BOMBARDA (E DUE)<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">di Francesco Fossa</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">dal settimanale <em style="">Diario</em> del 24 gennaio 2003</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dal giugno del 1944 sono trascorsi quasi 60 anni, ma i ricordi di Giovanni Tomassone, classe 1929, una vita da falegname a Castelnuovo al Volturno, sono nitidi come se i fatti che stiamo per raccontare fossero accaduti ieri: <em>&quot;... ma ancora oggi non capisco perch&eacute; il mio paese che fortunatamente aveva riportato solo pochi danni nella guerra vera del 1944, &egrave; invece finito in macerie per una guerra finta&quot;. </em><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&Egrave; una storia assurda che ci riporta alla primavera del 1944, quando Castelnuovo - un paesino di settecento anime appoggiate alla catena montuosa delle Mainarde, dove nasce il fiume Volturno, in un angolo di meridione incastrato tra Lazio, Molise, e Campania - viene tagliato da quella linea che i tedeschi, in ritirata lungo lo stivale, hanno tracciato sulle loro mappe: &egrave; la linea Gustav, un poderoso schieramento di uomini e mezzi dispiegato da Cassino a Ortona che, secondo le intenzioni del maresciallo Kesselring, dovrebbe bloccare l&rsquo;avanzata degli alleate sbarcati il 9 settembre del <st1:metricconverter productid="1943 a" w:st="on">1943 a</st1:metricconverter> Salerno. Castelnuovo al Volturno &egrave; a circa cinquanta chilometri ad est di Cassino, a mezza costa sotto il monte Marrone. Gi&agrave; dal novembre 1943 il paesino &egrave; stato evacuato, o meglio rastrellato dai tedeschi, i suoi abitanti sono stati incolonnati e trasferiti con treni merci, prima ad Anagni, poi pi&ugrave; a nord, a Ferrara e Modena. Solo un piccolo gruppo di persone, quasi tutti uomini, si era sottratto alla cattura e per diversi mesi aveva sopportato il freddo dell&rsquo;inverno in anfratti e fienili nascosti dalla vegetazione. Tra questi c&rsquo;&egrave; anche Giovanni Tomassone, aveva 15 anni. <em>&quot;I tedeschi si erano ritirati sulla cresta del monte Marrone e sulle cime circostanti mentre gli americani avevano preso tutta la pianura sottostante. Collaboravamo con loro indicando le postazioni, i nidi di mitragliatrice dei tedeschi...&quot;.</em><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fin qui la storia di Castelnuovo raccontata dall&rsquo;anziano falegname non &egrave; molto diversa dalle tante vicende belliche che segnano la penisola nel 1944.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dopo gli americani, nel paese fecero campo i nordafricani del contingente francese. Ne morirono quasi mille tentando di conquistare la cima del monte Marrone. Poi arrivarono gli alpini del Corpo Italiano di Liberazione. Saranno proprio le penne nere del battaglione Piemonte a espugnare, all&rsquo;alba del 31 marzo, la cresta a <st1:metricconverter productid="1800 metri" w:st="on">1800 metri</st1:metricconverter> dalla quale si dominava tutta la valle del Sangro. Il 16 maggio la battaglia di Cassino arriva al suo apice, l&rsquo;Abbazia e tutto quello che gli sta intorno per decine di chilometri non esistono pi&ugrave;. Il piccolo paese di Castelnuovo al Volturno per&ograve; conta solo quattro case distrutte dai colpi d&rsquo;artiglieria: &egrave; un miracolo.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli abitanti, quelli che non erano stati evacuati, ritornarono cos&igrave; alle loro abitazioni, mentre la guerra andava velocemente allontanandosi verso il nord e l&rsquo;incubo sembrava passato. Ma la mattina del 5 giugno una jeep si arrampic&ograve; lungo i tornanti che portavano a Castelnuovo. A bordo c&rsquo;era un tenente inglese che si present&ograve; al sindaco, Vincenzo Martino, con un ordine perentorio: &quot;Il paese deve essere immediatamente sgombrato, dobbiamo effettuare una disinfestazione che durer&agrave; almeno dieci giorni&quot;. La gente di Castelnuovo fu caricata sui camion, come gi&agrave; era accaduto con i tedeschi, e costretta ad abbandonare nuovamente le case: <em>&quot;Ci portarono pi&ugrave; a valle sulla piana di Rocchetta al Volturno&quot;</em>. Giovanni Tomassone rivive incredulo quelle ore: <em>&quot;La mattina del 6 giugno fummo svegliati da un rombo assordante, tutta la valle si era riempita di mezzi militari, carri armati, cannoni, camion carichi di soldati. Si assestarono attorno a Castelnuovo. Qualcuno di noi prov&ograve; ad avvicinarsi, ma venne sempre allontanato dalla polizia militare. C&rsquo;erano soldati di tutte le razze... ma non capivamo cosa volessero fare&quot;. </em>Gli abitanti di Castelnuovo avevano fatto largo a un grosso contingente della 82a divisione dell&rsquo;ottava armata alleata. Truppe affiancate da un buon numero di cineoperatori. La bugia della disinfestazione era durata poco: doveva essere girato un documentario.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&quot;Per alcuni giorni&quot;</em>, racconta Tomassone, <em>&quot;osservammo dalle cime degli alberi le scene di una battaglia in piena regola, esplodevano bombe fumogene, i soldati correvano a testa bassa e sparavano. Qualcuno faceva finta di essere stato colpito e allora arrivavano i barellieri, l&rsquo;ambulanza che portava i soccorsi ... urlavano ma era tutto finto!&quot;</em>. Le cineprese le ricorda Carmine Miniscalco, anche lui abitante sfollato di Castelnuovo. All&rsquo;epoca aveva 17 anni: <em>&quot;Sparavano e filmavano, qualcuno mi disse anche di aver visto uomini con le divise tedesche, ma io in quella confusione non le ho notate. Le piante di quercia minate con la dinamite e fatte saltare come fuscelli invece s&igrave;, quelle non le scordo&quot;. </em><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma nessuno tra la gente della vallata avrebbe mai immaginato che lo scherzo, quella finzione, si sarebbe trasformata di l&igrave; a poco in tragedia. Ora i ricordi, i racconti di Tomassone e di Miniscalco si intrecciano alle voci sdegnate di un gruppo di anziani seduti attorno a un tavolo nella piazza del paese.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Smettono di giocare a carte e anche quelli che non avevano voluto rispondere alle domande sui fatti di allora, quando si arriva alla cronaca del 17 giugno 1944 cambiano atteggiamento, si infervorano, lanciano imprecazioni: <em>&quot;Ci svegliammo, con i colpi dei cannoni, tiravano verso la montagna, un piccolo aereo girava in tondo nel cielo, qualcuno giura d&rsquo;aver visto una cinepresa spuntare da finestrino... poi i colpi cominciarono ad avvicinarsi al centro abitato. A mezzogiorno il fuoco si concentr&ograve; sulle case... il campanile della chiesa fu il primo edificio a essere colpito, un colpo di cannone lo centr&ograve; in pieno! Vedevamo le nostre case cadere una dopo l&rsquo;altra senza sapere perch&eacute;. I carri armati attraversavano i campi di patate e i soldati, americani, inglesi, neozelandesi, marocchini, si riparavano dietro i cingoli... ma da cosa?&quot;. </em><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per giorni il paese rimase avvolto da una nuvola di polvere dentro la quale si intravedevano cumuli di macerie. Agli abitanti di Castelnuovo al Volturno fu consentito di ritornare alle loro case solo ai primi di luglio: l&rsquo;85 per cento delle abitazioni non c&rsquo;era pi&ugrave;. A testimoniare l&rsquo;assurdo, il paese prima e dopo il bombardamento, restano o solo due foto, tra altri cimeli bellici, in un piccolo museo allestito in una delle poche case risparmiate dalle granate. La gente non riusciva a farsi una ragione di un simile scempio. E anche la vicenda dei filmati era passata in secondo piano, quasi dimenticata.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Finch&eacute; non cominciarono ad arrivare le prime lettere, come quella scritta da un cugino di Giovanni Tomassone, Domenico, fatto prigioniero dagli americani in Nordafrica e trasferito in un campo di detenzione negli Stati Uniti.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nella lettera voleva sapere se davvero il paese era stato distrutto, perch&eacute; aveva visto un filmato dove era raccontata la storia di Castelnuovo e del monte Marrone eroicamente conquistato dalle truppe alleate con i soldati tedeschi che venivano &quot;snidati casa per casa...&quot;. La guerra finisce e le lettere cominciano ad arrivare anche da Boston, da Los Angeles, spedite da gente del posto emigrata in America ma con amici e parenti a Castelnuovo. Tommaso Pitassi, da pochi mesi a Filadelfia, rimase senza parole nella sala cinematografica dove proiettavano un &quot;Combat film&quot; sulla guerra in Italia. La battaglia di Castelnuovo veniva descritta come una delle pi&ugrave; cruente, i soldati dell&rsquo;Ottava Armata raffigurati come eroi votati al sacrificio. Ma Pitassi sapeva che quelle scene di guerra, i corpo a corpo, erano una pura messa in scena. Perch&eacute; lui era l&igrave;, su quella piana, quando erano state fatte le riprese, e sapeva anche che gli unici ad aver combattuto a monte Marrone erano stati i soldati marocchini e gli alpini del battaglione Piemonte. Perch&eacute; per inglesi e americani la parete di roccia alle spalle di Castelnuovo era assolutamente imprendibile. In tanti videro negli Stati Uniti il documentario, figlio della propaganda bellica americana, la storia riscritta con la cinepresa e le comparse. <o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A chi, come Esterina Ricci aveva fatto delle ricerche a Chicago, avrebbero detto che quella drammatica farsa era stata necessaria perch&eacute; alcune &quot;pizze&quot;, avvincenti filmati della campagna in Italia, erano bruciate e andavano rimpiazzate. Recentemente qualcun altro si &egrave; nuovamente messo sulle tracce di quel Combat Film: Michele Peri e Giuseppe Tomassone, rispettivamente insegnante al liceo artistico di Cassino e presidente de &quot;Il Cervo&quot;, un&rsquo;associazione culturale di Castelnuovo al Volturno. <em>&quot;Non &egrave; solo curiosit&agrave;. Quel filmato &egrave; un pezzo di storia, vorremmo dare luce a questa vicenda della quale si &egrave; parlato poco&quot;</em>. Finora le ricerche hanno dato pochi frutti. <o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Negli archivi dell&rsquo;Istituto Luce, Peri e Tomassone sono riusciti a scovare solo alcuni spezzoni di un filmato girato nella zona prima della distruzione del paese. Sono immagini dei soldati marocchini che per circa tre mesi tentarono di conquistare monte Marrone: eccoli camminare in fila indiana verso la montagna, e poi in momenti di relax nell&rsquo;abitato di Castelnuovo, dove si divertivano ad aprire scatolame con i denti e a molestare le donne del paese. Sono poche sequenze, non hanno niente di epico ma, almeno queste, nella loro semplice crudezza, sono vere.</p> ]]>
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<name>Gianluca Freda</name>
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<updated>2009-08-03T15:04:00Z</updated>
<published>2009-08-03T15:04:00Z</published>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 14pt;">RETROSCENA DELLA RESA DI PANTELLERIA<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">di Francesco Fatica</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">da <em style="">Storia del Novecento</em>, anno V, n. 52, luglio 2005</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Vorrei aggiungere qualche particolare poco noto all&rsquo;interessante e documentato articolo di Orazio Ferrara, che ci ha dimostrato come lo sbarco di Pantelleria non fu quell&rsquo;operazione assolutamente priva di reazione e di resistenza che ci &egrave; stata gabellata per vera dai vincitori ed avallata conformisticamente perfino dagli storici della vulgata ufficiale di questa repubblica. Mi propongo anche di tracciare il disegno generale in cui va vista la resa di Pantelleria, una delle azioni pi&ugrave; scandalose in cui si cominci&ograve; ad intravedere l&rsquo;azione occulta della Massoneria Universale per provocare la sconfitta dell&rsquo;Italia fascista.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come ha dimostrato Ferrara nel suo articolo: &ldquo;La caduta di Pantelleria in un documento riservato inglese. Operazione Corkscrew: lo sbarco&rdquo;, pubblicato nel n. 44 di questa Rivista, ci furono batterie italiane che aprirono il fuoco per contrastare l&rsquo;attacco e l&rsquo;invasione. E ancora fu ostacolato lo sbarco dai fanti inglesi nel porto &ldquo;dal fuoco di armi leggere, per la verit&agrave; subito zittito per l&rsquo;intervento di ufficiali italiani&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Come tutti sappiamo si arrese e ordin&ograve; la resa senza combattere l&rsquo;ammiraglio Pavesi, comandante in capo della Piazza di Pantelleria, e consegn&ograve; vergognosamente al nemico intatti le aviorimesse in caverna ed i depositi di carburanti e di acqua potabile stivati in bunker che nessuna delle 20 mila tonnellate di bombe lanciate sull&rsquo;isola era riuscito neppure ad intaccare.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Consegn&ograve; i serbatoi citati, i depositi di viveri e munizioni e le aviorimesse in caverna intatti al nemico, secondo un concorde copione che poi si &egrave; ripetuto con impressionante e coordinata regolarit&agrave; ad Augusta, nel porto di Palermo, a Siracusa ed in altre localit&agrave; minori, dove furono protagonisti ignominiosamente altra alti ufficiali della Regia Marina.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A proposito di questo primo inganno, che vide al vertice un ammiraglio, invito il lettore a riflettere su particolari non trascurabili: si disse falsamente che era finita l&rsquo;acqua, non mancavano neanche i carburanti che erano stivati in inattaccabili bunker scavati nella roccia, inattaccabili pure le aviorimesse. Scandalosamente non furono fatti saltare n&eacute; gli uni, n&eacute; le altre e nemmeno le piste aeroportuali, contravvenendo con ignominia, agli ordini superiori.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Si pu&ograve; ragionevolmente ipotizzare quindi che fossero ritenuti validi soltanto gli ordini della Massoneria.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Furono fatte saltare, invece, sorprendentemente, tre giorni dopo lo sbarco, il 14 giugno 1943, le case del centro del paese di Pantelleria, che erano state risparmiate da 140 incursioni aeree (che avevano invece distrutto tutto intorno al porto ed all&rsquo;aeroporto) case che si erano salvate anche dai bombardamenti navali.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: blue;">Perch&eacute;? Perch&eacute; si doveva riprendere tracotantemente su pellicola cinematografica l&rsquo;effetto dirompente dei bombardamenti dell&rsquo;aviazione americana. Iniziavano cos&igrave; varie pittoresche &ldquo;ricostruzioni&rdquo; &ndash; fabbricate con cinematografica maestria ed apparenza di verosimiglianza &ndash; di quella serie di pellicole, che si dissero &ldquo;documentarie&rdquo;, ma che erano smaccatamente propagandistiche, intitolata &ldquo;Combat Film&rdquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: blue;">Secondo alcuni testimoni tuttora viventi, fu previsto un finto attacco aereo di B17 e B24, che sganciavano sacchi di sabbia, mentre gli artificieri americani facevano saltare le case, con effetti meglio mirati di quel che avrebbero fatto le bombe vere. Si salv&ograve; il castello medievale, ma soltanto perch&eacute; un artificiere sbagli&ograve; qualcosa; si ebbe cos&igrave; il secondo caduto americano; il primo sarebbe stato ucciso dal calcio di un leggendario asino dantesco, che, evidentemente, non aveva voluto obbedire agli ordini dell&rsquo;ammiraglio.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: blue;">In un sussulto di resipiscenza umanitaria, ma non abbastanza per voler lasciare un tetto ai civili, avevano fatto sgombrare il paese da tutti gli abitanti, che per&ograve; assistettero allo scempio dalle colline circostanti, da dove pure si facevano le riprese cinematografiche. Ma l&rsquo;errore delle riprese da terra dimostra da solo che la scena &egrave; stata ripresa dopo lo sbarco, in quanto</span><strong style=""> </strong><span style="color: blue;">l&rsquo;operatore ed i suoi assistenti mai avrebbero potuto trovarsi sul posto prima dell&rsquo;invasione dal mare</span><strong style=""> </strong>(1).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per riparare all&rsquo;errore lo speaker racconta oggi di una ritorsione tedesca a forza di Stukas e Messerschmitt sull&rsquo;isola appena &ldquo;liberata&rdquo;, ma i molti testimoni non hanno visto nessun caratteristico bombardiere in picchiata, come erano gli Stukas, assolutamente non confondibili con le sagome enormi dei B17 e B24.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Pertanto, in seguito alla trasmissione su Rai Uno della scena di cui abbiamo trattato, la &ldquo;Pro Loco&rdquo; scrisse a Clinton, allora presidente in carica: &ldquo;Come ritiene il presidente degli Stati Uniti di rimediare all&rsquo;ignobile misfatto compiuto dal comandante delle forze alleate durante l&rsquo;ultima guerra?&rdquo;. Non risulta agli atti alcuna risposta, non sembra che se ne sia interessato il ministero degli esteri, n&eacute; oggi, n&eacute; allora, tanto che il presidente della &ldquo;Pro Loco&rdquo; si disse pronto a ricorrere all&rsquo;Alta Corte dell&rsquo;Aja. Ma possiamo ben immaginare come potrebbero andare queste cose.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Era soltanto il primo atto della sconfitta. Una sconfitta che si attuava secondo una impressionante previsione fatta da Badoglio. Guido Cassinelli (l&rsquo;avvocato di Badoglio) ha scritto:<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&ldquo;Di fronte alle impazienze di taluni ambienti (&hellip;) chiesi al Maresciallo se poteva precisare il momento, sia pure soltanto indicativo per agire. Mi rispose: &ldquo;O dopo la perdita della Tunisia o dopo lo sbarco in Italia&rdquo;. Sar&agrave; il Badoglio pi&ugrave; preciso nel determinare il momento quando nel novembre del 1942, davanti ad una carta geografica, ad esponenti del partito d&rsquo;Azione guidati da <st1:personname productid="La Malfa" w:st="on">La Malfa</st1:personname> e del partito Comunista guidati da Amendola sentenzia: &ldquo;Prevedo la caduta di Tripoli, po&igrave; sar&agrave; la volta della Tunisia, quindi le citt&agrave; italiane subiranno tremendi bombardamenti; infine ci sar&agrave; un&rsquo;azione aero-navale e lo sbarco terrestre&rdquo; (2).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Stelvio Dal Piaz, nel libro citato, commenta: &ldquo;Arte divinatoria dell&rsquo;anziano Maresciallo? No, si tratta del piano della Massoneria Universale concordato con i fratelli italiani&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sarebbe troppo lungo riportare le vicende che portarono alla scoperta documentata delle direttive segrete emanate dal grande Oriente della Massoneria Universale per il Gran Maestro del Grande Oriente Italiano. Basti per ora accennare che il colonnello Peter Arden del Servizio spionaggio militare del Secret Service di Londra, arrestato in Rsi, il 14 ottobre 1944, mentre tentava di attraversare le linee, fu trovato in possesso di documenti che aveva nascosti in un casolare vicino.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Riportato dal libro citato di Stelvio Dal Piaz, prezioso per le informazioni che ci d&agrave;, un solo documento:<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&rdquo;Londra 28 luglio 1943</em> (tenere bene a mente questa data! N.d.r.). <em style="">Al Dilettissimo e Potentissimo Fratello Venerabile Gran maestro del Grande Oriente Italiano di Rito Scozzese ed Accettato e della Grande Loggia di Rito Simbolico e affinch&eacute; ne renda edotti tutti i Potentissimi Fratelli di tutti gli Orienti, riuniti nel Supremo Grande Oriente Universale, Vi esprimiamo &ndash; per mezzo del Venerabile Gran Maestro della Gran Loggia di Francia &ndash; il loro pi&ugrave; vivo compiacimento per il gravissimo colpo inferto al satanico capo del fascismo ed al suo partito, elogiandoVi altres&igrave; per l&rsquo;intensa azione svolta, ed in particolar modo per il prossimo armistizio, alla cui conclusione tanto teneva questo supremo Grande Oriente del Grande Oriente Universale. Considerato lo stato attuale della situazione internazionale ed in modo particolare quella italiana, considerata la posizione personale di Mussolini la cui cessione nelle mani degli Alleati sar&agrave; per nostra volont&agrave; contemplata nelle clausole di armistizio, il Supremo Gran Consiglio del Grande Oriente Universale Vi precisa, Potentissimo Gran Maestro, i compiti che dovete assolvere sino a quando da questo Grande Oriente del Grande Oriente Universale non Vi verranno impartite successive direttive. Pertanto i compiti alla cui realizzazione &ndash; Dilettissimo Gran maestro &ndash; dovrete immediatamente dedicarVi, mediante la collaborazione di tutti quei Potentissimi e Potenti Fratelli dell&rsquo;Oriente Italiano che Voi accuratamente designerete, sono i seguenti: 1) creare caos morale e materiale in tutto il popolo italiano, le cui imperialistiche aspirazioni&hellip;</em>(bla bla bla) <em style="">2) prendere sempre pi&ugrave; stretto contatto con il servizio di spionaggio militare del Secret Service di Londra</em>&hellip;(&hellip;).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">Riteniamo superfluo rammentarVi, Venerabile Gran Maestro, che <st1:personname productid="la Vostra" w:st="on">la Vostra</st1:personname> azione e quella dei Potentissimi e Potenti Fratelli del Vostro oriente dovr&agrave; essere improntata alla massima decisione ed energia nei confronti di una collettivit&agrave; privata ormai dell&rsquo;unico uomo che potesse garantire i suoi reali interessi</em>&hellip;(&hellip;)&rdquo;.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il documento continua per un&rsquo;altra pagina di ordini conditi dalla solita enunciazione di farraginosi orpelli rituali massonici.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un altro documento &egrave; la fotografia della lettera credenziale del colonnello Arden presso il generale Carboni, capo del S.I.M. (Servizio Informazioni Militari), mittente James Mulrade, capo del Secret Service. In essa si fa riferimento ad accordi verbali presi in precedenza a Napoli con lo stesso generale Carboni e con il generale Ambrosio.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Altro documento &egrave; la lettera di Badoglio sconsideratamente abbandonata nella furia della fuga e recuperata dal colonnello Arden.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Badoglio scrisse:<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">&ldquo;Roma, 8 settembre 1943<o:p></o:p></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em style="">Il precipitare della situazione &ndash; provocato dalla improvvisa comunicazione ufficiale dell&rsquo;avvenuto armistizio &ndash; impedisce la riunione da noi progettata. In ogni modo, nel caso che i tedeschi estendano in Italia la loro occupazione militare, resta fissata la realizzazione delle ultime direttive impartiteci dal Grande Oriente di Londra. Provveder&ograve; io stesso</em> <em style="">a stabilire i contatti con tutti i fratelli che verranno smistati nei rispettivi posti. F.to Badoglio&rdquo;</em> (3).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;esposizione di Dal Piaz continua per molte pagine, io mi limito a segnalare che da esse risulta che oltre a Badoglio, a Carboni e ad Ambrosio, anche il figlio Mario di Badoglio, i generali Roatta ed Armellini, nonch&eacute; Acquarone, Favagrossa, Orlando, rivestivano un alto grado nelle gerarchie massoniche. Concludo con un&rsquo;ultima informazione: <st1:personname productid="la Massoneria Universale" w:st="on">la Massoneria Universale</st1:personname> nel dare disposizioni di tenere sempre pi&ugrave; stretti contatti con &ldquo;il Sovrano&rdquo; rammenta <em style="">&ldquo;che egli, da Principe ereditario, &egrave; stato nostro simpatizzante, accolto da noi quale gradito visitatore&rdquo;</em> (4).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma &egrave; lo stesso &ldquo;Sovrano&rdquo; che non si vergogn&ograve; di confessare quando, firmata la resa senza condizioni (chiamata truffaldinamente &ldquo;armistizio&rdquo;, anche per farla pi&ugrave; facilmente accettare da tutti i combattenti), scriveva al duca Acquarone: <em style="">&ldquo;Fin dal gennaio 1943 io concretai definitivamente la decisione di porre fine al Fascismo e revocare il Capo del Governo. L&rsquo;attuazione di questo, provvedimento, resa pi&ugrave; difficile dallo stato di guerra, doveva essere minuziosamente preparata e condotta nel pi&ugrave; assoluto segreto, mantenuto anche con le poche persone che vennero a parlarmi del malcontento del paese</em> (5). <em style="">Lei, caro duca, &egrave; stato al corrente delle mie decisioni e delle mie personali direttive; e lei sa che soltanto quelle del gennaio 1943 portarono al 25 luglio successivo&rdquo;</em> (6).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Pantelleria, dicevo, &egrave; stato soltanto il prologo dell&rsquo;ultimo atto della titanica lotta &ldquo;del sangue contro l&rsquo;oro&rdquo;, una lotta che continua con sanguinosa evidenza nel mondo. Mentre in Italia ancora oggi traspare, abbastanza per chi vi pone attenzione, l&rsquo;attivit&agrave; occulta della Massoneria Universale e dell&rsquo;imperio finanziario sionista al centro di ogni intrigo. Ma mi accorgo di aver ecceduto in considerazioni, sia pure molto interessanti e degne di essere conosciute dai molti che non ne sono stati informati, considerazioni che per&ograve; ci hanno portato fuori tema.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tornando alle vicende dell&rsquo;11 giugno in Pantelleria, a conferma della cocente ripulsa ad arrendersi in quel modo ignominioso, da parte di ufficiali, soldati e marinai, mi piace raccontare un episodio significativo, che mette in risalto le virt&ugrave; dei combattenti italiani anche quando l&rsquo;avversa fortuna sembra non lasciare alcuna via di scampo.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Una cinquantina di difensori dell&rsquo;isola, tenaci soldati e marinai che non vollero arrendersi neanche dopo lo sbarco, quando le truppe inglesi ormai stavano per raggiungere le zone pi&ugrave; lontane dal porto, avendo tentato una impossibile guerriglia, decisero di abbandonare Pantelleria; partirono con otto barche di pescatori per un&rsquo;epica traversata a vela verso <st1:personname productid="la Sicilia. Ma" w:st="on">la Sicilia. Ma</st1:personname> furono intercettati e mitragliati da un cavalleresco aereo inglese. Sette barche gravemente danneggiate si capovolsero e molti naufraghi persero la vita; soltanto una piccola barca, comandata dal guardiamarina Luigi Montanari, riusc&igrave; a sfuggire al feroce mitragliamento dell&rsquo;aereo inglese e ad allontanarsi col favore delle tenebre frattanto sopraggiunte.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mantenendo la rotta a nord, si dileguarono protetti dalla notte, ma dopo qualche ora, mentre erano tesi ad ascoltare ogni pi&ugrave; piccolo indizio del nemico in caccia, avvertirono il ronzio lontano di un motore in rapido avvicinamento. In prima ipotesi si pens&ograve; ad un mas inglese, e si ammain&ograve; la vela per passare inosservati, ma poi il tipico, inconfondibile rumore dei motori Isotta-Fraschini dei mas italiani dette la certezza di aver incontrato dei camerati; allora accesero dei fiammiferi. Furono visti ed immediatamente accostati dal battello amico, rifocillati cameratescamente e poi rimorchiati in Sicilia (7).<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.isses.it/">www.isses.it</a> <o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Note:<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">1) Roberto Alajmo, Ciak, si bombarda, su &ldquo;L&rsquo;Ultima Crociata&rdquo;, anno LIII &ndash; N. 5 &ndash; giugno 2003<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">2) Guido Cassinelli, Appunti sul 25 luglio 1943. Documenti di Azione, Ediz. Sapri, Roma, 1944, ripresi in Stelvio Dal iaz, La sconfitta necessaria dell&rsquo;Italia nella seconda guerra mondiale. Il ruolo della massoneria nell&rsquo;azione di sabotaggio ai combattenti italiani, <st1:personname productid="La Biblioteca" w:st="on">La Biblioteca</st1:personname> di Babele Edizioni, Modica (RG), 2004.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">3) Stelvio Dal Piaz, op. cit., pag 46.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">4) Piero Barone, La capitolazione di un grande esercito, in &ldquo;Storia Verit&agrave;&rdquo;, Roma, settembre-ottobre 2000, citato da Stelvio Dal Piaz, op. cit., p. 35.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">5) Erano massoni che manovravano subdolamente secondo le direttive avute dalla loggia di londra.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">6) Riportato integralmente da Mino Caudana e Arturo Assante, Dal regno del Sud al vento del Nord, C.E.N., Roma, III edizione 1963, p. 8.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">7) Tullio Marcon, I muli del mare, Edizioni Storia Militare, Parma, 1998, Alberelli srl edizioni speciali 3^ edizione, pp. 138-139.<o:p></o:p></span></p> ]]>
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