...E PURE IL TEATRO!

TEATRI NEI CAMPI
dal sito www.air-photo.com
Traduzione di Gianluca Freda
Sopra: manifesti di programmi teatrali disegnati a mano dai detenuti nel campo [di Auschwitz] nel 1943, con l’immagine di una sala da concerti e di un palcoscenico interno, insieme ai cartelloni pubblicitari dell’opera di Strauss “Die Fledermaus” (Il Pipistrello) e di un programma di “Musica di Mozart”. Nella lista degli strumenti è compreso un pianoforte.
Molti dei grandi campi di concentramento tedeschi avevano sale da concerto dove i detenuti organizzavano regolarmente, ogni sabato sera, recite teatrali, opere e spettacoli danzanti ai quali assistevano migliaia dei loro compagni di detenzione. Questi concerti erano molto invidiati dagli abitanti dei villaggi vicini ai campi, che non avevano gli strumenti né le sale per l’organizzazione di simili spettacoli. A volte gli abitanti dei villaggi vicini venivano invitati ad assistere agli spettacoli insieme ai detenuti.
(I programmi sono in esposizione presso il campo di Mauthausen)

I detenuti organizzavano ogni settimana spettacoli di musica, canto e produzioni teatrali a cui partecipavano, il sabato e la domenica, i detenuti di tutti i campi della zona di Auschwitz. I detenuti entravano dalla porta visibile nella foto, mentre i lavoratori e le famiglie degli altri campi, insieme agli abitanti dei villaggi, entravano dalla porta principale sull’altro lato dell’edificio. Erano necessarie fino a 8 repliche al giorno per permettere a tutti di assistere agli spettacoli. L’unica sala più ampia si trovava presso la chiesa cattolica della città di Oswiecim,

Non si conosce l’esistenza di fotografie delle produzioni teatrali di Auschwitz, ma esistono foto dei gruppi teatrali degli altri campi. La didascalia di questa foto dice: “Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1941, gli artisti del Gruppo Culturale Ebraico lavorarono singolarmente in diversi campi, in recite collettive e cori. Questa è una produzione del 1943 presso il campo di Westerbork; qui l’attrice Camilla Spira recitò in molti spettacoli”.






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