Ciao sono Gianluca Freda
Vedi il mio profilo


Settembre 2006

DLMM GVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Aggiungi al mio Dada

    Aggiungi al mio Dada

    Condividi i contenuti

    De.licio.us
    Archivio Settembre 2006

    SE VERRA' LA GUERRA...

    by Gianluca Freda (04/09/2006 - 23:52)



    Questo articolo è tratto dal sito www.debka.com, che è in pratica il sito del Mossad, cioè dei servizi segreti israeliani. Dunque va preso con le molle, in quanto potrebbe contenere false informazioni utili a scopi che solo i membri dei servizi israeliani conoscono. Ciò non toglie che suoni molto verosimile e molto impressionante.

    ____________________________________________________________________________


    4 settembre 2006 – 11.37 A.M.

    La “sicurezza libanese” è il pretesto per una babele navale intorno alle coste del Libano.

    La straordinaria concentrazione di forze navali e militari europee intorno alle coste del Libano è del tutto sproporzionata rispetto al compito che i contingenti europei dell’UNIFIL si sono prefissi: creare un cuscinetto tra Israele e Hezbollah.

    Fonti investigative e militari vicine a DEBKAfile rivelano che la “sicurezza libanese” e l’attività di peacekeeping non sono il vero scopo dell’operazione. Essa è legata alla previsione di uno scontro tra Stati Uniti e Israele da una parte, e l’Iran e probabilmente la Siria dall’altra, in una data che dovrebbe arrivare prima di novembre.

    Questa previsione ha portato ad assemblare la più imponente armata navale e aerea che l’Europa abbia mai messo insieme dalla Seconda Guerra Mondiale: due portaerei armate di 75 bombardieri, aerei spia ed elicotteri; 15 navi da guerra di vari tipi – 7 francesi, 5 italiane, 2-3 greche, 3-5 tedesche, e cinque americane; migliaia di Marines, francesi, italiani, tedeschi, oltre ai 1800 statunitensi.

    E’ improbabile che una simile forza serva soltanto da supporto a 7000 soldati europei schierati in Libano con il compito di impedire che una forza di 4 -5000 soldati israeliani in via di ridimensionamento e 15 – 16000 miliziani Hezbollah giungano a uno scontro, o per strani scopi umanitari.

    Un esperto militare occidentale ha rivelato a DEBKAfile che le forze navali europee che navigano nelle acque libanesi sono circa il decuplo del contingente UNIFIL richiesto come copertura, soprattutto se si tiene conto che le funzioni dell’UNIFIL dovrebbero essere rigorosamente non belligeranti. Dopo tutto, nessuno dei contingenti delle NU sarà impiegato per disarmare Hezbollah o per bloccare il flusso di armi proveniente da Iran e Siria.  

    Allora, se non è per il Libano, per quale motivo questo schieramento navale si trova lì?
    Innanzitutto, secondo le nostre fonti militari, i partecipanti europei sentono la necessità di una forte presenza navale nel Mediterraneo orientale per impedire che un possibile scontro Iran-USA-Israele scateni un attacco iraniano contro l’Europa con missili Shahab a lungo raggio; secondo, come deterrente per impedire a Siria e Hezbollah di aprire un secondo fronte contro americani e israeliani dalle coste del Mediterraneo orientale.
    I semplici numeri non rendono giustizia all’immensa potenza operativa e di fuoco schierata di fronte al Libano.
    Dalla portaerei francese da 38.000 tonnellate Charles De Gaulle possono decollare, a intervalli di 30 secondi, 40 aerei da combattimento Rafale M, il cui raggio d’azione è di 3.340 km. La nave trasporta anche tre aerei spia E-2C Hawkeye. Il centro di controllo operativo della portaerei francese può gestire contemporaneamente 2.000 bersagli. La portaerei guida una task force di 7 navi da guerra con a bordo 2.800 marines francesi.
    La Charles De Gaulle è anche fornita di impianti di desalinizzazione per 15.000 uomini e di cibo sufficiente a nutrire un esercito per 90 giorni.
    La USS Mount Whitney (che prende il nome dalla vetta innevata più alta degli Stati Uniti) possiede il centro di controllo e comando più sofisticato del mondo. Come la francese Charles De Gaulle, essa guida una task force di 1800 marinai, marines, medici dell’Air force e altro personale che presta servizio a bordo delle navi USS Barry, USS Trenton, HSV Swift e USNS Kanawha .
    A disposizione del comandante della flotta, il viceammiraglio statunitense J. “Boomer” Stufflebeem, appena nominato comandante della Joint Task Force Lebanon, c’è il C41, un sistema di comando e controllo così avanzato che è in grado di trasmettere dati di intelligence ad ogni comandante americano in qualsiasi punto tra il Mediterraneo orientale, il Golfo Persico e l’Iran. Le comunicazioni della USS Mount Whitney sono definite come insuperabili per la trasmissione di dati in sicurezza da una parte qualsiasi del mondo ad un’altra, attraverso HF, UHF,VHF, SHF e EHF. 
    La terza portaerei-portaelicotteri che si unisce alle altre due è l’italiana Garibaldi, che possiede rampe di lancio per il decollo verticale per 16 bombardieri AV-8B Harrier o per 18 sea-choppers Sikorsky SH-3D Seak King (o per gli elicotteri italiani Agusta Bell AB212) progettati per attaccare sottomarini e navi portamissili.
    Gli esperti militari stimano che la Garibaldi trasporti attualmente 10 aerei da combattimento e 6 elicotteri.
    La nuova concentrazione navale europea supera da sola le forze che normalmente affollano il Mediterraneo orientale: la Sesta Flotta Americana, con base in Italia, 15 piccole navi-missile e mezza dozzina di sottomarini israeliani e la flotta NATO composta da navi da guerra canadesi, inglesi, olandesi, tedesche, spagnole, greche e turche. Il loro compito è sorvegliare le forze di Al-Qaeda (che si stima possieda 45 piccole fregate tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano). Gli inglesi hanno una base aerea e navale permanente a Cipro.
    Il principale punto debole di questa forza enorme, secondo le fonti militari di DEBKAfile, è che essa è priva di un comando unificato. Un improvviso focolaio di guerra in Iran, Libano o Siria potrebbe gettare l’intero schieramento di forze nel caos.
    Sulla carta ci sono tre comandanti:

    1. Il generale francese Alain Pellegrini è il comandante delle forze aeree, navali e terrestri dell’UNIFIL in Libano. Nel febbraio 2007 dovrebbe passare la mano a un generale italiano che guida il più grande dei contingenti europei (3000 uomini). Ma è difficile pensare che i francesi siano disposti a mettere la loro preziosa Charles De Gaulle sotto un comando non francese.

    2. Le forze americane di fronte alle coste del Libano sono sotto il diretto comando statunitense. Dal disastro dell’ottobre 1993 della forza di pace americana in Somalia sotto guida ONU, Washington non ha mai più permesso che i propri militari operassero sotto la bandiera delle Nazioni Unite (non c’è neppure un contingente di forze terrestri americane nell’UNIFIL). In altre parole la USS Mount Whitney, pur fungendo da centro operativo nevralgico delle flotte europee, resterà sotto il comando del solo viceammiraglio Stufflebeem in ogni possibile evenienza.

    3. Allo stesso modo la flotta NATO rimarrà sotto comando NATO, e le unità aeree e navali israeliane prenderanno ordini dal Quartier Generale Navale di Haifa e dallo General Staff di Tel Aviv.

    La babele navale che si sta ammassando nel Mediterraneo orientale potrebbe perciò trovarsi invischiata in un conflitto di competenze nel decidere un’azione in caso di conflitto armato. Iran, Siria e Hezbollah potrebbero contare proprio su questa debolezza come vantaggio tattico.

    (traduzione di Gianluca Freda da www.debka.com )





     

    Vota questo post