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    DELLA DEMOCRAZIA IN AMERICA

    by Gianluca Freda (13/11/2006 - 21:39)

    John Conyers, l’uomo che voleva chiedere l’impeachment per George Bush, è riuscito a farsi eleggere nelle file dei democratici e a diventare presidente della House Judiciary Committee, la commissione giustizia dela Camera statunitense. Chi sperava in un impeachment del dittatore USA (e magari in un processo per i crimini dell’11 settembre che coinvolgesse i membri della sua amministrazione) non ha fatto neppure in tempo a stappare lo spumante che è arrivata, come una doccia gelida, l’inversione di rotta a 180°. Conyers ha dichiarato che l’impeachment del presidente è "off the table", fuori questione. Cioè non se ne parla proprio. Ha avuto perfino il coraggio di affermare che la sua posizione sull’impeachment "è stata distorta dalla destra durante la campagna elettorale". Ma davvero? Nello scorso dicembre Conyers aveva posto le basi per la richiesta dell’impeachment – diventando l’eroe della sinistra americana – in un lungo rapporto di 350 pagine, il cui titolo stesso è chilometrico: La Costituzione in crisi: i verbali di Downing Street e gli inganni, le manipolazioni, le torture, le pene e le coperture della guerra in Iraq.

    Cosa ha spinto Conyers a fare marcia indietro? Probabilmente una richiesta da parte dei colleghi Democrats di adeguarsi alla linea del partito o affrontarne le conseguenze. E la linea del partito di Conyers è pressochè indistinguibile da quella del partito di George Bush. I principali leader Democratici – quelli che il 7 novembre hanno avuto ragione dei Repubblicani nelle elezioni di midterm – hanno appoggiato e votato tutte le scelte più oscene dei loro avversari neocon. Hanno appoggiato e votato la guerra in Afghanistan, quella in Iraq, il Patriot Act e il Military Commission Act. Hanno perfino votato contro una semplice mozione di condanna contro il ricorso alla tortura in Iraq. Questi sono i rappresentanti della "sinistra" americana, quelli che fanno spellare le mani dagli applausi ai nostri riformisti e al codazzo di giornalisti che gli regge lo strascico. La stessa Nancy Pelosi, neoeletta spaker della Camera USA per i Democratici, ha dichiarato che non ci sarà nessuna richiesta di impeachment per George Bush. Addio sogni di gloria. Chi già sognava di vedere Bush, Rumsfeld, Wolfowitz, Perle, Feith, Luttwak e il resto della banda di assassini giudeo-americani affrontare un processo per crimini contro l’umanità e alto tradimento, dovrà riporre i sogni nel cassetto.

    Anche Howard Dean, presidente dei Democratici, ha dichiarato che non ci sarà nessuna procedura di impeachment per Bush. Questi bei tomi – che ricordano tanto i "riformisti" di casa nostra, cioè l’estrema destra travestita da sinistra – non stanno solo tradendo le aspettative e il mandato dei loro elettori: stanno dando carta bianca a un manipolo di assassini per proseguire con i loro genocidi in Medio Oriente e per mandare altre centinaia di loro concittadini a fare da carne da cannone in una guerra già perduta. Questi neoeletti senatori e deputati "di sinistra" stanno facendo scudo a un’amministrazione assassina, che ha mentito alla nazione, ucciso 3000 dei suoi cittadini in un mostruoso complotto ordito di comune accordo con gli ebrei d’Israele e distrutto quel poco che restava della democrazia americana.

     

    L’elezione di questi neocon di sinistra sembra avere il solo scopo di bloccare sul nascere il movimento contro la guerra e di mettere a tacere i comitati per la verità sull’11 settembre, le cui scoperte, grazie a internet, avevano iniziato a essere conosciute in ogni angolo del pianeta. Il loro programma? Innalzare i salari minimi e legalizzare la posizione degli immigrati clandestini. Intenti lodevoli, se non fossero un diversivo per distrarre l’opinione pubblica dal problema di base: che è quello di ripensare radicalmente il sistema americano, dalla partecipazione dei cittadini alla vita politica, all’economia, ai consumi, al sistema dei diritti, devastato dalle leggi liberticide di Bush. Se si perde di vista quest’obiettivo, la vittoria dei Democratici – di QUESTI Democratici – non è altro che l’ennesima fase della caduta dell’America come la conoscevamo in un precipizio di barbarie che sembra non avere fondo.

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