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    I GULAG AMERICANI

    di Gianluca Freda (08/10/2006 - 13:54)


    ORA CHE ANCHE VOI POTETE ESSERE CONSIDERATI “NEMICI COMBATTENTI”...

    di Heather Wokusch   

    (da www.commondreams.org   Traduzione di Gianluca Freda)

    Poiché il Congresso ha recentemente conferito a Bush il potere di identificare anche i cittadini americani come “illegittimi nemici combattenti” e quindi di incarcerarli a tempo indefinito senza accuse, vale la pena di esaminare i dati relativi all’abuso sui prigionieri da parte del governo, nonché alla costruzione di nuovi penitenziari statali.

    Da governatore del Texas (1995-2000) Bush autorizzò l’esecuzione di 152 prigionieri, diventando così il governatore più assassino della storia degli Stati Uniti. Gli appartenenti a minoranze etniche, molti dei quali non avevano la possibilità di accedere ad una rappresentanza legale degna di questo nome, costituirono un’ampia percentuale delle persone messe a morte da Bush, e, in un caso particolarmente significativo, Bush fece giustiziare un immigrato che non aveva neppure potuto parlare con un membro del consolato del suo paese (come richiesto dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari, firmata anche dagli USA). La giustificazione di Bush: “Il Texas non ha firmato la Convenzione di Vienna, quindi perché dovrei rispettarla?”.

    Da governatore, Bush s’infischiò anche della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Minori, decidendo di far giustiziare condannati minorenni, una pratica attualmente condivisa solo da Iran, Pakistan, Arabia Saudita e Yemen. Significativamente, nel 1998 un buon 92% dei minorenni che Bush spedì nel braccio della morte appartenevano a minoranze etniche.

    Le condizioni delle prigioni texane durante il regno di Bush erano tristemente note, tanto che il giudice federale William Wayne Justice scriveva: “Molti detenuti hanno rilasciato credibili testimonianze sul perpetuarsi di violenze, stupri ed estorsioni all’interno del sistema carcerario e sul fatto che di queste condizioni abnormi essi stessi sono stati vittime”.

    Ad esempio, nel settembre 1996, fu videoregistrato un raid contro i detenuti di una prigione del Texas in cui le guardie carcerarie fecero uso di pistole stordenti e di un cane da attacco contro i prigionieri, che vennero poi trascinati nelle loro celle a faccia in giù.

    I finanziamenti ai centri d’igiene mentale furono così scarsi durante il regno di Bush che le prigioni texane avevano un gran numero di detenuti con problemi psichici. Questi detenuti finirono nei bracci della morte, in violazione di ogni standard dei diritti umani. Ad esempio, un prigioniero di nome Emile Duhamel, affetto da gravi turbe psichiche e con un QI di 56, morì nella cella di un braccio della morte texano nel luglio 1998. Le autorità sostennero il decesso per “cause naturali”, ma è più probabile che Duhamel sia stato ucciso dall’ondata di caldo estivo che nelle celle senza aria condizionata superava i 38 gradi. Nessuno sa quanti altri prigionieri del Texas siano morti per simili trascuratezze durante il governatorato di Bush.

    Da presidente, Bush presiede a una popolazione carceraria che supera i due milioni di persone, conferendo all’America il triste primato di paese con la più alta percentuale di propri cittadini dietro le sbarre rispetto a qualsiasi altro paese del mondo. Se si tiene conto (secondo le stime del 2003) che gli USA hanno tre volte più prigionieri pro capite dell’Iran e sette volte più della Germania, si deve concludere che il paese somiglia più a un Gulag che alla Terra della Libertà.

    La Casa Bianca ha anche insabbiato le indagini sui circa 760 stranieri (per la maggior parte musulmani) che il governo USA ha arrestato dopo l’11 settembre, ufficialmente per violazione delle leggi sull’immigrazione. Amnesty International riporta che questi detenuti hanno dovuto subire “una serie di abusi verbali e psicologici da parte di ufficiali carcerari” e la negazione di “diritti umani fondamentali”.

    E poi, naturalmente, c’è Guantanamo, dove gli USA tengono rinchiusi centinaia di detenuti in massima segretezza, senza che ad essi sia consentito di accedere alle corti di giustizia, alla difesa legale o al diritto di ricevere visite familiari. Si aggiungano le migliaia di afghani e irakeni che gli USA hanno imprigionato (tra cui un’ampia percentuale di civili innocenti), le innumerevoli prigioni segrete USA sparse per il globo e si vedrà come la carcerazione sia la merce nazionale più esportata.

    Se Abu Ghraib ha fatto sdilinquire molti membri del governo in dichiarazioni d’indignazione e di protesta, vale la pena di ricordare che la Casa Bianca di Bush ha boicottato alla grande la Convenzione Internazionale Contro la Tortura, specialmente la proposta di istituire ispezioni di volontari all’interno delle prigioni e dei centri di detenzione dei paesi firmatari, come gli Stati Uniti.

    Mettete insieme tutte queste cose e capirete che l’approvazone del Military Commission Act avvenuta la scorsa settimana è preoccupante per chi vive negli Stati Uniti. Come ha recentemente notato Bruce Ackerman sul Los Angeles Times, questa legge “autorizza il presidente a detenere cittadini americani quali nemici combattenti anche se essi non hanno mai lasciato gli Stati Uniti. E una volta gettati nelle prigioni militari, essi non potranno aspettarsi un processo tenuto da loro pari né alcuna protezione dalla Carta ei Diritti [Bill of Rights]”. I criteri assai vaghi con cui si viene ientificati come “nemici combattenti” (aver preso parte ad “atti ostili contro gli Stati Uniti”) non sono d’aiuto. Questa definizione si applica anche a chi protesta conro la guerra? O a chi critica Bush? Non è chiaro.

    Nel 2002 l’ex ministro della giustizia John Ashcroft chiese la possibilità di detenere a tempo indeterminato cittadini americani considerati “nemici combattenti”, e benché all’epoca fosse stato ampiamente criticato, il Congresso è andato avanti e ha esaudito le sue richieste la scorsa settimana. Ashcroft aveva anche richiesto l’istituzione di campi d’internamento statali e, per accontentarlo, il governo USA ha erogato nel gennaio 2006 un finanziamento di 385 milioni di dollari alla Halliburton per la costruzione di centri di detenzione da utilizzare per “flussi inattesi di migranti o per ospitare persone dopo un disastro naturale o per nuovi programmi che richiedano ulteriori spazi detentivi”. Nuovi programmi che richiedano ulteriori spazi detentivi. Hmmm.

    La sventurata approvazione del Military Commission Act, la costruzione di campi d’internamento nazionali, i molti esempi di “effetti collaterali” della cosiddetta “guerra al terrorismo” condotta dal governo e noi ignoriamo, a nostro rischio, questi crescenti assalti alle nostre libertà civili.

    Idee d’Azione:

    1 - Leggersi il Military Commission Act reperibile QUI. Scoprire come hanno votato i candidati al Congresso della vostra zona riguardo a questa legge e sollevare la questione quando a novembre verranno a chiedere il vostro voto.

    2 – Per maggiori informazioni sugli abusi perpetrati dagli USA contro i prigionieri, vedere il rapporto della BBC “Torture Inc. America’s Brutal Prisons”. Testi e video sono reperibili QUI. Se volete saperne di più sui diritti dei detenuti, consultate il sito dell’American Civil Liberties Union

     3 – Per intraprendere azioni relativamente alle “condizioni dei prigionieri di Guantanamo Bay e altri detenuti incarcerati nell’ambito della Guerra al Terrorismo”, consultare www.cageprisoners.com


     
    Heather Wokusch è autrice di The Progressives' Handbook: Get the Facts and Make a Difference Now (Volumi 1 e 2). Il suo sito è www.heatherwokusch.com          

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    ATTENTO AL TFR!

    di Gianluca Freda (08/10/2006 - 00:33)

    Inviato da Giuseppe Freda

    Ciao Gianluca

    Leggendo il tuo articolo "FINANZIARIA: L'ITALIA SCHIOPPA" mi pare di cogliere un'imprecisione là dove dici: "Scippo del TFR, da cui lo stato pensa di ricavare 5 miliardi di euro (sfruttando la distrazione dei lavoratori che, per disinformazione, ne hanno lasciato inoptata la destinazione)".
    La riforma del tfr, in vigore dall'1.1.08, lascia ai lavoratori 6 mesi (a decorrere dall'1.1.08) per optare.
    Dunque al momento non dovrebbero esservi fondi inoptati.
    Così la sapevo io, e così mi pare che la faccenda stia, come risulta dalla pagina http://www.rassegna.it/2006/attualita/articoli/finanziaria10.htm  :


    Tfr

    Si anticipa di sei mesi l’entrata in vigore della riforma (il primo luglio 2007 anziché il primo gennaio 2008) che nel giro di sei mesi farà confluire nei fondi pensione tutte le liquidazioni di chi non dirà esplicitamente di volerla mantenere in azienda. Con la manovra appena varata dall'esecutivo a luglio 2007 (con effetto retroattivo al 1 gennaio), laddove il dipendente scegliesse di non conferire la propria liquidazione a un fondo previdenziale privato, per il 65% andrebbe a finire in un fondo della tesoreria centrale dello Stato.


    Inoltre lo scippo è alle imprese, non ai lavoratori. Attualmente le imprese iscrivono in bilancio la voce tfr a debito, e a debito dovrebbe iscriverla anche lo Stato o l'INPS che dir si voglia (i soldi restano dei lavoratori). E' questo il motivo per cui molti ritengono che l'UE dovrebbe bocciare questa voce della finanziaria, giacchè la finanziaria stessa la considera... un'entrata !!!! : ))
    Ti dò un'altro link, dove è esposta la riforma (tuttora in vigore) della previdenza complementare:
     
    Dunque secondo me quella tua frase dovrebbe essere mutata in "Scippo del TFR, da cui lo stato pensa di ricavare 5 miliardi di euro (sfruttando la distrazione dei lavoratori che, per disinformazione, ne LASCERANNO inoptata la destinazione)."
    Ove dovesse viceversa risultare per certa la tua attuale versione... ebbene, sarebbe la (ennesima) catastrofe, perchè io sono uno di coloro che non ha optato per alcunchè !!!!  : ((((
    In questo caso, fammi sapere.....
    Un bacione


    Naturalmente hai ragione su tutto. La colpa è mia che per la fretta ho messo nel testo un passato prossimo (hanno lasciato) al posto di un futuro anteriore (avranno lasciato). Anch'io, del resto, al momento non ho optato per un bel niente e se le cose stessero come il mio post, rileggendolo, sembra in effetti far intendere, sarei inguaiato. :))
    Per fortuna per decidere cosa fare del TFR, se lasciarlo in azienda o destinarlo ai fondi pensione, c'è tempo fino a fine 2007.
    Ciao.

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