...MAZZA, CHE FIFA!
Se la stanno facendo addosso. Da quando Grillo ha deciso di trasformare i suoi Meet Up in liste elettorali, i sovrani dell’ancien regime non si sentono più tanto al sicuro. Sanno bene cosa vorrebbe dire l’ingresso di un movimento di questa portata, nato e cresciuto su internet, nella competizione politica. Perfino i brogli elettorali spudorati, con cui hanno tenuto in vita negli ultimi decenni quella pagliacciata che chiamano democrazia e dalla quale siamo stritolati, potrebbero non essere più sufficienti a scongiurare la loro dipartita. Chi volete che voti per un rappresentante qualsiasi di quest’orda di vampiri quando si può scegliere un movimento nuovo e pulito che gode – finalmente – del supporto mediatico adeguato per promuovere se stesso e le proprie iniziative? Un supporto mediatico anch’esso nuovo e indipendente, che offre spazi d’informazione profonda e vera contro l’elemosina miserabile di menzogne di partito elargita dalle Tv e dai giornali di regime.
Non è un caso che i primi ad essere allarmati dalla prospettiva siano i maggiordomi dei media: i Battista (nomen omen), i ferrara, i curzimaltesi, gli scalfari in malafede che fingono di scambiare per “anarco-individualismo” (sic) il desiderio di venir fuori dalla fogna d’immoralità in cui stiamo annegando; e già che ci sono lanciano una sputacchiata random anche a Di Pietro, che ha la colpa gravissima di essere rimasto l’unico politico tutto d’un pezzo nella liquefazione generale dell’etica pubblica. Brillano comunque, per insulsaggine e violenza (che sono quasi sempre la stessa cosa) le dichiarazioni terroriste (qui il termine non stona) di Mauro Mazza, direttore della rassegna di canzonette, pinzillacchere e varia umanità che si fa pomposamente chiamare “Tg2”. “Cosa accadrebbe”, filosofeggia il Mazza, “se un mattino, un brutto mattino, qualcuno, ascoltati quegli insulti, quelle male parole contro Tizio o contro Caio, premesse un grilletto all'improvviso?".
A questo terribile quesito, gentile Mazza, se posto in questi termini, possiamo solo rispondere: dipende. Ci servono più dati, che le chiediamo, se le è possibile, di fornirci al più presto. Vorremmo sapere esattamente, prima di darle una risposta: chi è che premerebbe il grilletto? E soprattutto, contro chi?
DE AETERNITATE

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai partito.
Il mio viaggiare è stato tutto
un restare qua,
dove non fui mai.
(Giorgio Caproni)
Siccome sono tirchio e non butto mai via niente, ripubblico qui una mia replica ad un utente di ComeDonChisciotte, in relazione all’articolo di James Higgo pubblicato l’altro giorno, riguardante la prospettiva sulla morte offerta dagli studi di meccanica quantistica.
L’utente che si firma “amicod” scrive:
... la meccanica quantistica (MQ) è semplicemente un sistema per decodificare i calcoli di meccanica classica... è stata intrapresa e sostenuta dagli americani per depistare i tedeschi nella seconda guerra mondiale... risultò molto utile durante la guerra fredda... ma non a livello commerciale visto che giapponesi prima ed ora koreani, cinesi ed indiani sono più propensi ad smontare e copiare e riprodurre...
ciao - amicod
* * *
Scusa, amicod, ma non condivido neppure una parola di ciò che dici.
Un'ultima notazione: 2500 anni fa il filosofo Parmenide aveva intuito per via filosofica ciò che oggi Hawking, Tegmark, Stapp e compagnia cercano di esprimere in equazioni matematiche. Il pensiero di Parmenide viene riassunto nella celebre formuletta: "L'essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere", che professori e studenti ripetono nei licei come uno scioglilingua, senza capirne il senso. Parmenide stava dicendo che nell'universo esiste solo ed esclusivamente coscienza (o ossevazione cosciente). Il contrario della coscienza, cioè la non-coscienza (quindi la morte) non è provato, non esiste e non può esistere. Senza il malefico influsso del cristianesimo, che non solo ha rispolverato – per ovvii motivi di controllo politico - l’assurda paura di una morte che non esiste, ma ha pure spacciato la morte per un "luogo", con i suoi processi sommari, i suoi limbi, i suoi paradisi e i suoi inferni, oggi non avremmo dimenticato quella lezione e avremmo le idee un po' più chiare. Forse la scienza - e
(Gianluca Freda)





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