SOLIDARIETA'

Questo è il post che ho inviato al blog di Tafanus a proposito di questo ignobile articolo, copiaincollato dal sito di Repubblica e arricchito di ingiurie, appena uscito sul suo blog. Ho già sospeso da qualche giorno la mia partecipazione al Network Progressista, su richiesta, prontamente accettata, dei suoi partecipanti e organizzatori. Colgo l’occasione per dichiarare a Paolo Munzi (ammesso che esista e che fosse davvero il titolare del blog oggetto del linciaggio mediatico di questi giorni) la mia piena e incondizionata solidarietà. La mia perplessità su certe posizioni espresse sul blog oscurato, a questo punto, non è più importante. Quando un blogger qualsiasi viene sottoposto ad un simile fuoco di fila di ingiurie, menzogne e diffamazioni, la solidarietà deve prevalere su tutto. Se il signor Paolo Munzi è qualcosa di più di un fantasma mediatico inventato da Repubblica per i suoi fini propagandistici e se lo desidera può postare, in qualsiasi momento, al mio indirizzo mail, un commento sull’accaduto e verrà prontamente pubblicato. Prometto che questa storia non finisce qui. Come dicevo a Tafanus nel congedarmi dal Network progressista: esiste un limite.
P.S.: Tafanus resta comunque nell’elenco dei “preferiti” e chiunque mi scriva chiedendomi il perché (Tafanus compreso) semplicemente non riceverà risposta. E’ così e basta.
Tafanus, leggendo questo articolo (e soprattutto il tuo commento in rosso) sono felice di essere uscito dal Network Progressista. Permettimi di dirti che l'articolo di Repubblica e il tuo commento sono ripugnanti, un disonore per l'informazione. Se le leggi avessero un senso sarebbe questo blog a subire una doppia querela. Sia perché non mi risulta che sia consentito dare liberamente e pubblicamente del "bastardo" a un cittadino (che tra l'altro non è accusato, per il momento, di nessun reato). Sia perché la storia della black list, come hanno fatto notare i siti di mezzo web e come ormai dovresti sapere, era una delle solite bufale di Repubblica. La cosiddetta "black list" era in rete da anni per volontà dei suoi stessi sottoscrittori (i quali, tra parentesi, non sono nemmeno tutti ebrei), era stata pubblicata perfino dal Corriere della Sera ed era in realtà una petizione contro il boicottaggio a Israele delle università inglesi. Puoi trovarla, se ti interessa, con tanto di appello dei sottoscrittori, all'indirizzo http://www.nostreradici.it/riprendiamo-appello.htm
A questo punto non credo più nemmeno che tu sia solo un ignorante in buona fede. Le smentite alla bufala di Repubblica sono state un'infinità (compresa quella sul mio blog) ma questo non ha impedito a te e a Repubblica di continuare il vostro linciaggio. A Paolo Munzi (chiunque egli sia e ammesso che abbia davvero qualcosa a che vedere con questa faccenda) andrà tutta la solidarietà mia e del mio blog. Faurisson e gli altri revisionisti ce l'hanno già da tempo.
Se ti venisse la curiosità di vedere come sono fatte delle liste di proscrizione (vere, stavolta) prova a farti un giro qui:
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2647¶metro=
Con disgusto
Gianluca Freda





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