I LADRI DI BAMBINI

I SEQUESTRATORI DEL TEXAS
di Israel Shamir
dal sito thetruthseeker
Traduzione di Gianluca Freda
All’inizio di aprile, alcuni poliziotti texani armati fino ai denti hanno assalito un remoto ranch dei Mormoni, hanno arrestato gli uomini e portato via le donne, i loro bambini e i loro neonati, separando questi ultimi dalle madri. Un giudice ha perfino consentito la separazione dei neonati in fase d’allattamento, affidandoli a genitori adottivi.
Questo caso di sequestro di persona, in cui la polizia ha strappato 437 tra bambini e neonati ai loro genitori che preferivano condurre una vita familiare alternativa in comune, ha portato gli Stati Uniti ben oltre qualsiasi tetra visione totalitaria mai prospettata dal realismo politico. Gli americani sono già entrati nel regno dell’ingegneria sociale estrema prevista dallo scrittore lisergico Aldous Huxley. In quel regno degli Stati Totalitari Uniti, le famiglie felici vengono distrutte e neonati e bambini vengono dati in adozione a coppie monogame. Lo Stato si impossessa dei figli di quegli individui che rifiutino di esporli al potere rimbecillente della TV [1] o che rifiutino di mandarli in scuole di stato. Alcuni hanno perfino perduto la vita: nello Utah un tal John Singer è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco per aver tentato di tenere il proprio figlio lontano dalla scuola. L’olocausto di Waco, con dozzine di genitori e bambini assassinati senza aver commesso altro peccato che quello di voler essere ostinatamente indipendenti, è stata solo la prima fase dell’eliminazione della vita privata in America.
La polizia del Texas ha giustificato la propria azione con false dichiarazioni. Ha affermato che un membro della famiglia, tale Sarah Barlow, avrebbe sporto denuncia. Ben presto è però risultato chiaro che la denuncia era stata presentata da un’anonima donna esterna alla comunità, con un curriculum di false testimonianze, probabilmente in combutta con la polizia. Non era mai esistita nessuna Sarah Barlow. Le brave mogli e figlie dei dissidenti texani sono state sottoposte ad una terribile pressione psicologica, paragonabile alla tortura: non è stato loro permesso neppure di dar da mangiare ai loro figli, a meno che non rilasciassero false testimonianze contro i loro padri e mariti. E’ stupefacente che tutte loro abbiano resistito alla tortura e siano rimaste fedeli. Cosa ha spinto la polizia texana ad usare misure così estreme contro persone che conducevano pacificamente le loro vite?
C’è una buona ragione per questo sterminio della privacy: la politica di Dominio Totale promossa dai neocon non si applica solo a remoti paesi, come l’Afghanistan senza regole o
In un mondo normale, i sequestri di persona del Texas verrebbero condannati da ogni voce esistente fino alla liberazione dei bambini e alla loro restituzione alla tutela dei genitori, fino all’incarcerazione dei rapitori in una sicura prigione. Invece, i giornali e i siti internet americani si preoccupano dell’inalienabile diritto dei monaci tibetani a possedere schiavi e dei malvagi cinesi che interferiscono con questo diritto. Discutono se i giapponesi possano o no mangiare le balene (no, non potrebbero) e se le corporazioni USA possano affamare milioni di persone trasformando il loro cibo in carburante (sì, potrebbero farlo). Allo stesso tempo, consentono che la più antica e più naturale delle libertà, quella di crearsi una vita familiare, venga erosa e spazzata via. Perché i candidati alla presidenza come Obama, Clinton e McCain non chiedono l’immediato rilascio dei prigionieri del Texas, prima che il regime di Bush cavalchi verso l’alba per imporre al genere umano il proprio prontuario di relazioni consentite?
I nemici della vostra libertà, i proprietari dei vostri media, hanno preparato già da tempo questo massacro. Diffondono voci maligne di frequenti abusi parentali sui bambini per spezzare il legame naturale tra genitori e figli. Hanno costruito dal nulla il crimine di corteggiamento di una ragazza e lo hanno chiamato “molestia”. Si sono inventati la “peste del 20° secolo”, l’AIDS, nonostante questa malattia occupi una posizione infinitesima nella lista delle patologie pericolose, superata di gran lunga dall’obesità. Hanno promosso ed elevato l’attività omosessuale sui loro canali televisivi e nella propaganda ufficiale, il tutto allo scopo di eliminare la famiglia e trasformarvi in obbedienti utensili nelle loro mani.
Hanno predicato a un’umanità furibonda che chiunque si opponga alla loro apoteosi dell’amore gay è solo un bigotto che interferisce con una questione di scelta individuale tra adulti consenzienti. Ora, questo sofisma in Texas non conta un bel niente: un gruppo di adulti consenzienti è stato arrestato e imprigionato a causa di una scelta personale; non per aver praticato il sesso selvaggio o per aver organizzato orge o per aver turbato la quiete pubblica, ma per aver creato relazioni solide e affettive attraverso un matrimonio poligamo, simile a quello approvato dagli ebrei dell’antichità e dall’intero Oriente – musulmani, indù, buddisti – dei nostri giorni, in parole povere, dalla stragrande maggioranza del genere umano. Se c’è una ristrettezza mentale bigotta, essa consiste proprio in questa persecuzione dell’America contro le famiglie alternative. La presunta persecuzione dei pederasti in Iran è una nocciolina se paragonata a questo attacco al modo più tradizionale di intendere la vita familiare in America.
Poligamia o monogamia? Questo, in fondo, è un problema di usanze locali e preferenze personali. L’Oriente permette la poligamia, l’Occidente permette la sodomia. L’Oriente non si preoccupa della differenza di età, l’Occidente vive nella paura dei matrimoni minorili. Apparentemente, il giovanotto dell’est preferisce godersi la beatitudine maritale con più fanciulle nubili allo stesso tempo; l’anglo-americano ama invece farsi sodomizzare da gentiluomini più anziani di lui. Per questo motivo, l’uomo anglo-americano cerca in continuazione di spostarsi verso est, di fuggire nel regno della libertà sessuale, oppure – se è un uomo contento della sua condizione - di conquistare ed eliminare questo regno. Questa potrebbe essere una buona spiegazione delle guerre mediorientali,
Gli indomiti abitatori dei villaggi della mia Palestina praticano la poligamia, come ho già detto altrove: “Sono stato ospite della confortevole casa di Hassan, costruita sulla sua terra, a Yanoun. Hassan ha più di ottant’anni, è un vecchio forte e maestoso, indossa una galabiye grigia e un abaya, una specie di lunga veste con un mantello sulla sommità. La sua galabiye è stretta da una larga cintura di cuoio a cui è appeso un pugnale corto e affilato. Le sue mani hanno una forma gradevole e sono dure come se fossero state cesellate nella pietra locale quando mi stringe la mano. L’anno scorso Haji Hassan è andato in pellegrinaggio alla Mecca, ma resta in primo luogo ed essenzialmente un uomo di paese. Nostro Signore e Nostra Signora di Palestina hanno benedetto Hassan. Si è sposato, ha avuto diversi figli e figlie, poi ha preso una seconda moglie e ne ha avuto degli altri, finché è stato circondato da dodici ragazzi, maschi forti e fanciulle graziose. La sua spaziosa casa a tre piani, con altre più piccole dipendenze esterne, potrebbe competere con il maniero di Beg. Vi sono molti alberi di ulivo, che egli ha piantato sulle colline, e davanti alla sua casa c’è una vigna, con grappoli gialli e pesanti. Al mattino la seconda moglie di Hassan, una donna alta e solenne sui sessant’anni, mi ha portato un succo d’oliva, verde e denso, insieme ad un pane di campagna grande e rotondo, lo hubz baladi, cotto da lei appena mezz’ora prima. Formaggio di capra bianco e duro, timo salato, un grappolo d’uva e un bicchiere di tè dolce con foglie di maramiye (salvia) completano il pasto. La prima e più anziana moglie di Hassan sedeva insieme a noi, scaldandosi al tepore del sole invernale” [2].
E’ normale avere due mogli, è normale averne una sola, è normale anche non averne nessuna, come scelgono di fare molti monaci. E’ anche normale avere due mariti, come accade sulle montagne del Tibet, del Ladakh e del Nepal. (In Occidente lo chiamano ménage a trois, ed è un espediente che consentì a Lily Brick di vivere felice insieme a Vladimir Mayakovsky e Osip Brick). Ogni situazione di questo tipo è normale, se vi è il consenso delle parti coinvolte. Ciò che è anormale è l’interferenza dello Stato nell’unione di uomini e donne.
Lo Stato americano dedica troppa attenzione alla vita sessuale dei suoi sudditi. In circostanze normali, le macchie sul vestito di M.lle Levinsky susciterebbero apprensione solo nella sua lavanderia; le scappatelle di Mr. Spitzler sarebbero seccanti solo per sua moglie e lo stile di vita familiare “allargato” della comunità texana sarebbe solo affar suo. Fino al 1960, la polizia e l’FBI erano soliti arrestare uomini e donne di razze diverse che osassero darsi appuntamento a letto. E’ un sentimento ancora radicato nella coscienza americana. Recentemente, un giovane nero americano è stato condannato a dieci anni di carcere per aver avuto sesso orale con una ragazza bianca.
Un’altra ossessione sessuale delle autorità americane è la “pornografia infantile”, interpretata nel senso più ampio possibile. Agenti provocatori dell’FBI inviano mail contenenti immagini di anime giapponesi e poi assaltano felicemente i ricevitori delle mail. Spesso ciò avviene con precise finalità politiche: Kevin Strom, dissidente americano e oppositore della guerra in Iraq, è stato recentemente condannato a due anni di carcere per aver conservato sul suo computer una mail con la foto di una ragazzina (in realtà si trattava di una foto dell’attrice Brooke Shields).
Nell’eterna ricerca della “mano nascosta”, gli uomini hanno creato molte figure improbabili, dai Massoni, ai Savi di Sion, agli Alieni Grigi, ai Rettiliani, o perfino – come propose per scherzo l’esoterista russo Alexandre Dougin – a un antico ordine segreto di sacerdotesse che tira i fili del mondo da dietro le quinte. Sulla stessa falsariga, con un po’ di fantasia, si potrebbe immaginare una cabala di vecchi rimbambiti infuriati con i maschi, o perfino di eunuchi (come nella Cina medievale o a Bisanzio), che costituiscano un governo USA sotterraneo, che ordinino all’FBI di rapire bambini e distruggere le famiglie del Texas, che spingano Bush a sottomettere il Medio Oriente e a sopire negli uomini – tanto orientali quanto americani – la naturale tendenza a competere per la conquista delle grazie femminili.
Noi israeliani siamo stati dominati dalle nostre Savie Streghe di Sion, da Golda Meir fino all’attuale presidente della Corte Suprema, Dorit Beinish, e ciò che noi facciamo oggi, gli americani lo ripetono domani, come ha notato Steve Niva nel suo ottimo saggio I muri di Baghdad, sottotitolo Il modello israeliano arriva in Iraq. “Ciò che vediamo oggi in Iraq ha molto a che fare con una profonda e capillare “israelizzazione” della strategia e delle tattiche militari USA. L’Iraq è stato virtualmente ingabbiato in un carapace di muri di cemento e filo spinato, rinforzato dall’occupazione aerea dei cieli, proprio come a Gaza, dove 1,5 milioni di palestinesi vivono oggi in una gabbia senza uscita, mentre Israele controlla l’ingresso di beni essenziali alla sopravvivenza attraverso terminali ad alta tecnologia posti ai confini e scatena “raid di profondità” e “omicidi mirati” dal cielo ogni volta che qualcuno offre resistenza”.
Queste immaginarie arpie del potere non riescono a comprendere che le donne sono attratte per natura dagli uomini.
Esiste una nuova legge israeliana in base alla quale ogni atto relazionale tra uomo e donna è da considerarsi coercitivo, e se i due lavorano nella stessa azienda, rappresenta sempre una molestia. In parole povere, non deve più esistere il corteggiamento, e neppure il sesso. Una coppia israeliana aveva avuto una lunga e tumultuosa relazione per alcuni anni; facevano l’amore dappertutto, dalla camera blindata dell’azienda fino alla sala dei computer, ma quando la relazione fu scoperta, la donna sporse denuncia per molestie e coercizione, uscendone con un bel risarcimento di qualche centinaia di migliaia di dollari. Un più recente e perfino migliore disegno di legge israeliano propone di multare i clienti delle prostitute con una somma forfettaria di diecimila dollari a favore della prostituta.
D’altronde, gli imitatori americani del modello israeliano non riescono a capire perché certe donne preferiscano dividere un uomo con altre donne, o perché alcuni uomini decidano di condividere una donna con altri, come l’Abbé Prevost scrisse di Manon Lescaut. Essi rovineranno per sempre le vostre vite, spingendovi verso la distopia di Huxley, in cui non c’è più distinzione tra i sessi.
Per quanto dolore suscitino la prigionia della Palestina, la devastazione dell’Iraq e le minacce all’Iran, io non posso fare a meno di provare dolore per voi, americani, che siete le prime vittime e i primi schiavi del Nuovo Ordine Mondiale che il vostro paese vuole imporre al resto del mondo. Siamo coinvolti insieme in questa lotta, abbiamo un nemico comune, e questo nemico non si trova in Corea del Nord, ma a Washington DC.
[1] I giudici che si sono occupati del caso di sequestro di persona in Texas e di altri casi simili, hanno addotto la circostanza che i bambini fossero tenuti lontano dalla TV come giustificazione per dare i bambini in affidamento.
[2] Tratto da Leggendo Douglas Adams a Yanoun






Ultimi commenti