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    DALLA TERRA ALLA LUNA

    di Gianluca Freda (26/05/2007 - 06:12)



    Scrive il simpatico Alessandro Ceratti sul blog di Claudio Sabelli Fioretti:

    La nostra società, nel lodevole tentativo di garantire la massima libertà di espressione, si trova poi in forte difficoltà dinnanzi a coloro che sostengono delle incredibili stronzate. Il problema della libertà che diventa abuso non è certo nuovo, ma per quanto riguarda l'incapacità della nostra società di mettere definitivamente da parte le tesi assolutamente inconsistenti siamo arrivati a dei livelli allarmanti. Freda sul nostro blog periodicamente ci affligge con le sue tesi negazioniste dell'Olocausto, con la teoria del complotto delle Twin Tower e con la negazione delle veridicità dello sbarco dell'uomo sulla luna. Leggo sul corriere di oggi che i creazionisti americani sono  sempre più numerosi e aggressivi. Noi italiani abbiamo dovuto sopportare e patire pesantissime conseguenze in seguito alla teoria del complotto dei giudici contro Berlusconi. In tutti questi casi delle evidenze piuttosto abbaglianti ci avrebbero dovuto aiutare a considerare simili tesi per quello che sono: delle boiate pazzesche; e invece ci troviamo a parlarne sempre più spesso ed anzi, l'ultima boiata citata è forse quella più universalmente riconosciuta in Italia. Io vi domando, quali provvedimenti occorre prendere?

                                                                                            *   *   *

    Questa sì che è una calunnia bella e buona. Io sostenere che l’uomo non abbia mai messo piede sulla luna? Ma al contrario, gentile Ceratti. Sono anzi convintissimo – e l’ho detto molte volte – che a partire da quel fatidico giorno del 1969 la luna abbia iniziato a essere densamente popolata di esseri umani. Oggi l’80% della nostra specie vive lassù, in quel felice satellite oltre le nuvole, alcuni in piccoli appartamenti di periferia, altri in lussuose dimore dalle mirabili rifiniture. E a nessuno, proprio a nessuno, manca il necessario per la sopravvivenza in quel luogo inospitale: un apparecchio televisivo e qualche giornale di regime.

    A giudicare dal suo post, lei deve avere acquistato una villa di almeno trenta stanze, con piscina coperta, idromassaggio e sauna interna in pieno Mare Tranquillitatis. Infatti, solo in un luogo così felicemente lontano dalle brutture del nostro pianeta è possibile scrivere una frase come “la nostra società, nel lodevole tentativo di garantire la massima libertà di espressione…”. Qui sulla vecchia Terra le cose vanno un po’ diversamente. Il livello di libertà di espressione garantito dalla nostra lodevole società lo abbiamo visto in occasione della visita di un anziano professore francese (un certo Faurisson, che lei vivendo lassù non può aver sentito nominare) ad una Università italiana: linciaggio preventivo a mezzo stampa, boicottaggio da parte delle autorità locali, chiusura dell’ateneo in cui l’arzillo cattedratico avrebbe dovuto parlare, squadracce di giudei picchiatori fatti venire da Roma a completare l’opera, poliziotti che allontanano gli aggrediti e lasciano liberi gli aggressori, il tutto tra gli urrà e le felicitazioni del nostro lodevolissimo governo.

    Lei si chiede, con comprensibile preoccupazione, “quali provvedimenti occorre prendere” contro chi si ostina ad “affliggerla” con tesi che lei si guarda bene non dico dall’esaminare nel dettaglio, ma anche solo dall’approfondire con media diligenza. Risposta: nessun provvedimento. Come vede, sono tutti già stati presi. Può dormire tranquillo. Può continuare serenamente a rispondere con tonnellate di chiacchiere a studiosi che si sforzano da anni di raccogliere dati, documenti, testimonianze, cifre e a ritenere che le sue chiacchiere siano degne di essere poste sullo stesso piano. I malvagi eversori che vorrebbero costringerla a ragionare e a informarsi prima di aprire il becco su questioni di cui non sa niente sono già stati neutralizzati. La sua casetta selenita è al sicuro da chi avrebbe voluto smantellarla con la rude violenza dei fatti. Almeno per il momento.

    Purtroppo, un grosso pericolo incombe sulla futura stabilità della sua dimora lunare. Questo pericolo si chiama internet. Si tratta di un sistema di diffusione e scambio delle informazioni che abbiamo sviluppato da poco qui sulla Terra. Per adesso ci limitiamo ad utilizzarlo per chiacchierare a distanza e scambiarci musica digitale, ma in futuro esso potrebbe rappresentare un pericolo mortale per la vostra società extraterrestre. Esso, infatti, si sta rapidamente sostituendo alle strutture che sono indispensabili alla vostra sopravvivenza lassù, cioè a TV e giornali. Gli edifici dell’immaginario imposti monodirezionalmente da questi vostri apparecchi sono in via di rapida obsolescenza e stanno per essere sostituiti da un sistema in cui i mattoni dell’informazione non vengono forniti da un potere centrale, ma raccolti da una pluralità di fonti, confrontati, verificati. In futuro, per sostenere che una cosa è una “stronzata”, potrebbe non essere più sufficiente limitarsi ad affermarlo, come lei fa oggi, contando sull’appoggio dei lapidatori mediatici e degli squadristi giudei. Bisognerà dimostrarlo. Occorreranno argomenti. Si dovrà studiare. Questa rischia di essere la fine della vostra felice comunità lunare, a meno che non prendiate rapidi provvedimenti. Mi dia retta: internet va distrutto o le conseguenze, per voi, saranno catastrofiche.

    Una volta scomparsa l’autorità dei media che oggi garantiscono la vostra pigra sopravvivenza lassù, sarete perduti. Inizierete a chiedervi se sia possibile che un grattacielo crolli spontaneamente su se stesso in meno di nove secondi senza che i piani inferiori offrano la minima resistenza alla caduta di quelli superiori. Inizierete a pensare che se gli unici studi mai compiuti sulle camere a gas naziste sono stati eseguiti da storici “negazionisti”, è probabile che costoro siano più informati sull’argomento rispetto a chi ne afferma la realtà storica senza aver mai compiuto la minima ricerca. Potreste scoprire che se il creazionismo è una cazzata, anche le teorie di Darwin fanno più acqua di uno scolapasta sfondato. Potreste voler provare a salire su un trabiccolo come questo per vedere se è davvero possibile utilizzarlo per andare e venire dal vostro quartiere. Potreste perfino iniziare a realizzare che, se Berlusconi è e resta un farabutto, forse la “teoria del complotto” dei giudici non è poi così campata in aria; e che la società italiana ha sì subìto (e continua a subire) “pesantissime conseguenze”, ma a partire dal momento in cui una classe politica, marcia e corrotta finché si vuole, ma con un suo grado di autonomia e indipendenza, è stata spazzata via e sostituita da un potere economico centrale globale altrettanto marcio e corrotto, ma per di più del tutto inconsapevole e incurante delle problematiche locali.   

    Tutte queste cose le so perché fino a non molti anni fa vivevo anch’io nel vostro quartiere, e guardate oggi internet come mi ha ridotto. Questa presa di coscienza va evitata a costo della vita. Internet deve essere fermato, se volete continuare a vivere in Tranquillità nel vostro Mare di cartapesta. Lei, Ceratti, deve impedire che “la libertà divenga abuso” e l’unico modo per farlo è eliminare la libertà, lasciando che l’abuso prevalga. Non c’è altro sistema. Deve farlo, ora. Sarà un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per le televendite. Armi la sua mano di abbaglianti evidenze e che Dio sia con lei.     

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