Archivio Novembre 2006
IL BROGLIO 2. THE SOLUTION.
di Gianluca Freda (01/11/2006 - 23:44)
L’editore 6books6.com ha pubblicato un altro libro sui brogli elettorali perpetrati dal centrodestra alle ultime elezioni politiche, quelle del 9 e 10 aprile scorso, brogli che – come ricorderete - avevano eroso l’ampio vantaggio del centrosinistra, pronosticato da tutti i sondaggi, portando il centrodestra a perdere le elezioni per poco più di 20.000 voti, quindi ad un sostanziale pareggio. Il broglio è stato senz’altro perpetrato manipolando i dati delle schede bianche per trasformarli in voti a favore di Forza Italia. In moltissimi comuni, infatti, si è verificato un crollo verticale del numero delle schede bianche, che in molti casi si sono addirittura azzerate (v. Il romanzo-verità Il Broglio). Ancora oggi il sito del Ministero degli Interni non ha pubblicato i dati delle schede bianche per singoli comuni, ben sapendo che così facendo l’inghippo sarebbe venuto fuori. Il libro è il resoconto di un’indagine condotta su internet dall’autore e può essere acquistato anche in formato elettronico per 6,90 euro. Ne riporto un capitolo (reperibile anche sul sito della casa editrice).
Sullo stesso argomento dovrebbe ormai essere in dirittura d’arrivo il nuovo documentario di Deaglio-Cremagnani, che promette di fare scalpore.
* * *
DIAMO I NUMERI
Allora da dove si poteva iniziare? La prima cosa da fare era quella di ordinare ed elencare tutto quello che non quadrava: riordinare e catalogare le idee, la base per ogni indagine seria (tenete a mente questi numeri):
* Tutti i sondaggi (ed erano veramente tanti, quasi 50 a livello nazionale(1) ) davano vincente il centro-sinistra con un vantaggio di 4-5 punti percentuali.
* Gli exit poll, diffusi alla chiusura delle urne, confermano le stesse previsioni dei sondaggi.
* Il numero dei votanti era “stranamente” aumentato dalle ultime politiche (quelle del 2001).
* Il numero delle schede bianche e nulle era drasticamente diminuito (di oltre il 60%) dalle ultime politiche.
* Lo scrutinio aveva avuto uno strano andamento: il centro-destra, partito con uno svantaggio anche di 8 punti percentuali, aveva poi recuperato tutto lo svantaggio.
* Durante lo scrutinio il Ministro degli Interni aveva abbandonato il suo posto per far visita al Premier Berlusconi e durante questa visita il flusso dei risultati dello scrutinio dal Ministero si era arrestato.
* Il Segretario dei DS, poco dopo le 2:30, aveva annunciato che alla Camera aveva vinto il centro-sinistra, quando lo spoglio delle schede non era ancora terminato e quindi non c’era ancora il risultato ufficiale.
* Alla elezioni amministrative successive (il 28 e 29 maggio 2006) il partito dell’ex Premier, Forza Italia era sceso di oltre il 5% rispetto alle Politiche di aprile, prendendo a campione le stesse province.
Francamente ci voleva quasi un atto di fede (con la minuscola… badate bene… con la minuscola…) a credere a tutte queste stranezze concomitanti(2).
Era così giunto il momento di iniziare le indagini, di andare a caccia di indizi e di prove… quindi giri per uffici, telefonate a “amici”, tabulati raccolti con l’aiuto di qualche conoscente compiacente e qualche informazione “rubata” qua e la in chiacchierate fatte con qualche impiegato in un ufficio statale… nella speranza, magari, di incontrare la “gola profonda”. Macché! Nulla di tutto questo… era il 2006: l’era di Internet, l’era della Grande Rete Globale… per condurre le indagini sulle elezioni politiche del 2006 e smascherare il “grande broglio” bastava un computer collegato ad Internet, una linea veloce, tanta bravura nel fare le ricerche su Google, un po’ di pazienza e magari un colpo di fortuna: ecco cosa serviva ad un investigatore del 3° millennio!
Avrebbe sicuramente trovato le prove ed incastrato i colpevoli perché Lui era certo che i colpevoli c’erano, perché i brogli c’erano stati… e si era già fatto una precisa idea: ricordando i suoi trascorsi da programmatore era arrivato alla conclusione che l’unico modo per imbrogliare alle elezioni era quello di “cambiare” i risultati sul cervellone del Ministero degli Interni: una sola persona o al massimo due o tre potevano modificare, con un programma, i risultati a livello centrale nel momento in cui questi venivano trasmessi dalle prefetture; se non viene fornito il dettaglio del voto non si possono fare controlli incrociati e quindi è quasi impossibile accorgersene… . il broglio è quasi perfetto, quasi indimostrabile…
Ed effettivamente sul sito del Ministero il dettaglio per singolo comune non c’era… e nemmeno quelli per singola sezione elettorale… “cosa vergognosa”… pensò; se i seggi pubblicano i risultati elettorali ed è possibile, per chiunque, controllare che il risultato del seggio sia uguale a quello pubblicato sul sito del Ministero… beh… si taglia di netto la testa a qualsiasi possibilità di broglio. Ma è possibile che non ci avessero mai pensato? “Già ma per quasi 61.000 seggi ci sarebbe voluto chissà quale programma e chissà quale spesa”, avrebbero probabilmente obiettato le menti informatiche del Ministero! Ed invece sarebbe bastato un foglio di excel o di open office, che è per giunta gratuito!…. ci sono 65.536 righe per ogni foglio: ogni riga un seggio ed ogni colonna un partito e nella cella, all’incrocio tra riga e colonna, i voti ottenuti dal partito in ogni seggio: bastava un solo foglio, un solo file, per memorizzare i dati di tutti i seggi del Paese e sarebbero pure avanzate quasi 5.000 righe!
Invece sul sito del Ministero c’erano solo i risultati aggregati per regione e per provincia e, tra l’altro, mancavano anche tutti i numeri delle schede bianche e delle nulle! Strano, molto, molto strano: la sua intuizione forse era giusta ed aveva anche trovato, sui blog in Internet, molti commenti di persone che temevano che si fossero fatti votare pure i morti… sentiva di essere vicino alle prove… ed ogni pagina che scaricava da Internet aumentava la sua eccitazione, come un cane di caccia che si avvicina alla preda fiutava già la soluzione, era lì, dietro l’angolo ed assaporava già il dolce sapore del successo.
Bastava una traccia, un riscontro incrociato che non tornasse per provare che il numero dei votanti era stato gonfiato ad arte ed incastrarli… già incastrarli… ma…
(1) Se ne può trovare un riassunto qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2006
Sullo stesso argomento dovrebbe ormai essere in dirittura d’arrivo il nuovo documentario di Deaglio-Cremagnani, che promette di fare scalpore.
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DIAMO I NUMERI
Allora da dove si poteva iniziare? La prima cosa da fare era quella di ordinare ed elencare tutto quello che non quadrava: riordinare e catalogare le idee, la base per ogni indagine seria (tenete a mente questi numeri):
* Tutti i sondaggi (ed erano veramente tanti, quasi 50 a livello nazionale(1) ) davano vincente il centro-sinistra con un vantaggio di 4-5 punti percentuali.
* Gli exit poll, diffusi alla chiusura delle urne, confermano le stesse previsioni dei sondaggi.
* Il numero dei votanti era “stranamente” aumentato dalle ultime politiche (quelle del 2001).
* Il numero delle schede bianche e nulle era drasticamente diminuito (di oltre il 60%) dalle ultime politiche.
* Lo scrutinio aveva avuto uno strano andamento: il centro-destra, partito con uno svantaggio anche di 8 punti percentuali, aveva poi recuperato tutto lo svantaggio.
* Durante lo scrutinio il Ministro degli Interni aveva abbandonato il suo posto per far visita al Premier Berlusconi e durante questa visita il flusso dei risultati dello scrutinio dal Ministero si era arrestato.
* Il Segretario dei DS, poco dopo le 2:30, aveva annunciato che alla Camera aveva vinto il centro-sinistra, quando lo spoglio delle schede non era ancora terminato e quindi non c’era ancora il risultato ufficiale.
* Alla elezioni amministrative successive (il 28 e 29 maggio 2006) il partito dell’ex Premier, Forza Italia era sceso di oltre il 5% rispetto alle Politiche di aprile, prendendo a campione le stesse province.
Francamente ci voleva quasi un atto di fede (con la minuscola… badate bene… con la minuscola…) a credere a tutte queste stranezze concomitanti(2).
Era così giunto il momento di iniziare le indagini, di andare a caccia di indizi e di prove… quindi giri per uffici, telefonate a “amici”, tabulati raccolti con l’aiuto di qualche conoscente compiacente e qualche informazione “rubata” qua e la in chiacchierate fatte con qualche impiegato in un ufficio statale… nella speranza, magari, di incontrare la “gola profonda”. Macché! Nulla di tutto questo… era il 2006: l’era di Internet, l’era della Grande Rete Globale… per condurre le indagini sulle elezioni politiche del 2006 e smascherare il “grande broglio” bastava un computer collegato ad Internet, una linea veloce, tanta bravura nel fare le ricerche su Google, un po’ di pazienza e magari un colpo di fortuna: ecco cosa serviva ad un investigatore del 3° millennio!
Avrebbe sicuramente trovato le prove ed incastrato i colpevoli perché Lui era certo che i colpevoli c’erano, perché i brogli c’erano stati… e si era già fatto una precisa idea: ricordando i suoi trascorsi da programmatore era arrivato alla conclusione che l’unico modo per imbrogliare alle elezioni era quello di “cambiare” i risultati sul cervellone del Ministero degli Interni: una sola persona o al massimo due o tre potevano modificare, con un programma, i risultati a livello centrale nel momento in cui questi venivano trasmessi dalle prefetture; se non viene fornito il dettaglio del voto non si possono fare controlli incrociati e quindi è quasi impossibile accorgersene… . il broglio è quasi perfetto, quasi indimostrabile…
Ed effettivamente sul sito del Ministero il dettaglio per singolo comune non c’era… e nemmeno quelli per singola sezione elettorale… “cosa vergognosa”… pensò; se i seggi pubblicano i risultati elettorali ed è possibile, per chiunque, controllare che il risultato del seggio sia uguale a quello pubblicato sul sito del Ministero… beh… si taglia di netto la testa a qualsiasi possibilità di broglio. Ma è possibile che non ci avessero mai pensato? “Già ma per quasi 61.000 seggi ci sarebbe voluto chissà quale programma e chissà quale spesa”, avrebbero probabilmente obiettato le menti informatiche del Ministero! Ed invece sarebbe bastato un foglio di excel o di open office, che è per giunta gratuito!…. ci sono 65.536 righe per ogni foglio: ogni riga un seggio ed ogni colonna un partito e nella cella, all’incrocio tra riga e colonna, i voti ottenuti dal partito in ogni seggio: bastava un solo foglio, un solo file, per memorizzare i dati di tutti i seggi del Paese e sarebbero pure avanzate quasi 5.000 righe!
Invece sul sito del Ministero c’erano solo i risultati aggregati per regione e per provincia e, tra l’altro, mancavano anche tutti i numeri delle schede bianche e delle nulle! Strano, molto, molto strano: la sua intuizione forse era giusta ed aveva anche trovato, sui blog in Internet, molti commenti di persone che temevano che si fossero fatti votare pure i morti… sentiva di essere vicino alle prove… ed ogni pagina che scaricava da Internet aumentava la sua eccitazione, come un cane di caccia che si avvicina alla preda fiutava già la soluzione, era lì, dietro l’angolo ed assaporava già il dolce sapore del successo.
Bastava una traccia, un riscontro incrociato che non tornasse per provare che il numero dei votanti era stato gonfiato ad arte ed incastrarli… già incastrarli… ma…
(1) Se ne può trovare un riassunto qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2006
(2) Da non perdere per un esaustivo esame sui possibili brogli: http://nuke.pummarulella.org/Home/broglielettorali/tabid/192/Default.aspx






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