IL GRANDE DRAGO ROSSO

L’IMPERIALISMO DEL CAPITALE EBRAICO
di Henry Makow
dal sito www.savethemales.ca
Traduzione di Gianluca Freda
Un libro pubblicato nel 1889, The Red Dragon [il drago rosso] di L. P. Woolfolk, mi fa pensare che l’imperialismo britannico (e americano) sia stato originato dalla necessità di alcuni banchieri (per la maggior parte) ebraici e dei loro soci Gentili di trasformare il denaro da essi creato dal nulla (grazie al controllo del credito) in ricchezza reale (vale a dire: di impossessarsi del mondo).
Il libro conferma la mia affermazione secondo la quale “Il ‘complotto’ ebraico è l’imperialismo britannico” (maggio 2004).
Quando questi banchieri ottennero, nel 1694, il monopolio del credito, si trasformarono in un mostro che oggi ha preso in ostaggio l’intera umanità. Il cartello bancario con base a Londra ha letteralmente ingurgitato il pianeta e non sarà soddisfatto finché non riuscirà a possedere tutto e ad asservire il genere umano, spiritualmente e mentalmente, se non anche fisicamente. Questo, in sintesi, è il Nuovo Ordine Mondiale.
L’ultima spallata fu opera di un uomo di punta dei Rothschild, Cecil Rhodes, che nel 1891 iniziò ad “assorbire la ricchezza del mondo” e ad “assumere il governo del mondo intero”.
Un’indagine delle Nazioni Unite rivela che il 2% della popolazione mondiale possiede il 50% delle ricchezze, mentre metà della popolazione mondiale possiede a stento l’1% della ricchezza. Inutile dire che quel 2% più ricco è rappresentato in gran parte dai banchieri con sede a Londra e dai loro associati.
Oggi l’imperialismo britannico, americano e sionista persegue l’obiettivo dei banchieri: “governare il mondo” attraverso la distruzione della religione, delle nazioni, della razza e della famiglia. Questo imperialismo non esprime affatto gli interessi del popolo inglese, americano o ebraico.
IL DRAGO ROSSO
L. B. Woolfolk era un predicatore battista americano che aveva indagato sulle macchinazioni del cartello bancario londinese nei tre decenni seguiti alla Guerra Civile. Aveva trovato conferma alle sue teorie grazie ad alcune visite a Londra e a contatti con membri di questo cartello. Egli afferma che il “Grande Drago Rosso” è il simbolo del “potere monetario degli ebrei londinesi”.
Nel suo libro egli descrive in che modo questo cartello abbia comprato l’intera economia americana attraverso degli intermediari e sia riuscito ad assumerne il controllo, molto prima dell’approvazione del Federal Reserve Act nel 1913.
Già nel 1864, quasi 150 anni fa, Woolfolk sosteneva che la ricchezza del mondo fosse concentrata nelle mani di questo cartello bancario.
“L’Imperialismo del Capitale a cui mi riferisco è un nodo di capitalisti – quasi tutti ebrei – che ha stabilito la propria sede centrale nel quartiere degli affari londinese, Threadneedle Street, Lombard e altre strade nelle vicinanze, dove i banchieri hanno la propria residenza. Questi capitalisti ebrei sono riusciti a concentrare nelle proprie mani tutta l’industria e il commercio della Terra. Sono creditori di quasi tutti i debiti del mondo – i debiti di nazioni, stati, contee, municipi, corporazioni e singoli individui – il cui ammontare è stimato, nel totale, a settantacinque miliardi di dollari, sui quali ricevono annualmente circa quattro miliardi di dollari d’interesse. Possiedono le manifatture, i trasporti e il commercio dell’intera Gran Bretagna e la maggior parte delle manifatture, dei trasporti e dei commerci del resto del mondo. Hanno conquistato il controllo dell’industria e del commercio di tutta
Woolfolk fa risalire le origini di questo cartello alla creazione della Compagnia delle Indie britannica nella prima metà del diciottesimo secolo.
“Nel 1764
Con l’invenzione del motore a vapore nel 1775, solo i capitalisti della Compagnia delle Indie britannica possedevano i mezzi per trarre profitto dalla rivoluzione industriale. Misero in piedi centinaia di compagnie d’affari – fabbriche di ogni tipo, aziende minerarie che estraevano ferro e carbone, industrie navali, ferroviarie, immobiliari – che dovevano servire a celare la proprietà e la vera fonte degli investimenti.
“Durante le crisi commerciali, spesso originate e sempre manipolate da loro, essi riuscivano sistematicamente a distruggere le compagnie rivali e poi ad acquistarle, derubando e saccheggiando gli azionisti di minoranza; finché, a un certo punto, questi capitalisti organizzati ebbero nelle proprie mani, a prezzo irrisorio, tutto o la gran parte del capitale delle varie compagnie manifatturiere, mercantili e dei trasporti che era stato generato con l’industria del vapore. Ridussero a scienza e a sistema l’arte di schiacciare le compagnie rivali e di tagliar fuori gli azionisti di minoranza”.
Woolfolk è convinto che i Rothschild non agirono da soli ma in rappresentanza di un’organizzazione di banchieri ebrei.
“L’ascesa della casa dei Rothschild va ricordata come la prima grande aggregazione degli ebrei in una struttura organizzata, allo scopo di intervenire su un enorme territorio d’affari attraverso l’unificazione dei loro capitali. I Rothschild divennero i capi dei Sovrani Monetari Ebrei e da allora sono sempre stati a capo degli ebrei, agendo come una struttura organizzata. Quel casato è probabilmente a capo del Potere Monetario Ebraico del mondo intero. L’entità di questo Potere Monetario è semplicemente incalcolabile. Non può ammontare a meno di 160,000,000,000 di dollari. Probabilmente si avvicina ai duecento miliardi... Il Potere Monetario possiede ormai così tanto denaro che non sa più dove investirlo. Se raddoppierà ancora avrà pressappoco il valore di tutte le proprietà esistenti sulla Terra. All’inizio di questa ascesa, un raddoppiamento del capitale significava 100,000,000 di dollari. Oggi un raddoppiamento di questo capitale ammonterebbe a 400,000,000,000 di dollari. e tutte le proprietà esistenti al mondo hanno un valore inferiore a 600,000,000,000 di dollari”.
Secondo Woolfolk, i Rockefeller e molti grandi industriali e finanzieri americani erano agenti del Potere Monetario londinese.
Questo cartello dei cartelli tenne in riga la classe imprenditoriale inventandosi lo spettro del comunismo:
“La loro politica è quella di fomentare la paura del comunismo e del socialismo in tutte le grandi città; così che gli uomini d’affari, sentendosi antagonisti di queste idee, si schiereranno dalla parte del Potere Monetario. E’ significativo che i principali propugnatori del socialismo siano ebrei, i quali agiscono probabilmente da agenti del Potere Monetario che tiene accese queste agitazioni per i propri scopi... Fa tutto parte della consumata abilità di questi Signori del Denaro”.
CONCLUSIONE
Il Drago Rosso è un essenziale promemoria del fatto che, già 150 anni fa, ricchezza e potere erano concentrate in relativamente poche mani. Ne consegue che la storia moderna rispecchia le macchinazioni segrete di questo Potere Monetario per promuovere il proprio “governo del mondo”.
Oggi abbiamo le prove che esiste un’unica mano a guidare tutte le grandi multinazionali. Ad esempio, tutte cantano lo stesso rosario sulla diversità e il femminismo. Tutti i presidenti americani sono uomini di punta di questo cartello di banchieri. I loro esecutivi sono composti da persone scelte tra le fila dei funzionari controllati dai Rockefeller. I presidenti che osano sfidare il Potere Monetario vengono eliminati (i più recenti sono stati JFK e Nixon). Tutti i candidati alla presidenza sostengono Israele, che è stato creato dal cartello bancario per essere la capitale del loro governo mondiale.
Il problema è essenzialmente politico ed economico: l’eccessiva concentrazione di potere e ricchezza in poche mani. Tratterò in futuro del fatto che molte di queste mani appartengono ad ebrei. Ho sempre pensato che questo cartello fosse spinto soprattutto dal desiderio di consolidare la propria posizione, ma ora inizio ad accettare il fatto che nel loro disegno l’eresia sabbatiana ebraica sia un fattore determinante. Chiunque sia in grado di creare qualcosa dal nulla pensa di essere Dio.
Il problema fatale è nato dal fatto che le altre nazioni del mondo non hanno avuto l’intelligenza, la forza o il coraggio di creare da sole la propria moneta. Un problema che tuttora persiste.
Alla fine il buon senso prevarrà: non in quanto buon senso, ma perché la continua violazione del buon senso porta inevitabilmente al collasso.





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