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    Archivio Maggio 2007

    ATTENTI AL CONTO CORRENTE!!

    by Gianluca Freda (20/05/2007 - 14:06)


    Caro Bersani ci hai veramente aiutato
    di Avv. Domenico Di Pasquale
    tratto da www.etleboro.com
     

    È da qualche tempo ormai, che il ministro Bersani ci ha abituato all’idea che il suo decreto e le sue cosiddette “liberalizzazioni”, siano necessarie e indispensabili alla realizzazione di un rilancio economico e sociale del nostro paese. Citando quanto riportato dal decreto, si apprende quanto al ministro stia a cuore lo sviluppo, la crescita, la promozione della concorrenza e della competitività. Basta quindi, con la disoccupazione, con l’inefficienza dei servizi, con lo scarso rendimento della produttività, ma, soprattutto, basta con i raggiri, i soprusi e le ingiustizie, a danno dei cittadini. Allora, c’è da chiedersi, con queste iniziative e questi propositi, a chi non verrebbe voglia di inserire quest’uomo nel quadro di famiglia o addirittura di farlo diventare uno di noi; un uomo a cui il nostro benessere sta così a cuore. A questo proposito vogliamo rivelarvi una cosa: ci ha già pensato lui! E non solo! Con il Decreto Legge n. 223 del 2006, poi rivisto e convertito nella L. 248/06, di sua elaborazione e che porta, appunto il suo nome, infatti, conosce i nostri segreti più intimi come ad esempio la gestione dei nostri risparmi e perfino il nostro numero di conto corrente. Da buon padre di famiglia, sa quando sbagliamo e quali esemplari punizioni infliggerci aiutandoci nella gestione dei nostri “sudatissimi” guadagni.

    Invitiamo, d’ora in poi, chi ha avuto la pazienza finora di leggere, di uscire da questo sogno per piombare nella realtà. Una realtà che vede, la misura adottata dal decreto Bersani, mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Infatti, già in alcune province italiane, lo Stato si è fatto sentire attraverso società private autorizzate ad avviare pignoramenti dei conti correnti dei cittadini. Il Fisco ha libero accesso all’anagrafe dei conto correnti, senza alcun controllo dell’autorità giudiziaria, intimando la banca di pagare direttamente l’esattore senza la presenza e, soprattutto, la garanzia del Giudice dell’Esecuzione, come di regola avviene negli altri pignoramenti. Questa normativa viola tutti quelli che sono diritti costituzionali fondamentali a cui nessun contribuente può rinunciare: il diritto alla privacy, il diritto a rendere la prova contraria, trattandosi di “presunti debiti”, il diritto alla difesa visto che non c’è alcun controllo di tutti quei requisiti affinché un debito possa essere riscosso (pignorabilità del bene, sussistenza del credito, regolarità delle notifiche etc.), né possibilità di difesa durante l’accertamento, né dopo che l’esproprio del conto è stato effettuato.

    C’è da pensare che con la L. 212 del 2000 è entrato, in vigore, il c.d. Statuto dei diritti del contribuente, che prometteva numerose garanzie e che rivedeva, in parte, alcune norme del DPR 600/73 in tema di accesso ai conti correnti, solo sulla carta però! Infatti, questo c.d. Statuto è stato più volte rivisto e beffeggiato da numerose altre leggi che, implicitamente, hanno abrogato alcuni articoli in esso contenuti. Infatti, è solo una legge ordinaria e non Costituzionale!!

    Accedendo, grazie al D.L. 223/06, lo Stato Italiano entra, una volta scaduto il termine di 60 giorni per pagare l’importo contestato nella Cartella di Pagamento, attraverso gli Enti concessionari della riscossione, silenziosamente, nei conti correnti dei malcapitati, sottraendogli l’importo che risulta capiente.

    Solo nella città di Livorno saranno notificati in questi prossimi giorni, oltre 120 cartelle di pagamento.

    Considerando che il Concessionario del servizio di riscossione dei tributi è un Ente privato, sembra, di colpo, essere tornati indietro nel tempo, privando il contribuente della più esile garanzia che la legge gli concede: il diritto soggettivo.

    Si pensi, tra l’altro, che i Concessionari del servizio di riscossione hanno emesso in questi ultimi anni, ed attualmente nella sola Provincia di Roma, numerose Cartelle c.d. pazze. Quindi, è da domandarsi come mai un diritto come quello di proprietà del denaro, scaturente dalla redazione di un contratto di conto corrente, debba essere calpestato, violando palesemente i più elementari diritti costituzionali, dall’art. 97 Cost., della riservatezza a finire a quello della difesa di cui all’art. 24 Cost., anche sulla base di macroscopici errori della P.A.

    Si finirà, ancora una volta, per ingolfare ancor di più la lenta macchina della Giustizia, con numerosi ricorsi a pioggia e richieste di rimborso alle rispettive Agenzie locali delle Entrate.

    Caro Bersani ci hai veramente aiutato ….

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    UNA TESTIMONIANZA SUI FATTI DI TERAMO

    by Gianluca Freda (20/05/2007 - 01:09)



    Mail del professor Enrico Galoppini a ComeDonChisciotte ed altri:

    Ricevo da un amico ed inoltro:

    «Da testimone dei fatti di Teramo posso riferire quanto accaduto oggi, 18 maggio 2007.

    Devo dire che non ho mai visto scene simili che per alcuni versi ricordavano guerriglia urbana stile anni '70.

    Erano poco prima delle 13:00, nella piazza principale di Teramo, appena terminata la conferenza stampa di Moffa e Faurisson quando nel giro di pochi minuti si e' passati dalla tranquillita' al caos completo.

    All'improvviso sbucano fuori dalla piccola folla di giornalisti due o tre energumeni, vere facce da galera, che aggredendo e spintonando i passanti urlavano il nome di Faurisson ed una serie di insulti che non sto qui a ripetervi.

    Appena puntata la preda si avventano sul professore ottantenne con intenti omicidi e non certo semplicemente di "protesta", al che Moffa prontamente si interpone e fa scudo a Faurisson con il suo corpo ricevendo in cambio qualche spintone e un colpo di striscio di avambraccio al volto. Solo dopo l'avvenuta aggressione interviene la polizia (alcuni agenti in borghese) a trattenere i facinorosi, che urlavano di essere "figli di ebrei deportati" o qualcosa del genere, mentre intimava a noi di allontanarci. Non e' vero che la polizia ci ha protetto, anzi e' sembrata soltanto infastidita da dei "negazionisti" rompipalle che sembravano soltanto portare guai in citta'.

    Tanto e' vero che ci ha lasciati del tutto soli nel tragitto dal luogo dell'aggressione al ristorante dove abbiamo trovato momentaneamente riparo e ristoro. Nel frattempo in piazza scoppiavano tafferugli e scontri con decine di questi barbari che sbucavano da ogni angolo con il solo intento di creare il caos e di cercare di raggiungerci per farci la pelle. Un poliziotto ci avverte che tali individui venuti appositamente da Roma sono cira 500 e che la situazione e' fuori controllo.

    Nel frattempo noi non avevamo fatto in tempo a sederci al tavolo, che arriva un poliziotto ad intimarci di andare via al piu' presto dalla citta' perche' non riuscivano a tenere a freno i facinorosi e per evitare ulteriori danni a cose o persone. Arriva inoltre l'ordine del questore di divieto su tutto il territorio della provincia di Teramo di tenere la conferenza di Faurisson, sia in luoghi pubblici che privati, per motivi di ordine pubblico. Siamo quindi stati letteralmente buttati in macchina e scortati fino ai confini provinciali.

    Tutto questo e' avvenuto nel giro di un paio d'ore, con una velocita' e una tempistica tale che non puo' certamente essere frutto del caso. La polizia di certo non ha tutelato l'ordine pubblico, anzi sembra che la sua unica funzione fosse quella di vietare la conferenza "per motivi di ordine pubblco" e di cacciarci da Teramo. Se la polizia ci avesse voluto "aiutare" avrebbe potuto permettere di svolgere la conferenza in un luogo chiuso sorvegliandone l'ingresso per evitare incidenti. Ecco perche' il motivo dell' "ordine pubblico" appare come una squallida scusa, tanto piu' che un episodio del genere era assolutamente prevedibile. Ce la siamo cavata da soli e se non ci fosse stato l'intervento eroico di Moffa e nostro a difesa di Faurisson a quest'ora l'indifeso professore ottantenne sarebbe in ospedale o probabilmente all'obitorio.

    In tutto questo ne "compagni" ne "camerati" si sono visti a darci una mano, complimenti al menefreghismo totale.

    Mi ha colpito una delle ultime frasi di Faurisson, prima di lasciarci, ha, sorridendo, esclamato "vive l'Italie!", se non altro e' riuscito a parlare per circa 40 minuti con la stampa, mentre in Francia, data la situazione attuale, non avrebbe potuto nemmeno aprire la bocca prima di essere linciato».

    Firmato: un anonimo testimone dei fatti

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