Ciao sono Gianluca Freda
Vedi il mio profilo


Febbraio 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Aggiungi al mio Dada

    Aggiungi al mio Dada

    Condividi i contenuti

    De.licio.us
    Archivio Febbraio 2007

    CERATTI AVEVA RAGIONE

    by Gianluca Freda (20/02/2007 - 12:44)



    postato da Marisa


    Ciao è un po' che cerco di scrivere nei commenti ma non ci riesco per cui ti metto qui le mie segnalazioni in merito all'argomento, credo che la situazione sia gravissima:

    Nel suo "Report on Global Anti-Semitism" e nel suo "Global Anti-Semitism Report", il Dipartimento di Stato statunitense ha stilato una lista delle convinzioni che vanno considerate antisemite:

    1) Qualunque affermazione secondo la quale "la comunità ebraica controlla il governo, i media, il business internazionale e il mondo finanziario" va considerato antisemita.
    2) "Un forte sentimento anti-israeliano" va considerato antisemita.
    3) "Ogni vivace critica" dei leader israeliani, del passato o del presente, è antisemita. Secondo il Dipartimento di Stato, si ha antisemitismo quando viene rappresentata una svastica in una vignetta critica nei confronti dei leader sionisti del passato o del presente.
    E così, andrebbe considerata "antisemita" una vignetta su cui appare una svastica, critica nei confronti della brutale invasione, da parte di Ariel Sharon, della West Bank, rappresentato mentre scaglia missili "hell-fire" sui poveri palestinesi uomini, donne e bambini.
    Allo stesso modo sarebbe "antisemita" l'uso della parola "Zionazi" in riferimento ai bombardamenti a tappeto ordinati da Sharon nel 1982 (quando furono uccisi 17.500 rifugiati innocenti).
    4) Ogni critica della religione giudaica o dei suoi leader religiosi o della sua letteratura (specialmente il Talmud e la Kabbalah) è antisemita.
    5) Ogni critica del governo e del Congresso degli Stati Uniti accusati di essere influenzati indebitamente dalla comunità ebraica-sionista (compreso l'AIPAC) è antisemita.
    6) Ogni critica della comunità ebraica-sionista, accusata di promuovere il globalismo (New World Order) è antisemita.
    7) Il biasimare i leader giudei e i loro seguaci per aver incitato alla crocefissione di Cristo da parte dei romani è antisemita.
    8) Ogni riduzione della cifra dei "sei milioni" di vittime dell'olocausto è antisemita.
    9) Definire Israele uno Stato "razzista" è antisemita.
    10) Affermare che esista una "cospirazione sionista" è antisemita.
    11) Affermare che gli ebrei e i loro leader crearono la rivoluzione bolscevica in Russia è antisemita.

    I criteri elaborati dal Dipartimento di Stato hanno delle ricadute serie per tutti.
    Quella più seria, forse, è che essi trasformano in "antisemiti" un buon numero di ebrei, che hanno fatto molte delle affermazioni sopra riportate in libri e articoli.

    Ma le definizioni del Dipartimento di Stato presentano altre serie implicazioni di tipo storico.
    Se consideriamo i numeri 4 e 7, per esempio, ci sembra che, stando ai criteri del Dipartimento di Stato, non soltanto i semplici cattolici ma i Papi e i santi siano passibili dell'accusa di antisemitismo.
    Numerosi Papi, a partire da Gregorio IX nel 1238, hanno condannato il Talmud considerandolo un insulto blasfemo alla persona di Cristo e alla fede cristiana e hanno ordinato ai fedeli di confiscarne e bruciarne le copie.
    A proposito del punto 7, san Pietro, il primo Papa, ha affermato, negli Atti degli Apostoli, che gli ebrei furono responsabili della morte di Cristo.
    E persino nella "Nostra Aetate", la dichiarazione del Vaticano II sugli ebrei che ha aperto ad un'era di buoni sentimenti e di "ecumenismo", si ritrova l'affermazione che "alcuni ebrei" furono responsabili della morte di Cristo.
    Con il loro uso promiscuo del termine antisemitismo, Rickman e le sue coorti del Dipartimento di Stato hanno trasformato il tradizionale insegnamento cattolico in un crimine d'odio ("hate-crime").

    Continua?

    Da : http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1669&parametro=religione
    e
    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=324427

    Un saluto

    Marisa


    Ciao Marisa.
    I commenti, in effetti, sono inaccessibili da giorni, accidenti a Dada.
    Degli 11 punti citati dal Dipartimento di Stato americano, ben 9 rappresentano cose che in effetti penso ed affermo spesso. Fanno eccezione il punto 7 (del quale poco so e poco m’importa sapere) e il punto 11 (che reputo falso e se fosse vero, dal mio punto di vista, sarebbe una menzione d’onore). 9 punti su 11 fanno di me un antisemita di tutto rispetto. Ceratti aveva ragione a chiamarmi così. Resta il sollievo di non vivere in un paese liberticida come gli USA e la preoccupazione derivante dalla consapevolezza che ogni nefandezza che nasce nel cuore dell’impero si estende alle periferie in un battibaleno. Sta già accadendo.
    Ah, io ci aggiungerei anche un punto 12: “Affermare che il Dipartimento di Stato USA redige documenti che limitano la libertà di espressione dei cittadini americani per favorire le trame sioniste è antisemita”.
    Così andremmo a quota 10 su 12. Niente male. 

    Vota questo post

    MA QUANDO SE NE VANNO?

    by Gianluca Freda (20/02/2007 - 02:43)



    I MINISTRI ORMAI PARLANO DA SOLI

    di Marco Cedolin
    dal sito canisciolti.info

    Quello che è accaduto stamattina all’ Università Statale di Milano ha dell’incredibile ma è al contempo estremamente indicativo di come la classe politica italiana sia ormai irrimediabilmente rinchiusa dentro al suo bozzolo di autoreferenzialità, senza più avere nessuna velleità di comunicare con l’esterno.

    I Ministri Giuliano Amato e Tommaso Padoa Schioppa si sono recati all’Università, invitati ad un convegno sul tema della riforma delle autorità indipendenti ed hanno relazionato in un’aula magna completamente priva di studenti, ma in compenso affollata di giornalisti e addetti alla sicurezza.

    Agli studenti che dovrebbero rappresentare l’unica vera risorsa di qualunque Università è stato intimato di rimanere lontani, confinati da un folle ostracismo all’interno di un aula dove avrebbero potuto assistere alla “lezione” in videoconferenza. Il motivo addotto per questa epurazione è stato quello di preservare la sicurezza dei Ministri, essendo la categoria degli studenti giudicata potenzialmente pericolosa.

    Dimostrando notevole intelligenza nessuno degli studenti si è presentato nell’auletta “di confino” e solamente una decina di loro sono poi entrati in aula magna quando con un ripensamento tardivo e ormai fuori luogo, il rettore li ha invitati a farvi ingresso a metà della conferenza.

    Resta da domandarsi quale paese sia quello in cui i Ministri si recano all’Università per dialogare con le guardie di sicurezza, mentre gli studenti vengono considerati elementi marginali e per giunta pericolosi da emarginare da quel contesto universitario che dovrebbe essere costruito e gestito unicamente per loro. Resta da capire quale insegnamento potrebbero trarre i giovani da una classe politica che rifiuta di confrontarsi con loro perfino all’interno di un’aula di Università, preferendo considerarli “elementi pericolosi” da tenere a debita distanza.

    Poco importa che Giuliano Amato durante il suo intervento si sia dichiarato turbato per la mancanza degli studenti e che gli organizzatori abbiano agli stessi tardivamente domandato scusa, quello che rimane di questa mattinata è solo un senso di amarezza e desolazione.

    Vota questo post