Ciao sono Gianluca Freda
Vedi il mio profilo


Novembre 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Aggiungi al mio Dada

    Aggiungi al mio Dada

    Condividi i contenuti

    De.licio.us
    Archivio Novembre 2007

    ULTIMISSIME DALL'INQUISIZIONE EBRAICA

    di Gianluca Freda (11/11/2007 - 16:45)


    da L’Express France di giovedì 8 novembre 2007:

    Vincent Reynouard, 38 anni, è stato condannato giovedì dal tribunale di Saverne (Basso Reno) alla pena di un anno di prigione per aver contestato, nelle sue pubblicazioni, l’esistenza della Shoah.

    Vincent Reynouard, da anni insegnante di matematica, è stato condannato a un anno di carcere e a 10.000 euro di ammenda per negazione di crimini contro l’umanità, secondo quanto disposto dalla sentenza. E’ stato perseguito per aver diffuso in musei, movimenti d’iniziativa, comuni e aziende di diversi settori, un opuscolo di 16 pagine intitolato: “Holocauste? Ce qu'on vous cache” [“Olocausto? Quello che non sapete”, che si può leggere QUI, NdT]. In questo opuscolo, di cui ha riconosciuto di essere l’autore, Reynouard nega il genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, definendolo “propaganda”. Padre di famiglia di 38 anni, era stato licenziato nel 1997 dalla scuola pubblica per aver messo in ordinazione, presso il liceo di Honfleur dove insegnava, alcuni testi che rimettevano in discussione il massacro di Oradour-sur-Glane ad opera di una divisione SS del Reich. Aveva anche proposto ai suoi allievi un esercizio sulle statistiche di mortalità all’interno del campo di Auschwitz, basandosi su una pubblicazione revisionista. Vincent Reynouard risiede attualmente a Bruxelles, dove anima diversi siti internet revisionisti, stando alla Licra (Lega Internazionale Contro il Razzismo e l’Antisemitismo) che si è costituita parte civile. “E’ una condanna esemplare”, ha detto il presidente della Licra, Raphaël Nisand, che ha definito Reynouard “uno dei capi del negazionismo francese”. La Licra ha ottenuto 3.000 euro di danni e interessi.

     

    VINCENT REYNOUARD: ARRESTATO,
    MALTRATTATO E MINACCIATO
    DI CARCERAZIONE

    di Robert Faurisson
    tratto dal sito dell’Adelaide Institute
    Traduzione di Gianluca Freda
     

    Ieri, lunedì 19 settembre 2005, alle 9.30 del mattino, tre poliziotti belgi in uniforme si sono presentati presso l’abitazione di Vincent Reynouard a Bruxelles.

    Hanno rotto i sigilli che erano stati apposti sulla porta del suo studio la settimana scorsa e hanno sequestrato tutte le pubblicazioni destinate alla distribuzione, mettendole in 13 o 14 scatole.

    Poi hanno portato Vincent Reynouard in un luogo dove gli hanno posto con educazione alcune domande. Gli hanno preso le impronte digitali. Dopo un attesa di tre ore in una cella di tribunale, dove gli erano stati fatti togliere i lacci delle scarpe e la cintura e dove, in compagnia di un arabo molto agitato, poteva udire rumori, strilli e urla incessanti, è stato ammanettato e scortato nell’ufficio di un magistrato esaminatore.

    Il magistrato era una donna sui quarant’anni di nome Anne Gruwez. Arrogante (“qui comando io”), incurante di celare la propria ostilità e di tormentare in continuazione l’accusato (“Parli più forte”, “Parli più piano”, “Si sieda composto”...), questa signora teneva un ritratto di Dreyfus appeso al muro dell’ufficio.

    Con l’odio negli occhi, ha interrogato a lungo Vincent Reynouard, poi gli ha detto che lo avrebbero messo in libertà provvisoria a cinque condizioni.

    E cioè:

    1) Che cessasse ogni attività revisionista;

    2) Che si astenesse dal tenere qualunque conferenza;

    3) Che si sottoponesse ad esame psichiatrico;

    4) Che facesse di tutto per trovarsi un lavoro;

    5) Che si rendesse reperibile ai futuri interrogatori.

    Alle 6.45 del pomeriggio, a Vincent Reynouard sono stati restituiti i lacci delle scarpe, la cintura e tutto il suo patrimonio, ammontante a €2.46.

    Dopo la prima visita della polizia, avvenuta una settimana fa, la signora Reynouard, che è in attesa del suo sesto figlio, aveva avuto alcuni problemi di salute. (Contrariamente a quanto avevo scritto nei miei articoli precedenti, la coppia ha già cinque bambini, non quattro).

    Sconvolta per la seconda irruzione della polizia e preoccupata all’idea che il marito potesse finire in prigione e di ritrovarsi sola coi bambini, i suoi problemi si sono ripresentati.

    Chiunque conosca Vincent Reynouard sa bene che persona gentile egli sia. Gli stessi poliziotti non hanno negato di conoscere bene la sua gentilezza. La donna che lo ha interrogato non può non averlo notato. E’ dunque ancor più imperdonabile il trattamento che gli ha riservato.

    Ricordo ai lettori l’indirizzo di Vincent Reynouard:

    Vincent Reynouard
    107, Chausée de Vleurgat
    B-1000 Brussels,

    Belgio 

    Vota questo post