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    Archivio Maggio 2007

    GLI OLOCAUSTI VERI NON FANNO NOTIZIA

    di Gianluca Freda (31/05/2007 - 20:36)



    SOTTO I VOSTRI OCCHI

    di Maurizio Blondet
    dal sito www.effedieffe.com
     

    PALESTINA - Sparano, uccidono, massacrano da giorni e da notti.
    Khalil al-Haja, membro del consiglio legislativo palestinese e leader di Hamas, è salvo: ma i missili israeliani che lo avevano preso di mira nella sua casa gli hanno ucciso la moglie e i figli.
    Nella devastazione missilistica, insieme a molti edifici pubblici e case private, è morto Sameh Firwana, all’apparenza uno degli organizzatori dei lanci di razzi Kassam.
    Il peggio viene la notte.
    Prima dell’alba, con il favore delle tenebre, mentre la gente cade nel sonno perché sono cessati i rombi degli elicotteri e le raffiche di mitragliatrice, accade che i cingolati e i soldati del glorioso Tsahal occupino villaggi e prendano gente dalle case, casa per casa.
    E’ così che hanno sequestrato Nasser Addin Ash-Shaer, ministro della Pubblica Istruzione palestinese, l’ex ministro dei Lavori Pubblici Abdur-Rahman Zeidan, oltre a 33 deputati e sindaci eletti, politici e attivisti di Hamas.
    Abbattono le porte a calci e portano via uomini e mariti, che spariscono nella «detenzione amministrativa», senza accuse e senza difesa.
    Giorno e notte, notte e giorno.
    Da settimane.
    Da mesi.
    Provate a immaginarvi nei loro panni.

    Ascoltate quel che scrive Hiyam Noir, che abita lì.
    «Nella striscia di Gaza sei fortunato se riesci a strappare pochi minuti di sonno, sonno vero e profondo, di cui hai estremo bisogno. Qui tutti soffriamo di depressione e fatichiamo a dormire, anche i bambini si svegliano e restano non riposati, spesso soffrono di insonnia cronica.
    Appena ti addormenti, vieni svegliato di colpo dalle esplosioni di armi pesanti e dal cigolante, terrificante rumore di un elicottero Apache che ha superato lo spazio aerei e galleggia spaventoso sul tetto di casa tua. Ti svegli di colpo e nulla è cambiato per il meglio, ogni giorno, ogni notte, ogni mattina. Ti svegli nella stessa vita rovinata, senza una sola illusione rimasta. Di nuovo privato di coraggio e di forza, sfinito da tutta l’ansia e da tutto il disgusto che sul tuo popolo impone un alieno irrazionale, predatore, malvagio.
    I sionisti israeliani stanno violando e terrorizzando ogni minuto della tua vita. Invadono e violano anche i tuoi sogni. Ti senti costantemente stanco, di una stanchezza estrema, esausto e depresso, svuotato di ogni energia mentale e fisica. Ma in ogni caso, sei programmato dalla routine; hai esperienza, personale e di lunga durata, del terrorismo israeliano, del suo modus agendi. Fatto stupefacente, torni alla vita con ancor più determinazione, senti che non ti lascerai spezzare: non abbandonerai loro ciò che possiedi e nemmeno il tuo autocontrollo».

    Succede da notti e da giorni.
    E negli ultimi giorni con più intensità e ferocia, perché la belva ha fretta di rubare altre terre, di ridurre i palestinesi ad una polvere di individui impazziti, così che possa dire: non c’è più un popolo con cui trattare, solo bestie ferite e suicide.
    «Israele s’è arrogata il diritto di uccidere e distruggere qualunque cosa, e di prender di mira ogni palestinese, sia uomo, donna o bambino», ha detto Mustafa Barghouti, il ministro dell’Informazione palestinese.
    «Israele ha raggiunto un grado d’arroganza senza precedenti quando la sua armata ha annunciato che, nelle incursioni di Gaza il sabato, ha ucciso solo tre civili palestinesi, così sottintendendo che tre innocenti civili non sono importanti. Almeno è l’ammissione da parte dell’esercito israeliano che ha commesso il crimine di uccidere civili palestinesi».

    Ha chiesto, Bargouti, l’intervento della comunità internazionale per fermare i rapimenti, le devastazioni e le incursioni con «effetti collaterali» in corso.
    Ha detto: queste uccisioni e devastazioni possono continuare a causa «del silenzio del mondo di fronte ai crimini commessi dagli israeliani».
    Il silenzio del mondo.
    Avete taciuto di fronte ai lager nazisti.
    Ci ammazzavano, e voi facevate finta di non vedere.
    I tedeschi normali, alla fine, si sono giustificati: non sapevamo, non potevamo immaginare.
    Ipocriti!
    Tutti complici di Hitler!
    Tutti suoi volontari carnefici!
    Oggi, oggi mentre voi siete vivi, la cosa si ripete.
    Oggi tacete di fronte allo sterminio, intollerabilmente prolungato, che avviene «oggi» sotto i vostri occhi, di voi viventi in questa generazione.
    Quante volte avete promesso di «vigilare»?
    Quante volte avete detto «mai più»?
    Quante volte avete promesso: se ritorna Hitler, stavolta, saremo pronti e ci leveremo come un sol uomo, fermeremo il genocidio?
    Ebbene: il genocidio è in corso.
    Sparano su povera gente chiusa in un lager, la bombardano, devastano i loro tetti, galleggiano coi loro elicotteri corazzati su un popolo che vive già in prigionia: qualcosa che nemmeno Hitler ha mai fatto.
    E’ gente che non mangia abbastanza da un anno, da quando anche l’Europa ha imposto le sanzioni perché i palestinesi hanno commesso la colpa collettiva di votare Hamas.
    Gente che non può raccogliere le sue arance e le sue olive; e se le raccoglie, non può venderle per campare.
    Perché il lager sionista ha questo di migliorato rispetto al lager di Hitler: che il mantenimento è a carico dei prigionieri.
    Non è il carcere che passa la sbobba, è il popolo detenuto che deve procurarsela a sua spese, come può.
    Lo fanno apposta, per non lasciarli dormire, perché vedano i loro figli ogni giorno più denutriti: per renderli pazzi e poter dire: come si fa a trattare con dei pazzi?
    Non c’ nessuno con cui negoziare.
    C’è gente che chiede il vostro aiuto.
    Povera gente umiliata senza fine, affamata, resa insonne.
    E voi?

    Voi onorate i persecutori, dite che sono loro le vittime.
    Le vittime eterne, innocenti per legge e per definizione.

    Lo fate come faceste con Hitler: silenzio davanti alla forza, paura di fronte all’arroganza invincibile, zitti e piegati di fronte alla menzogna.
    Peggio che sotto Hitler, perché qui dite di vivere in libertà.
    Vi giustificate: sono musulmani, dopotutto.
    «Terroristi».
    Non sono della nostra religione, non sono dei nostri, non sono uomini a pieno titolo, per difendere i cui diritti e la cui umanità valga un gesto di coraggio.
    Servi e carnefici anche voi, per viltà, di quella povera gente.
    Tacete pensando, come allora: lasciamoli fare, ad un certo punto si fermeranno.
    Gli basterà quella terra altrui, si contenteranno.
    Non vorranno mica conquistare il mondo intero.
    Mentre voi tacete e non vedete, in Libano un intero campo profughi è bombardato perché, dicono, c’è dentro Fatah al-Islam, un gruppo palestinese impazzito e collegato con Al Qaeda.
    Facile creare e manipolare gruppi impazziti fra gente che è stata fatta impazzire… ma intanto, quelli sono solo duecento.
    E Washington ha mandato al «Libano» del collaborazionista Siniora, 280 milioni di dollari in armamenti.
    Per battere 200 pazzi?
    No, non può essere.
    Il progetto è più vasto.
    Fare anche del Libano una polvere di individui resi folli, sub-umani, e impiantare nel mezzo di quella polvere residua di carne umana la grande base militare USA.
    A ridosso della Siria, la prossima vittima, il prossimo bersaglio.
    No, non si fermeranno, hanno già cominciato ad avanzare.
    Già davanti a loro si aprono abissi di distruzione, disgregazione di popoli interi, avvelenamenti di future generazioni da uranio impoverito, disordine, omicidi, aborti malformati.
    Gli effetti del male radicale, davanti ai vostri occhi chiusi.
    Credete che si fermeranno?
    Un giorno toccherà anche a voi.
    Sono già qui le loro quinte colonne.

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    PICNIC COL CAZZONE

    di Gianluca Freda (30/05/2007 - 23:29)



    RACCONTATE UNA BUGIA ABBASTANZA SPESSO E PRIMA O POI QUALCUNO CI CREDERA’
    di Curt Maynard
    dal blog Politically Correct Apostate
    Traduzione di Gianluca Freda

    Stamattina sono rotolato giù dal letto e ho controllato la mail. In questo giorno speciale, un anonimo individuo mi ha inviato il seguente link che mi ha portato a un sondaggio della AOL secondo il quale la maggioranza degli americani avrebbe scelto Rudolph Giuliani e Barack Obama come i due candidati presidenziali con i quali sarebbero più felici di andare a fare un picnic.

    Beh, non vi dico quanto mi sono rotolato in terra dalle risate, mi fanno ancora male i fianchi. Questo sondaggio è forse la cosa più ridicola che abbia mai letto su AOL, un servizio che supera se stesso giorno dopo giorno nel pubblicare notizie ridicole.

    Immagino che secondo loro io dovrei credere che al 37% degli intervistati da AOL  piacerebbe trascorrere il Memorial Day [festa americana che si tiene nell’ultimo lunedì di maggio per commemorare i caduti di guerra, NdT] facendo un picnic con il sinistro Rudy Giuliani? Ma per favore. Un recente sondaggio della MSNBC mostra chiaramente che un’ampia maggioranza di coloro che hanno assistito alla spenta performance di Giuliani, durante il dibattito gli hanno riconosciuto soltanto il titolo di interlocutore più evasivo nel rispondere alle domande e con le risposte “più recitate”.

    Non metterei in dubbio i risultati di un sondaggio in cui la maggioranza degli americani desiderasse fare un picnic con Ron Paul, ma Rudy Giuliani? Fa troppo ridere per prenderlo sul serio. L’uomo somiglia a un untuoso venditore di automobili usate, guardate le sue foto e poi ditemi se mi sbaglio. Davvero c’è qualcuno che si fida di questo tipo? All’inizio ho pensato che il sondaggio della AOL fosse uno scherzo, ma dopo accurata ispezione ho compreso che si trattava di un tipico pezzo della AOL, ingannevole e manipolatorio. Viene da chiedersi dove abbiano scelto il campione per il loro sondaggio, magari in un quartiere di ebrei ortodossi a New York?

    Per quanto riguarda la maggioranza di Democratici che preferirebbe fare il picnic con Barack Obama, qui devo stare attento a non dire cose ovvie, perché gli americani odiano ascoltare la verità, odiano anche solo prenderla in considerazione; eppure non posso non menzionare il fatto che Obama, per quanto sia il negro più chiaro che i sionisti siano riusciti a reperire, è pur sempre un negro e – che piaccia o no – la maggioranza degli americani, che sono bianchi, non voterebbero mai per un negro nel segreto della cabina elettorale. Il Partito Democratico lo sa bene, il che dovrebbe spingere ogni democratico sano di mente a chiedersi: “Perché il mio partito sta appoggiando un perdente?”.

    Ciò non vuol dire che Obama non sappia grondare dell’appropriata retorica, il che oggi significa semplicemente che egli appoggia attivamente Israele e non esita a dichiararlo.

    Curt, ma perché non dovremmo prendere sul serio un sondaggio di AOL? Cari ragazzi, la verità è che Yahoo, AOL, Netscape e MSN non hanno interesse di nessun tipo a diffondere informazione, non sono altro che la versione internet di tabloid come il National Enquirer, con un programma filoisraeliano e filosionista. Andate su una qualsiasi delle pagine citate e passate un paio di minuti a guardare cosa vi viene propinato come “notizie”. Ad esempio oggi, 28 maggio 2007, ore 11.33 del mattino, la grande notizia di MSN per il Memorial Day è un titolo che recita “Taglio/Messinpiega”, spiegando alle donne “quanto sia importante trovare il giusto taglio di capelli per il vostro viso”. Il titolo di AOL per il Memorial Day è “Cosa sareste disposti a fare per denaro?”, “Sareste disposti ad avere un flirt con il vostro capo per fare carriera?”. Netscape non è meglio, anzi, io credo che Netscape sia in assoluto la peggior fonte di informazione esistente su internet. Penso non sia altro che il più bieco strumento di ingegneria sociale del web, controllate la homepage se non ci credete. Oggi la loro grande notizia era “Lindsay Lohan posa per un servizio sexy”. Non c’è bisogno che vi parli del resto, vero? E Yahoo, il sito più visitato del mondo, si concentra solo sulle notizie che non contano niente. Oggi il loro titolo era “Reinventare la ruota” e mostrava un breve filmato in cui due acrobati si univano in una ruota umana. Carino, ma inutile, soprattutto considerando che gli Stati Uniti si stanno dirigendo a tutto vapore verso uno Stato di Polizia guidato da un George Bush compromesso e corrotto, tenuto in pugno da un merdoso paesotto del Medio Oriente conosciuto come Israele. Svegliatevi gente, siamo nella cacca fino al collo e voi giocate ai videogames!

    Tornando al summenzionato sondaggio della AOL secondo il quale la maggioranza della gente vorrebbe fare un picnic con Rudy Giuliani o Barack Obama, esso è una falsità, una menzogna totale. Non esiste un sondaggio regolare (questa è la parola chiave, “regolare”) che dimostri una cosa del genere. AOL può postare queste idiozie e chiamarle notizie perché AOL lo vuole, tutto qui. Credete che AOL pubblicherebbe una ritrattazione se si scoprisse che aveva torto? Col cavolo, si limiterebbe a ignorare la cosa e se proprio volesse levarsi dai piedi le opinioni critiche non dovrebbe fare altro che rimuoverle dal suo motore di ricerca.

    Considerate ciò che AOL non dice riguardo alla sua indagine. “Il rilevamento telefonico su 1.166 persone scelte a caso è stato condotto dal 25 aprile al 1° maggio e ha un margine di errore di tre punti percentuali”. Non viene detto che questo errore percentuale si applica solo al gruppo campione su cui è stata svolta l’indagine. In altre parole, se il sondaggio è stato fatto scegliendo il campione fra gli abitanti di New York, sarà dura applicare quei risultati alla gente che vive al di fuori di quel bastione del sionismo e del pensiero liberale, cioè nel mondo reale. Si dimenticano anche di dire che il nome di Ron Paul NON è stato incluso tra le possibili scelte del sondaggio, il che lo rende ancor meno credibile.

    Per farla breve, sia voi che io non possiamo più permetterci di credere a qualunque cosa i media sionisti dicano su qualsiasi argomento. I media “mainstream” non esistono allo scopo di informarvi, esistono in quanto strumento di ingegneria sociale sionista studiato per manipolare e persuadere. Spegnete la vostra televisione e venite nella blogosfera.

     

      

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    STALIN, QUESTO SCONOSCIUTO...

    di gianluca freda (30/05/2007 - 16:48)



    Mi scrive Alberto L.:

    Caro Freda, vedo fra i tuoi link preferiti quello del Partito Marxista-Leninista, che è apertamente stalinista. Hai letto per caso “Stalin, un altro punto di vista” di Ludo Martens? E’ un testo molto interessante e fuori dal coro: l’autore confuta molte calunnie rivolte contro Stalin, che ritiene essere l’autentico prosecutore dell’opera di Lenin. E’ una lettura che mi ha molto colpito. In ogni caso, mi piacerebbe conoscere in sintesi il tuo giudizio di comunista sulla figura di Stalin. Grazie e complimenti per il tuo coraggioso blog.

    Ciao Alberto,
    La mia simpatia per i ragazzi del PMLI deriva da ragioni umane e affettive più che da una condivisione del loro punto di vista politico. Alle manifestazioni sindacali mi rifugio sempre nel loro gruppo. Sono i più allegri e fracassoni, completamente diversi dalle moltitudini di cislini e cigiellini flagellanti che sfilano in tetro silenzio verso il palco dei comizi. Per un po’ di tempo comprai il loro giornale di partito, Il bolscevico, che comunque la si pensi sui contenuti politici resta un ottimo strumento di controinformazione. Nel periodo in cui lo compravo venne pubblicata una serie di articoli intitolati: “Stalin, la vita e l’opera”. Non posso dire che mi abbiano convinto del tutto, anche se non sarei affatto stupito se sui “crimini” di Stalin la propaganda americana avesse innestato le stesse distorsioni, esagerazioni e falsità che ho dovuto scoprire, con esponenziale sbigottimento, leggendo le pubblicazioni revisioniste sul nazismo. Purtroppo non so molto sull’argomento, anche perché per il momento al “revisionismo staliniano” mancano storici della serietà, della preparazione e della testardaggine di uno Zundel, di un Rudolf, di un Rassinier, di un Faurisson.

    Comunque il libro di Ludo Martens Stalin. Un altro punto di vista può essere letto, in inglese, alla pagina http://www.plp.org/books/Stalin/book.html . Ho iniziato a dargli un’occhiata ed è in effetti molto interessante. Ne riporto qui sotto un passaggio (la traduzione è mia). Qualunque sia la verità, un po’ di opinioni fuori dal coro non possono fare male.
    Ciao e grazie per la segnalazione.
     

                           *  *  *  *  *  *
     

    LA COLLETTIVIZZAZIONE E L’”OLOCAUSTO UCRAINO”
    di Ludo Martens
    dal libro Stalin. Un altro punto di vista, prefaz. di A. Chiaia, Zambon Editore, € 19.80
     

    Le menzogne relative alla collettivizzazione sono sempre state, per la borghesia, un’arma poderosa nella guerra psicologica contro l’Unione Sovietica. Qui analizzeremo lo sviluppo di una delle menzogne più note, quella del presunto olocausto perpetrato da Stalin contro il popolo ucraino. Questa bugia, brillantemente elaborata, fu creata da Hitler. Nel suo Mein Kampf del 1926 Hitler aveva già affermato che considerava l’Ucraina come parte del “lebensraum” germanico. La campagna orchestrata dai nazisti nel 1934-35 sul “genocidio” bolscevico in Ucraina servì da preparazione psicologica alla già pianificata “liberazione” dell’Ucraina. Vedremo come questa menzogna sia sopravvissuta ai suoi creatori nazisti per diventare un’arma nelle mani degli Stati Uniti. Ecco come nacque la fandonia dei “milioni di vittime” dello stalinismo.

    Il 18 febbraio 1935 il gruppo Hearst iniziò a pubblicare negli Stati Uniti una serie di articoli di Thomas Walker. (Hearst era un potentissimo magnate della stampa americana e simpatizzante del nazismo). Grande viaggiatore e giornalista, Walker – si diceva – aveva girato l’Unione Sovietica in lungo e largo per diversi anni. Il 25 febbraio un titolo del Chicago American recitava: “Sei milioni di morti per la carestia in Unione Sovietica [chissà perché sempre sei milioni?, NdT]. Sequestrati i raccolti, i contadini e i loro animali muoiono di fame”. A metà della pagina un altro titolo diceva: “Un giornalista rischia la vita per scattare le fotografie che mostrano gli effetti della carestia”. E in fondo alla pagina: “Carestia… Un crimine contro l’Umanità”. (Douglas Tottle,  Fraud, Famine and Fascism: The Ukrainian Genocide Myth from Hitler  to Harvard, Toronto: Progress Books, 1987, pp. 5-6).

    All’epoca, Louis Fischer lavorava a Mosca per il giornale americano The Nation. Questo scoop di un collega completamente sconosciuto lo riempì di curiosità. Fece delle ricerche e condivise le sue scoperte con i lettori del suo giornale:

    “Il signor Walker, ci informano, è ``arrivato in Russia la scorsa primavera'', cioè nella primavera del 1934. Ha visto la carestia. Ha fotografato le sue vittime. Ci ha fornito racconti testimoniali e strazianti sull’infuriare della fame. Ora, che in Russia ci sia la fame è davvero una grande notizia. Chissà perché il Sig. Hearst ha aspettato dieci mesi prima di pubblicare questi articoli…

    “Ho consultato le autorità sovietiche, che ricevono informazioni ufficiali da Mosca. Thomas Walker è stato in Unione Sovietica una sola volta. Ha ottenuto un visto di transito dal console sovietico a Londra il 29 settembre 1934. E’ arrivato in URSS dalla Polonia, in treno, fermandosi a Negoreloye il 12 ottobre 1934 (non nella primavera del 1934, come egli afferma). Il 13 è arrivato a Mosca. E’ rimasto a Mosca da sabato 13 a giovedì 18, poi è salito su un treno transiberiano che lo ha condotto al confine con la Manciuria il 25 ottobre 1934. […] Sarebbe stato fisicamente impossibile per il sig. Walker, nei cinque giorni tra il 13 e il 18 ottobre, coprire anche solo un terzo dei luoghi che dice di avere personalmente visitato. La mia ipotesi è che sia rimasto a Mosca il tempo necessario per ottenere dagli stranieri più esacerbati un po’ di quel “colore locale” ucraino di cui si è servito per dare ai suoi articoli la falsa verosimiglianza che possiedono”.

    Fischer aveva un amico, Lindsay Parrott, anche lui americano, che era stato in Ucraina all’inizio del 1934. Egli non aveva rilevato nessuna traccia della carestia di cui parlavano i giornali di Hearst. Al contrario, nel 1933 i raccolti erano stati abbondanti. Fischer concludeva:

    “Il gruppo Hearst e i nazisti stanno iniziando a lavorare di comune accordo, in modo sempre più stretto. Ma non ho fatto notare che i giornali di Hearst hanno pubblicato anche i resoconti di Parrott relativi alla prosperità nell’Ucraina Sovietica. Il sig. Parrott è corrispondente da Mosca dello stesso gruppo Hearst”. (The Nation 140 (36), 13 Marzo 1935, citato da Tottle, op. cit., p. 8).

    Sotto la foto di una bambina e di un ragazzo “simile a una rana”, Walker commentava:

    SPAVENTOSO – Sotto Kharkov (sic), in una tipica baracca di contadini, pavimento lurido, tetto di paglia e una panca come arredamento, c’erano una ragazza magrissima e il suo fratellino di due anni e mezzo (foto in alto). Il bambino strisciava sul pavimento come una rana e il suo povero corpicino era così devastato dalla mancanza di nutrimento da non sembrare più quello di un essere umano. (Tottle, op. cit., p. 9).

    Douglas Tottle, giornalista e sindacalista canadese, trovò la stessa fotografia del bambino “simile a una rana”, datata [da Walker] primavera 1934, in una pubblicazione del 1922 relativa alla carestia di quell’anno. Un’altra foto di Walker fu identificata per essere quella di un soldato della cavalleria austriaca, di fianco a un cavallo morto, scattata durante la Prima Guerra Mondiale. (James Casey,  Daily Worker, 21 Febbraio 1935, citato da Tottle, op. cit., p. 9).

    Povero Walker: il suo reportage era falso, le sue fotografie erano false, perfino il suo nome era fittizio. Il suo vero nome era Robert Green. Era fuggito da una prigione di stato del Colorado dopo aver scontato due anni di carcere su una condanna a otto anni di reclusione. Dopodichè era andato a fare il suo falso reportage in Unione Sovietica. Quando tornò negli Stati Uniti fu arrestato e ammise, di fronte al tribunale, di non aver mai messo piede in Ucraina.

    Il multimilionario William Randolph Hearst incontrò Hitler alla fine dell’estate 1934 e concluse un accordo in virtù del quale la Germania si impegnava ad acquistare le notizie internazionali dalla International News Service, compagnia di proprietà di Hearst. All’epoca la stampa nazista aveva già iniziato una campagna propagandistica sulla “carestia in Ucraina”. Hearst se ne appropriò immediatamente, grazie al suo grande esploratore, Walker. (Tottle, op. cit., pp. 13, 15).

    Altri articoli sulla carestia sarebbero comparsi in seguito sui giornali di Hearst. Ad esempio quando Fred Beal iniziò a scrivervi. Operaio americano condannato a vent’anni di carcere per aver partecipato a uno sciopero, questi era fuggito in Unione Sovietica nel 1930 e aveva lavorato per due anni in una fabbrica di trattori a Kharkov. Nel 1933 pubblicò un opuscolo intitolato Foreign workers in a Soviet Tractor Plant (Lavoratori stranieri in una fabbrica di trattori sovietica), in cui venivano descritti con favore gli sforzi del popolo sovietico. Alla fine del 1933 tornò negli USA, dove lo aspettavano la disoccupazione e il carcere. Nel 1934 iniziò a scrivere sulla carestia in Ucraina e all’improvviso la sua condanna venne drasticamente ridotta. Quando le sue “testimonianze” vennero pubblicate da Hearst nel 1935, J. Wolynec, un altro operaio americano che aveva lavorato per cinque anni nella stessa fabbrica a Kharkov, evidenziò le bugie che erano presenti nel testo. Benché Beal affermasse di aver ascoltato molte conversazioni, Wolynec fece notare che Beal non parlava né il russo né l’ucraino. Nel 1948 Beal offrì i propri servigi all’estrema destra, come testimone contro i comunisti, di fronte alla Commissione McCarthy. (Ibid., pp.19-21).

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    IL FILIBUSTIERE DEI DUE MONDI

    di Gianluca Freda (30/05/2007 - 00:04)



    dal sito www.csssstrinakria.org

    Cronologia moderna delle azioni mafiose

    27 marzo 1848 - Nasce la Repubblica Siciliana. La Sicilia ritorna ad essere indipendente. Ruggero Settimo è capo del governo, ritorna a sventolare l'antica bandiera siciliana. Gli inglesi hanno numerosi interessi nell'Isola e consigliano al Piemonte di annettersi la Sicilia. I Savoia preparano una spedizione da affidare a Garibaldi. Cavour si oppone perchè considera quest'ultimo un avventuriero senza scrupoli (ricordano impietositi i biografi che Garibaldi ladro di cavalli, nell' America del sud, venne arrestato e gli venne tagliato l'orecchio destro. Sarà, suo malgrado, capellone a vita per nascondere la mutilazione) [Secondo altre fonti l’orecchio gli sarebbe stato staccato con un morso da una ragazza che aveva cercato di violentare all’epoca della sua carriera di pirata, stupratore e assassino in America Latina, NdT]. Il nome di Garibaldi, viene abbinato altresì al traffico di schiavi dall'Africa all'America. Rifornito di denaro inglese e dei Savoia, Garibaldi parte per la Sicilia.

    11 maggio 1860 - Con la protezione delle navi inglesi Intrepid e H.M.S. Argus, Garibaldi sbarca a Marsala. Scrive il memorialista garibaldino Giuseppe Bandi: I mille vengono accolti dai marsalesi come cani in chiesa! La prima azione mafiosa è contro la cassa comunale di Marsala. Il tesoriere dei mille, Ippolito Nievo lamenta che si trovarono pochi spiccioli di rame. I siciliani allora erano meno fessi! E' interessante la nota di Garibaldi sull'arruolamento: "Francesco Crispi arruola chiunque: ladri, assassini, e criminali di ogni sorta".

    15 maggio 1860 - Battaglia di Calatafimi. Passata alla storia come una grande battaglia, fu invece una modesta scaramuccia, si contarono 127 morti e 111 furono messi fuori combattimento. I Borboni con minor perdite disertano il campo. Con un esercito di 25.000 uomini e notevole artiglieria, i Borboni inviano contro Garibaldi soltanto 2.500 uomini.

    E' degno di nota che il generale borbonico Landi, fu comprato dagli inglesi con titoli di credito falsi e che l'esercito borbonico ebbe l'ordine di non combattere. Le vittorie di Garibaldi sono tutte una montatura.

    27 maggio 1860 - Garibaldi entra a Palermo da vincitore!...ateo, massone, mangiapreti, celebra con fasto la festa di santa Rosalia.

    30 maggio 1860 - Garibaldi dà carta bianca alle bande garibaldine; i villaggi sono saccheggiati ed incendiati; i garibaldini uccidevano anche per un grappolo d'uva. Nino Bixio uccide un contadino reo di aver preso le scarpe ad un cadavere. Per incutere timore, le bande garibaldine, torturano e fucilano gli eroici siciliani.

    31 maggio 1860 - Il popolo catanese scaccia per sempre i borboni. In quell'occasione brillò, per un atto di impavido coraggio, la siciliana Giuseppina Bolognani di Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Issò sopra un carro un cannone strappato ai borboni e attese la carica avversaria; al momento opportuno, l'avversario a due passi, diede fuoco alle polveri; il nemico, decimato, si diede alla fuga disordinata. Si guadagnò il soprannome Peppa 'a cannunera (Peppa la cannoniera) e la medaglia di bronzo al valor militare.

    2 giugno 1860 - Con un decreto, Garibaldi assegna le terre demaniali ai contadini; molti abboccano alla promessa. Intanto nell'Isola divampava impetuosa la rivoluzione che vedeva ancora una volta il Popolo Siciliano vittorioso. Fu lo stesso popolo che unito e compatto costrinse i borbonici alla ritirata verso Milazzo.

    17 luglio 1860 - Battaglia di Milazzo. Il governo piemontese invia il Generale Medici con 21.000 uomini bene armati a bordo di 34 navi. La montatura garibaldina ha fine. I contadini siciliani si ribellano, vogliono la terra promessagli. Garibaldi, rivelandosi servo degli inglesi e degli agrari, invia loro Nino Bixio.

    10 agosto 1860 - Da un bordello di Corleone, Nino Bixio ordina il massacro di stampo mafioso di Bronte. Vengono fucilati l'avvocato Nicolò Lombardo e tre contadini, tra i quali un minorato! L'Italia mostra il suo vero volto.

    21 ottobre 1860 - Plebiscito di annessione della Sicilia al Piemonte. I voti si depositano in due urne: una per il "Sì" e l'altra per il "No". Intimorendo, come abitudine mafiosa, ruffiani, sbirri e garibaldini controllano come si vota. Su una popolazione di 2.400.000 abitanti, votarono solo 432.720 cittadini (il 18%). Si ebbero 432.053 "Sì" e 667 "No". Giuseppe Mazzini e Massimo D'Azeglio furono disgustati dalla modalità del plebiscito.Lo stesso ministro Eliot, ambasciatore inglese a Napoli, dovette scrivere testualmente nel rapporto al suo Governo che: "Moltissimi vogliono l'autonomia, nessuno l'annessione; ma i pochi che votano sono costretti a votare per questa". E un altro ministro inglese, Lord John Russel, mandò un dispaccio a Londra, cosí concepito: "I voti del suffragio in questi regni non hanno il minimo valore".

    1861 - L'Italia impone enormi tasse e l'obbligo del servizio militare, ma per chi ha soldi e paga, niente soldato. Intanto i militari italiani, da mafiosi, compiono atrocità e massacri in tutta l'Isola. Il sarto Antonio Cappello, sordomuto, viene torturato a morte perchè ritenuto un simulatore, il suo aguzzino, il colonnello medico Restelli, riceverà la croce dei "S.S. Maurizio e Lazzaro".

    Napoleone III scrive a Vittorio Emanuele: "I Borboni non commisero in cento anni, gli orrori e gli errori che hanno commesso gli agenti di Sua Maestà in un anno”.

    1863 - Primi moti rivoluzionari antitaliani di pura marca indipendentista. Il governo piemontese instaura il primo stato d'assedio. Viene inviato Bolis per massacrare i patrioti siciliani. Si prepara un'altra azione mafiosa contro i Siciliani.

    8 maggio 1863 - Lord Henry Lennox denuncia alla camera dei Lords le infamie italiane e ricorda che non Garibaldi ma l'Inghilterra ha fatto l'unità d'Italia.

    15 agosto 1863 - Secondo stato d'assedio. Si instaura il terrore. I Siciliani si rifiutano di indossare la divisa italiana; fu una vera caccia all'uomo, le famiglie dei renitenti furono torturate, fucilate e molti furono bruciati vivi. Guidava l'operazione criminale e mafiosa il piemontese Generale Giuseppe Govone. (Nella pacifica cittadina di Alba, in piazza Savona, nell'aprile 2004 è stato inaugurato un monumento equestre a questo assassino. Ignoriamo per quali meriti.)

    1866 - In Sicilia muoiono 52.990 persone a causa del colera. Ancora oggi, per tradizione orale, c'è la certezza che a spargervi il colera nell'Isola siano state persone legate al Governo italiano. Intanto tra tumulti, persecuzioni, stati d'assedio, terrore, colera ecc. la Sicilia veniva continuamente depredata e avvilita; il Governo italiano vendette perfino i beni demaniali ed ecclesiastici siciliani per un valore di 250 milioni di lire. Furono, nel frattempo, svuotate le casse della regione. Il settentrione diventava sempre più ricco, la Sicilia sempre più povera.

    1868 - Giuseppe Garibaldi scrive ad Adelaide Cairoli:"Non rifarei la via del Sud, temendo di essere preso a sassate!". Nessuna delle promesse che aveva fatto al Sud (come quella del suo decreto emesso in Sicilia il 2 giugno 1860, che assegnava le terre comunali ai contadini combattenti), era stata mantenuta.

    1871 - Il Governo, con un patto scellerato, fortifica la mafia con l'effettiva connivenza della polizia. Il coraggioso magistrato Diego Tajani dimostrò e smascherò questa alleanza tra mafia e polizia di stato e spiccò un mandato di cattura contro il questore di Palermo Giuseppe Albanese e mise sotto inchiesta il prefetto, l'ex garibaldino Gen. Medici. Ma il Governo italiano, con fare mafioso si schiera contro il magistrato costringendolo a dimettersi.

    1892 - Si formano i "Fasci dei Lavoratori Siciliani". L'organizzazione era pacifica ed aveva gli ideali del popolo, risolvere i problemi siciliani. Chiedeva, l'organizzazione dei Fasci la partizione delle terre demaniali o incolte, la diminuzione dei tassi di consumo regionale ecc.

    4 gennaio 1894 - La risposta mafiosa dello stato italiano non si fa attendere: STATO D'ASSEDIO. Francesco Crispi, presidente del Consiglio, manda in Sicilia 40.000 soldati al comando del criminale Generale Morra di Lavriano, per distruggere l'avanzata impetuosa dei Fasci. All'eroe della resistenza catanese Giuseppe De Felice vengono inflitti 18 anni di carcere; fu poi amnistiato nel 1896, ricevendo accoglienze trionfali nell'Isola.
                        

                                     *  *  *  *  *  *

    Note mie:

    Sono molti i paesi del mondo che dedicano vie, piazze e strade a lestofanti e assassini. Ma pochi di questi paesi hanno fatto di un pirata macellaio addirittura il proprio eroe nazionale. Il 27 luglio 1995 il giornale spagnolo El Pais, giustamente indignato per l’apologia di Garibaldi fatta dall’allora presidente Scalfaro nel corso di una visita in Spagna, così gli rispose a pag. 6:

    “Il presidente d'Italia è stato nostro illustre visitante...... Disgraziatamente, in un momento della sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott. Scalfaro che il suo compatriota [Garibaldi] non ha lottato per la libertà di queste nazioni come egli afferma. Piuttosto il contrario".
     

    Il 13 settembre 1860, mentre l'unificazione italiana era in pieno svolgimento, il giornale torinese Piemonte riportava il seguente articolo (1):

    «Le imprese di Garibaldi nelle Due Sicilie parve­ro sinora così strane che i suoi ammiratori han potuto chiamarle pro­digiose. Un pugno di giovani guidati da un audacissimo sconfigge eserciti, piglia d'assalto le città in poche settimane, si fa padrone di un reame di nove milioni di abitanti. E ciò senza navigli e senz'armi... Altro che Veni, Vedi, Vici! Non havvi Cesare che tenga a petto di Garibaldi. I miracoli però non li ha fatti lui ma il generale Nunziante e li altri ufficiali dell'esercito che, con infinito onore dell'armata napo­letana, disertarono la loro bandiera per correre sotto quella del nemi­co; i miracoli li ha fatti il Conte di Siracusa colla sua onorevolissima lettera al nipote; li ha fatti la Guardia Nazionale che, secondo il solito, voltò le armi contro il re che gliele avea date poche ore prima; li ha fatti il Gabinetto di Liborio Romano il quale, dopo aver genuflesso fino al giorno di ieri appié del trono di Francesco II, si prostra ai piedi di Garibaldi. Con questi miracoli ancor io sarei capace di far la con­quista, non dico della Sicilia e del Reame di Napoli, ma dell'universo mondo. Dunque non state a contare le prodezze di Sua Maestà Garibaldi I. Egli non è che il comodino della rivoluzione. Le società segrete che hanno le loro reti in tutto il paese delle Due Sicilie, hanno di lunga mano preparato ogni cosa per la rivoluzione. E quando fu tutto apparecchiato si chiamò Garibaldi ad eseguire i piani [...]. Se non era Garibaldi sarebbe stato Mazzini, Kossuth, Orsini o Lucio della Venaria: faceva lo stesso. Appiccare il fuoco ad una mina an­che un bimbo può farlo. Di fatto vedete che dappertutto dove giunge Garibaldi la rivoluzione è organizzata issofatto, i proclami sono belli e fatti, anzi stampati. In questo modo credo che Garibaldi può tranquil­lamente fare il giro del mondo a piantare le bandiere tricolori del Piemonte. Dopo Napoli Roma, dopo Roma Venezia, dopo Venezia la Dalmazia, dopo la Dalmazia l'Austria, caduta l'Austria il mondo è di Garibaldi, cioé del Piemonte! Oh che cuccagna! Torino capitale del­l'Europa, anzi dell'orbe terracqueo. E noi torinesi padroni del mondo!».
     

    (1) Tratto dal libro: Contro Garibaldi – Appunti per demolire il mito di un nemico del sud di Gennaro De Crescenzo (grazie al blog di Rocco Biondi).

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    SUDDITI

    di Gianluca Freda (29/05/2007 - 21:26)



    di Massimo Fini
    tratto da www.massimofini.it  
    Uscito su "Il gazzettino" del 26/05/2007
     

    Secondo sondaggi del sociologo Renato Manheimer il 70% degli italiani non ha fiducia nel Governo. Il che è normale (piove, governo ladro). Ma la stessa percentuale non ha fiducia nel Parlamento, cioè nel complesso dei partiti, compreso il proprio. L'80% ritiene che gli uomini politici siano "interessati ai voti dei cittadini e non alle loro opinioni, che abbiano in mente soprattutto l'esigenza di essere rieletti e non i problemi della gente ".

    Le reazioni sono diffidenza, disgusto, rabbia e noia, soprattutto noia. È indubbiamente disarmante veder sfilare per anni in Parlamento e in quel suo sostituto che è la Tv sempre le stesse facce, di politici, di conduttori, di giornalisti compiacenti (il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è un ex boiardo di Stato, attivo nella Prima Repubblica, di 68 anni, il leader del l'opposizione ne ha 71 e fu il principale sodale di Craxi, il Presidente della Repubblica è un ex comunista di 80 anni in politica da sempre, il più "giovane" Mastella lo è da un quarto di secolo, Giuliano Amato pure, eccetera).

    Tuttavia la sfiducia dei cittadini non riguarda la politica in sè e nemmeno nei suoi esponenti a differenza di quanto accadde nei primi anni Novanta. È una sfiducia molto più profonda e grave. È una sfiducia nella democrazia rappresentativa in quanto tale che coinvolge, con gradazioni diverse, tutto il mondo occidentale. Sia pur lentamente e faticosamente i cittadini stanno capendo che la democrazia rappresentativa non è la democrazia, è una truffa, un imbroglio molto ben congegnato o, se vogliamo esprimerci nel linguaggio più tecnico del giusrista liberale Hans Kelsen, una serie di fictio iurjs, di finzioni giuridiche. È un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, politiche ed economiche strettamente intrecciate fra loro, che, autotutelandosi, schiacciano e soffocano l'uomo libero, che non vuole assoggettarsi a questi umilianti infeudamenti, l'individuo singolo di cui il pensiero liberale voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità, che sarebbe il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e che invece ne diventa la vittima designata.

    Del resto, senza tanti discorsi, lo vediamo tutti, lo sentiamo tutti, che non contiamo niente. Non siamo che sudditi. Di queste aristocrazie mascherate che però a differenza di quelle storiche non ne hanno gli obblighi ma solo i privilegi (in primis quello di non lavorare). L'uomo politico democratico non ha alcuna qualità specifica, prepolitica, la sua legittimazione è data semplicemente, e tautologicamente, dal meccanismo che lo ha espresso. È un uomo senza qualità. La sua sola qualità è di non averne alcuna. Ogni cinque anni costoro vengono a chiederci col cappello in mano il voto, per essere legittimati e a noi non resta che scegliere da quale oligarchia preferiamo essere calpestati. Ma dai e ridai, elezione dopo elezione, questo edificio truffaldino mostra tutte le sue crepe e la gente ci crede sempre meno. È il tema che ho sviluppato in "Sudditi. Manifesto contro la democrazia" molto prima che D'Alema scoprisse l'acqua calda. Ma c'è di più.

    Destra e sinistra, le classiche categorie politiche nate con la Modernità, sono vecchie di due secoli e non sono più in grado di comprendere le esigenze più profonde del l'uomo contemporaneo. Che non sono economiche. Come dimostrano gli stessi sondaggi dove il 96% degli imprenditori si dice fiducioso sul futuro del l'economia. Sono esigenze esistenziali. Il disagio acutissimo è provocato proprio da un sistema economico, da un infernale meccanismo, produzione-consumo, che, come un bolide impazzito aumenta costantemente i propri giri, pretende sempre di più da noi e ha finito per sottomettere l'uomo alle sue esigenze. La democrazia rappresentativa non è che l'involucro legittimante di questo meccanismo. E cadrà, credo presto, con esso. Perchè noi, sempre più stressati dalla sua feroce inutilità, non lo tollereremo più o, in ogni caso, perchè un sistema che si basa sulle crescite esponenziali, che esistono solo in matematica ma non in natura, è fatalmente destinato a implodere. Noi non attendiamo la caduta di Prodi o, domani, di Berlusconi, o di chi per lui, perchè niente, come si è visto, cambierebbe dal punto di vista sostanziale. Attendiamo, con speranza, il crollo del meccanismo economico-tecnologico che ci sta stritolando. Tutti.


     

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    IL RITORNO DELLA GRANDE CULTURA

    di Gianluca Freda (28/05/2007 - 16:13)



    E’ uscito! Aliberti editore ha dato alle stampe il bestseller dell’anno: La mia vita è come un blog, inimitabile compendio ragionato di sei anni di discussioni, litigate, sfoghi, incazzature, blaterazioni, faide sanguinose e cazzeggi vari sul blog di Claudio Sabelli Fioretti.  La mirabile crestomazia include – oltre ad un fiume in piena di sapidi interventi del titolare del blog – numerosi articoli delle migliori firme del giornalismo italiano: Alessandro Ceratti, Gianluca Freda, Pier Franco Schiavone, Lina Arena, Gianluca Freda, Michele Lo Chirco, Barbara Melotti, Michelangelo Moggia, Gianluca Freda, Franco Vota (Antonio, per gli amici), Isabella Guarini, Alessandro Robecchi, Gianluca Freda, Paola Altrui, Giorgio Goldoni, Silvia Palombi, Claudio Urbani, Gianluca Freda, Primo Casalini, Pino Granata, Vittorio Grondona e moltissimi altri, compreso l’inimitabile Gianluca Freda. In allegato, il libro Ciao Welby contenente tutti gli interventi sul blog del rimpianto Piergiorgio Welby, con una prefazione di Mina Welby.

    Correte in libreria e non spingete. Ce n’è per tutti. Il negozio dove l’ho comprato io, per la soddisfazione di averne venduto almeno una copia, mi ha pure regalato uno splendido romanzo rosa di Carolina Invernizio! Sono momenti commoventi, che si ricordano.

    Prenotatelo subito, ché qui si fa la storia!

     

    La mia vita è come un blog
    Aliberti editore
    pp. 288+144, euro 19,00   

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    INVADERS

    di Gianluca Freda (28/05/2007 - 03:23)



    ALIENI A BABILONIA

    di Layla Anwar
    dal blog irakeno arabwomanblues.blogspot.com
    Traduzione di Gianluca Freda
     

    Oggi mi ha chiamato una mia cara amica. Sembrava un po’ agitata al telefono.

    - Hai sentito la notizia? L’ho appena vista su Arabiya TV.

    - Ancora? Chi è morto stavolta?

    - La Turchia minaccia di entrare nell’Iraq del Nord e farla finita con i “ribelli curdi”. Pare che oggi alcuni soldati turchi siano stati uccisi.

    - Vuoi dire dal PPK, o PKK o KKK, o quel che è?

    - Sì, un’altra di quelle storie del pipì/cacà.

    - C’è qualcuno che non è ancora entrato in Iraq?

    - Che mi venga in mente, no.

    - Vediamo, ci sono gli americani, gli iraniani, gli israeliani, gli australiani, i neozelandesi, i danesi, i britannici, gli europei dell’ovest, gli europei dell’est, i sudafricani, i coreani, i giapponesi, i cinesi, i siriani, i sauditi…

    - Già, e oggi ho sentito che è arrivata anche un sacco di gente dall’America Latina. Venezuelani, ecuadoregni, boliviani, cileni, messicani, argentini, brasiliani…

    (A proposito, la nazionale di calcio irakena ha appena assunto un allenatore brasiliano, probabilmente con grave sdegno del piccolo Muqtada, che aggrotta la fronte sul football che “porta lo sport alla degenerazione”. Grande notizia, no? Gli irakeni non possono più camminare per strada, però, ehi, ora possono giocare un calcio di prima classe!)

    - Latino-americani? Per fare cosa?

    - Ricostruzione.

    - Ricostruzione? Dove? Quando? Hai visto della ricostruzione da qualche parte?

    - Macché, finora no.

    - Mi chiedo cosa ne pensa Chavez.

    - E’ un casino… ora pure i turchi si aggiungono alla lista. Gli unici che non sono ancora arrivati sono gli alieni extraterrestri. Sai, un po’ di marziani verdi…

    - Magari arriveranno presto, sai.

    - Sì, tutto è possibile in Iraq.

    - Credi che anche loro verranno per la ricostruzione?

    - Non so, bisognerebbe chiedere alla NASA…
     

    Pare che l’Eldorado irakeno non abbia perduto il suo charme né le sue attrattive.
    Tutte queste nazioni venute per “ricostruire”…
    Alcune lo fanno mungendo la povera vacca irakena fino a ridurla pelle e ossa, altri attraverso la mera eliminazione.
    Cioè, è normale che se si vuole ricostruire un paese bisogna prima eliminare il suo popolo e ricominciare daccapo, no?
    Ripristinare la verginità del paese per edificare migliori e più robuste fortezze.
    Un Iraq nuovo di zecca con una popolazione nuova di zecca. Un completo lifting di Babele.
    Sapete, come quei tizi che si vedono nei reality show americani. Ricostruiti, abbelliti, rifatti… resi irriconoscibili.

    E una volta che la mucca irakena sarà stata munta, questi fantastici alieni della Zona Verde si limiteranno a spostarsi verso nuovi e più fiorenti pascoli… Hanno compiuto la loro missione. Hanno ricostruito la Torre di Babele.
    Improvvisamente sento un ronzìo nella testa. Come un segnale radar… Forse i marziani stanno tentando di stabilire un contatto prima di atterrare…
    Chissà, qualunque cosa è possibile nel Nuovo Iraq. Il ronzìo diventa più forte…
    Meglio che scappi prima di essere rapita da questi “omuncoli”.
    Ma restate sintonizzati per il prossimo episodio di Babele. E che la Forza Verde ($$$) sia con voi!