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    DEAGLIO SUL RICONTEGGIO DELLE SCHEDE BIANCHE

    di Gianluca Freda (09/12/2006 - 17:01)


    Deaglio soddisfatto: «La sinistra mi ringrazierà»

    di Sara Menafra
    da Il Manifesto dell’8 dicembre 2006

    Roma -  Sebbene inquisito dalla procura di Roma e trattato con freddezza dall'Unione, il direttore di Diario Enrico Deaglio è sempre più convinto di avere la ragione dalla propria parte. E quando la decisione del Senato comincia a circolare non nasconde la propria soddisfazione.

    Lo sa che l'Unione non è molto contenta di questa campagna per il riconteggio, vero?

    Hanno votato all'unanimità. E poi credo che se c'è qualcuno che è stato danneggiato dai brogli sta a sinistra e non certo a destra. Pure D'Alema ha detto di aver notato qualcosa di strano durante la notte elettorale. Ma se non fosse così, se qualcuno dimostrasse che la sinistra ha imbrogliato vorrebbe dire che quella non è più sinistra. Io guardo a quel mondo con interesse, ma faccio il giornalista. Non è compito mio occuparmi di quali conseguenze avranno le notizie.

    La storia le darà ragione?

    Siamo riusciti a smuovere un tabù. Anche perché mi pare che lavoreranno sugli stessi dubbi che abbiamo sollevato noi. L'assenza dei verbali, il ruolo dei rappresentanti di lista, il numero delle schede bianche. Certo ora la procura di Roma dovrebbe indagare anche i senatori della giunta per aver dato credito a notizie false ed esagerate, come hanno fatto con me.

    Facciamo un pronostico.

    Prevedo che i tempi saranno lunghi, per fare delle verifiche fatte bene ci vorrà una legislatura.

    E alla fine i numeri non torneranno...

    L'importante è che si proceda alle verifiche, una volta fatti i controlli sarei felice di ammettere che i conti tornano e mi sono sbagliato, ma certo non lo credo. Anzi avrei un suggerimento: comincino le verifiche dalle 1.500 sezioni in cui, stando ai dati confermati dal Viminale, non risulta neppure una scheda bianca. Un centinaio di queste sezioni si trova a Roma, partissero da lì. Ma poi di dati strani in quelle elezioni ce ne sono stati tanti...

    Ad esempio?

    Questa settimana mi è finalmente arrivato il librone del ministero dell'Interno con tutti i dati ufficiali, e i conti non tornano neppure sul numero di votanti. L'11 aprile il ministero aveva comunicato che i votanti erano 39.424.967, oggi in quel libro si scrive che sono 39.276.893. Che fine hanno fato i 148.074 elettori di differenza?

    Che fine hanno fatto?

    Non sono io a dover dare le risposte. Faccio notare che i conti non tornano e che abbiamo il diritto di avere una spiegazione.

    Il Viminale potrebbe rispondere quello che ha già detto la procura di Roma: il dato su internet è solo ufficioso, ci possono essere tutti gli errori del mondo.

    Non credo che sia così semplice ed evidentemente non lo pensa neppure la giunta del Senato. E infatti controlleranno non solo le bianche, ma anche le valide a campione. Comunque io non mi arrocco: facciano il favore di darmi torto con dati alla mano.

    La sua tesi, quella che c'è anche nel documentario, sostiene che il dato è stato cambiato al Viminale. E i verbali inviati alle corti di appello e poi alla Cassazione? Hanno confermato i dati del ministero con uno scarto minimo.

    Sono un uomo di quasi sessant'anni ed in onestà penso che non potesse andare diversamente. Hanno scelto di dare per buono il dato del Viminale perché non si poteva fare altro. Se la immagina la Cassazione che dieci giorni dopo la proclamazione della vittoria a sinistra si alza e dice che ha vinto

    Berlusconi per 11.000 voti?

    Ma i conteggi nelle Corti di appello avvengono in sedute pubbliche, la Cassazione arriva solo dopo questo passaggio...
    La Cassazione è quel posto in cui dopo anni di processi contro Previti hanno deciso che tutti i giudici precedenti si erano sbagliati e che bisognava mandare tutto a Perugia. E' la ragione di stato prima di tutto. Dove conta il potere e punto.

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    GIORNI COSI'

    di Gianluca Freda (09/12/2006 - 16:07)


    A forza di parlare a vanvera dell’Olocausto dei giudei – e di strumentalizzarlo per giustificare i numerosi olocausti perpetrati dai giudei verso le popolazioni oggi confinanti – ci eravamo dimenticati dei lager che abbiamo sotto il naso. Ce n’è uno in ogni angolo d’Italia. Luoghi mostruosi in cui i diritti civili e costituzionali non esistono, dove la deportazione, la tortura, le prepotenze contro persone innocenti, malate e inermi sono la regola quotidiana. Campi di tortura spaventosi, istituiti con legge del centrosinistra, benedetti dall’ideologia di centrodestra, sopravvissuti alle mille inchieste, denunce e interpellanze che giornalisti, cittadini e parlamentari coscienziosi hanno presentato nel corso degli anni.

    Si dice che i Cpt siano un buco nero della democrazia. Non è vero. Essi sono la nostra democrazia, ciò che è diventata a causa della nostra ignavia: un privilegio per pochi, dal quale il resto dell’umanità è esclusa. Naturalmente l’esclusione, una volta postulata, non ha più cessato di estendere il suo ambito applicativo e sono molti i cittadini italiani che iniziano a sperimentarne le conseguenze. Provate a chiedere ai genitori di Federico Aldrovandi, ammazzato a Ferrara da un manipolo di poliziotti convinti di essere al di sopra di ogni legge e di ogni principio costituzionale. Oppure provate a chiederlo a Heidi Giuliani, madre di Carlo, ucciso in un agguato proditorio tesogli dalle forze di polizia a Genova e poi umiliato anche nella morte con l’allestimento di una schifosa messinscena. Heidi Giuliani è una delle tante persone che conoscono il legame che lega l’esistenza dei Cpt alla fine della democrazia italiana e all’inizio del dispotismo poliziesco-bipartitico. I diritti che essa garantisce devono avere efficacia erga omnes o erga omnes cessano di averne. Ecco perché Heidi Giuliani, insieme a Francesco Caruso, ha deciso di barricarsi nel mostruoso lager di Crotone, dove la democrazia ha iniziato a scorrere su un doppio binario e dunque ha cessato di esistere. E’ quello il carcere oscuro che ha inghiottito i nostri diritti, è quel carcere che va smantellato – prima di qualsiasi altra cosa – se vogliamo sperare di recuperare ciò che abbiamo perduto. Vorrei ringraziare Heidi Giuliani e Francesco Caruso per avermi ricordato i motivi per cui, otto mesi fa, avevo votato per Rifondazione Comunista. Vorrei ringraziarli per avermi regalato uno di quei giorni in cui mi sento un po’ meno fesso del solito.                 

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    UN PAESE DISPERATO

    di Gianluca Freda (09/12/2006 - 00:48)


    - Hanno tramato contro la Repubblica. Molti loro membri, compreso il leader della loro coalizione, sono negli elenchi della P2, organizzazione che si era proposta di sovvertire i princìpi su cui la Repubblica era fondata, riuscendoci alla grande.

    - La loro coalizione è stata al governo 5 anni badando solo agli affari del capo, costringendo il Parlamento ad approvare leggi che avevano il solo scopo di fermare i processi a carico suo e dei suoi sgherri e di favorire i suoi affari (riforma Gasparri sulla riforma del sistema radiotelevisivo).

    - Il leader della loro coalizione ha monopolizzato il sistema televisivo, manipolando l’informazione tanto sulle TV di sua proprietà quanto su quelle RAI, da lui controllate tramite un consiglio d’amministrazione di sua fiducia.

    - Hanno dato inizio in pompa magna ad un’epoca di indegna censura televisiva, con l’estromissione di giornalisti a loro sgraditi  (Biagi, Santoro, Luttazzi, Sabina Guzzanti, Massimo Fini e tanti altri)
      
    - Si sono inventati le commissioni Telecom Serbia e Mitrokhin per infangare l’opposizione, pagando (o facendo pagare) squallidi faccendieri e mestatori per inventarsi accuse contro il centrosinistra.

    - Hanno dato vita all’epoca di clientelismo e corruzione più sfacciata e indecente della storia repubblicana, e sì che dovevano concorrere con dei professionisti.

    - Hanno appoggiato militarmente spaventose guerre di genocidio scatenate da nazioni sanguinarie (USA e Israele).

    - Hanno tentato di far vincere a Storace le regionali nel Lazio con un lurido imbroglio, pagando altri faccendieri per screditare ed estromettere, con atti illegali, la lista di Alessandra Mussolini che era d’impiccio.

    - Nel tentativo di raccattare voti per le elezioni politiche, hanno arruolato nel proprio schieramento i più biechi movimenti fascisti e neonazisti.

    - Non riuscendo lo stesso a recuperare lo svantaggio, hanno truccato le elezioni politiche con un sistema non ancora chiarito, trasformando un’ampia percentuale di schede bianche in voti per Forza Italia, distruggendo anche l’ultima parvenza di democrazia.

    Queste sono solo una piccola parte delle nefandezze compiute dal centrodestra nel corso della sua esistenza politica. In qualunque paese civile una microfrazione di queste soperchierie basterebbe a spedire in galera buona parte della coalizione e a mettere fuori gioco i partiti che ne fanno parte per molti secoli a venire. Invece in Italia questa gente non solo è a piede libero, ma gode pure di un seguito di tutto rispetto, testimoniato dai due milioni di persone che li hanno seguiti in piazza San Giovanni sabato scorso. Se oggi si tenessero le elezioni politiche, avrebbero buone possibilità di vincerle. Sulla base di questi dati, calcolare il livello di indecenza dei loro avversari, necessario a garantire comunque un’alternanza tra le due coalizioni-fogna, e il grado di disperazione di un paese costretto a sottomettersi – senza possibilità di alternativa – all’una o all’altra banda a intervalli regolari.
      

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