Archivio Ottobre 2006
L'ULTIMA RIVOLUZIONE (PARTE 2)
by Gianluca Freda (25/10/2006 - 01:27)
L'ULTIMA RIVOLUZIONE (Parte 2)
di Aldous Huxley
Conferenza tenuta al Berkeley Language Center il 20 marzo 1962
Traduzione di Gianluca Freda
Sulla base di ciò che ho detto fin qui, penso si possa vedere chiaramente che le popolazioni umane possono essere classificate a seconda del loro grado di suggestionabilità. Ho il forte sospetto che questo 20% che abbiamo visto sia una percentuale presente in tutti i casi, e sospetto anche che non sarebbe difficile identificare e distinguere coloro che sono estremamente suggestionabili da coloro che non sono suggestionabili affatto e stabilire chi siano, invece, coloro che stanno a metà strada. E’ evidente che se nessuno fosse suggestionabile, le società organizzate non sarebbero possibili; e se tutti fossero fortemente suggestionabili, allora una dittatura sarebbe assolutamente inevitabile. E’ una vera fortuna che ci troviamo ad avere una maggioranza di persone moderatamente suggestionabili, che ci preservano dalla dittatura ma consentono la costituzione di una società organizzata. Ma, una volta appurato che esiste questo 20% di persone altamente suggestionabili, risulta chiaro che ciò rappresenta un problema di enorme rilevanza politica; ad esempio, qualsiasi demagogo che riesca a far presa su un ampio numero di questo 20% di persone e ad organizzarle, avrà la possibilità di rovesciare qualunque governo in qualunque paese.
Dopo tutto credo che abbiamo avuto, in anni recenti, il più incredibile esempio di ciò che si può fare grazie a metodi efficienti di suggestione e persuasione nella persona di Hitler. Chiunque abbia letto, ad esempio, la “Vita di Hitler” di Alan Bullock, non può fare a meno di provare un’atterrita ammirazione per questo genio infernale, che conosceva bene le debolezze umane, meglio, credo, di chiunque altro, e che sapeva sfruttarle con tutte le risorse che aveva a disposizione. Egli conosceva, intuitivamente, quella verità pavloviana per cui un condizionamento eseguito in uno stato di stress o di affaticamento va più in profondità di un condizionamento eseguito in altri momenti. Ecco perché tutti i suoi discorsi più importanti venivano pronunciati di sera. Egli lo dice in modo molto esplicito nel Mein Kampf : il motivo era che a sera la gente è più stanca e quindi meno in grado di resistere alla persuasione di quanto potrebbe fare durante il giorno. Con le tecniche che usava era riuscito a scoprire intuitivamente, e procedendo per tentativi, molte di quelle debolezze che oggi, grazie all’approccio scientifico, conosciamo molto meglio di lui.
Resta il fatto che questa differenza di suggestionabilità, questo diverso grado di resistenza all’ipnosi, deve essere preso in attenta considerazione in ogni discorso che riguardi i governi democratici. Se esiste davvero un 20% di popolazione che può essere suggestionato fino a fargli credere qualunque cosa, allora dobbiamo stare estremamente attenti a impedire l’ascesa di demagoghi che potrebbero guidare queste persone su posizioni estreme, organizzandole in grandi eserciti privati, molto, molto pericolosi, che potrebbero arrivare a rovesciare il governo.
Nel campo della persuasione oggi sappiamo molte più cose che in passato e ovviamente possediamo strumenti che possono moltiplicare la voce e le immagini dei demagoghi in maniera allucinante. Parlo della TV e della radio. Hitler faceva un uso massicio della radio, poteva parlare simultaneamente a milioni di persone. Questo crea uno scarto enorme tra i demagoghi antichi e quelli moderni. Il demagogo antico poteva suggestionare tante persone quante poteva raggiungerne la sua voce urlata a squarciagola, non di più; ma il demagogo moderno può raggiungerne letteralmente milioni allo stesso tempo e moltiplicando le proprie immagini può produrre quella sorta di effetto allucinatorio che è di enorme importanza nell’ipnosi e nella suggestione.
Dopo di che si può pensare a molti altri metodi, i quali, grazie al cielo, non sono ancora stati usati, ma che ovviamente potrebbero esserlo. Tra essi c’è, ad esempio, il metodo farmacologico, una delle cose di cui parlavo in MN. Avevo inventato una droga immaginaria chiamata SOMA, che naturalmente non può esistere nei termini in cui la presentavo nel romanzo, essendo allo stesso tempo uno stimolante, un narcotico e un allucinogeno; il che è piuttosto improbabile per una sostanza stupefacente. Ma il punto è che utilizando più sostanze si potrebbero ottenere anche oggi i risultati che descrivevo. E la cosa più interessante di queste nuove sostanze chimiche, di queste droghe che modificano la mente, è questa: nel corso della storia l’uomo ha sempre provato una forte attrazione per quelle sostanze chimiche in grado di alterare la mente, ha sempre desiderato prendersi una vacanza da se stesso. La cosa più straordinaria di tutte è che ogni narcotico, stimolante, sedativo o allucinogeno di cui aveva bisogno era già stato scoperto in natura fin dall’alba dei tempi. Neppure una di queste droghe naturali è stata scoperta dalla scienza moderna.
La scienza moderna possiede sistemi molto più efficaci per estrarre i princìpi attivi di queste droghe e ha scoperto, naturalmente, molti metodi per sintetizzare droghe estremamente potenti, ma la scoperta vera e propria dell’esistenza in natura di queste sostanze fu fatta dall’uomo primitivo, dio solo sa quanti secoli or sono. Per esempio in alcune abitazioni del neolitico, ritrovate durante scavi in Svizzera, sono state rinvenute foglie di papavero, il che significa che già a quell’epoca l’uomo conosceva questo narcotico antico, potente e pericoloso, molto prima che esistesse l’agricoltura. Sembra proprio che l’uomo fosse tossicodipendente molto prima di diventare contadino, il che è un modo piuttosto curioso di commentare la natura umana.
Ma la differenza tra le antiche droghe, le tradizionali generatrici di stati mentali alterati, e le nuove sostanze sta nel fatto che le prime erano estremamente nocive mentre le seconde non lo sono. Voglio dire che perfino droghe legali come l’alcool non sono del tutto innocue, come ben si sa; le altre droghe, quelle illegali come l’oppio e la cocaina, l’oppio e i suoi derivati, sono davvero molto nocive. Generano rapidamente dipendenza e in certi casi portano in breve tempo alla degenerazione fisica e alla morte.
La cosa più notevole è che una gran parte di queste sostanze che alterano la mente producono effetti enormi sul piano mentale del nostro essere, ma quasi nessuno sul piano fisiologico. Si hanno, ad esempio, effetti enormi con l’LSD-25 o con la psilocibina – una sostanza recentemente sintetizzata – che è il principio attivo del fungo sacro messicano. Si possono ottenere enormi effetti sulla mente senza produrre effetti fisiologici più seri di quelli che si otterrebbero bevendo un paio di cocktail. E questo è un effetto davvero straordinario.
E’ vero anche che le case farmaceutiche stanno producendo una grande quantità di queste nuove droghe meravigliose e la cura è quasi peggio della malattia. Ogni anno la nuova edizione dell’annuario di medicina contiene un capitolo sempre più lungo dedicato alle malattie iatrogeniche, cioè ai malanni provocati dai dottori. Ed è un fatto che molte di queste droghe meravigliose siano molto pericolose. Producono effetti straordinari e in condizioni critiche si dovrebbe sì usarle, ma con la massima cautela. Ma esiste anche un’intera categoria di droghe che influiscono sul sistema nervoso centrale, producendo enormi effetti sedativi, di euforia e di stimolazione dei processi mentali, senza creare alcun danno visibile al corpo umano, e questo rappresenta per me la più straordinaria delle rivoluzioni. Nelle mani di un dittatore queste sostanze potrebbero essere utilizzate, in un modo o nell’altro, in modo da non generare complicazioni fisiche e il risultato, come si può immaginare, sarebbe un’euforia che renderebbe le persone completamente felici anche nelle circostanze più abominevoli.
Queste cose sono possibili. La cosa straordinaria è che si possono fare anche con le vecchie droghe comuni. Anni fa un mio compagno di stanza, dopo aver letto il Paradiso perduto di Milton, commentò: “La birra ha fatto più di Milton per giustificare l’atteggiamento di Dio verso l’uomo”. E la birra è senz’altro una droga molto primitiva se paragonata alle altre. Possiamo dire senz’altro che alcuni stimolanti psichici e certi nuovi allucinogeni possono fare molto più di Milton e di tutti i teologi messi insieme per far apparire più tollerabile il terrificante mistero della nostra esistenza. Ecco un’enorme area in cui la rivoluzione definitiva potrebbe funzionare molto bene, un’area in cui sarebbe possibile ottenere un controllo notevole non attraverso il terrore, ma facendo sembrare più gradevole la vita. Gradevole fino al punto – come dicevo prima – da spingere gli esseri umani ad apprezzare una condizione che, secondo standard umani decorosi e ragionevoli, non dovrebbero apprezzare affatto. Io credo che questo sia perfettamente realizzabile.
Vorrei anche parlare, molto brevemente, delle recenti scoperte nel campo della neurologia, riguardo l’impianto di elettrodi nel cervello. Queste tecniche sono state sperimentate su larga scala su cavie animali e in alcuni casi anche su pazienti affetti da demenza incurabile. Chiunque abbia osservato il comportamento di topi con elettrodi inseriti in diversi centri cerebrali esce da questa esperienza con una forte preoccupazione sul destino che potrebbe attenderci se mai a un dittatore venisse in mente di utilizzare questi metodi. Non molto tempo fa ho osservato alcuni di questi topi in un laboratorio dell’UCLA: c’erano due gruppi, il primo con elettrodi piantati nei centri del piacere. Questi topi avevano una barra, collegata all’elettrodo con un cavo, che poteva essere premuta e che generava per qualche istante una blanda corrente elettrica che stimolava i centri del piacere. I topi premevano questa barra circa 18.000 volte al giorno. Se un giorno gli si impediva di premerla, il giorno successivo la premevano 36.000 volte, continuando finché non crollavano completamente esausti. Non mangiavano, non si interessavano più all’altro sesso, ma semplicemente continuavano a premere questa barra.
I topi più interessanti erano quelli ai quali l’elettrodo era stato impiantato a metà strada tra i centri del piacere e quelli del dolore. Il risultato era un incrocio tra l’estasi più meravigliosa e allo stesso tempo una sensazione di tormento. Si vedevano i topi guardare la barra come se stessero pensando “essere o non essere questo è il problema”. Alla fine si avvicinavano e poi si ritraevano con questo [incomprensibile nell’audio, NdT], aspettavano un po’ e poi premevano la barra di nuovo. Era questa la cosa straordinaria.
In un recente numero di Scientific American ho notato un articolo molto interessante sulle sperimentazioni con elettrodi eseguite sul cervello delle galline. La tecnica è molto ingegnosa: gli si infila nel cervello una specie di spinotto con una vite sopra e in questo modo l’elettrodo può essere avvitato sempre più in profondità nella corteccia cerebrale. In qualsiasi momento si possono eseguire dei test in relazione alla profondità, che varia di poche frazioni di millimetro, sui punti che si stanno stimolando. Queste creature non vengono stimolate via cavo, ma viene loro applicato un radioricevitore miniaturizzato, che pesa meno di 30 grammi, con cui possono ricevere segnali a distanza. In pratica, mentre stanno correndo per il cortile, si può schiacciare un pulsante e l’area specifica del cervello in cui è stato impiantato l’elettrodo verrà stimolata. Si assiste così a quel fantastico fenomeno per cui una gallina che dorme si alza all’improvviso e inizia a correre, oppure una galina in movimento all’improvviso si accovaccia e si addormenta; o una gallina si accovaccia e inizia a comportarsi come se stesse covando un uovo o un gallo da combattimento cade preda della depressione.
Il controllo totale che si esercita con questi congegni è terrificante e in quei pochi casi in cui è stato sperimentato su esseri umani gravemente ammalati i risultati sono stati altrettanto rimarchevoli. L’estate scorsa, in Inghilterra, parlavo con Grey Walters, che è il più eminente esperto della tecnica EEG in Inghilterra. Mi diceva di aver visto, all’interno di alcuni manicomi, dei pazienti incurabili con qusti affari infilati nella testa, e questi pazienti soffrivano di depressione incontrollabile. Avevano questi elettrodi inseriti nei centri cerebrali del piacere e quando si sentivano veramente male schiacciavano un bottone sulla batteria che avevano in tasca e i risultati – così mi ha raccontato – erano stupefacenti. La bocca inclinata all’ingiù improvvisamente si risollevava e queste persone si sentivano gioiose e felici. Un’altra tecnica straordinaria che oggi è a nostra disposizione.
E’ ovvio che al momento queste tecniche non vengono utilizzate se non in via sperimentale, ma credo sia importante capire cosa sta succedendo per prendere confidenza con ciò che è già successo e quindi usare un po’ d’immaginazione per estrapolare e proiettare nel futuro ciò che potrebbe succedere. Cosa potrebbe succedere se queste tecniche fantastiche e poderose fossero usate da persone senza scrupoli dotate di autorità? Cosa mai succederebbe, che razza di società potremmo ottenere?
Ciò è particolarmente importante se si pensa che, guardando alla storia passata, fino ad oggi abbiamo sempre permesso a questi progressi tecnologici che modificano profondamente la nostra vita sociale e individuale di coglierci di sorpresa. Mi sembra sia stato tra la fine del 18° e l’inizio del 19° secolo che le nuove macchine hanno consentito lo sviluppo dell’industria. Non era oltre le possibilità umane osservare ciò che stava accadendo, proiettarlo nel futuro e magari prevenire le terribli conseguenze che avrebbero devastato l’Inghilterra, buona parte dell’Europa Occidentale e questo paese per sessanta o settant’anni, gli orribili abusi del sistema industriale. E se una certa dose di previdenza fosse stata applicata in quel momento al problema e se la gente avesse prima cercato di capire cosa stava succedendo e poi usato l’immaginazione per capire cosa poteva succedere e quindi avesse elaborato gli strumenti per far sì che le peggiori applicazioni della tecnica non avessero luogo, allora credo che l’occidente si sarebbe risparmiato circa tre generazioni di miseria terribile imposta ai poveri di quell’epoca.
La stessa cosa vale per i progressi tecnologici odierni. Dobbiamo pensare ai problemi dell’automazione e – in modo più approfondito – a quelli che potrebbero sorgere grazie a queste tecniche, che potrebbero davvero contribuire a questa rivoluzione definitiva. Il nostro compito è di essere consapevoli di ciò che sta accadendo e di usare la nostra immaginazione per capire cosa potrebbe succedere, in che modo si potrebbe approfittarne e infine, se possibile, di provvedere affinché gli immensi poteri che oggi possediamo grazie a queste scoperte scientifiche e tecnologiche vengano usati a beneficio dell’umanità e non per la sua degradazione.
Dopo tutto credo che abbiamo avuto, in anni recenti, il più incredibile esempio di ciò che si può fare grazie a metodi efficienti di suggestione e persuasione nella persona di Hitler. Chiunque abbia letto, ad esempio, la “Vita di Hitler” di Alan Bullock, non può fare a meno di provare un’atterrita ammirazione per questo genio infernale, che conosceva bene le debolezze umane, meglio, credo, di chiunque altro, e che sapeva sfruttarle con tutte le risorse che aveva a disposizione. Egli conosceva, intuitivamente, quella verità pavloviana per cui un condizionamento eseguito in uno stato di stress o di affaticamento va più in profondità di un condizionamento eseguito in altri momenti. Ecco perché tutti i suoi discorsi più importanti venivano pronunciati di sera. Egli lo dice in modo molto esplicito nel Mein Kampf : il motivo era che a sera la gente è più stanca e quindi meno in grado di resistere alla persuasione di quanto potrebbe fare durante il giorno. Con le tecniche che usava era riuscito a scoprire intuitivamente, e procedendo per tentativi, molte di quelle debolezze che oggi, grazie all’approccio scientifico, conosciamo molto meglio di lui.
Resta il fatto che questa differenza di suggestionabilità, questo diverso grado di resistenza all’ipnosi, deve essere preso in attenta considerazione in ogni discorso che riguardi i governi democratici. Se esiste davvero un 20% di popolazione che può essere suggestionato fino a fargli credere qualunque cosa, allora dobbiamo stare estremamente attenti a impedire l’ascesa di demagoghi che potrebbero guidare queste persone su posizioni estreme, organizzandole in grandi eserciti privati, molto, molto pericolosi, che potrebbero arrivare a rovesciare il governo.
Nel campo della persuasione oggi sappiamo molte più cose che in passato e ovviamente possediamo strumenti che possono moltiplicare la voce e le immagini dei demagoghi in maniera allucinante. Parlo della TV e della radio. Hitler faceva un uso massicio della radio, poteva parlare simultaneamente a milioni di persone. Questo crea uno scarto enorme tra i demagoghi antichi e quelli moderni. Il demagogo antico poteva suggestionare tante persone quante poteva raggiungerne la sua voce urlata a squarciagola, non di più; ma il demagogo moderno può raggiungerne letteralmente milioni allo stesso tempo e moltiplicando le proprie immagini può produrre quella sorta di effetto allucinatorio che è di enorme importanza nell’ipnosi e nella suggestione.
Dopo di che si può pensare a molti altri metodi, i quali, grazie al cielo, non sono ancora stati usati, ma che ovviamente potrebbero esserlo. Tra essi c’è, ad esempio, il metodo farmacologico, una delle cose di cui parlavo in MN. Avevo inventato una droga immaginaria chiamata SOMA, che naturalmente non può esistere nei termini in cui la presentavo nel romanzo, essendo allo stesso tempo uno stimolante, un narcotico e un allucinogeno; il che è piuttosto improbabile per una sostanza stupefacente. Ma il punto è che utilizando più sostanze si potrebbero ottenere anche oggi i risultati che descrivevo. E la cosa più interessante di queste nuove sostanze chimiche, di queste droghe che modificano la mente, è questa: nel corso della storia l’uomo ha sempre provato una forte attrazione per quelle sostanze chimiche in grado di alterare la mente, ha sempre desiderato prendersi una vacanza da se stesso. La cosa più straordinaria di tutte è che ogni narcotico, stimolante, sedativo o allucinogeno di cui aveva bisogno era già stato scoperto in natura fin dall’alba dei tempi. Neppure una di queste droghe naturali è stata scoperta dalla scienza moderna.
La scienza moderna possiede sistemi molto più efficaci per estrarre i princìpi attivi di queste droghe e ha scoperto, naturalmente, molti metodi per sintetizzare droghe estremamente potenti, ma la scoperta vera e propria dell’esistenza in natura di queste sostanze fu fatta dall’uomo primitivo, dio solo sa quanti secoli or sono. Per esempio in alcune abitazioni del neolitico, ritrovate durante scavi in Svizzera, sono state rinvenute foglie di papavero, il che significa che già a quell’epoca l’uomo conosceva questo narcotico antico, potente e pericoloso, molto prima che esistesse l’agricoltura. Sembra proprio che l’uomo fosse tossicodipendente molto prima di diventare contadino, il che è un modo piuttosto curioso di commentare la natura umana.
Ma la differenza tra le antiche droghe, le tradizionali generatrici di stati mentali alterati, e le nuove sostanze sta nel fatto che le prime erano estremamente nocive mentre le seconde non lo sono. Voglio dire che perfino droghe legali come l’alcool non sono del tutto innocue, come ben si sa; le altre droghe, quelle illegali come l’oppio e la cocaina, l’oppio e i suoi derivati, sono davvero molto nocive. Generano rapidamente dipendenza e in certi casi portano in breve tempo alla degenerazione fisica e alla morte.
La cosa più notevole è che una gran parte di queste sostanze che alterano la mente producono effetti enormi sul piano mentale del nostro essere, ma quasi nessuno sul piano fisiologico. Si hanno, ad esempio, effetti enormi con l’LSD-25 o con la psilocibina – una sostanza recentemente sintetizzata – che è il principio attivo del fungo sacro messicano. Si possono ottenere enormi effetti sulla mente senza produrre effetti fisiologici più seri di quelli che si otterrebbero bevendo un paio di cocktail. E questo è un effetto davvero straordinario.
E’ vero anche che le case farmaceutiche stanno producendo una grande quantità di queste nuove droghe meravigliose e la cura è quasi peggio della malattia. Ogni anno la nuova edizione dell’annuario di medicina contiene un capitolo sempre più lungo dedicato alle malattie iatrogeniche, cioè ai malanni provocati dai dottori. Ed è un fatto che molte di queste droghe meravigliose siano molto pericolose. Producono effetti straordinari e in condizioni critiche si dovrebbe sì usarle, ma con la massima cautela. Ma esiste anche un’intera categoria di droghe che influiscono sul sistema nervoso centrale, producendo enormi effetti sedativi, di euforia e di stimolazione dei processi mentali, senza creare alcun danno visibile al corpo umano, e questo rappresenta per me la più straordinaria delle rivoluzioni. Nelle mani di un dittatore queste sostanze potrebbero essere utilizzate, in un modo o nell’altro, in modo da non generare complicazioni fisiche e il risultato, come si può immaginare, sarebbe un’euforia che renderebbe le persone completamente felici anche nelle circostanze più abominevoli.
Queste cose sono possibili. La cosa straordinaria è che si possono fare anche con le vecchie droghe comuni. Anni fa un mio compagno di stanza, dopo aver letto il Paradiso perduto di Milton, commentò: “La birra ha fatto più di Milton per giustificare l’atteggiamento di Dio verso l’uomo”. E la birra è senz’altro una droga molto primitiva se paragonata alle altre. Possiamo dire senz’altro che alcuni stimolanti psichici e certi nuovi allucinogeni possono fare molto più di Milton e di tutti i teologi messi insieme per far apparire più tollerabile il terrificante mistero della nostra esistenza. Ecco un’enorme area in cui la rivoluzione definitiva potrebbe funzionare molto bene, un’area in cui sarebbe possibile ottenere un controllo notevole non attraverso il terrore, ma facendo sembrare più gradevole la vita. Gradevole fino al punto – come dicevo prima – da spingere gli esseri umani ad apprezzare una condizione che, secondo standard umani decorosi e ragionevoli, non dovrebbero apprezzare affatto. Io credo che questo sia perfettamente realizzabile.
Vorrei anche parlare, molto brevemente, delle recenti scoperte nel campo della neurologia, riguardo l’impianto di elettrodi nel cervello. Queste tecniche sono state sperimentate su larga scala su cavie animali e in alcuni casi anche su pazienti affetti da demenza incurabile. Chiunque abbia osservato il comportamento di topi con elettrodi inseriti in diversi centri cerebrali esce da questa esperienza con una forte preoccupazione sul destino che potrebbe attenderci se mai a un dittatore venisse in mente di utilizzare questi metodi. Non molto tempo fa ho osservato alcuni di questi topi in un laboratorio dell’UCLA: c’erano due gruppi, il primo con elettrodi piantati nei centri del piacere. Questi topi avevano una barra, collegata all’elettrodo con un cavo, che poteva essere premuta e che generava per qualche istante una blanda corrente elettrica che stimolava i centri del piacere. I topi premevano questa barra circa 18.000 volte al giorno. Se un giorno gli si impediva di premerla, il giorno successivo la premevano 36.000 volte, continuando finché non crollavano completamente esausti. Non mangiavano, non si interessavano più all’altro sesso, ma semplicemente continuavano a premere questa barra.
I topi più interessanti erano quelli ai quali l’elettrodo era stato impiantato a metà strada tra i centri del piacere e quelli del dolore. Il risultato era un incrocio tra l’estasi più meravigliosa e allo stesso tempo una sensazione di tormento. Si vedevano i topi guardare la barra come se stessero pensando “essere o non essere questo è il problema”. Alla fine si avvicinavano e poi si ritraevano con questo [incomprensibile nell’audio, NdT], aspettavano un po’ e poi premevano la barra di nuovo. Era questa la cosa straordinaria.
In un recente numero di Scientific American ho notato un articolo molto interessante sulle sperimentazioni con elettrodi eseguite sul cervello delle galline. La tecnica è molto ingegnosa: gli si infila nel cervello una specie di spinotto con una vite sopra e in questo modo l’elettrodo può essere avvitato sempre più in profondità nella corteccia cerebrale. In qualsiasi momento si possono eseguire dei test in relazione alla profondità, che varia di poche frazioni di millimetro, sui punti che si stanno stimolando. Queste creature non vengono stimolate via cavo, ma viene loro applicato un radioricevitore miniaturizzato, che pesa meno di 30 grammi, con cui possono ricevere segnali a distanza. In pratica, mentre stanno correndo per il cortile, si può schiacciare un pulsante e l’area specifica del cervello in cui è stato impiantato l’elettrodo verrà stimolata. Si assiste così a quel fantastico fenomeno per cui una gallina che dorme si alza all’improvviso e inizia a correre, oppure una galina in movimento all’improvviso si accovaccia e si addormenta; o una gallina si accovaccia e inizia a comportarsi come se stesse covando un uovo o un gallo da combattimento cade preda della depressione.
Il controllo totale che si esercita con questi congegni è terrificante e in quei pochi casi in cui è stato sperimentato su esseri umani gravemente ammalati i risultati sono stati altrettanto rimarchevoli. L’estate scorsa, in Inghilterra, parlavo con Grey Walters, che è il più eminente esperto della tecnica EEG in Inghilterra. Mi diceva di aver visto, all’interno di alcuni manicomi, dei pazienti incurabili con qusti affari infilati nella testa, e questi pazienti soffrivano di depressione incontrollabile. Avevano questi elettrodi inseriti nei centri cerebrali del piacere e quando si sentivano veramente male schiacciavano un bottone sulla batteria che avevano in tasca e i risultati – così mi ha raccontato – erano stupefacenti. La bocca inclinata all’ingiù improvvisamente si risollevava e queste persone si sentivano gioiose e felici. Un’altra tecnica straordinaria che oggi è a nostra disposizione.
E’ ovvio che al momento queste tecniche non vengono utilizzate se non in via sperimentale, ma credo sia importante capire cosa sta succedendo per prendere confidenza con ciò che è già successo e quindi usare un po’ d’immaginazione per estrapolare e proiettare nel futuro ciò che potrebbe succedere. Cosa potrebbe succedere se queste tecniche fantastiche e poderose fossero usate da persone senza scrupoli dotate di autorità? Cosa mai succederebbe, che razza di società potremmo ottenere?
Ciò è particolarmente importante se si pensa che, guardando alla storia passata, fino ad oggi abbiamo sempre permesso a questi progressi tecnologici che modificano profondamente la nostra vita sociale e individuale di coglierci di sorpresa. Mi sembra sia stato tra la fine del 18° e l’inizio del 19° secolo che le nuove macchine hanno consentito lo sviluppo dell’industria. Non era oltre le possibilità umane osservare ciò che stava accadendo, proiettarlo nel futuro e magari prevenire le terribli conseguenze che avrebbero devastato l’Inghilterra, buona parte dell’Europa Occidentale e questo paese per sessanta o settant’anni, gli orribili abusi del sistema industriale. E se una certa dose di previdenza fosse stata applicata in quel momento al problema e se la gente avesse prima cercato di capire cosa stava succedendo e poi usato l’immaginazione per capire cosa poteva succedere e quindi avesse elaborato gli strumenti per far sì che le peggiori applicazioni della tecnica non avessero luogo, allora credo che l’occidente si sarebbe risparmiato circa tre generazioni di miseria terribile imposta ai poveri di quell’epoca.
La stessa cosa vale per i progressi tecnologici odierni. Dobbiamo pensare ai problemi dell’automazione e – in modo più approfondito – a quelli che potrebbero sorgere grazie a queste tecniche, che potrebbero davvero contribuire a questa rivoluzione definitiva. Il nostro compito è di essere consapevoli di ciò che sta accadendo e di usare la nostra immaginazione per capire cosa potrebbe succedere, in che modo si potrebbe approfittarne e infine, se possibile, di provvedere affinché gli immensi poteri che oggi possediamo grazie a queste scoperte scientifiche e tecnologiche vengano usati a beneficio dell’umanità e non per la sua degradazione.





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