Archivio Settembre 2006
BROGLI DEL 10 APRILE: UN RIASSUNTO
di Gianluca Freda (12/09/2006 - 21:35)
Il 15 dicembre 2005 il centrodestra, con la netta e inutile contrarietà dell’opposizione, approva una nuova legge elettorale, che sarà applicata per la prima volta nelle successive (e imminenti) elezioni politiche del 10 aprile 2006. La legge contiene alcune criticabili innovazioni, come quella che abolisce i collegi uninominali, ponendo fine alla possibilità degli elettori di scegliere il candidato del proprio collegio separatamente dalla lista. Si torna all’antico, con liste chiuse, candidati e graduatorie scelte dagli stessi partiti e cittadini costretti a “prendere o lasciare” il candidato che il proprio partito impone. Ma la gravità degli effetti di questa legge - nonostante un lungo e tempestivo articolo comparso prima delle elezioni sul settimanale Diario con il quale si tentava di avvertire gli elettori del pericolo - si vedrà solo a scrutini già compiuti e riguarderà da vicino l’essenza del sistema democratico, cioè il rispetto delle scelte politiche compiute dagli elettori attraverso il voto.
Dopo le elezioni del 10 aprile, l’ultimo residuo di democrazia in Italia sarà spazzato via. Le elezioni politiche, allo stato attuale delle cose, sono solo un simulacro vuoto. I cittadini hanno perso anche l’ultimo, misero residuo di controllo sul potere che gli restava, vale a dire il diritto a esprimere – con una croce su una scheda - un Parlamento che rappresenti, almeno per sommi capi, le loro aspirazioni politiche. Questo diritto non c’è più. La scelta sui poteri che governeranno il nostro paese avviene in luoghi che con i seggi elettorali non hanno più nulla a che vedere, se non nella retorica televisiva. La sovranità del popolo è solo una vecchia barzelletta privata anche dei residui onori formali. Tra i provvedimenti illiberali che la nuova legge introduce, i più gravi sono i seguenti:
- Strumenti di scrutinio elettronico, la cui pericolosità per la democrazia è testimoniata dai grandi brogli elettorali americani, perpetrati dai Repubblicani dal 2000 al 2004 anche grazie a questi apparecchi. Lo scrutinio elettronico viene istituito solo in 4 regioni (Liguria, Lazio, Puglia, Sardegna), ma importantissime sul piano elettorale perché “in bilico” tra i due schieramenti politici. La maggioranza assicura che dovrebbero servire solo per il conteggio dei voti e in caso di discrepanza tra conteggio elettronico e conteggio manuale dovrebbe essere quest’ultimo a prevalere. In realtà, la circolare della Prefettura di Roma che stabilisce le modalità di scrutinio informatizzato è piuttosto ambigua su quest'ultimo punto.
- I membri di commissione che sovrintendono allo spoglio elettorale vengono ridotti da sei a quattro. I quattro vengono eletti dalla maggioranza dei consigli comunali. Molti consigli comunali di centrodestra eleggeranno unicamente membri di commissione di centrodestra, che potranno fare il bello e il cattivo tempo durante gli scrutini.
- L’obbligo di rappresentanza della minoranza del consiglio comunale tra i membri di commissione non è più previsto.
- I membri di commissione possono scegliere gli scrutatori di proprio gradimento fra quelli iscritti all’albo di ciascun comune. Ma in molti comuni gli scrutatori di centrosinistra non erano stati iscritti a causa di un termine per le iscrizioni, istituito alla chetichella dal centrodestra nell’autunno precedente, che il centrosinistra, incredibilmente ignaro della situazione, non aveva rispettato.
- I rappresentanti di lista possono andare al seggio, ma NON POSSONO PIU’ fare lo spoglio dei voti. Sparisce così il loro ruolo di “sorveglianti” contro i brogli.
Questa legge elettorale sarà il preludio ad una giornata elettorale tra le più vergognose nella storia d’Italia e d’Europa, sui cui misteri i media italiani ed europei hanno finora incomprensibilmente taciuto.
E’ forte la sensazione che nelle elezioni politiche del 10 aprile vi sia stata l’ingerenza determinante del governo e dei servizi segreti americani. Questa sensazione si ricava da diversi elementi:
- L’invito di Bush a Berlusconi a parlare al Congresso USA, poco più di un mese prima dell’appuntamento elettorale. L’invito ebbe tutta l’aria di un pretesto escogitato da Bush per incontrarsi con il capo del governo italiano e mettere a punto una strategia per le imminenti elezioni italiane. Bush paventava (ahimè, a torto) un disimpegno italiano dal Medio Oriente in caso di vittoria del centrosinistra e non è improbabile che abbia offerto a Berlusconi qualcosa di più di un appoggio morale per scongiurare questa eventualità.
- La designazione di Karl Rove come consigliere elettorale di Berlusconi. Karl Rove è l’uomo che ha ideato e diretto i brogli elettorali che hanno permesso ai neocon americani di vincere le elezioni nel 2000 e 2004.
- Il carattere “roviano” della legge elettorale varata dal centrodestra, desumibile dall’introduzione dello scrutinio elettronico e di misure volte a eliminare o attenuare il controllo del’opposizione sulle operazioni di scrutinio.
- Il travaso di bile che colse Bush al momento della vittoria (pur risicata) del centrosinistra e che gli suggerì, per giorni e giorni, di non congratularsi con il nuovo Presidente del Consiglio italiano.
Riguardo all’andamento e ai risultati delle elezioni esistono solo 3 ipotesi possibili:
Ipotesi A: le elezioni si sono svolte regolarmente e la volontà degli elettori è stata rispettata. Questa ipotesi è assolutamente impossibile da sostenere per una persona dotata di un minimo di rigore logico. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui non solo tutte le previsioni dei sondaggi fatte nei mesi precedenti, ma anche quelle degli exit-poll, notoriamente molto accurate, vengano completamente ribaltate. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui lo scrutinio dei voti progredisca con queste modalità. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui la percentuale di schede bianche e nulle si riduca a zero in comuni di molte migliaia di abitanti. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui dopo 5 mesi dagli scrutini il sito del Ministero degli Interni non abbia ancora reso pubbliche né la percentuale dei votanti, né quella delle schede bianche e nulle. Parlare di elezioni regolari a proposito delle politiche del 10 aprile scorso vuol dire essere completamente disinteressati e/o disinformati riguardo i veri meccanismi della democrazia. Il che spiega perché la maggior parte degli italiani non si ponga problemi riguardo la regolarità delle passate elezioni.
Ipotesi B: le elezioni sono state truccate per via informatica (o anche per via informatica) da operatori del centro raccolta dati del Viminale, trasformando elettronicamente una gran quantità di schede bianche (e/o di schede nulle o inutilizzate) in voti per Forza Italia. Questa ipotesi rappresenta lo scenario più facile da immaginare, anche se più rischioso per i suoi organizzatori, perché potrebbe essere smascherato con una verifica sulle schede. Consentirebbe di ipotizzare un broglio gestito da poche persone che potevano, grazie alla manipolazione dei sistemi di raccolta, indirizzare l’esito delle elezioni nella direzione desiderata. Se le cose sono davvero andate così, non è improbabile che funzionari dei servizi segreti americani e/o tirapiedi di Karl Rove fossero presenti al Viminale e abbiano preso o tentato di prendere la direzione delle operazioni. Ciò spiegherebbe l’incazzatura di Pisanu, il quale – a un certo punto della serata elettorale – abbandonò il Viminale e si precipitò da Berlusconi a Palazzo Chigi, sentendosi esautorato. Durante questa "visita", come ricorderanno tutti coloro che assistettero a quell'’indimenticabile diretta TV, le operazioni di scrutinio, inspiegabilmente, si arrestarono. Questo scenario NON spiegherebbe come mai la manipolazione dei voti non sia andata fino in fondo, portando il CD alla vittoria.

Ipotesi C: le elezioni sono state truccate manualmente da funzionari elettorali corrotti, trasformando una gran quantità di schede bianche (e/o di schede nulle o inutilizzate) in voti per Forza Italia. Questa ipotesi può sembrare a prima vista inattendibile, vista la gran quantità di persone che dovrebbero partecipare al broglio. Prima di escluderla, tuttavia, io ci andrei coi piedi di piombo. Studiare le grandi truffe del XX secolo - dai “viaggi sulla Luna” all’11 settembre, ma anche, più modestamente, alle recenti vicende del Campionato di calcio italiano - mi ha insegnato che le truffe che coinvolgono un gran numero di persone non solo sono possibili, ma sono anche le preferite del potere, poiché le loro stesse dimensioni sono garanzia di buona riuscita.
Pochi hanno le spalle così robuste da sentirsela di denunciare una truffa se essa è di enormi dimensioni, e i pochi che lo fanno non vengono creduti da quell’ampia maggioranza di cittadini che ha le spalle gracili. Recentemente, in Messico, le elezioni sono state truccate proprio con il buon vecchio metodo manuale, mettendo una croce a favore di Calderon dove prima c’era una scheda nulla o inutilizzata. E’ vero che l’Italia non è il Messico, ma sappiamo bene che esistono vaste zone d’Italia in cui i controlli elettorali non sono esattamente scrupolosi (e NON sto parlando solo del meridione).
Una truffa manuale spiegherebbe perché, dopo le elezioni, Berlusconi abbia insistito tanto per un riconteggio. Doveva senz’altro contare su un riscontro cartaceo. Se la truffa fosse stata eseguita solo per via informatica e le schede recassero, in realtà, traccia di una maggioranza per il centrosinistra, non credo che avrebbe fatto tanto baccano. Si dirà che le schede nulle e quelle bianche non sono scomparse soltanto in comuni a maggioranza di centrodestra, ma anche in comuni – come La Spezia – governati dal centrosinistra. Il fatto è che non è detto che un comune di centrosinistra nomini membri di commissione di centrosinistra. Anzi, è spesso accaduto il contrario, poiché il centrosinistra si fidava ciecamente dei propri rappresentanti di lista, i quali però, grazie alla nuova legge elettorale, NON PARTECIPANO PIU’ ALLO SCRUTINIO. Sarei pronto a scommettere che dovunque si riscontri un calo inspiegabile delle schede bianche o la loro scomparsa si potrebbe risalire a commissari di centrodestra che hanno nominato scrutatori di centrodestra. A questo proposito invito a rileggere, oltre alla parte finale de “Il Broglio”, anche questo estratto dell’articolo che Diario pubblicò prima delle elezioni:
“Nelle pieghe della nuova legge elettorale c’è infatti anche una novità, passata finora inosservata, che riguarda gli scrutatori e i presidenti di seggio, cioè coloro che, regolarmente remunerati, devono gestire i seggi, sovrintendere alle operazioni di voto e infine scrutinare le schede: non saranno più estratti a sorte, ma saranno scelti e nominati dalle commissioni elettorali dei Comuni, che dovranno attingere da elenchi di volontari chiusi il 30 novembre 2005. A quella data la nuova legge elettorale era stata approvata soltanto dalla Camera e doveva ancora essere votata al Senato, dove sarebbe passata il 21 dicembre; ma Forza Italia si era già portata avanti e aveva mandato i suoi militanti a iscriversi in massa nelle liste dei Comuni.
Così ad aprile una valanga di "Legionari azzurri" s’installerà nei seggi non solo con il ruolo, volontario e di controllo, di rappresentanti di lista, ma con quello, operativo, ufficiale e remunerato, di scrutatori.”
Capito? Entro il 30 novembre Forza Italia ha chiuso i giochi, riempiendo le liste dei comuni di propri presidenti e scrutatori fedeli al Duce Col Rialzo. Poi, il 15 dicembre, ha votato una legge elettorale che permetteva ai comuni amministrati dal CD di nominare membri di commissione di CD, che avrebbero dovuto scegliere scrutatori e presidenti dalle liste chiuse a novembre… che erano strapiene di gente di CD, poiché il CS, un po’ perché non sapeva della scadenza, un po’ perché impelagato nelle solite beghe, non aveva fatto in tempo a iscrivere i propri.
Per inciso, io stesso ho avuto notizia da varie persone di “manipolazoni” a favore di FI avvenute in certi seggi elettorali, ma avevo dato alla cosa poca importanza, trattandosi di piccole manipolazioni locali che credevo ininfluenti sul piano nazionale. E invece è proprio così che funzionano le grandi truffe: pochi le orchestrano, moltissimi vi partecipano senza accorgersene, molti vi partecipano sapendo di stare imbrogliando (o assistendo a un imbroglio) ma convinti che si tratti di un imbroglio locale, senza grande peso, utile solo ad arrotondare il salario giornaliero con una piccola mancia. Tutti insieme, senza saperlo, costruiscono una truffa così grande che nessuno sarà in grado di riconoscere osservandola nelle sue dimensioni complessive, nemmeno coloro che le sono serviti da mattoni.
Domanda finale: perché il CS non ha denunciato i brogli?
La risposta, ovvia, è: perché ha vinto le elezioni. Le ha vinte alla Camera perché Berlusconi non è riuscito a rimontare, nonostante i brogli, l’enorme svantaggio che aveva. Le ha vinte al Senato grazie al regalo, inatteso e involontario, dei voti degli italiani all’estero. Ha ottenuto ciò che voleva: la possibilità di governare e spartirsi un po’ di poltrone, tenendo allo stesso tempo a bada la parte radicale della coalizione con la minaccia costante di un’intesa coi moderati di CD e di un’estromissione dal governo.
Questo scenario “equilibrato” (cioè di un centrosinistra di fatto asservito alle direttive berlusconiane e neoconservative) non sarà dispiaciuto nemmeno ai servizi e al governo USA, i quali, dopo aver meditato un intervento drastico, si saranno rassegnati a riconoscere la vittoria di Prodi. Il centrosinistra avrà garantito – sottobanco - agli americani la permanenza delle truppe italiane in Medio Oriente, anche a costo di mettere sotto i piedi la volontà dei propri elettori. E tutti vissero felici e contenti, tranne gli italiani che sognavano di tornare a vivere in un paese decente e dovranno aspettare ancora chissà quanto. Del resto, se c’è una cosa che gli anni dello stragismo hanno insegnato alla sinistra italiana è che quando c’è di mezzo l’intelligence USA è meglio non fare troppo baccano per tirare la verità fuori dal cassetto. Non fa bene alla salute.
Dopo le elezioni del 10 aprile, l’ultimo residuo di democrazia in Italia sarà spazzato via. Le elezioni politiche, allo stato attuale delle cose, sono solo un simulacro vuoto. I cittadini hanno perso anche l’ultimo, misero residuo di controllo sul potere che gli restava, vale a dire il diritto a esprimere – con una croce su una scheda - un Parlamento che rappresenti, almeno per sommi capi, le loro aspirazioni politiche. Questo diritto non c’è più. La scelta sui poteri che governeranno il nostro paese avviene in luoghi che con i seggi elettorali non hanno più nulla a che vedere, se non nella retorica televisiva. La sovranità del popolo è solo una vecchia barzelletta privata anche dei residui onori formali. Tra i provvedimenti illiberali che la nuova legge introduce, i più gravi sono i seguenti:
- Strumenti di scrutinio elettronico, la cui pericolosità per la democrazia è testimoniata dai grandi brogli elettorali americani, perpetrati dai Repubblicani dal 2000 al 2004 anche grazie a questi apparecchi. Lo scrutinio elettronico viene istituito solo in 4 regioni (Liguria, Lazio, Puglia, Sardegna), ma importantissime sul piano elettorale perché “in bilico” tra i due schieramenti politici. La maggioranza assicura che dovrebbero servire solo per il conteggio dei voti e in caso di discrepanza tra conteggio elettronico e conteggio manuale dovrebbe essere quest’ultimo a prevalere. In realtà, la circolare della Prefettura di Roma che stabilisce le modalità di scrutinio informatizzato è piuttosto ambigua su quest'ultimo punto.
- I membri di commissione che sovrintendono allo spoglio elettorale vengono ridotti da sei a quattro. I quattro vengono eletti dalla maggioranza dei consigli comunali. Molti consigli comunali di centrodestra eleggeranno unicamente membri di commissione di centrodestra, che potranno fare il bello e il cattivo tempo durante gli scrutini.
- L’obbligo di rappresentanza della minoranza del consiglio comunale tra i membri di commissione non è più previsto.
- I membri di commissione possono scegliere gli scrutatori di proprio gradimento fra quelli iscritti all’albo di ciascun comune. Ma in molti comuni gli scrutatori di centrosinistra non erano stati iscritti a causa di un termine per le iscrizioni, istituito alla chetichella dal centrodestra nell’autunno precedente, che il centrosinistra, incredibilmente ignaro della situazione, non aveva rispettato.
- I rappresentanti di lista possono andare al seggio, ma NON POSSONO PIU’ fare lo spoglio dei voti. Sparisce così il loro ruolo di “sorveglianti” contro i brogli.
Questa legge elettorale sarà il preludio ad una giornata elettorale tra le più vergognose nella storia d’Italia e d’Europa, sui cui misteri i media italiani ed europei hanno finora incomprensibilmente taciuto.
E’ forte la sensazione che nelle elezioni politiche del 10 aprile vi sia stata l’ingerenza determinante del governo e dei servizi segreti americani. Questa sensazione si ricava da diversi elementi:
- L’invito di Bush a Berlusconi a parlare al Congresso USA, poco più di un mese prima dell’appuntamento elettorale. L’invito ebbe tutta l’aria di un pretesto escogitato da Bush per incontrarsi con il capo del governo italiano e mettere a punto una strategia per le imminenti elezioni italiane. Bush paventava (ahimè, a torto) un disimpegno italiano dal Medio Oriente in caso di vittoria del centrosinistra e non è improbabile che abbia offerto a Berlusconi qualcosa di più di un appoggio morale per scongiurare questa eventualità.
- La designazione di Karl Rove come consigliere elettorale di Berlusconi. Karl Rove è l’uomo che ha ideato e diretto i brogli elettorali che hanno permesso ai neocon americani di vincere le elezioni nel 2000 e 2004.
- Il carattere “roviano” della legge elettorale varata dal centrodestra, desumibile dall’introduzione dello scrutinio elettronico e di misure volte a eliminare o attenuare il controllo del’opposizione sulle operazioni di scrutinio.
- Il travaso di bile che colse Bush al momento della vittoria (pur risicata) del centrosinistra e che gli suggerì, per giorni e giorni, di non congratularsi con il nuovo Presidente del Consiglio italiano.
Riguardo all’andamento e ai risultati delle elezioni esistono solo 3 ipotesi possibili:
Ipotesi A: le elezioni si sono svolte regolarmente e la volontà degli elettori è stata rispettata. Questa ipotesi è assolutamente impossibile da sostenere per una persona dotata di un minimo di rigore logico. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui non solo tutte le previsioni dei sondaggi fatte nei mesi precedenti, ma anche quelle degli exit-poll, notoriamente molto accurate, vengano completamente ribaltate. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui lo scrutinio dei voti progredisca con queste modalità. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui la percentuale di schede bianche e nulle si riduca a zero in comuni di molte migliaia di abitanti. Non si è mai vista un’elezione regolare in cui dopo 5 mesi dagli scrutini il sito del Ministero degli Interni non abbia ancora reso pubbliche né la percentuale dei votanti, né quella delle schede bianche e nulle. Parlare di elezioni regolari a proposito delle politiche del 10 aprile scorso vuol dire essere completamente disinteressati e/o disinformati riguardo i veri meccanismi della democrazia. Il che spiega perché la maggior parte degli italiani non si ponga problemi riguardo la regolarità delle passate elezioni.
Ipotesi B: le elezioni sono state truccate per via informatica (o anche per via informatica) da operatori del centro raccolta dati del Viminale, trasformando elettronicamente una gran quantità di schede bianche (e/o di schede nulle o inutilizzate) in voti per Forza Italia. Questa ipotesi rappresenta lo scenario più facile da immaginare, anche se più rischioso per i suoi organizzatori, perché potrebbe essere smascherato con una verifica sulle schede. Consentirebbe di ipotizzare un broglio gestito da poche persone che potevano, grazie alla manipolazione dei sistemi di raccolta, indirizzare l’esito delle elezioni nella direzione desiderata. Se le cose sono davvero andate così, non è improbabile che funzionari dei servizi segreti americani e/o tirapiedi di Karl Rove fossero presenti al Viminale e abbiano preso o tentato di prendere la direzione delle operazioni. Ciò spiegherebbe l’incazzatura di Pisanu, il quale – a un certo punto della serata elettorale – abbandonò il Viminale e si precipitò da Berlusconi a Palazzo Chigi, sentendosi esautorato. Durante questa "visita", come ricorderanno tutti coloro che assistettero a quell'’indimenticabile diretta TV, le operazioni di scrutinio, inspiegabilmente, si arrestarono. Questo scenario NON spiegherebbe come mai la manipolazione dei voti non sia andata fino in fondo, portando il CD alla vittoria.
Ipotesi C: le elezioni sono state truccate manualmente da funzionari elettorali corrotti, trasformando una gran quantità di schede bianche (e/o di schede nulle o inutilizzate) in voti per Forza Italia. Questa ipotesi può sembrare a prima vista inattendibile, vista la gran quantità di persone che dovrebbero partecipare al broglio. Prima di escluderla, tuttavia, io ci andrei coi piedi di piombo. Studiare le grandi truffe del XX secolo - dai “viaggi sulla Luna” all’11 settembre, ma anche, più modestamente, alle recenti vicende del Campionato di calcio italiano - mi ha insegnato che le truffe che coinvolgono un gran numero di persone non solo sono possibili, ma sono anche le preferite del potere, poiché le loro stesse dimensioni sono garanzia di buona riuscita.
Pochi hanno le spalle così robuste da sentirsela di denunciare una truffa se essa è di enormi dimensioni, e i pochi che lo fanno non vengono creduti da quell’ampia maggioranza di cittadini che ha le spalle gracili. Recentemente, in Messico, le elezioni sono state truccate proprio con il buon vecchio metodo manuale, mettendo una croce a favore di Calderon dove prima c’era una scheda nulla o inutilizzata. E’ vero che l’Italia non è il Messico, ma sappiamo bene che esistono vaste zone d’Italia in cui i controlli elettorali non sono esattamente scrupolosi (e NON sto parlando solo del meridione).
Una truffa manuale spiegherebbe perché, dopo le elezioni, Berlusconi abbia insistito tanto per un riconteggio. Doveva senz’altro contare su un riscontro cartaceo. Se la truffa fosse stata eseguita solo per via informatica e le schede recassero, in realtà, traccia di una maggioranza per il centrosinistra, non credo che avrebbe fatto tanto baccano. Si dirà che le schede nulle e quelle bianche non sono scomparse soltanto in comuni a maggioranza di centrodestra, ma anche in comuni – come La Spezia – governati dal centrosinistra. Il fatto è che non è detto che un comune di centrosinistra nomini membri di commissione di centrosinistra. Anzi, è spesso accaduto il contrario, poiché il centrosinistra si fidava ciecamente dei propri rappresentanti di lista, i quali però, grazie alla nuova legge elettorale, NON PARTECIPANO PIU’ ALLO SCRUTINIO. Sarei pronto a scommettere che dovunque si riscontri un calo inspiegabile delle schede bianche o la loro scomparsa si potrebbe risalire a commissari di centrodestra che hanno nominato scrutatori di centrodestra. A questo proposito invito a rileggere, oltre alla parte finale de “Il Broglio”, anche questo estratto dell’articolo che Diario pubblicò prima delle elezioni:
“Nelle pieghe della nuova legge elettorale c’è infatti anche una novità, passata finora inosservata, che riguarda gli scrutatori e i presidenti di seggio, cioè coloro che, regolarmente remunerati, devono gestire i seggi, sovrintendere alle operazioni di voto e infine scrutinare le schede: non saranno più estratti a sorte, ma saranno scelti e nominati dalle commissioni elettorali dei Comuni, che dovranno attingere da elenchi di volontari chiusi il 30 novembre 2005. A quella data la nuova legge elettorale era stata approvata soltanto dalla Camera e doveva ancora essere votata al Senato, dove sarebbe passata il 21 dicembre; ma Forza Italia si era già portata avanti e aveva mandato i suoi militanti a iscriversi in massa nelle liste dei Comuni.
Così ad aprile una valanga di "Legionari azzurri" s’installerà nei seggi non solo con il ruolo, volontario e di controllo, di rappresentanti di lista, ma con quello, operativo, ufficiale e remunerato, di scrutatori.”
Capito? Entro il 30 novembre Forza Italia ha chiuso i giochi, riempiendo le liste dei comuni di propri presidenti e scrutatori fedeli al Duce Col Rialzo. Poi, il 15 dicembre, ha votato una legge elettorale che permetteva ai comuni amministrati dal CD di nominare membri di commissione di CD, che avrebbero dovuto scegliere scrutatori e presidenti dalle liste chiuse a novembre… che erano strapiene di gente di CD, poiché il CS, un po’ perché non sapeva della scadenza, un po’ perché impelagato nelle solite beghe, non aveva fatto in tempo a iscrivere i propri.
Per inciso, io stesso ho avuto notizia da varie persone di “manipolazoni” a favore di FI avvenute in certi seggi elettorali, ma avevo dato alla cosa poca importanza, trattandosi di piccole manipolazioni locali che credevo ininfluenti sul piano nazionale. E invece è proprio così che funzionano le grandi truffe: pochi le orchestrano, moltissimi vi partecipano senza accorgersene, molti vi partecipano sapendo di stare imbrogliando (o assistendo a un imbroglio) ma convinti che si tratti di un imbroglio locale, senza grande peso, utile solo ad arrotondare il salario giornaliero con una piccola mancia. Tutti insieme, senza saperlo, costruiscono una truffa così grande che nessuno sarà in grado di riconoscere osservandola nelle sue dimensioni complessive, nemmeno coloro che le sono serviti da mattoni.
Domanda finale: perché il CS non ha denunciato i brogli?
La risposta, ovvia, è: perché ha vinto le elezioni. Le ha vinte alla Camera perché Berlusconi non è riuscito a rimontare, nonostante i brogli, l’enorme svantaggio che aveva. Le ha vinte al Senato grazie al regalo, inatteso e involontario, dei voti degli italiani all’estero. Ha ottenuto ciò che voleva: la possibilità di governare e spartirsi un po’ di poltrone, tenendo allo stesso tempo a bada la parte radicale della coalizione con la minaccia costante di un’intesa coi moderati di CD e di un’estromissione dal governo.
Questo scenario “equilibrato” (cioè di un centrosinistra di fatto asservito alle direttive berlusconiane e neoconservative) non sarà dispiaciuto nemmeno ai servizi e al governo USA, i quali, dopo aver meditato un intervento drastico, si saranno rassegnati a riconoscere la vittoria di Prodi. Il centrosinistra avrà garantito – sottobanco - agli americani la permanenza delle truppe italiane in Medio Oriente, anche a costo di mettere sotto i piedi la volontà dei propri elettori. E tutti vissero felici e contenti, tranne gli italiani che sognavano di tornare a vivere in un paese decente e dovranno aspettare ancora chissà quanto. Del resto, se c’è una cosa che gli anni dello stragismo hanno insegnato alla sinistra italiana è che quando c’è di mezzo l’intelligence USA è meglio non fare troppo baccano per tirare la verità fuori dal cassetto. Non fa bene alla salute.






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