ETEROGENESI DEI FINI
by Gianluca Freda (26/08/2008 - 15:09)
CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN GEORGIA
di Boris Kagarlitsky (direttore del Centro Studi sulla Globalizzazione di Mosca)
dal sito Counterpunch
traduzione di Gianluca Freda
Per fortuna la guerra tra Georgia e Russia è stata di breve durata, ma le sue ripercussioni si faranno sentire per un bel po’ di tempo. Sconfiggendo la Georgia e mostrando a tutti che Washington non è in grado di difendere un proprio alleato, la Russia ha umiliato gli Stati Uniti dinanzi al mondo intero.
Mentre i funzionari americani e i media globali criticavano la Russia per l’“imperdonabile” condotta tenuta nell’invadere l’Ossezia del Sud e la Georgia, gran parte del mondo gongolava: finalmente qualcuno aveva messo a posto gli americani, costringendoli ad alzare le mani. Visto l’incremento dei sentimenti antiamericani durante i due mandati alla presidenza di George W. Bush, questo desiderio di mortificare gli Stati Uniti non è certo sorprendente.
Forse la Georgia merita un po’ di simpatia. Dopo tutto è un piccolo paese che ha tentato di resistere al suo potente vicino. Ma questo conflitto, più che riguardare la Georgia e l’Ossezia del Sud, è stato una battaglia globale tra est e ovest.
La Russia ha vinto il primo round con inattesa facilità, ma questa non sarà di certo la battaglia finale. Dopo aver subito un’umiliazione così imbarazzante, l’amministrazione Bush avrà difficoltà a perdonare la Russia. Peggio ancora, l’indignazione del governo americano si è trasformata in consenso antirusso che unisce i politici di Washington ai loro elettorati. Il risultato è che le posizioni antirusse dei candidati alla presidenza Barack Obama e John McCain si differenziano ben poco da quelle di Bush. Comunque, in bocca ai politici americani, l’argomento secondo il quale l’integrità territoriale della Georgia va preservata non suona molto convincente. In fondo sono proprio gli Stati Uniti ad aver dato esempio del contrario, invadendo uno stato sovrano come l’Iraq e rovesciando il governo locale. E in seguito hanno separato il Kosovo dallo stato sovrano della Serbia.
La guerra in Georgia è stata un duro punto di svolta nelle relazioni USA-Russia. Da oggi in poi, il desiderio di punire Mosca sarà una componente fondamentale della politica estera americana. Il sottostante conflitto d’interessi si trasformerà in un confronto prolungato.
Paradossalmente, è probabile che questo conflitto si riveli un’ottima notizia per la Russia. Ciò che Washington crede sia una punizione, per la Russia potrebbe rivelarsi una benedizione. Ad esempio, gli Stati Uniti credono che bloccare l’ingresso della Russia nella World Trade Organization sia una forma di ritorsione. Ma per le industrie nazionali russe – soprattutto in una fase di recessione economica globale – l’ingresso nel WTO rappresenterebbe una condanna a morte. Pertanto, se tale condanna verrà rinviata, il Cremlino non potrà che essere grato agli Stati Uniti e alla Georgia.
In aggiunta, Washington e Londra stanno minacciando di svolgere indagini sui conti bancari all’estero di alcuni importanti funzionari russi. E’ sorprendente che ciò non sia stato fatto prima. I russi non possono che trarre vantaggio da un’eventuale guerra degli Stati Uniti contro il riciclaggio del denaro, soprattutto se in ciò sono coinvolti alti esponenti del governo russo. La NATO, poi, minaccia di sospendere le esercitazioni militari congiunte con la Russia. Il che significa che la Russia risparmierà un bel po’ di soldi e carburante. Infine, a causa del crescere della tensione, i gruppi liberali di opposizione a Mosca riceveranno maggiori aiuti da parte dell’occidente. E anche questo è un vantaggio, perché i nuovi finanziamenti significheranno la creazione di nuovi mezzi di comunicazione, di nuove organizzazioni non governative e nuovi posti di lavoro.
Nel condannare l’intervento russo in Georgia, gli Stati Uniti si sono rivolti all’opinione pubblica internazionale e hanno minacciato Mosca di isolamento globale. Ma sono gli Stati Uniti ad essere sempre più isolati nel mondo. Negli ultimi cinque anni Washington ha ricevuto critiche da tutto il mondo, compresi i suoi alleati in Europa. Di conseguenza l’acuirsi del conflitto tra Mosca e Stati Uniti rende la Russia più attraente per buona parte del mondo. L’unica incognita è se il Cremlino sarà in grado di sfruttare al meglio questa nuova opportunità.
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