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    OLOCAUSTO DELL'INFORMAZIONE

    di Gianluca Freda (12/12/2006 - 22:01)



    Continua la disinformazione di Repubblica sulla conferenza di Teheran sulla Shoah. A giudicare dalla violenza della campagna antiiraniana, Repubblica e chiunque stia dietro “articoli” come questo deve avere i nervi a fior di pelle e sentirsi molto frustrato. Questa volta non sono riusciti a impedire che si parlasse dell’Olocausto e della mitologia che attorno ad esso è stata imbastita. Non sono serviti a nulla gli arresti di massa dei ricercatori (David Irving, Ernst Zundel, Germar Rudolph, Siegfried Verbeke, Robert Faurisson, tutti accusati del pazzesco reato di “negazione dell’Olocausto”), le minacce delle lobby ebraiche, gli strepiti dei loro maggiordomi, i soliti piagnistei sull’antisemitismo, il ringhiare dei governanti europei trasformati in cani da guardia del sionismo israeliano. Hanno voglia di ringhiare. Questa volta dell’Olocausto – grazie al governo iraniano – si può parlare liberamente e parlarne sul serio. Naturalmente non ne parlerà Repubblica, la quale si limita a lanciare disperati insulti e impotenti maledizioni contro il seminario organizzato in Iran. Mi chiedo quanto debbano essere furiosi i veri finanziatori del giornale per scoprire in maniera così plateale le loro carte e la loro presenza dietro le quinte dell’informazione italiana. Repubblica non prende neppure in considerazione i temi e gli interventi della conferenza – come ci si aspetterebbe da un giornalismo degno di questo nome – preferendo fare da semplice megafono alle invettive, vere e presunte, che i VIP dell’occidente hanno voluto riversare sull’evento. Veniamo così a sapere degli urletti isterici di D’Alema (“Una cosa inqualificabile” ha detto l’uomo che pochi anni fa dichiarò che “la guerra non deve più essere un tabù”). Veniamo edotti sullo sbigottimento di Blair (“Una cosa incredibilmente scioccante”, ha detto l’uomo che ha aiutato gli americani a massacrare 700.000 persone in Iraq). Veniamo informati delle fosche predizioni di Olmert (“Rischiamo un nuovo olocausto”, ha detto l’aggressore del Libano e massacratore di migliaia di palestinesi. Spero che abbia ragione, così almeno sarà costretto a interrompere l’olocausto che il suo paese sta portando avanti da 60 anni contro le popolazioni arabe confinanti). In tutto questo starnazzare, nessuno che informi sui contenuti del seminario. Beh, proverò a farlo io, non appena trovo qualche articolo su internet. Nel frattempo ecco le foto delle due italiane partecipanti alla conferenza. Sono Antonella Vicini e Alessia Lai (foto in alto), collaboratrici del quotidiano Rinascita.  

    (Nota, 12/08/2007: La foto è stata rimossa per richiesta degli interessati)

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    UN MUERTO DE MIERDA

    di Gianluca Freda (12/12/2006 - 00:21)



    OBITUARIO CON HURRAS
    Una ballata dello scrittore uruguayano Mario Benedetti

    Vamos a festejarlo
    vengan todos
    los inocentes
    los damnificados los que gritan de noche
    los que sueñan de día
    los que sufren el cuerpo
    los que alojan fantasmas
    los que pisan descalzos
    los que blasfeman y arden
    los pobres congelados
    los que quieren a alguien
    los que nunca se olvidan
    vamos a festejarlo
    vengan todos
    el crápula se ha muerto
    se acabó el alma negra
    el ladrón
    el cochino
    se acabó para siempre
    hurra
    que vengan todos
    vamos a festejarlo
    a no decir
    la muerte
    siempre lo borra todo
    todo lo purifica
    cualquier día
    la muerte
    no borra nada
    quedan
    siempre las cicatrices
    hurra
    murió el cretino
    vamos a festejarlo
    a no llorar de vicio
    que lloren sus iguales
    y se traguen sus lágrimas
    se acabó el monstruo prócer
    se acabó para siempre
    vamos a festejarlo
    a no ponernos tibios
    a no creer que éste
    es un muerto cualquiera
    vamos a festejarlo
    a no volvernos flojos
    a no olvidar que éste
    es un muerto de mierda

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