IL REICH PROSSIMO VENTURO

IL PERICOLO DELLA LEGGE MARZIALE E’ REALE
di Dave Lindorff
da www.commondreams.org
traduzione di Gianluca Freda
L’imminente collasso dell’esercito americano in Iraq, che un gran numero di ufficiali ed ex ufficiali, compreso l’ex Segretario di Stato Colin Powell, hanno previsto, non avverrà troppo presto, e questa potrebbe essere l’unica speranza di impedire un colpo di Stato militare qui in patria.
Da quel che si vede, il regime Bush/Cheney ha lavorato assiduamente per preparare la strada ad una presa di potere dei militari, tanto che a questo punto manca soltanto un pretesto perché possa essere attivata la sospensione del Governo Costituzionale. Ciò è stato fatto con l’attivo supporto dei Democratici al Congresso, benché la parte più importante del lavoro sia stata svolta dall’ultimo Congresso a guida repubblicana.
Il primo passo, ovviamente, fu l’Autorizzazione all’Uso della Forza Militare, approvata nel settembre 2001, di cui il Presidente si è in seguito servito per affermare “impropriamente” – ma che importa? – che il mondo intero, Stati Uniti compresi, è un campo di battaglia nella cosiddetta “Guerra al Terrorismo” e per dotarsi di poteri esecutivi extracostituzionali che gli consentono di ignorare le leggi approvate dal Congresso. Come esperto della Costituzione ed ex funzionario del Dipartimento di Giustizia nell’era Reagan, Bruce Fein fa notare che l’affermazione secondo la quale gli stessi Stati Uniti sarebbero da considerare un campo di battaglia è sufficiente a consentire all’attuale o a un futuro presidente di proclamare la legge marziale, dato che è sempre possibile proclamare la legge marziale su un campo di battaglia. Tutto ciò che serve è un pretesto, per esempio un nuovo attacco terroristico all’interno degli Stati Uniti.
Un’altra iniziativa che abbiamo visto sorgere rapidamente è stata la creazione di un “governo nel governo”, attraverso l’attivazione, dopo l’11 settembre, del cosiddetto “Protocollo di Continuità Governativa”, che ha visto spostare in segreto alcuni capi delle agenzie federali in un bunker sotterraneo dove, lavorando sotto la direzione del vice-presidente Dick Cheney, il governo potrà funzionare, durante i mesi critici, fuori dalla visuale dell’opinione pubblica e del Congresso.
E’ stato sempre nel corso del primo anno dopo l’11 settembre che il regime Bush/Cheney ha iniziato il suo programma di arresti e detenzione senza accuse (in gran parte contro residenti stranieri, ma anche contro cittadini americani) e di rapimenti e torture in un sistema di prigioni-gulag situate oltreoceano e nella base navale di Guantanamo Bay.
L’anno seguente il Ministro della Giustizia John Ashcroft iniziò a creare un enorme network di spionaggio contro decine di milioni di cittadini, denominato Operazione TIPS. Questo programma, che ebbe l’appoggio di alcuni importanti esponenti del Partito Democratico (in particolare del Sen. Joe Lieberman) fu bloccato dal Congresso quando alcuni rappresentanti di primo piano dei conservatori si resero conto delle dimensioni della cosa, ma l’idea è sopravvissuta, pur priva di nome, e pare che sia attualmente in fase d’espansione.
Nel frattempo, lo scorso ottobre, Bush e Cheney, aiutati dalla complicità del Congresso, hanno introdotto alcuni nuovi elementi essenziali per il colpo di stato militare. E’ stato ribaltato il vecchio Posse Comitatus Act del 1878, che limitava l’uso della forza militare attiva all’interno degli Stati Uniti alle sole funzioni di polizia, ed è stato revisionato l’Insurrection Act, in modo da garantire al presidente il potere di assumere il controllo di unità della Guardia Nazionale all’interno dei 50 stati anche contro il parere dei governatori locali.
A questo si aggiunga la realizzazione in gran segreto – grazie ad un finanziamento di 385 milioni di dollari fornito dal Corpo degli Ingegneri dell’Esercito Americano alla KBR Inc., consociata della Halliburton – di una catena di campi di detenzione capaci di contenere fino a 400.000 persone e la recente notizia secondo la quale il Pentagono sarebbe in possesso di un documento, datato 1 giugno 2007 e classificato Top Secret, che afferma l’esistenza di una crescente “insurrezione” all’interno degli USA e che pianifica una campagna di controinsurrezione contro il dissenso fondata sulla legge marziale, e si avranno tutti gli ingredienti necessari per una deriva degli Stati Uniti verso la dittatura militare.
Mentre proseguiamo la nostra vita quotidiana – il nostro shopping, i nostri film d’evasione e perfino le nostre proteste e la nostra attività politica – dobbiamo essere consapevoli che esiste il rischio concreto di veder esplodere tutto questo da un momento all’altro e di ritrovarci ad affrontare militari armati e in uniforme alla nostra porta.
Bruce Fein non è un allarmista. Dice che non prevede che la legge marziale arrivi domani mattina. Ma è anche realista. Afferma: “Questa cosa se ne sta lì come un’arma carica pronta ad esplodere. Io credo che il rischio della legge marziale sia improbabile in questo momento, ma nel momento stesso in cui dovesse esserci un attacco terroristico, esso diventerà reale. E resterà con noi anche dopo che Bush e Cheney se ne saranno andati, perché il terrorismo resta con noi per sempre”. (E’ significativo che Hillary Clinton, candidata alla presidenza per i Democratici, abbia chiesto la revoca dell’Autorizzazione all’Uso della Forza Militare contro l’Iraq del 2002, ma non dell’AUFM del 2001, con cui Bush si è proclamato comandante in capo di una guerra al terrorismo infinita e senza confini).
In effetti, la revisione dell’Insurrection Act (10. USC 331-335) approvata dal Congresso e trasformata in legge da Bush lo scorso ottobre, afferma testualmente che il presidente può reclutare
Il senatore Patrick Leahy, capo della Commissione Giustizia al Senato, ha aggiunto un emendamento alla prossima legge di bilancio della Difesa che dovrebbe ripristinare la vecchia versione dell’Insurrection Act, una mossa appoggiata dai governatori di tutti i 50 stati. Ma Fein afferma che questo non risolverà il problema finché Bush continua a considerare gli Stati Uniti come un campo di battaglia. Del resto, un assistente dello stesso Leahy sostiene che Bush potrebbe firmare la legge di bilancio ella Difesa e poi utilizzare una dichiarazione firmata a parte per invalidare il ripristino dell’Insurrection Act.
Fein afferma che l’unica vera difesa contro l’incombente catastrofe della legge marziale sarebbe far votare al Congresso una risoluzione in cui si afferma che non esiste nessuna “Guerra al Terrorismo”. Ma dice anche che al Congresso sono così codardi che non faranno mai una cosa simile.
Ciò ci lascia alla mercè dei militari.
Se verrà loro ordinato di rivolgere i propri fucili e le proprie baionette contro i loro compatrioti americani, i nostri “eroi” seguiranno le loro coscienze e il loro giuramento di “sostenere e difendere”
Bisogna considerare che le unità della Guardia Nazionale e dei Riservisti sono spesso alla loro terza, a volte quarta, assegnazione in Iraq e sono furibondi per l’abuso subìto. Bisogna anche tener conto che i militari in servizio attivo stanno rifiutando in massa di arruolarsi nuovamente, specialmente gli ufficiali di medio livello.
Se dobbiamo andare verso la legge marziale, meglio che ciò avvenga in presenza di un esercito ridotto in pezzi. Forse, se sarà abbastanza a pezzi, l’amministrazione potrebbe perfino aver paura a sperimentare l’idea.






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