PICNIC COL CAZZONE

RACCONTATE UNA BUGIA ABBASTANZA SPESSO E PRIMA O POI QUALCUNO CI CREDERA’
di Curt Maynard
dal blog Politically Correct Apostate
Traduzione di Gianluca Freda
Beh, non vi dico quanto mi sono rotolato in terra dalle risate, mi fanno ancora male i fianchi. Questo sondaggio è forse la cosa più ridicola che abbia mai letto su AOL, un servizio che supera se stesso giorno dopo giorno nel pubblicare notizie ridicole.
Immagino che secondo loro io dovrei credere che al 37% degli intervistati da AOL piacerebbe trascorrere il Memorial Day [festa americana che si tiene nell’ultimo lunedì di maggio per commemorare i caduti di guerra, NdT] facendo un picnic con il sinistro Rudy Giuliani? Ma per favore. Un recente sondaggio della MSNBC mostra chiaramente che un’ampia maggioranza di coloro che hanno assistito alla spenta performance di Giuliani, durante il dibattito gli hanno riconosciuto soltanto il titolo di interlocutore più evasivo nel rispondere alle domande e con le risposte “più recitate”.
Per quanto riguarda la maggioranza di Democratici che preferirebbe fare il picnic con Barack Obama, qui devo stare attento a non dire cose ovvie, perché gli americani odiano ascoltare la verità, odiano anche solo prenderla in considerazione; eppure non posso non menzionare il fatto che Obama, per quanto sia il negro più chiaro che i sionisti siano riusciti a reperire, è pur sempre un negro e – che piaccia o no – la maggioranza degli americani, che sono bianchi, non voterebbero mai per un negro nel segreto della cabina elettorale. Il Partito Democratico lo sa bene, il che dovrebbe spingere ogni democratico sano di mente a chiedersi: “Perché il mio partito sta appoggiando un perdente?”.
Ciò non vuol dire che Obama non sappia grondare dell’appropriata retorica, il che oggi significa semplicemente che egli appoggia attivamente Israele e non esita a dichiararlo.
Curt, ma perché non dovremmo prendere sul serio un sondaggio di AOL? Cari ragazzi, la verità è che Yahoo, AOL, Netscape e MSN non hanno interesse di nessun tipo a diffondere informazione, non sono altro che la versione internet di tabloid come il National Enquirer, con un programma filoisraeliano e filosionista. Andate su una qualsiasi delle pagine citate e passate un paio di minuti a guardare cosa vi viene propinato come “notizie”. Ad esempio oggi, 28 maggio 2007, ore 11.33 del mattino, la grande notizia di MSN per il Memorial Day è un titolo che recita “Taglio/Messinpiega”, spiegando alle donne “quanto sia importante trovare il giusto taglio di capelli per il vostro viso”. Il titolo di AOL per il Memorial Day è “Cosa sareste disposti a fare per denaro?”, “Sareste disposti ad avere un flirt con il vostro capo per fare carriera?”. Netscape non è meglio, anzi, io credo che Netscape sia in assoluto la peggior fonte di informazione esistente su internet. Penso non sia altro che il più bieco strumento di ingegneria sociale del web, controllate la homepage se non ci credete. Oggi la loro grande notizia era “Lindsay Lohan posa per un servizio sexy”. Non c’è bisogno che vi parli del resto, vero? E Yahoo, il sito più visitato del mondo, si concentra solo sulle notizie che non contano niente. Oggi il loro titolo era “Reinventare la ruota” e mostrava un breve filmato in cui due acrobati si univano in una ruota umana. Carino, ma inutile, soprattutto considerando che gli Stati Uniti si stanno dirigendo a tutto vapore verso uno Stato di Polizia guidato da un George Bush compromesso e corrotto, tenuto in pugno da un merdoso paesotto del Medio Oriente conosciuto come Israele. Svegliatevi gente, siamo nella cacca fino al collo e voi giocate ai videogames!
Tornando al summenzionato sondaggio della AOL secondo il quale la maggioranza della gente vorrebbe fare un picnic con Rudy Giuliani o Barack Obama, esso è una falsità, una menzogna totale. Non esiste un sondaggio regolare (questa è la parola chiave, “regolare”) che dimostri una cosa del genere. AOL può postare queste idiozie e chiamarle notizie perché AOL lo vuole, tutto qui. Credete che AOL pubblicherebbe una ritrattazione se si scoprisse che aveva torto? Col cavolo, si limiterebbe a ignorare la cosa e se proprio volesse levarsi dai piedi le opinioni critiche non dovrebbe fare altro che rimuoverle dal suo motore di ricerca.
Considerate ciò che AOL non dice riguardo alla sua indagine. “Il rilevamento telefonico su 1.166 persone scelte a caso è stato condotto dal 25 aprile al 1° maggio e ha un margine di errore di tre punti percentuali”. Non viene detto che questo errore percentuale si applica solo al gruppo campione su cui è stata svolta l’indagine. In altre parole, se il sondaggio è stato fatto scegliendo il campione fra gli abitanti di New York, sarà dura applicare quei risultati alla gente che vive al di fuori di quel bastione del sionismo e del pensiero liberale, cioè nel mondo reale. Si dimenticano anche di dire che il nome di Ron Paul NON è stato incluso tra le possibili scelte del sondaggio, il che lo rende ancor meno credibile.
Per farla breve, sia voi che io non possiamo più permetterci di credere a qualunque cosa i media sionisti dicano su qualsiasi argomento. I media “mainstream” non esistono allo scopo di informarvi, esistono in quanto strumento di ingegneria sociale sionista studiato per manipolare e persuadere. Spegnete la vostra televisione e venite nella blogosfera.
STALIN, QUESTO SCONOSCIUTO...

Mi scrive Alberto L.:
Caro Freda, vedo fra i tuoi link preferiti quello del Partito Marxista-Leninista, che è apertamente stalinista. Hai letto per caso “Stalin, un altro punto di vista” di Ludo Martens? E’ un testo molto interessante e fuori dal coro: l’autore confuta molte calunnie rivolte contro Stalin, che ritiene essere l’autentico prosecutore dell’opera di Lenin. E’ una lettura che mi ha molto colpito. In ogni caso, mi piacerebbe conoscere in sintesi il tuo giudizio di comunista sulla figura di Stalin. Grazie e complimenti per il tuo coraggioso blog.
Ciao Alberto,
La mia simpatia per i ragazzi del PMLI deriva da ragioni umane e affettive più che da una condivisione del loro punto di vista politico. Alle manifestazioni sindacali mi rifugio sempre nel loro gruppo. Sono i più allegri e fracassoni, completamente diversi dalle moltitudini di cislini e cigiellini flagellanti che sfilano in tetro silenzio verso il palco dei comizi. Per un po’ di tempo comprai il loro giornale di partito, Il bolscevico, che comunque la si pensi sui contenuti politici resta un ottimo strumento di controinformazione. Nel periodo in cui lo compravo venne pubblicata una serie di articoli intitolati: “Stalin, la vita e l’opera”. Non posso dire che mi abbiano convinto del tutto, anche se non sarei affatto stupito se sui “crimini” di Stalin la propaganda americana avesse innestato le stesse distorsioni, esagerazioni e falsità che ho dovuto scoprire, con esponenziale sbigottimento, leggendo le pubblicazioni revisioniste sul nazismo. Purtroppo non so molto sull’argomento, anche perché per il momento al “revisionismo staliniano” mancano storici della serietà, della preparazione e della testardaggine di uno Zundel, di un Rudolf, di un Rassinier, di un Faurisson.
Comunque il libro di Ludo Martens Stalin. Un altro punto di vista può essere letto, in inglese, alla pagina http://www.plp.org/books/Stalin/book.html . Ho iniziato a dargli un’occhiata ed è in effetti molto interessante. Ne riporto qui sotto un passaggio (la traduzione è mia). Qualunque sia la verità, un po’ di opinioni fuori dal coro non possono fare male.
Ciao e grazie per la segnalazione.
* * * * * *
di Ludo Martens
dal libro Stalin. Un altro punto di vista, prefaz. di A. Chiaia, Zambon Editore, € 19.80
Le menzogne relative alla collettivizzazione sono sempre state, per la borghesia, un’arma poderosa nella guerra psicologica contro l’Unione Sovietica. Qui analizzeremo lo sviluppo di una delle menzogne più note, quella del presunto olocausto perpetrato da Stalin contro il popolo ucraino. Questa bugia, brillantemente elaborata, fu creata da Hitler. Nel suo Mein Kampf del 1926 Hitler aveva già affermato che considerava l’Ucraina come parte del “lebensraum” germanico. La campagna orchestrata dai nazisti nel 1934-35 sul “genocidio” bolscevico in Ucraina servì da preparazione psicologica alla già pianificata “liberazione” dell’Ucraina. Vedremo come questa menzogna sia sopravvissuta ai suoi creatori nazisti per diventare un’arma nelle mani degli Stati Uniti. Ecco come nacque la fandonia dei “milioni di vittime” dello stalinismo.
Il 18 febbraio 1935 il gruppo Hearst iniziò a pubblicare negli Stati Uniti una serie di articoli di Thomas Walker. (Hearst era un potentissimo magnate della stampa americana e simpatizzante del nazismo). Grande viaggiatore e giornalista, Walker – si diceva – aveva girato l’Unione Sovietica in lungo e largo per diversi anni. Il 25 febbraio un titolo del Chicago American recitava: “Sei milioni di morti per la carestia in Unione Sovietica [chissà perché sempre sei milioni?, NdT]. Sequestrati i raccolti, i contadini e i loro animali muoiono di fame”. A metà della pagina un altro titolo diceva: “Un giornalista rischia la vita per scattare le fotografie che mostrano gli effetti della carestia”. E in fondo alla pagina: “Carestia… Un crimine contro l’Umanità”. (Douglas Tottle, Fraud, Famine and Fascism: The Ukrainian Genocide Myth from Hitler to Harvard,
All’epoca, Louis Fischer lavorava a Mosca per il giornale americano The Nation. Questo scoop di un collega completamente sconosciuto lo riempì di curiosità. Fece delle ricerche e condivise le sue scoperte con i lettori del suo giornale:
“Il signor Walker, ci informano, è ``arrivato in Russia la scorsa primavera'', cioè nella primavera del
“Ho consultato le autorità sovietiche, che ricevono informazioni ufficiali da Mosca. Thomas Walker è stato in Unione Sovietica una sola volta. Ha ottenuto un visto di transito dal console sovietico a Londra il 29 settembre 1934. E’ arrivato in URSS dalla Polonia, in treno, fermandosi a Negoreloye il 12 ottobre 1934 (non nella primavera del 1934, come egli afferma). Il 13 è arrivato a Mosca. E’ rimasto a Mosca da sabato
Fischer aveva un amico, Lindsay Parrott, anche lui americano, che era stato in Ucraina all’inizio del 1934. Egli non aveva rilevato nessuna traccia della carestia di cui parlavano i giornali di Hearst. Al contrario, nel 1933 i raccolti erano stati abbondanti. Fischer concludeva:
“Il gruppo Hearst e i nazisti stanno iniziando a lavorare di comune accordo, in modo sempre più stretto. Ma non ho fatto notare che i giornali di Hearst hanno pubblicato anche i resoconti di Parrott relativi alla prosperità nell’Ucraina Sovietica. Il sig. Parrott è corrispondente da Mosca dello stesso gruppo Hearst”. (The Nation 140 (36), 13 Marzo 1935, citato da Tottle, op. cit., p. 8).
Sotto la foto di una bambina e di un ragazzo “simile a una rana”, Walker commentava:
SPAVENTOSO – Sotto Kharkov (sic), in una tipica baracca di contadini, pavimento lurido, tetto di paglia e una panca come arredamento, c’erano una ragazza magrissima e il suo fratellino di due anni e mezzo (foto in alto). Il bambino strisciava sul pavimento come una rana e il suo povero corpicino era così devastato dalla mancanza di nutrimento da non sembrare più quello di un essere umano. (Tottle, op. cit., p. 9).
Douglas Tottle, giornalista e sindacalista canadese, trovò la stessa fotografia del bambino “simile a una rana”, datata [da Walker] primavera
Povero Walker: il suo reportage era falso, le sue fotografie erano false, perfino il suo nome era fittizio. Il suo vero nome era Robert Green. Era fuggito da una prigione di stato del Colorado dopo aver scontato due anni di carcere su una condanna a otto anni di reclusione. Dopodichè era andato a fare il suo falso reportage in Unione Sovietica. Quando tornò negli Stati Uniti fu arrestato e ammise, di fronte al tribunale, di non aver mai messo piede in Ucraina.
Il multimilionario William Randolph Hearst incontrò Hitler alla fine dell’estate 1934 e concluse un accordo in virtù del quale
Altri articoli sulla carestia sarebbero comparsi in seguito sui giornali di Hearst. Ad esempio quando Fred Beal iniziò a scrivervi. Operaio americano condannato a vent’anni di carcere per aver partecipato a uno sciopero, questi era fuggito in Unione Sovietica nel 1930 e aveva lavorato per due anni in una fabbrica di trattori a Kharkov. Nel 1933 pubblicò un opuscolo intitolato Foreign workers in a Soviet Tractor Plant (Lavoratori stranieri in una fabbrica di trattori sovietica), in cui venivano descritti con favore gli sforzi del popolo sovietico. Alla fine del 1933 tornò negli USA, dove lo aspettavano la disoccupazione e il carcere. Nel 1934 iniziò a scrivere sulla carestia in Ucraina e all’improvviso la sua condanna venne drasticamente ridotta. Quando le sue “testimonianze” vennero pubblicate da Hearst nel 1935, J. Wolynec, un altro operaio americano che aveva lavorato per cinque anni nella stessa fabbrica a Kharkov, evidenziò le bugie che erano presenti nel testo. Benché Beal affermasse di aver ascoltato molte conversazioni, Wolynec fece notare che Beal non parlava né il russo né l’ucraino. Nel 1948 Beal offrì i propri servigi all’estrema destra, come testimone contro i comunisti, di fronte alla Commissione McCarthy. (Ibid., pp.19-21).
IL FILIBUSTIERE DEI DUE MONDI

dal sito www.csssstrinakria.org
Cronologia moderna delle azioni mafiose
27 marzo 1848 - Nasce
11 maggio 1860 - Con la protezione delle navi inglesi Intrepid e H.M.S. Argus, Garibaldi sbarca a Marsala. Scrive il memorialista garibaldino Giuseppe Bandi: I mille vengono accolti dai marsalesi come cani in chiesa! La prima azione mafiosa è contro la cassa comunale di Marsala. Il tesoriere dei mille, Ippolito Nievo lamenta che si trovarono pochi spiccioli di rame. I siciliani allora erano meno fessi! E' interessante la nota di Garibaldi sull'arruolamento: "Francesco Crispi arruola chiunque: ladri, assassini, e criminali di ogni sorta".
15 maggio 1860 - Battaglia di Calatafimi. Passata alla storia come una grande battaglia, fu invece una modesta scaramuccia, si contarono 127 morti e 111 furono messi fuori combattimento. I Borboni con minor perdite disertano il campo. Con un esercito di 25.000 uomini e notevole artiglieria, i Borboni inviano contro Garibaldi soltanto 2.500 uomini.
E' degno di nota che il generale borbonico Landi, fu comprato dagli inglesi con titoli di credito falsi e che l'esercito borbonico ebbe l'ordine di non combattere. Le vittorie di Garibaldi sono tutte una montatura.
27 maggio 1860 - Garibaldi entra a Palermo da vincitore!...ateo, massone, mangiapreti, celebra con fasto la festa di santa Rosalia.
30 maggio 1860 - Garibaldi dà carta bianca alle bande garibaldine; i villaggi sono saccheggiati ed incendiati; i garibaldini uccidevano anche per un grappolo d'uva. Nino Bixio uccide un contadino reo di aver preso le scarpe ad un cadavere. Per incutere timore, le bande garibaldine, torturano e fucilano gli eroici siciliani.
31 maggio 1860 - Il popolo catanese scaccia per sempre i borboni. In quell'occasione brillò, per un atto di impavido coraggio, la siciliana Giuseppina Bolognani di Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Issò sopra un carro un cannone strappato ai borboni e attese la carica avversaria; al momento opportuno, l'avversario a due passi, diede fuoco alle polveri; il nemico, decimato, si diede alla fuga disordinata. Si guadagnò il soprannome Peppa 'a cannunera (Peppa la cannoniera) e la medaglia di bronzo al valor militare.
2 giugno 1860 - Con un decreto, Garibaldi assegna le terre demaniali ai contadini; molti abboccano alla promessa. Intanto nell'Isola divampava impetuosa la rivoluzione che vedeva ancora una volta il Popolo Siciliano vittorioso. Fu lo stesso popolo che unito e compatto costrinse i borbonici alla ritirata verso Milazzo.
17 luglio 1860 - Battaglia di Milazzo. Il governo piemontese invia il Generale Medici con 21.000 uomini bene armati a bordo di 34 navi. La montatura garibaldina ha fine. I contadini siciliani si ribellano, vogliono la terra promessagli. Garibaldi, rivelandosi servo degli inglesi e degli agrari, invia loro Nino Bixio.
10 agosto 1860 - Da un bordello di Corleone, Nino Bixio ordina il massacro di stampo mafioso di Bronte. Vengono fucilati l'avvocato Nicolò Lombardo e tre contadini, tra i quali un minorato! L'Italia mostra il suo vero volto.
21 ottobre 1860 - Plebiscito di annessione della Sicilia al Piemonte. I voti si depositano in due urne: una per il "Sì" e l'altra per il "No". Intimorendo, come abitudine mafiosa, ruffiani, sbirri e garibaldini controllano come si vota. Su una popolazione di 2.400.000 abitanti, votarono solo 432.720 cittadini (il 18%). Si ebbero 432.053 "Sì" e 667 "No". Giuseppe Mazzini e Massimo D'Azeglio furono disgustati dalla modalità del plebiscito.Lo stesso ministro Eliot, ambasciatore inglese a Napoli, dovette scrivere testualmente nel rapporto al suo Governo che: "Moltissimi vogliono l'autonomia, nessuno l'annessione; ma i pochi che votano sono costretti a votare per questa". E un altro ministro inglese, Lord John Russel, mandò un dispaccio a Londra, cosí concepito: "I voti del suffragio in questi regni non hanno il minimo valore".
1861 - L'Italia impone enormi tasse e l'obbligo del servizio militare, ma per chi ha soldi e paga, niente soldato. Intanto i militari italiani, da mafiosi, compiono atrocità e massacri in tutta l'Isola. Il sarto Antonio Cappello, sordomuto, viene torturato a morte perchè ritenuto un simulatore, il suo aguzzino, il colonnello medico Restelli, riceverà la croce dei "S.S. Maurizio e Lazzaro".
Napoleone III scrive a Vittorio Emanuele: "I Borboni non commisero in cento anni, gli orrori e gli errori che hanno commesso gli agenti di Sua Maestà in un anno”.
1863 - Primi moti rivoluzionari antitaliani di pura marca indipendentista. Il governo piemontese instaura il primo stato d'assedio. Viene inviato Bolis per massacrare i patrioti siciliani. Si prepara un'altra azione mafiosa contro i Siciliani.
8 maggio 1863 - Lord Henry Lennox denuncia alla camera dei Lords le infamie italiane e ricorda che non Garibaldi ma l'Inghilterra ha fatto l'unità d'Italia.
15 agosto 1863 - Secondo stato d'assedio. Si instaura il terrore. I Siciliani si rifiutano di indossare la divisa italiana; fu una vera caccia all'uomo, le famiglie dei renitenti furono torturate, fucilate e molti furono bruciati vivi. Guidava l'operazione criminale e mafiosa il piemontese Generale Giuseppe Govone. (Nella pacifica cittadina di Alba, in piazza Savona, nell'aprile 2004 è stato inaugurato un monumento equestre a questo assassino. Ignoriamo per quali meriti.)
1866 - In Sicilia muoiono 52.990 persone a causa del colera. Ancora oggi, per tradizione orale, c'è la certezza che a spargervi il colera nell'Isola siano state persone legate al Governo italiano. Intanto tra tumulti, persecuzioni, stati d'assedio, terrore, colera ecc.
1868 - Giuseppe Garibaldi scrive ad Adelaide Cairoli:"Non rifarei la via del Sud, temendo di essere preso a sassate!". Nessuna delle promesse che aveva fatto al Sud (come quella del suo decreto emesso in Sicilia il 2 giugno 1860, che assegnava le terre comunali ai contadini combattenti), era stata mantenuta.
1871 - Il Governo, con un patto scellerato, fortifica la mafia con l'effettiva connivenza della polizia. Il coraggioso magistrato Diego Tajani dimostrò e smascherò questa alleanza tra mafia e polizia di stato e spiccò un mandato di cattura contro il questore di Palermo Giuseppe Albanese e mise sotto inchiesta il prefetto, l'ex garibaldino Gen. Medici. Ma il Governo italiano, con fare mafioso si schiera contro il magistrato costringendolo a dimettersi.
1892 - Si formano i "Fasci dei Lavoratori Siciliani". L'organizzazione era pacifica ed aveva gli ideali del popolo, risolvere i problemi siciliani. Chiedeva, l'organizzazione dei Fasci la partizione delle terre demaniali o incolte, la diminuzione dei tassi di consumo regionale ecc.
4 gennaio 1894 - La risposta mafiosa dello stato italiano non si fa attendere: STATO D'ASSEDIO. Francesco Crispi, presidente del Consiglio, manda in Sicilia 40.000 soldati al comando del criminale Generale Morra di Lavriano, per distruggere l'avanzata impetuosa dei Fasci. All'eroe della resistenza catanese Giuseppe De Felice vengono inflitti 18 anni di carcere; fu poi amnistiato nel 1896, ricevendo accoglienze trionfali nell'Isola.
Note mie:
Sono molti i paesi del mondo che dedicano vie, piazze e strade a lestofanti e assassini. Ma pochi di questi paesi hanno fatto di un pirata macellaio addirittura il proprio eroe nazionale. Il 27 luglio 1995 il giornale spagnolo El Pais, giustamente indignato per l’apologia di Garibaldi fatta dall’allora presidente Scalfaro nel corso di una visita in Spagna, così gli rispose a pag. 6:
“Il presidente d'Italia è stato nostro illustre visitante...... Disgraziatamente, in un momento della sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott. Scalfaro che il suo compatriota [Garibaldi] non ha lottato per la libertà di queste nazioni come egli afferma. Piuttosto il contrario".
Il 13 settembre 1860, mentre l'unificazione italiana era in pieno svolgimento, il giornale torinese Piemonte riportava il seguente articolo (1):
«Le imprese di Garibaldi nelle Due Sicilie parvero sinora così strane che i suoi ammiratori han potuto chiamarle prodigiose. Un pugno di giovani guidati da un audacissimo sconfigge eserciti, piglia d'assalto le città in poche settimane, si fa padrone di un reame di nove milioni di abitanti. E ciò senza navigli e senz'armi... Altro che Veni, Vedi, Vici! Non havvi Cesare che tenga a petto di Garibaldi. I miracoli però non li ha fatti lui ma il generale Nunziante e li altri ufficiali dell'esercito che, con infinito onore dell'armata napoletana, disertarono la loro bandiera per correre sotto quella del nemico; i miracoli li ha fatti il Conte di Siracusa colla sua onorevolissima lettera al nipote; li ha fatti
(1) Tratto dal libro: Contro Garibaldi – Appunti per demolire il mito di un nemico del sud di Gennaro De Crescenzo (grazie al blog di Rocco Biondi).






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