Archivio Settembre 2006
LA BANCA DEL BUCO
di Gianluca Freda (30/09/2006 - 21:28)
I nuovi schiavi e il denaro che non c’e’
di Pierluigi Paoletti (tratto da www.centrofondi.it)
"Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare
tutti per sempre.”
Abramo Lincoln
Altro che impacciato, helicopter Bernanke il nuovo governatore della FED americana e’ un professionista degno erede di mr. Greenspan. Con interventi apparentemente contraddittori e sconclusionati (ora aumento i tassi, ora li diminuisco, ma non troppo…forse…) sta tenendo i mercati finanziari e valutari a galla come un vero illusionista di professione. Tre parole azzeccate ed il gioco e’ fatto: dollaro giu’, dollaro su euro su, oro giu’, borse su ….una stampatina di monete da gettare dall’elicottero (appunto) e l’economia riprende…facile no? Ovviamente non e’ da solo in questa avventura, ma e’ il direttore d’orchestra di tutte le altre bande centrali che aprendo e chiudendo i rubinetti creditizi e monetari determinano la riuscita o il fallimento di nazioni, imprese e persone di tutto il mondo.
Altro che politica, altro che governi di destra o sinistra…i veri padroni del mondo sono loro. Con il giochino stupido stupido di rifilarci cartamonetastraccia contro ricchezza reale hanno soggiogato tutto il primo, il secondo e pure il terzo mondo, ma non basta, chiedendo anche gli interessi tengono schiave miliardi di persone che si scannano le une con le altre per cercare di accaparrarsi abbastanza denaro da restituire. Il bello e’ che la cartamonetastraccia per gli interessi non viene deliberatamente stampata, quindi ogni giorno necessariamente c’e’ chi soccombe nella continua lotta alla ricerca del denaro e viene schiacciato, deriso, umiliato e emarginato dal sistema, mentre loro decidono come Dei della vita e della morte delle persone assaggiando chicchi d’uva matura e sorseggiando nettare nelle loro dimore sull’Olimpo.
Non ci credete? Bene, ve lo spieghiamo in un modo molto semplice: a fronte dell’emissione di denaro, la banda centrale chiede titoli di debito (obbligazioni) allo stato di pari importo – es. lo stato ha bisogno di 100 talleri, la banda centrale stampa 100 talleri a fronte di una promessa di restituzione da parte dello stato di 100 talleri piu’ un modico tasso di interesse. Ora, immaginiamo che non esista altra moneta in circolazione se non quei 100 talleri, dove pensate che lo stato trovera’ i talleri in piu’ per gli interessi? Ovviamente da nessuna parte, NON ESISTONO! L’unica possibilita’ e’ toglierli da quei 100, ma allora si rinuncia ad una parte dell’investimento, oppure chiederli alla banda centrale che pero’ li stampera’ solo a fronte di altre obbligazioni e chiedendo altri interessi.
Capito allora dove sta il trucco?
In pratica hanno creato un sistema per il quale la restituzione degli interessi e’ impossibile se non attraverso un nuovo indebitamento e la cosa e’ resa ancora piu’ difficile perche’ a fronte di talleri di cartastraccia alla banda centrale lo stato deve restituire ricchezza vera prodotta dal lavoro e dall’intelligenza delle persone. Purtroppo pero’ non finisce qui. Lo stato di per se’ non produce niente, e’ solo un’invenzione giuridica e per far fronte ai sui impegni con la banda centrale chiede tasse sempre piu’ alte ai suoi cittadini e alle sue aziende diminuendo sempre piu’ i servizi erogati in modo proporzionale all’aumento del debito. I cittadini e le aziende a loro volta dovendo far fronte ad un costante aumento delle imposizioni statali sul reddito prodotto (Irpef, Irpeg, ecc.) e sui beni consumati (accise, Iva, ecc.), molte volte sono costretti ad indebitarsi attraverso il sistema bancario che a sua volta chiede altri e piu’ sostanziosi interessi esattamente con lo stesso sistema della banda centrale solo che la moneta emessa sara’ monetastracciavirtuale ovvero generata dal computer (sappiamo cosa state pensando…levatevelo dalla testa il vostro computer non e’ buono, quelli che creano denaro sono solo quelli delle banche!).
Attenzione, anche in questo caso pero’ mancano i talleri per gli interessi, semplicemente NON ESISTONO. Quindi lo stesso sistema con il quale vengono indebitati gli stati dalle bande centrali, viene utilizzato dalle bande commerciali per indebitare aziende e singoli e poiche’ lo stato non esiste i singoli, in pratica devono pagare due volte, una per l’indebitamento dello stato (importo nominale piu’ interessi) e un’altra per l’indebitamento personale (importo nominale piu’ interessi) a fronte di cosa? Di cartamonetastraccia in un caso e di monetastracciavirtuale nell’altro!
Adesso capite perche’ se il nostro PIL non cresce siamo immediatamente tutti piu’ poveri?
Che per non diventare poveri dobbiamo correre sempre di piu’?
Adesso vi e’ piu’ chiaro cosa vogliono dire quando parlano di sana competizione?
Significa che per restituire il prestito alla vostra banca dovete lottare nell’arena con gli altri per arrivare ad accaparrarsi quella poca monetastraccia di carta o virtuale togliendola a qualcun altro che non trovandone piu’ disponibile verra’ pignorato dei suoi beni, verra’ dichiarato fallito e lasciato ai margini della societa’ come persona indegna perche’ non e’ riuscito a procurarsi qualcosa che NON ESISTE!
Ah se sapessero che non e’ tutta colpa loro se non hanno trovato il denaro che non c’e’ se la loro azienda e’ fallita, se non sono riusciti a rientrare in tempo nei termini dello scoperto di conto corrente…ah se sapessero che sono vittima di un meccanismo perverso fatto apposta perche’ ogni giorno qualcuno soccomba e sia fagocitato dagli uffici legali delle banche e dagli ufficiali giudiziari… se lo sapessero…
Se lo sapessero le famiglie dove prima lavorava solo il capofamiglia e manteneva quattro o piu’ persone, mentre oggi solo per sopravvivere devono lavorare almeno in due ed a volte non basta…se sapessero che la casa che hanno acquistato con tanti sacrifici la pagheranno almeno il doppio alla banca che gli ha “concesso” un mutuo a 10-20 o 30 anni (una vita intera) con un semplice click sul computer ovvero semplice aria fritta, e se non riuscissero a pagare le rate ecco che la banca si prende la loro casa, la loro vita … ah se lo sapessero.
Se lo sapessero coloro che votano a destra o a sinistra perche’ trionfi la pace, la liberta’ e la democrazia, perche’ vengano tutelati i loro interessi, se sapessero che quegli stessi politici che parlano di alti ideali e rispetto delle regole sono stipendiati due volte, una, piuttosto profumatamente, dalla comunita’ e l’altra dai loro veri padroni, sempre con i nostri soldi sia chiaro, che li hanno messi in quella posizione per eseguire meglio i loro ordini…se lo sapessero quelli che hanno votato la sinistra…se lo sapessero quelli che hanno votato la destra.
Se sapessero come hanno svenduto l’Italia nel 1992 e come continuano a farlo imperterriti, con quella faccia tosta di chi ha le spalle coperte dai potenti…se lo sapessero.
Se sapessero che in 10 anni di finanziarie ci hanno sottratto 240 miliardi di euro e con
quella che verra’ fanno 275 miliardi di euro ovvero 532.474.250.000.000 di lire. Pensate a quante cose si potevano fare con quei soldi che invece sono finiti nelle tasche delle banche centrali per ripianare un debito che NON ESISTE!
Ci hanno rubato tutto persino le parole. Non possiamo urlare Forza Italia senza pensare a Berlusconi, non possiamo pensare alla pace senza pensare ai militari con i carri armati impegnati nelle missioni di peace-keeping (?!), alla democrazia senza pensare all’Afghanistan o all’Iraq e agli americani che la esportano come fosse una merce. Dicono che siamo un popolo libero e democratico, secondo noi un popolo e’ libero quando puo’ scegliere, quando fischietta mentre lavora, quando i suoi figli crescono con l’amore della famiglia, ma come puo’ esserci tutto questo con un sistema monetario creato per indebitare, soggiogare, derubare? Che per onorare assurdi ed inesistenti debiti spinge le persone a lottare le une contro le altre?
Se vi guardate intorno vedrete sempre piu’ persone correre dalla mattina alla sera per un pugno di cartastraccia per rincorrere scadenze, tasse, debiti, bollette, affitti, rate, multe, cartelle pazze ecc. non ne troverete nemmeno uno che mentre fa il suo lavoro fischietta ed e’ felice. Siamo davvero liberi o siamo i nuovi SCHIAVI?
Ahh se tutti loro sapessero queste cose… cosa pensate che farebbero?
That’s all folks
PS: Henry Ford lo sapeva:
“È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.”
Altro che politica, altro che governi di destra o sinistra…i veri padroni del mondo sono loro. Con il giochino stupido stupido di rifilarci cartamonetastraccia contro ricchezza reale hanno soggiogato tutto il primo, il secondo e pure il terzo mondo, ma non basta, chiedendo anche gli interessi tengono schiave miliardi di persone che si scannano le une con le altre per cercare di accaparrarsi abbastanza denaro da restituire. Il bello e’ che la cartamonetastraccia per gli interessi non viene deliberatamente stampata, quindi ogni giorno necessariamente c’e’ chi soccombe nella continua lotta alla ricerca del denaro e viene schiacciato, deriso, umiliato e emarginato dal sistema, mentre loro decidono come Dei della vita e della morte delle persone assaggiando chicchi d’uva matura e sorseggiando nettare nelle loro dimore sull’Olimpo.
Non ci credete? Bene, ve lo spieghiamo in un modo molto semplice: a fronte dell’emissione di denaro, la banda centrale chiede titoli di debito (obbligazioni) allo stato di pari importo – es. lo stato ha bisogno di 100 talleri, la banda centrale stampa 100 talleri a fronte di una promessa di restituzione da parte dello stato di 100 talleri piu’ un modico tasso di interesse. Ora, immaginiamo che non esista altra moneta in circolazione se non quei 100 talleri, dove pensate che lo stato trovera’ i talleri in piu’ per gli interessi? Ovviamente da nessuna parte, NON ESISTONO! L’unica possibilita’ e’ toglierli da quei 100, ma allora si rinuncia ad una parte dell’investimento, oppure chiederli alla banda centrale che pero’ li stampera’ solo a fronte di altre obbligazioni e chiedendo altri interessi.
Capito allora dove sta il trucco?
In pratica hanno creato un sistema per il quale la restituzione degli interessi e’ impossibile se non attraverso un nuovo indebitamento e la cosa e’ resa ancora piu’ difficile perche’ a fronte di talleri di cartastraccia alla banda centrale lo stato deve restituire ricchezza vera prodotta dal lavoro e dall’intelligenza delle persone. Purtroppo pero’ non finisce qui. Lo stato di per se’ non produce niente, e’ solo un’invenzione giuridica e per far fronte ai sui impegni con la banda centrale chiede tasse sempre piu’ alte ai suoi cittadini e alle sue aziende diminuendo sempre piu’ i servizi erogati in modo proporzionale all’aumento del debito. I cittadini e le aziende a loro volta dovendo far fronte ad un costante aumento delle imposizioni statali sul reddito prodotto (Irpef, Irpeg, ecc.) e sui beni consumati (accise, Iva, ecc.), molte volte sono costretti ad indebitarsi attraverso il sistema bancario che a sua volta chiede altri e piu’ sostanziosi interessi esattamente con lo stesso sistema della banda centrale solo che la moneta emessa sara’ monetastracciavirtuale ovvero generata dal computer (sappiamo cosa state pensando…levatevelo dalla testa il vostro computer non e’ buono, quelli che creano denaro sono solo quelli delle banche!).
Attenzione, anche in questo caso pero’ mancano i talleri per gli interessi, semplicemente NON ESISTONO. Quindi lo stesso sistema con il quale vengono indebitati gli stati dalle bande centrali, viene utilizzato dalle bande commerciali per indebitare aziende e singoli e poiche’ lo stato non esiste i singoli, in pratica devono pagare due volte, una per l’indebitamento dello stato (importo nominale piu’ interessi) e un’altra per l’indebitamento personale (importo nominale piu’ interessi) a fronte di cosa? Di cartamonetastraccia in un caso e di monetastracciavirtuale nell’altro!
Adesso capite perche’ se il nostro PIL non cresce siamo immediatamente tutti piu’ poveri?
Che per non diventare poveri dobbiamo correre sempre di piu’?
Adesso vi e’ piu’ chiaro cosa vogliono dire quando parlano di sana competizione?
Significa che per restituire il prestito alla vostra banca dovete lottare nell’arena con gli altri per arrivare ad accaparrarsi quella poca monetastraccia di carta o virtuale togliendola a qualcun altro che non trovandone piu’ disponibile verra’ pignorato dei suoi beni, verra’ dichiarato fallito e lasciato ai margini della societa’ come persona indegna perche’ non e’ riuscito a procurarsi qualcosa che NON ESISTE!
Ah se sapessero che non e’ tutta colpa loro se non hanno trovato il denaro che non c’e’ se la loro azienda e’ fallita, se non sono riusciti a rientrare in tempo nei termini dello scoperto di conto corrente…ah se sapessero che sono vittima di un meccanismo perverso fatto apposta perche’ ogni giorno qualcuno soccomba e sia fagocitato dagli uffici legali delle banche e dagli ufficiali giudiziari… se lo sapessero…
Se lo sapessero le famiglie dove prima lavorava solo il capofamiglia e manteneva quattro o piu’ persone, mentre oggi solo per sopravvivere devono lavorare almeno in due ed a volte non basta…se sapessero che la casa che hanno acquistato con tanti sacrifici la pagheranno almeno il doppio alla banca che gli ha “concesso” un mutuo a 10-20 o 30 anni (una vita intera) con un semplice click sul computer ovvero semplice aria fritta, e se non riuscissero a pagare le rate ecco che la banca si prende la loro casa, la loro vita … ah se lo sapessero.
Se lo sapessero coloro che votano a destra o a sinistra perche’ trionfi la pace, la liberta’ e la democrazia, perche’ vengano tutelati i loro interessi, se sapessero che quegli stessi politici che parlano di alti ideali e rispetto delle regole sono stipendiati due volte, una, piuttosto profumatamente, dalla comunita’ e l’altra dai loro veri padroni, sempre con i nostri soldi sia chiaro, che li hanno messi in quella posizione per eseguire meglio i loro ordini…se lo sapessero quelli che hanno votato la sinistra…se lo sapessero quelli che hanno votato la destra.
Se sapessero come hanno svenduto l’Italia nel 1992 e come continuano a farlo imperterriti, con quella faccia tosta di chi ha le spalle coperte dai potenti…se lo sapessero.
Se sapessero che in 10 anni di finanziarie ci hanno sottratto 240 miliardi di euro e con
quella che verra’ fanno 275 miliardi di euro ovvero 532.474.250.000.000 di lire. Pensate a quante cose si potevano fare con quei soldi che invece sono finiti nelle tasche delle banche centrali per ripianare un debito che NON ESISTE!
Ci hanno rubato tutto persino le parole. Non possiamo urlare Forza Italia senza pensare a Berlusconi, non possiamo pensare alla pace senza pensare ai militari con i carri armati impegnati nelle missioni di peace-keeping (?!), alla democrazia senza pensare all’Afghanistan o all’Iraq e agli americani che la esportano come fosse una merce. Dicono che siamo un popolo libero e democratico, secondo noi un popolo e’ libero quando puo’ scegliere, quando fischietta mentre lavora, quando i suoi figli crescono con l’amore della famiglia, ma come puo’ esserci tutto questo con un sistema monetario creato per indebitare, soggiogare, derubare? Che per onorare assurdi ed inesistenti debiti spinge le persone a lottare le une contro le altre?
Se vi guardate intorno vedrete sempre piu’ persone correre dalla mattina alla sera per un pugno di cartastraccia per rincorrere scadenze, tasse, debiti, bollette, affitti, rate, multe, cartelle pazze ecc. non ne troverete nemmeno uno che mentre fa il suo lavoro fischietta ed e’ felice. Siamo davvero liberi o siamo i nuovi SCHIAVI?
Ahh se tutti loro sapessero queste cose… cosa pensate che farebbero?
That’s all folks
PS: Henry Ford lo sapeva:
“È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.”
CARO DIARIO...
di Gianluca Freda (30/09/2006 - 13:04)
Anche il settimanale Diario, uno dei giornali più liberi che ci siano in Italia, è finito per scivolare sull’11 settembre. Ed è stato uno scivolone disastroso, per i motivi che spiega Maurizio Blondet in questo provvidenziale articolo. Il giornale di Enrico Deaglio accredita la versione ufficiale dei fatti, ma lo fa riciclando le vecchie affermazioni della rivista americana Popular Mechanics, che nel marzo del 2005 dedicò un intero numero alla contestazione delle tesi “complottiste”. Le affermazioni di Popular Mechanics sono già state ampiamente smentite e smontate ed è un gran brutto segnale il fatto che perfino un giornale come Diario esponga certi punti di vista – oltretutto non suoi – senza nemmeno aver cura di accertarsi che siano in grado di reggere ad un confronto con le controargomentazioni.
I “300 esperti” che Popular Mechanics aveva consultato per redigere l’inchiesta, oltre a essere assai meno di 300, erano tutti funzionari del governo americano, non particolarmente ansiosi di perdere il posto. L’uomo che organizzò l’inchiesta fu il 25enne Benjamin Chertoff, cugino di quel Michael Chertoff che Bush ha messo a capo dell’Homeland Security Department americano. E’ inoltre abbastanza comico il fatto che un’inchiesta di questa importanza sia stata affidata ad un 25enne, pomposamente definito “senior researcher” dalla direzione del giornale. Popular Mechanics è una rivista del gruppo Hearst, che è presieduto da Cathleen Black, moglie di Thomas E. Harvey, già assistente del direttore della CIA e oggi ai vertici del Dipartimento della Difesa americano.
Nel settembre 2004, poco prima di uscire con l’articolo che Diario acriticamente ripropone, lo staff di Popular Mechanics aveva subìto una serie di “purghe” che avevano portato al licenziamento improvviso e non motivato di un gran numero di suoi membri, al ritmo di tre o quattro “teste tagliate” al mese. Ciò non solo per sostituire ricercatori troppo “indipendenti” con uomini di fiducia della direzione, ma anche per far capire che, se si era affezionati al posto di lavoro, era meglio non contestare troppo la linea ufficiale della rivista. Tra le vittime eccellenti ci furono il direttore di PM, Joe Oldham, e anche il direttore creativo del giornale, al quale fu intimato di abbandonare la propria scrivania con un preavviso di un’ora e mezza, dopo 21 anni di onorata carriera. E’ triste che un giornale come Diario, che ha costruito la propria reputazione sulla base rigorosamente investigativa delle proprie inchieste, citi affermazioni altrui senza neppure curarsi di valutare l’attendibilità delle fonti. Diario è il giornale che alla fine di ottobre dovrebbe uscire con un DVD sui brogli elettorali italiani dell’aprile scorso. E adesso come faccio a fidarmi?
BEST BEFORE 2012
di Gianluca Freda (20/09/2006 - 20:28)
di Eugenio Benetazzo
da www.disinformazione.it
Siete tutti presi dalla preoccupazione dovuta al rialzo dei tassi di interesse e del possibile inasprimento del conflitto militare tra Israele e il Libano, ma nel nostro imminente futuro qualcosa di più nefasto ed apocalittico aspetta il genere umano con il suo benessere e certezze costruite.
E su cosa è costruito questo benessere e queste certezze ? Su quello straordinario fluido nero che abbiamo chiamato petrolio che ha consentito alla civiltà umana di prosperare ed evolversi con una fenomenologia sorprendente senza precedenti storici.
Pochi sono a conoscenza del fatto che tra il 2001 ed il 2004 si è con molta probabilità raggiunto quello che i geofisici chiamano il picco di produzione mondiale del petrolio. Con questo termine si individua un momento storico della civiltà umana alquanto buio e drammatico: per la prima volta dopo circa un secolo dalla nascita dell’era petrolifera, la quantità estratta ed offerta dai paesi OPEC e NON-OPEC non è più in grado di soddisfare la domanda complessiva dei paesi industrializzati, creando un deficit giornaliero di circa 2/3 milioni di barili al giorno (destinati a crescere esponenzialmente anno dopo anno).
La presenza di questo deficit quotidiano di qualche milione di barili lo paghiamo già da alcuni anni con il lento e progressivo rialzo del greggio che nei prossimi trimestri è destinato a varcare la soglia dei 90 USD: scordatevi di rivedere in futuro il petrolio sotto i 50 USD. A compromettere ulteriormente lo scenario mondiale ci hanno pensato anche Cina ed India, che svegliati da un lungo letargo ancestrale, hanno completamente modificato il fabbisogno di approvvigionamento mondiale di greggio.
Attenzione, evitiamo di fare confusione: il petrolio non sta terminando dal punto di vista quantitativo, si sta semplicemente esaurendo nella sua migliore consistenza qualitativa. Quello che infatti viene volgarmente chiamato petrolio, e che estrattivamente parlando viene indicato con il termine LCO (light crude oil), identifica una convenzionale qualità di greggio priva di zolfo e molto fluida: tali caratteristiche lo rendono pertanto molto facile da estrarre e raffinare. Questo tipo di greggio costituisce solitamente il 35/40 % di ogni giacimento: il restante è composto da petrolio pesante (ricco di zolfo), bitumi e sabbie oleose (oli sands). Si sta esaurendo il greggio leggero, quello che 140 raffinerie su 150 in tutto il mondo sono in grado di poter raffinare. Questo tipo di greggio è quello tra l’altro più redditizio industrialmente parlando, mentre il rimanente è addirittura antieconomico, il che significa che si spenderebbe più denaro ad estrarlo e raffinarlo di quanto se ne potrebbe ottenere dal suo usuale sfruttamento.
La maggior parte di noi è abituata a pensare che una carenza di greggio sui mercati comporti, per esempio, un minore ricorso all’utilizzo dei mezzi automobilistici, un pò quello che avvenne durante le due crisi petrolifere del 73 e del 79. Peccato però che quei due momenti di contrazione dell’offerta petrolifera avevano natura politica e non strutturale come oggi.
Dobbiamo immaginare il sistema economico mondiale come un organismo umano: per il primo, il petrolio è come l’acqua per il secondo, perciò di importanza vitale. Un essere umano è composto per circa il 70 % di acqua, quindi circa 50 litri su una corporatura media di 70 kg . Per soccombere non è necessario perdere tutti i 50 litri di acqua, ma è sufficiente una mancanza del 5 %, quindi poco meno di 3 litri , per far collassare e morire l’organismo in seguito a disidratazione.
Il sistema economico mondiale è analogamente uguale: per collassare su stesso è sufficiente che venga a mancare appena un 5 % della sua linfa vitale: il petrolio. Preparatevi perciò a LATOC ovvero alla Life After The Oil Crash, un impensabile ridimensionamento e trasformazione della vita umana per come siamo abituati a concepirla.
L’utilizzo dei mezzi automobilistici per trasportare merci e persone è in realtà un problema secondario in quanto la prima area di attività umana profondamente modificata sarà l’attività agroindustriale. La produttività e fertilità dei terreni agricoli è cresciuta in ¾ di secolo al tasso medio del 5 % all’anno proprio grazie al fenomenale contributo della petrolchimica. Fertilizzanti, pesticidi, pompe di irrigazione ed ogni sorta di attrezzatura agricola hanno consentito di ottenere raccolti quantitativamente abbondanti ed impensabili rispetto ai cicli naturali imposti dalla natura, raccolti che hanno permesso di sostenere il tenore alimentare degli allevamenti intensivi e poter quindi disporre e consumare generi alimentari di derivazione animale un tempo impensabili.
Pensate solamente ai consumi di carne di 50 anni fa e rapportateli a quelli odierni (tralasciando l’aspetto qualitativo). Pensate a quanti generi alimentari raffinati e preconfezionati vengono resi disponibili sottocasa grazie ai processi di surgelamento e di trasporto dai lontani luoghi di confezionamento.
Questa è la vera essenza del traumatico mutamento epocale che ci attende: l’insostenibilità dell’attuale sistema alimentare, e non parlo di chi è abituato a vivere con un dollaro al giorno ed uno pseudo pasto caldo alla settimana, ma della totalità dei paesi occidentali industrializzati, che hanno potuto prosperare proprio in virtù di una straordinaria abbondanza, ricchezza e varietà alimentare, mai vista nei secoli precedenti.
Chi pensa di poter muovere un trattore John Deere da 900 CV o una mietitrebbia New Holland del peso di oltre 15 tonnellate con i pannelli fotovoltaici sul tetto della cabina del conducente è un povero illuso. Illuso proprio come chi ritiene che le fonti di energia alternativa (in realtà pienamente dipendenti nello sviluppo proprio dallo stesso greggio) possano consentire di mantenere il nostro attuale status evolutivo, in cui il 2 % della popolazione mondiale sostiene dal punto di vista alimentare il restante 98 %.
Mi fanno sorridere ancor di più le fantomatiche risorse del futuro, come l’idrogeno o il bioetanolo, spacciate come la salvezza del genere umano. Non possono essere implementate come strategie sostitutive senza la presenza abbondante ed a buon mercato del greggio. Per ottenere 3.000 litri di etanolo ne dovete spendere 7.000 per arare, seminare, irrigare, raccogliere e trasportare il raccolto ottenuto. Stesso dicasi per l’idrogeno, in realtà un vettore di energia e non una fonte di energia: per ottenere 1KWh di energia dalla combustione dell’idrogeno ne devo consumare 1,5 KWh per produrre quello stesso quantitativo di l’idrogeno che bruciando mi eroga 1KWh.
Per circa 75 anni un’abbondanza smisurata ed irripetibile di greggio convenzionale disponibile a costi irrisori ha consentito al genere umano di esplodere demograficamente attraverso uno slancio evolutivo senza precedenti storici che ha permesso il raggiungimento di elevati standard di vita: ma quest’epoca sta per finire. Quest’epoca è ormai giunta al suo naturale declino. Già entro i prossimi cinque anni (2012) potremmo percepire le prime conseguenze macroeconomiche sull’intero pianeta che colpiranno prima la sfera economica della nostra vita e successivamente la nostra capacità di sostentamento alimentare conosciuta fino a qualche anno prima.
Eugenio Benetazzo
Tratto dal tour itinerante di BLEKGEK
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
Avviso: a tutti gli scettici che pensano che la festa non possa finire e che quanto esposto sopra siano esagerazioni o preoccupazioni infondate, consiglio di andarsi a studiare le teorie ed i modelli di esaurimento petrolifero di Hubbert e Campbell, oltre a tutti gli approfondimenti sulla reale economicità ed implementazione gestionale di qualsiasi fonte di energia rinnovabile.
da www.disinformazione.it
Siete tutti presi dalla preoccupazione dovuta al rialzo dei tassi di interesse e del possibile inasprimento del conflitto militare tra Israele e il Libano, ma nel nostro imminente futuro qualcosa di più nefasto ed apocalittico aspetta il genere umano con il suo benessere e certezze costruite.
E su cosa è costruito questo benessere e queste certezze ? Su quello straordinario fluido nero che abbiamo chiamato petrolio che ha consentito alla civiltà umana di prosperare ed evolversi con una fenomenologia sorprendente senza precedenti storici.
Pochi sono a conoscenza del fatto che tra il 2001 ed il 2004 si è con molta probabilità raggiunto quello che i geofisici chiamano il picco di produzione mondiale del petrolio. Con questo termine si individua un momento storico della civiltà umana alquanto buio e drammatico: per la prima volta dopo circa un secolo dalla nascita dell’era petrolifera, la quantità estratta ed offerta dai paesi OPEC e NON-OPEC non è più in grado di soddisfare la domanda complessiva dei paesi industrializzati, creando un deficit giornaliero di circa 2/3 milioni di barili al giorno (destinati a crescere esponenzialmente anno dopo anno).
La presenza di questo deficit quotidiano di qualche milione di barili lo paghiamo già da alcuni anni con il lento e progressivo rialzo del greggio che nei prossimi trimestri è destinato a varcare la soglia dei 90 USD: scordatevi di rivedere in futuro il petrolio sotto i 50 USD. A compromettere ulteriormente lo scenario mondiale ci hanno pensato anche Cina ed India, che svegliati da un lungo letargo ancestrale, hanno completamente modificato il fabbisogno di approvvigionamento mondiale di greggio.
Attenzione, evitiamo di fare confusione: il petrolio non sta terminando dal punto di vista quantitativo, si sta semplicemente esaurendo nella sua migliore consistenza qualitativa. Quello che infatti viene volgarmente chiamato petrolio, e che estrattivamente parlando viene indicato con il termine LCO (light crude oil), identifica una convenzionale qualità di greggio priva di zolfo e molto fluida: tali caratteristiche lo rendono pertanto molto facile da estrarre e raffinare. Questo tipo di greggio costituisce solitamente il 35/40 % di ogni giacimento: il restante è composto da petrolio pesante (ricco di zolfo), bitumi e sabbie oleose (oli sands). Si sta esaurendo il greggio leggero, quello che 140 raffinerie su 150 in tutto il mondo sono in grado di poter raffinare. Questo tipo di greggio è quello tra l’altro più redditizio industrialmente parlando, mentre il rimanente è addirittura antieconomico, il che significa che si spenderebbe più denaro ad estrarlo e raffinarlo di quanto se ne potrebbe ottenere dal suo usuale sfruttamento.
La maggior parte di noi è abituata a pensare che una carenza di greggio sui mercati comporti, per esempio, un minore ricorso all’utilizzo dei mezzi automobilistici, un pò quello che avvenne durante le due crisi petrolifere del 73 e del 79. Peccato però che quei due momenti di contrazione dell’offerta petrolifera avevano natura politica e non strutturale come oggi.
Dobbiamo immaginare il sistema economico mondiale come un organismo umano: per il primo, il petrolio è come l’acqua per il secondo, perciò di importanza vitale. Un essere umano è composto per circa il 70 % di acqua, quindi circa 50 litri su una corporatura media di 70 kg . Per soccombere non è necessario perdere tutti i 50 litri di acqua, ma è sufficiente una mancanza del 5 %, quindi poco meno di 3 litri , per far collassare e morire l’organismo in seguito a disidratazione.
Il sistema economico mondiale è analogamente uguale: per collassare su stesso è sufficiente che venga a mancare appena un 5 % della sua linfa vitale: il petrolio. Preparatevi perciò a LATOC ovvero alla Life After The Oil Crash, un impensabile ridimensionamento e trasformazione della vita umana per come siamo abituati a concepirla.
L’utilizzo dei mezzi automobilistici per trasportare merci e persone è in realtà un problema secondario in quanto la prima area di attività umana profondamente modificata sarà l’attività agroindustriale. La produttività e fertilità dei terreni agricoli è cresciuta in ¾ di secolo al tasso medio del 5 % all’anno proprio grazie al fenomenale contributo della petrolchimica. Fertilizzanti, pesticidi, pompe di irrigazione ed ogni sorta di attrezzatura agricola hanno consentito di ottenere raccolti quantitativamente abbondanti ed impensabili rispetto ai cicli naturali imposti dalla natura, raccolti che hanno permesso di sostenere il tenore alimentare degli allevamenti intensivi e poter quindi disporre e consumare generi alimentari di derivazione animale un tempo impensabili.
Pensate solamente ai consumi di carne di 50 anni fa e rapportateli a quelli odierni (tralasciando l’aspetto qualitativo). Pensate a quanti generi alimentari raffinati e preconfezionati vengono resi disponibili sottocasa grazie ai processi di surgelamento e di trasporto dai lontani luoghi di confezionamento.
Questa è la vera essenza del traumatico mutamento epocale che ci attende: l’insostenibilità dell’attuale sistema alimentare, e non parlo di chi è abituato a vivere con un dollaro al giorno ed uno pseudo pasto caldo alla settimana, ma della totalità dei paesi occidentali industrializzati, che hanno potuto prosperare proprio in virtù di una straordinaria abbondanza, ricchezza e varietà alimentare, mai vista nei secoli precedenti.
Chi pensa di poter muovere un trattore John Deere da 900 CV o una mietitrebbia New Holland del peso di oltre 15 tonnellate con i pannelli fotovoltaici sul tetto della cabina del conducente è un povero illuso. Illuso proprio come chi ritiene che le fonti di energia alternativa (in realtà pienamente dipendenti nello sviluppo proprio dallo stesso greggio) possano consentire di mantenere il nostro attuale status evolutivo, in cui il 2 % della popolazione mondiale sostiene dal punto di vista alimentare il restante 98 %.
Mi fanno sorridere ancor di più le fantomatiche risorse del futuro, come l’idrogeno o il bioetanolo, spacciate come la salvezza del genere umano. Non possono essere implementate come strategie sostitutive senza la presenza abbondante ed a buon mercato del greggio. Per ottenere 3.000 litri di etanolo ne dovete spendere 7.000 per arare, seminare, irrigare, raccogliere e trasportare il raccolto ottenuto. Stesso dicasi per l’idrogeno, in realtà un vettore di energia e non una fonte di energia: per ottenere 1KWh di energia dalla combustione dell’idrogeno ne devo consumare 1,5 KWh per produrre quello stesso quantitativo di l’idrogeno che bruciando mi eroga 1KWh.
Per circa 75 anni un’abbondanza smisurata ed irripetibile di greggio convenzionale disponibile a costi irrisori ha consentito al genere umano di esplodere demograficamente attraverso uno slancio evolutivo senza precedenti storici che ha permesso il raggiungimento di elevati standard di vita: ma quest’epoca sta per finire. Quest’epoca è ormai giunta al suo naturale declino. Già entro i prossimi cinque anni (2012) potremmo percepire le prime conseguenze macroeconomiche sull’intero pianeta che colpiranno prima la sfera economica della nostra vita e successivamente la nostra capacità di sostentamento alimentare conosciuta fino a qualche anno prima.
Eugenio Benetazzo
Tratto dal tour itinerante di BLEKGEK
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
Avviso: a tutti gli scettici che pensano che la festa non possa finire e che quanto esposto sopra siano esagerazioni o preoccupazioni infondate, consiglio di andarsi a studiare le teorie ed i modelli di esaurimento petrolifero di Hubbert e Campbell, oltre a tutti gli approfondimenti sulla reale economicità ed implementazione gestionale di qualsiasi fonte di energia rinnovabile.
LA TV CI UCCIDERA' TUTTI (SE NON LA UCCIDIAMO PRIMA)
di Gianluca Freda (19/09/2006 - 20:02)
Ripubblico una parte del lungo articolo di Maurizio Blondet comparso oggi su www.effedieffe.com. Vorrei dedicarlo a Paolo Attivissimo e ai sostenitori della verità ufficiale sull’11 settembre per cercare di fargli capire il rischio che ci sta facendo correre il loro rifiuto di esercitare anche nei confronti del potere costituito quella sana diffidenza che, in altri campi, sono così bravi a praticare. Io non so se Attivissimo e i suoi sostenitori credano sul serio alle sciocchezze che dicono e scrivono. Se così fosse, vorrei rivolgergli una preghiera: non potrebbero, solo per qualche anno, far finta di smettere di crederci e di diventare diffidenti? Non per sempre, solo per un po’. Solo fino a quando il potere di falsificazione dei media non sarà stato ridimensionato e ricondotto entro un accettabile perimetro. Solo fino a quando i mostri che hanno preso possesso dell’occidente non saranno rientrati, sazi di sangue, nei loro antri. Solo fino a quando il mondo, allontanatosi dall’abisso in cui rischia, ogni minuto di più, di precipitare non sarà tornato a essere un posto sicuro. Si tratta di far finta di essere razionali e di credere ai propri occhi solo per qualche anno, poi – se ci tengono - potranno tornare a sostenere che un grattacielo può afflosciarsi su se stesso senza l’ausilio di cariche esplosive. Solo qualche anno, fino a quando la crisi sarà passata. Che gli costa? La fede nei governi non dovrebbe mai essere così forte da zittire l'istinto di sopravvivenza, soprattutto se la sopravvivenza è quella di buona parte del genere umano.
OSAMA E ALTRE DOCU-FICTION
[…] Nel convegno alternativo sull’11 settembre a Bologna, Giulietto Chiesa ha riferito […] di un episodio agghiacciante. (3)
Il parlamentare europeo ha raccontato come, pochi giorni prima, fosse stato invitato dalla commissione Difesa della UE ad assistere - così era letteralmente scritto sull’invito - al «filmato che simula un attacco nucleare terroristico su Bruxelles».
Un vero e proprio film, ha detto Chiesa, costruito come un reportage «dal vivo».
Completo di tutto: le facce note della CNN che annunciavano l’orribile attacco sulla capitale eurocratica, la notizia ripetuta da Al Jazeera e da tutti i network, le reazioni internazionali con l’apparizione dei veri capi politici di oggi, le affannate tavole rotonde con «esperti» reali…intanto, minuto per minuto, andavano immagini satellitari che mostravano lo spostarsi della nube radioattiva, portata inesorabilmente dal vento ad espandersi sull’Europa del nord.
Non mancava nemmeno la rivendicazione: il «vero» Osama bin Laden rivendicava il lancio dell’atomica in arabo, con sottotitoli in inglese, nel solito video «fatto recapitare ad Al Jazeera».
Sbalordito, Chiesa ha chiesto «chi» avesse pagato per una simile produzione video, evidentemente costosa.
Era stata fatta coi soldi dei contribuenti?
No, è stata la tranquillizzante risposta: si è trattato di un «regalo».
Offerto dal CSIS, il Center for Strategic and International Studies di Washington, un think-tank correntemente ritenuto emanazione della CIA.
Un «regalo» del tutto equivalente a una testa di cane troncata, quale la mafia suole recapitare alle sue vittime designate.
Una minaccia.
Vale la pena di analizzare il messaggio contenuto in quel regalo del CSIS all’Europa.
Esso dice tre cose:
1 - Possiamo farvi questo - tirare una bomba atomica su Bruxelles - e abbiamo i mezzi per addossarne la colpa ad «Al Qaeda».
2 - Di più: possiamo convincere la vostra popolazione che è stato Osama, e non noi.
3 - Come vedete, abbiamo già preparato gli spezzoni della «atroce realtà» che i vostri telegiornali manderanno in onda se e quando la cosa avverrà, come materiale autentico, giornalismo puro, pura documentazione. Chi dubiterà del video di Osama?
Può avvenire davvero, se l’Europa continua a resistere a partecipare alla «long war».
Come dice Israel Singer, «non crediate di essere immuni» dal terrorismo.
Questa è la nuova realtà in cui siamo entrati.
E’ in corso una guerra vera e spaventosa, in Afghanistan, Iraq e Libano (e presto in Iran e Siria) con autentiche bombe e vere distruzioni e stragi.
Ed è in atto una «guerre della percezione», in Occidente.
Le bombe vere sono per gli islamici.
Ma il bombardamento psichico è diretto contro voi e noi, i loro nemici più temuti.
La guerra è contro di noi, e il nemico vero è il nostro principale alleato.
Armato di immagini digitali, che possono essere mescolate e fatte apparire vere. (4)
Ma non basta.
Il nemico strategico, quello che compie gli attentati false flag contro di noi per poter continuare a bombardare gli altri, ha un alleato primario: non solo i direttori dei media che volontariamente, con mezza-coscienza, diffondono la docu-fiction come fosse vera; ma soprattutto il pubblico occidentale, con la sua enorme, invincibile ignoranza e passività.
E’ questo pubblico che beve tutto, perché non si occupa di nulla.
Questo pubblico convinto al 30 %, come ha rivelato un sondaggio inglese, che il nome dell’attuale governatore della California sia Conan il Barbaro: il pubblico incapace di distinguere tra giornalismo e fiction.
Su questo colossale ignorante collettivo si basano i malvagi; da esso traggono la loro forza.
«Libero» dedica al sottoscritto una colonna: «Blondet cittadino onorario di Eurabia».
Presto, vedrete, arriverà la prova: Blondet o Chiesa che stringono la mano al «vero» Osama bin Laden, lassù sull’Hindu Kush ; miracolo che l’elettronica digitale rende possibile, e di cui l’agente Betulla è in posizione di ottenere l’esclusiva.
Perché questo, in fondo, è il movente vero che induce tanti «giornalisti» ad arruolarsi volontari nel sistema della menzogna: l’opportunità, con la scusa legittimante di battere il terrorismo, di colpire i colleghi, di prendersi delle piccole, meschine, vendette interne, di nuocere ed insultare i conoscenti.
Di fare una piccola ripugnante guerra civile nella tragedia globale, come quei «partigiani»
Che, durante la resistenza, approfittarono per ammazzare il vicino di casa invidiato, derubarlo, violarne la moglie.
E’ questa bava d’odio che spiega tutto: anche la volontà evidente di credere alla menzogna incredibile.
Un «filosofo cattolico», di cui abbiamo commesso l’errore in passato di pubblicare qualche articolo credendolo ancora filosofo e cattolico, ha mandato all’editore una mail che plaude al Papa e al suo infortunio con questa motivazione: «Ha finalmente detto la verità sulla merda Maometto».
Uno schizzo di merda.
Un rigurgito acido di bile pura, gratuita.
E se così «pensa» un «filosofo», è inutile lottare per la verità.
Oggi, si è «cattolici» per poter odiare i musulmani meglio, sull’esempio della cristiana Fallaci, che si è fatta seppellire in terra sconsacrata.
Non vi è alcuna fede.
E’ il bisogno collettivo di odiare, di nuocere, che finalmente può liberarsi, che con la scusa della cristianità in pericolo ha trovato il bersaglio.
Su Avvenire, appare un fondo, che difende il diritto del Papa a dire quel che ha detto sull’Islam (e che il Papa nega di aver detto con intenzione di odio).
L’ho conosciuto questo il firmatario; brava persona.
Ai tempi dell’invasione USA all’Iraq, ci comunicò che aveva portato via la famiglia da Roma, temendo una pioggia degli Scud di Saddam: ignaro, in buona fede, che la gittata di quei vecchi missili è di 300 chilometri, e non certo intercontinentale.
Come lui sono tanti.
Pronti a credere alla docu-fiction, se un giorno «Osama» lancerà una bomba atomica su Bruxelles. La guerra della percezione li trova già pronti: nella parte di vittime e di collaboratori insieme.
Nessuno si chiederà perchè mai, a quale scopo strategico, Al Qaeda dovrebbe sprecare un’atomica (non deve averne tante) su una capitale europea, anziché sugli USA o Israele: e non se lo chiederà: perché tutti, in fondo, «vogliono» crederci.
La docu-fiction ha la sua grande giornata; ma senza l’odio e la meschinità omicida dei piccoli non avrebbe tanta forza.
Il Papa farebbe bene a pensare su questo fenomeno, assai più pericoloso dell’Islam.
Ma cosa sa il Vaticano della modernità e dei suoi trucchi?
Ha mandato via Navarro Valls e l’ha sostituito con un gesuita, definito giornalista in quanto direttore di una rivista bimestrale; ma Al Jazeera diffondeva le parole papali in ogni angolo dell’Islam già dopo cinque minuti.
Quanto al segretario di Stato che s’è scelto, Tarcisio Bertone, è una brava persona: che a quanto pare non conosce alcuna lingua, e la cui vera passione sono le partite di calcio, che commentava da «giornalista» sul giornale della CEI.
C’è da stupirsi che il Papa sia stato involontario strumento della «guerra di percezione» totale in corso, subito usato e manipolato?
E’ la vecchia storia dei buoni: candidi come colombe, e incapaci di essere accorti come serpenti.
O ancor più, questa: che l’Anticristo «farà prodigi tali da sedurre, se possibile, perfino gli eletti».
Questa profezia si è avverata sotto i nostri occhi.
Maurizio Blondet
Note
3) Il convegno di Bologna, con illuminanti video di Massimo Mazzucco e la partecipazione di personalità americane che smentiscono la versione ufficiale sul’11 settembre, ha avuto 700 spettatori paganti: un successo senza precedenti in Italia. Nel corso del convegno si sono poste le basi - su richiesta dei relatori americani - per costituire una commissione di personalità europee indipendente, una sorta di Tribunale Russel, che esamini la questione 11 settembre e specialmente gli indizi a contrario fin qui raccolti.
4) Nel 1997 fu prodotto il film «Wag the Dog», in italiano «Sesso e Potere», con Robert De Niro e Dustin Hoffman: mostrava come per salvare il presidente da uno scandalo sessuale, il servizio segreto organizzava una guerra contro l’Albania. Guerra del tutto virtuale, prodotta con immagini digitali. La scena principale, infinitamente ripetuta dai network, mostrava una contadinella albanese che scappava dalla sua casa in fiamme abbracciando un tenero gattino. Il gattino veniva continuamente modificato elettronicamente: prima un soriano, poi bianco, poi maculato.
OSAMA E ALTRE DOCU-FICTION
[…] Nel convegno alternativo sull’11 settembre a Bologna, Giulietto Chiesa ha riferito […] di un episodio agghiacciante. (3)
Il parlamentare europeo ha raccontato come, pochi giorni prima, fosse stato invitato dalla commissione Difesa della UE ad assistere - così era letteralmente scritto sull’invito - al «filmato che simula un attacco nucleare terroristico su Bruxelles».
Un vero e proprio film, ha detto Chiesa, costruito come un reportage «dal vivo».
Completo di tutto: le facce note della CNN che annunciavano l’orribile attacco sulla capitale eurocratica, la notizia ripetuta da Al Jazeera e da tutti i network, le reazioni internazionali con l’apparizione dei veri capi politici di oggi, le affannate tavole rotonde con «esperti» reali…intanto, minuto per minuto, andavano immagini satellitari che mostravano lo spostarsi della nube radioattiva, portata inesorabilmente dal vento ad espandersi sull’Europa del nord.
Non mancava nemmeno la rivendicazione: il «vero» Osama bin Laden rivendicava il lancio dell’atomica in arabo, con sottotitoli in inglese, nel solito video «fatto recapitare ad Al Jazeera».
Sbalordito, Chiesa ha chiesto «chi» avesse pagato per una simile produzione video, evidentemente costosa.
Era stata fatta coi soldi dei contribuenti?
No, è stata la tranquillizzante risposta: si è trattato di un «regalo».
Offerto dal CSIS, il Center for Strategic and International Studies di Washington, un think-tank correntemente ritenuto emanazione della CIA.
Un «regalo» del tutto equivalente a una testa di cane troncata, quale la mafia suole recapitare alle sue vittime designate.
Una minaccia.
Vale la pena di analizzare il messaggio contenuto in quel regalo del CSIS all’Europa.
Esso dice tre cose:
1 - Possiamo farvi questo - tirare una bomba atomica su Bruxelles - e abbiamo i mezzi per addossarne la colpa ad «Al Qaeda».
2 - Di più: possiamo convincere la vostra popolazione che è stato Osama, e non noi.
3 - Come vedete, abbiamo già preparato gli spezzoni della «atroce realtà» che i vostri telegiornali manderanno in onda se e quando la cosa avverrà, come materiale autentico, giornalismo puro, pura documentazione. Chi dubiterà del video di Osama?
Può avvenire davvero, se l’Europa continua a resistere a partecipare alla «long war».
Come dice Israel Singer, «non crediate di essere immuni» dal terrorismo.
Questa è la nuova realtà in cui siamo entrati.
E’ in corso una guerra vera e spaventosa, in Afghanistan, Iraq e Libano (e presto in Iran e Siria) con autentiche bombe e vere distruzioni e stragi.
Ed è in atto una «guerre della percezione», in Occidente.
Le bombe vere sono per gli islamici.
Ma il bombardamento psichico è diretto contro voi e noi, i loro nemici più temuti.
La guerra è contro di noi, e il nemico vero è il nostro principale alleato.
Armato di immagini digitali, che possono essere mescolate e fatte apparire vere. (4)
Ma non basta.
Il nemico strategico, quello che compie gli attentati false flag contro di noi per poter continuare a bombardare gli altri, ha un alleato primario: non solo i direttori dei media che volontariamente, con mezza-coscienza, diffondono la docu-fiction come fosse vera; ma soprattutto il pubblico occidentale, con la sua enorme, invincibile ignoranza e passività.
E’ questo pubblico che beve tutto, perché non si occupa di nulla.
Questo pubblico convinto al 30 %, come ha rivelato un sondaggio inglese, che il nome dell’attuale governatore della California sia Conan il Barbaro: il pubblico incapace di distinguere tra giornalismo e fiction.
Su questo colossale ignorante collettivo si basano i malvagi; da esso traggono la loro forza.
«Libero» dedica al sottoscritto una colonna: «Blondet cittadino onorario di Eurabia».
Presto, vedrete, arriverà la prova: Blondet o Chiesa che stringono la mano al «vero» Osama bin Laden, lassù sull’Hindu Kush ; miracolo che l’elettronica digitale rende possibile, e di cui l’agente Betulla è in posizione di ottenere l’esclusiva.
Perché questo, in fondo, è il movente vero che induce tanti «giornalisti» ad arruolarsi volontari nel sistema della menzogna: l’opportunità, con la scusa legittimante di battere il terrorismo, di colpire i colleghi, di prendersi delle piccole, meschine, vendette interne, di nuocere ed insultare i conoscenti.
Di fare una piccola ripugnante guerra civile nella tragedia globale, come quei «partigiani»
Che, durante la resistenza, approfittarono per ammazzare il vicino di casa invidiato, derubarlo, violarne la moglie.
E’ questa bava d’odio che spiega tutto: anche la volontà evidente di credere alla menzogna incredibile.
Un «filosofo cattolico», di cui abbiamo commesso l’errore in passato di pubblicare qualche articolo credendolo ancora filosofo e cattolico, ha mandato all’editore una mail che plaude al Papa e al suo infortunio con questa motivazione: «Ha finalmente detto la verità sulla merda Maometto».
Uno schizzo di merda.
Un rigurgito acido di bile pura, gratuita.
E se così «pensa» un «filosofo», è inutile lottare per la verità.
Oggi, si è «cattolici» per poter odiare i musulmani meglio, sull’esempio della cristiana Fallaci, che si è fatta seppellire in terra sconsacrata.
Non vi è alcuna fede.
E’ il bisogno collettivo di odiare, di nuocere, che finalmente può liberarsi, che con la scusa della cristianità in pericolo ha trovato il bersaglio.
Su Avvenire, appare un fondo, che difende il diritto del Papa a dire quel che ha detto sull’Islam (e che il Papa nega di aver detto con intenzione di odio).
L’ho conosciuto questo il firmatario; brava persona.
Ai tempi dell’invasione USA all’Iraq, ci comunicò che aveva portato via la famiglia da Roma, temendo una pioggia degli Scud di Saddam: ignaro, in buona fede, che la gittata di quei vecchi missili è di 300 chilometri, e non certo intercontinentale.
Come lui sono tanti.
Pronti a credere alla docu-fiction, se un giorno «Osama» lancerà una bomba atomica su Bruxelles. La guerra della percezione li trova già pronti: nella parte di vittime e di collaboratori insieme.
Nessuno si chiederà perchè mai, a quale scopo strategico, Al Qaeda dovrebbe sprecare un’atomica (non deve averne tante) su una capitale europea, anziché sugli USA o Israele: e non se lo chiederà: perché tutti, in fondo, «vogliono» crederci.
La docu-fiction ha la sua grande giornata; ma senza l’odio e la meschinità omicida dei piccoli non avrebbe tanta forza.
Il Papa farebbe bene a pensare su questo fenomeno, assai più pericoloso dell’Islam.
Ma cosa sa il Vaticano della modernità e dei suoi trucchi?
Ha mandato via Navarro Valls e l’ha sostituito con un gesuita, definito giornalista in quanto direttore di una rivista bimestrale; ma Al Jazeera diffondeva le parole papali in ogni angolo dell’Islam già dopo cinque minuti.
Quanto al segretario di Stato che s’è scelto, Tarcisio Bertone, è una brava persona: che a quanto pare non conosce alcuna lingua, e la cui vera passione sono le partite di calcio, che commentava da «giornalista» sul giornale della CEI.
C’è da stupirsi che il Papa sia stato involontario strumento della «guerra di percezione» totale in corso, subito usato e manipolato?
E’ la vecchia storia dei buoni: candidi come colombe, e incapaci di essere accorti come serpenti.
O ancor più, questa: che l’Anticristo «farà prodigi tali da sedurre, se possibile, perfino gli eletti».
Questa profezia si è avverata sotto i nostri occhi.
Maurizio Blondet
Note
3) Il convegno di Bologna, con illuminanti video di Massimo Mazzucco e la partecipazione di personalità americane che smentiscono la versione ufficiale sul’11 settembre, ha avuto 700 spettatori paganti: un successo senza precedenti in Italia. Nel corso del convegno si sono poste le basi - su richiesta dei relatori americani - per costituire una commissione di personalità europee indipendente, una sorta di Tribunale Russel, che esamini la questione 11 settembre e specialmente gli indizi a contrario fin qui raccolti.
4) Nel 1997 fu prodotto il film «Wag the Dog», in italiano «Sesso e Potere», con Robert De Niro e Dustin Hoffman: mostrava come per salvare il presidente da uno scandalo sessuale, il servizio segreto organizzava una guerra contro l’Albania. Guerra del tutto virtuale, prodotta con immagini digitali. La scena principale, infinitamente ripetuta dai network, mostrava una contadinella albanese che scappava dalla sua casa in fiamme abbracciando un tenero gattino. Il gattino veniva continuamente modificato elettronicamente: prima un soriano, poi bianco, poi maculato.
TUTTI COLPEVOLI
di Gianluca Freda (19/09/2006 - 12:20)
Inviato da Gianpaolo
Salve, vorrei inviare un contributo al dibattito sui presunti (per me
veri) brogli avvenuti alle ultime elezioni unitamente ad altri commenti
correlati.
Il risultato delle ultime elezioni mi ha sempre insospettito e in
merito ho anche una teoria, la quale non ha alcun titolo di prova per
essere dimostrata, anche se dando un'occhiata alla riforma elettorale
del polo e alla mancanza sospetta di schede bianche, quantomeno qualche
indizio lo si trova. Mi insospettiva e mi insospettisce il pareggio
sostanziale dei voti, mi chiedo: possibile che l'Italia sia divisa così
precisamente in due che solo un pugno di voti divida i due
schieramenti?
Io ho un passato "girotondino" e qualche tempo fa avrei sottoscritto
appieno le analisi del vostro blog sul cattivo Berlusconi che ha
organizzato i brogli per limitare i danni ma la cosa non mi convince.
Se così fosse stato perché allora non falsificare 50000 schede in più e
VINCERLE le elezioni? Senza contare che se il berlusca avesse davvero
voluto vincere le elezioni, avrebbe quantomeno dovuto astenersi dal
chiamare coglioni poco prima del voto gli elettori della parte avversa,
almeno, se avesse voluto invogliarli a votare per lui (uno spot
all'incontrario?).
Per avere una risposta convincente bisogna cambiare punto di vista,
vedere la cosa da quello dei VERI GOVERNANTI del nostro paese e del
mondo: il potere finanziario.
Se noi supponessimo che quasi tutti i politici di tutti gli
schieramenti altro non fossero che meri esecutori di ordini del potere
finanziario e se le contrapposizioni fra gli schieramenti altro non
fossero che un mero gioco delle parti per realizzare un "dividi et
impera" e le divisioni fra destra e sinistra un modo per realizzare
reciproche demonizzazioni e indirizzare altrove l'animosità popolare
per quello che non va nel nostro paese, allora può emergere un'altra
ipotesi.
Supponiamo che sia venuto il momento da parte dei padroni di cui
parlavo prima di portare all'incasso un po' di cambiali del cosiddetto
"debito pubblico", un debito immorale e truffaldino in quanto costruito
in modo tale da non poter mai essere restituito, mai, anche con il
pagamento della totalità delle imposte da parte degli evasori, semmai
con una robustissima crescita economica, ma che è sempre un salvarsi a
spese di qualcun altro. Questo "debito pubblico" è in realtà privato ed
è a favore del potere finanziario/bancario di cui sopra. Supponiamo che
per fare questa operazione non sia adatto il "dipendente" Berlusconi,
il quale essendo di destra farebbe scoppiare il finimondo se si
presentasse con una finanziaria "lacrime e sangue" necessaria allo
spremimento di noi contribuenti/limoni.
Allo scopo si presta di più il centro sinistra, il quale non avrà
sostanziale opposizione dai sindacati i quali, dopo il rituale mugugno,
si faranno da parte per non danneggiare il "governo amico" e lasceranno
via libera alle sanguisughe. Vorrei qui ricordare che la pressione
fiscale "reale" in Italia, comprendente non solo l'irpef ma anche tutto
il resto, iva, accise, gabelle e infazione, questa ultima vera tassa
occulta e antipopolare che si aggira almeno sul 20%, altro che il 3!
Dicevo la pressione fiscale reale è almeno al 70% se non di più
(quand'è che basterà? quando si arriverà all'80? al 90? al 110? Quando
i nostri conti correnti saranno per sempre in rosso e basterà un alzata
di ciglio del banchiere per farci temere di essere confinati
nell'inferno dei protestati?).
In questa ipotesi allora il risultato elettorale sarebbe perfetto per
"lorsignori", in quanto la vittoria di misura del CS lo pone nella
condizione di varare la finanziaria, magari di svendere qualche altro
pezzo di Stato, come l'ENI con l'appoggio o l'opposizione puramente
formale del CD e in questo non vi sarebbe differenza sostanziale
nell'infame impostazione liberista di entrambi i poli, solo più
fondamentalista e fanatica l'una (destra) e più ipocrita l'altra, a
dimostrazione che la politica italiana è UNA e composta da personaggi
inqualificabili, corrotti e solo apparentemente contrapposti, o almeno,
contrapposti per il potere e non per gli ideali. E guardate che questo
non è qualunquismo, qualunquista purtroppo è la realtà, non io.
Questo tipo di risultato poi previene, data la debolezza del governo
(da questo punto di vista sarebbe stata meglio una vittoria del polo di
misura= governo debole di destra) vedrete che non sarà possibile o
quasi attuare misure in favore delle classi rappresentate dal CS,
interverranno franchi tiratori e si arriverà alla caduta del governo
con nuove elezioni o a un governissimo che avrebbe quantomeno il pregio
di far cadere il velo di ipocrisia: tutti insieme appassionatamente!
Gianpaolo
Caro Gianpaolo (anche i cognomi, per favore) condivido in larga parte ciò che dici e come me credo lo condividano quasi tutti coloro che si stanno occupando dei brogli del 10 aprile. Dire che i brogli sono stati organizzati da Berlusconi a favore del suo partito non significa non sapere che ciò che muove i fili di tutti i partiti, di destra e di sinistra, Forza Italia compresa, è il potere finanziario e bancario internazionale del quale la politica è ridotta ormai a semplice utensile. Se i brogli ci sono stati (e per me la cosa è ormai certa al 100%) è impensabile che i partiti di centrosinistra, piccoli e grandi, non lo abbiano capito. Se tacciono avranno i loro motivi, motivi di mantenimento delle posizioni di potere che hanno acquisito con una truffa, pur perpetrata da altri, e che sono garantite dal potere finanziario di cui sopra. Se posso dirlo, non credo che i partiti di centrosinistra abbiano partecipato all'organizzazione della truffa, credo che l'abbiano scoperta a cose già fatte e abbiano deciso di tacere per non andare a nuove elezioni. Lo penso perché la descrizione che è stata fatta - da giornalisti che ritengo affidabili - di quello spaventoso pomeriggio elettorale parla di un gruppo dirigente DS, da Fassino in giù, colto assolutamente di sorpresa dai dati che arrivavano dal Viminale, di gente pallida, impaurita, sconcertata. Lo stesso Prodi annunciò la propria vittoria, a notte fonda, con voce tremante e senza troppa convinzione, come se non fosse affatto sicuro di ciò che diceva. Non è impossibile poi che, come dici tu, la decisione di far uscire dalle urne un "pareggio" sia stata presa all'ultimo minuto in sedi che con la politica non hanno (o meglio non dovrebbero avere) niente a che fare. E che né il CD né il CS abbiano potuto farci nulla, tranne, forse, mercanteggiare qualche virgola percentuale in più o in meno.
veri) brogli avvenuti alle ultime elezioni unitamente ad altri commenti
correlati.
Il risultato delle ultime elezioni mi ha sempre insospettito e in
merito ho anche una teoria, la quale non ha alcun titolo di prova per
essere dimostrata, anche se dando un'occhiata alla riforma elettorale
del polo e alla mancanza sospetta di schede bianche, quantomeno qualche
indizio lo si trova. Mi insospettiva e mi insospettisce il pareggio
sostanziale dei voti, mi chiedo: possibile che l'Italia sia divisa così
precisamente in due che solo un pugno di voti divida i due
schieramenti?
Io ho un passato "girotondino" e qualche tempo fa avrei sottoscritto
appieno le analisi del vostro blog sul cattivo Berlusconi che ha
organizzato i brogli per limitare i danni ma la cosa non mi convince.
Se così fosse stato perché allora non falsificare 50000 schede in più e
VINCERLE le elezioni? Senza contare che se il berlusca avesse davvero
voluto vincere le elezioni, avrebbe quantomeno dovuto astenersi dal
chiamare coglioni poco prima del voto gli elettori della parte avversa,
almeno, se avesse voluto invogliarli a votare per lui (uno spot
all'incontrario?).
Per avere una risposta convincente bisogna cambiare punto di vista,
vedere la cosa da quello dei VERI GOVERNANTI del nostro paese e del
mondo: il potere finanziario.
Se noi supponessimo che quasi tutti i politici di tutti gli
schieramenti altro non fossero che meri esecutori di ordini del potere
finanziario e se le contrapposizioni fra gli schieramenti altro non
fossero che un mero gioco delle parti per realizzare un "dividi et
impera" e le divisioni fra destra e sinistra un modo per realizzare
reciproche demonizzazioni e indirizzare altrove l'animosità popolare
per quello che non va nel nostro paese, allora può emergere un'altra
ipotesi.
Supponiamo che sia venuto il momento da parte dei padroni di cui
parlavo prima di portare all'incasso un po' di cambiali del cosiddetto
"debito pubblico", un debito immorale e truffaldino in quanto costruito
in modo tale da non poter mai essere restituito, mai, anche con il
pagamento della totalità delle imposte da parte degli evasori, semmai
con una robustissima crescita economica, ma che è sempre un salvarsi a
spese di qualcun altro. Questo "debito pubblico" è in realtà privato ed
è a favore del potere finanziario/bancario di cui sopra. Supponiamo che
per fare questa operazione non sia adatto il "dipendente" Berlusconi,
il quale essendo di destra farebbe scoppiare il finimondo se si
presentasse con una finanziaria "lacrime e sangue" necessaria allo
spremimento di noi contribuenti/limoni.
Allo scopo si presta di più il centro sinistra, il quale non avrà
sostanziale opposizione dai sindacati i quali, dopo il rituale mugugno,
si faranno da parte per non danneggiare il "governo amico" e lasceranno
via libera alle sanguisughe. Vorrei qui ricordare che la pressione
fiscale "reale" in Italia, comprendente non solo l'irpef ma anche tutto
il resto, iva, accise, gabelle e infazione, questa ultima vera tassa
occulta e antipopolare che si aggira almeno sul 20%, altro che il 3!
Dicevo la pressione fiscale reale è almeno al 70% se non di più
(quand'è che basterà? quando si arriverà all'80? al 90? al 110? Quando
i nostri conti correnti saranno per sempre in rosso e basterà un alzata
di ciglio del banchiere per farci temere di essere confinati
nell'inferno dei protestati?).
In questa ipotesi allora il risultato elettorale sarebbe perfetto per
"lorsignori", in quanto la vittoria di misura del CS lo pone nella
condizione di varare la finanziaria, magari di svendere qualche altro
pezzo di Stato, come l'ENI con l'appoggio o l'opposizione puramente
formale del CD e in questo non vi sarebbe differenza sostanziale
nell'infame impostazione liberista di entrambi i poli, solo più
fondamentalista e fanatica l'una (destra) e più ipocrita l'altra, a
dimostrazione che la politica italiana è UNA e composta da personaggi
inqualificabili, corrotti e solo apparentemente contrapposti, o almeno,
contrapposti per il potere e non per gli ideali. E guardate che questo
non è qualunquismo, qualunquista purtroppo è la realtà, non io.
Questo tipo di risultato poi previene, data la debolezza del governo
(da questo punto di vista sarebbe stata meglio una vittoria del polo di
misura= governo debole di destra) vedrete che non sarà possibile o
quasi attuare misure in favore delle classi rappresentate dal CS,
interverranno franchi tiratori e si arriverà alla caduta del governo
con nuove elezioni o a un governissimo che avrebbe quantomeno il pregio
di far cadere il velo di ipocrisia: tutti insieme appassionatamente!
Gianpaolo
Caro Gianpaolo (anche i cognomi, per favore) condivido in larga parte ciò che dici e come me credo lo condividano quasi tutti coloro che si stanno occupando dei brogli del 10 aprile. Dire che i brogli sono stati organizzati da Berlusconi a favore del suo partito non significa non sapere che ciò che muove i fili di tutti i partiti, di destra e di sinistra, Forza Italia compresa, è il potere finanziario e bancario internazionale del quale la politica è ridotta ormai a semplice utensile. Se i brogli ci sono stati (e per me la cosa è ormai certa al 100%) è impensabile che i partiti di centrosinistra, piccoli e grandi, non lo abbiano capito. Se tacciono avranno i loro motivi, motivi di mantenimento delle posizioni di potere che hanno acquisito con una truffa, pur perpetrata da altri, e che sono garantite dal potere finanziario di cui sopra. Se posso dirlo, non credo che i partiti di centrosinistra abbiano partecipato all'organizzazione della truffa, credo che l'abbiano scoperta a cose già fatte e abbiano deciso di tacere per non andare a nuove elezioni. Lo penso perché la descrizione che è stata fatta - da giornalisti che ritengo affidabili - di quello spaventoso pomeriggio elettorale parla di un gruppo dirigente DS, da Fassino in giù, colto assolutamente di sorpresa dai dati che arrivavano dal Viminale, di gente pallida, impaurita, sconcertata. Lo stesso Prodi annunciò la propria vittoria, a notte fonda, con voce tremante e senza troppa convinzione, come se non fosse affatto sicuro di ciò che diceva. Non è impossibile poi che, come dici tu, la decisione di far uscire dalle urne un "pareggio" sia stata presa all'ultimo minuto in sedi che con la politica non hanno (o meglio non dovrebbero avere) niente a che fare. E che né il CD né il CS abbiano potuto farci nulla, tranne, forse, mercanteggiare qualche virgola percentuale in più o in meno.
LA GRANDE PALLA DELLE MISSIONI APOLLO / LA SAGA CONTINUA
di Gianluca Freda (18/09/2006 - 21:18)
Inviato da Raffaello
Ciao Gianluca,
la tua descrizione delle missioni Apollo mi ha molto divertito ed incuriosito (nel 1969 avevo 7 anni e puoi immaginare che cosa volesse dire per me all'epoca il cosiddetto "allunaggio") ma negli anni ho cominciato a diffidare pesantemente anch'io e sono sempre più convinto che si tratti della più grande (e costosa) messinscena mai realizzata.
A questo proposito volevo informarti di un fatto curioso: se vai sul sito della NASA "Apollo Lunar Surface Journal" (http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/alsj )che contiene tutte le immagini delle missioni Apollo in alta (2350 x 2350) e media definizione (900 x 900), scoprirai che la foto AS12-48-7091 (forse la più imbarazzante di tutte in assoluto, quella col carro attrezzi e i due LEM sullo sfondo) E' STATA RIMOSSA (i link ti mandano alla pagina "NOT FOUND").
Chissà che ne pensa Paolo Attivissimo...
Ciao
Raffaello
Ciao e grazie per la dritta.
Comunque, hanno voglia a rimuovere le foto! Sempre sull' "Apollo Lunar Surface Journal" che hai citato, ti basta prendere la foto precedente a quella rimossa, cioè la AS12-48-7090. Prendi la versione in alta risoluzione. Fatto? Okay. Al centro della foto si vede una specie di "oggetto misterioso" sospeso nell'aria, proprio dove nell'altra foto c'era la jeep!! Evidentemente l'opera di cancellatura è stata eseguita con un po' di fretta. A destra, poi, si vede benissimo una specie di strisciolina sospesa nel vuoto, probabilmente un pezzo del secondo "Lem", anch'esso sfuggito alla rimozione. 
A proposito della truffa lunare... ricordate quell'enorme palla che si vedeva sullo sfondo nero delle foto "schiarite" con Photoshop? Beh, ci sono ben due foto consecutive (la AS17-134-20506 e AS17-134-20507) in cui l'enorme sfera si vede a occhio nudo, senza nemmeno bisogno di intervenire sulle immagini. E c'è pure un riflettore sopra!!

AS17-134-20506

AS17-134-20507
Ciao Gianluca,
la tua descrizione delle missioni Apollo mi ha molto divertito ed incuriosito (nel 1969 avevo 7 anni e puoi immaginare che cosa volesse dire per me all'epoca il cosiddetto "allunaggio") ma negli anni ho cominciato a diffidare pesantemente anch'io e sono sempre più convinto che si tratti della più grande (e costosa) messinscena mai realizzata.
A questo proposito volevo informarti di un fatto curioso: se vai sul sito della NASA "Apollo Lunar Surface Journal" (http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/alsj )che contiene tutte le immagini delle missioni Apollo in alta (2350 x 2350) e media definizione (900 x 900), scoprirai che la foto AS12-48-7091 (forse la più imbarazzante di tutte in assoluto, quella col carro attrezzi e i due LEM sullo sfondo) E' STATA RIMOSSA (i link ti mandano alla pagina "NOT FOUND").
Chissà che ne pensa Paolo Attivissimo...
Ciao
Raffaello
Ciao e grazie per la dritta.
Comunque, hanno voglia a rimuovere le foto! Sempre sull' "Apollo Lunar Surface Journal" che hai citato, ti basta prendere la foto precedente a quella rimossa, cioè la AS12-48-7090. Prendi la versione in alta risoluzione. Fatto? Okay. Al centro della foto si vede una specie di "oggetto misterioso" sospeso nell'aria, proprio dove nell'altra foto c'era la jeep!! Evidentemente l'opera di cancellatura è stata eseguita con un po' di fretta. A destra, poi, si vede benissimo una specie di strisciolina sospesa nel vuoto, probabilmente un pezzo del secondo "Lem", anch'esso sfuggito alla rimozione. 
A proposito della truffa lunare... ricordate quell'enorme palla che si vedeva sullo sfondo nero delle foto "schiarite" con Photoshop? Beh, ci sono ben due foto consecutive (la AS17-134-20506 e AS17-134-20507) in cui l'enorme sfera si vede a occhio nudo, senza nemmeno bisogno di intervenire sulle immagini. E c'è pure un riflettore sopra!!
BLACKOUT
di Gianluca Freda (17/09/2006 - 16:19)
Quando si cerca di spiegare a qualcuno che le torri del World Trade Center non sono crollate spontaneamente ma sono state demolite con esplosivi, una delle domande più frequenti è: ma come sarebbe stato possibile piazzare gli esplosivi senza che nessuno se ne accorgesse? Bene, ecco la risposta.
(Da georgewashington.blogspot.com. Traduzione di Gianluca Freda)
Scott Forbes, che lavorava nella torre sud del World Trade Center, testimonia di un’interruzione dell’energia elettrica nella torre durante il weekend prima dell’11 settembre.
ASPETTI GENERALI
Domanda: Nel 2001, lei lavorava come specialista di tecnologia dell’informazione per la Fiduciary Trust. Per l’azienda lei era lo specialista principale o solo un assistente?
SF: Lavoravo in un dipartimento di circa 100 persone come “senior database administrator” e con il ruolo di capogruppo.
D: A quell’epoca la Fiduciary Trust occupava i piani 90° e 94-97° della Torre Sud. Lei lavorava specificamente in uno di questi piani o il suo lavoro la costringeva a passare normalmente da un piano all’altro?
SF: Io e i miei collaboratori lavoravamo al 97° piano… nel corso della giornata potevamo incontrarci o offrire assistenza al personale degli altri piani ma la maggior parte del tempo lo trascorrevamo al 97° piano.
IL WEEKEND DELL’8 e 9 SETTEMBRE 2001
D: Lei ha dichiarato che nel weekend dell’8 e 9 settembre 2001 ci fu un’interruzione dell’energia elettrica nella Torre 2 del World Trade Center, la cosiddetta Torre Sud, e che questa interruzione durò circa 36 ore e interessò i piani dal 50° in su. Può dirci a che ora ebbe inizio?
SF: Tutti i sistemi furono spenti nella mattina di sabato e l’interruzione della corrente iniziò all’incirca a mezzogiorno di sabato 8 settembre 2001.
D: Quando terminò?
SF: Più o meno alle 14.00 di domenica 9/9.
D: Come fa a essere sicuro che l’elettricità mancasse in tutti i piani a partire dal 50° se la Fiduciary Trust si trovava molto più in alto, tra il 90° e il 97°?
SF: Non posso assolutamente certificare che non ci fosse elettricità ai piani inferiori. Tutto ciò che so è che venimmo informati dell’interruzione della corrente, che dovemmo spegnere tutti i sistemi e rimetterli in funzione il giorno seguente.
D: Lei ha dichiarato che venne a sapere dell’interruzione della corrente perché lavorava nel dipartimento di tecnologia dell’informazione e quel weekend fu costretto a lavorare insieme a molti altri per assicurarsi che i sistemi potessero essere spenti e in seguito riaccesi in condizioni di sicurezza. Quante altre persone della Fiduciary Trust lavorarono insieme a lei? C’è qualcuno che possa confermare la sua storia?
SF: Molte, molte persone lavorarono durante l’interruzione di corrente, sia del dipartimento di tecnologia dell’informazione sia del settore commerciale, ripristinando i sistemi quando tornarono in linea. Ci sono altre persone che possono testimoniarlo. Alcuni non ricordano questi fatti, altri preferiscono non ripensare a quel momento, ma altri non hanno difficoltà a riconoscere che ci fu un’interruzione di corrente e possono confermare la mia testimonianza.
D: Lei ha detto che la ragione addotta dal World Trade Center o Port Authority per l’interruzione di corrente fu che l’impianto dell’edificio doveva essere aggiornato. Lei sa quali parti dell’edificio fossero interessate ai lavori di ammodernamento e quale fosse l’estensione dell’area? In altre parole, la zona in cui venivano eseguiti i lavori era vicina ai muri esterni della torre? Vicina al nucleo? O si trovava nel mezzo?
SF: Non ho alcuna conoscenza di questo e non posso commentare…
D: Lei ha anche detto che, non essendoci corrente, le telecamere di sicurezza erano spente. Come fa a saperlo? Non avrebbero potuto esserci generatori di sicurezza che fornivano energia alle telecamere?
SF: Nella mia compagnia le telecamere di sicurezza venivano controllate in continuazione e i filmati conservati per eventuali riscontri. Funzionavano con la corrente normale e quindi dovevano essere spente, come tutti gli altri sistemi elettrici.
D: Lei ha anche dichiarato che, in mancanza di corrente, le porte erano dotate di serrature di sicurezza. Si riferisce alle sole porte esterne o anche alle porte degli uffici? Le serrature erano elettriche o a chiave? Se erano elettriche, funzionavano a batteria?
SF: Mi riferivo alle porte di sicurezza che davano accesso ai piani in cui si trovava la mia compagnia (e altre). Non credo che ci fossero porte alimentate a batteria.
D: Lei ha anche affermato che si vedevano moltissimi “tecnici” entrare e uscire dalla torre. Ha visto di persona qualcuno di loro?
SF: Sì. Per “tecnici” intendo degli operai in tenuta da lavoro.
D: Queste persone avevano un aspetto “mediorientale”?
SF: No, non particolarmente. Voglio dire, non ricordo di aver notato che appartenessero a un dato gruppo etnico piuttosto che a un altro.
D: Ha riconosciuto qualcuno che avesse già partecipato ad altri “lavori” all’interno della torre?
SF: No.
LA MATTINA DELL’11 SETTEMBRE
D: La mattina dell’11 settembre lei era a casa sua, sulla sponda di Jersey City e – secondo quanto ha dichiarato – lei si convinse “immediatamente che stava accadendo qualcosa che aveva a che fare con i lavori eseguiti durante il weekend”. Cosa glielo fece pensare?
SF: Quando la Torre Sud crollò come una colonna di sabbia, mi sembrò irreale e inconcepibile e pensai subito che stesse succedendo qualcosa di strano. I miei sospetti crebbero alcuni mesi dopo, quando l’interruzione dell’energia elettrica non fu ammessa e fu anzi, in alcuni casi, negata dalle autorità.
LA COMMISSIONE SULL’11 SETTEMBRE
D: Infine, lei ha dichiarato di aver offerto le sue informazioni alla Commissione sull’11 settembre, ma che essa non si è mostrata interessata. In che modo ha fornito le sue informazioni alla Commissione (per telefono, e-mail, lettera)?
SF: Ho contattato la Commissione attraverso il suo sito internet e per posta. Ma non ho mai ricevuto risposta né sono stato contattato.
D: La Commissone non si è mai fatta viva con lei?
SF: No.
D: C’è altro che vorrebbe dirci?
SF: Ho un’altra informazione interessante… dopo l’11 settembre la mia compagnia, insieme ad altre, si trovava in una sede provvisoria del New Jersey ad affrontare le conseguenze del disastro. In quella zona c’erano letteralmente centinaia e centinaia di testimoni oculari degli eventi dell’11 settembre. Come cittadino britannico fui contattato da Scotland Yard per un’intervista sugli eventi… ma mi sono sempre chiesto perché le autorità americane, come la polizia di New York o l’FBI, non siano mai venute a intervistare tutti i testimoni che si trovavano in New Jersey. Nella migliore delle ipotesi la chiamerei incompetenza… negligenza, nella peggiore.
(Un’intervista audio a Scott Forbes, raccolta da Jack Blood, si può trovare anche QUI)
INTERVISTA A SCOTT FORBES
(Da georgewashington.blogspot.com. Traduzione di Gianluca Freda)
Scott Forbes, che lavorava nella torre sud del World Trade Center, testimonia di un’interruzione dell’energia elettrica nella torre durante il weekend prima dell’11 settembre.
ASPETTI GENERALI
Domanda: Nel 2001, lei lavorava come specialista di tecnologia dell’informazione per la Fiduciary Trust. Per l’azienda lei era lo specialista principale o solo un assistente?
SF: Lavoravo in un dipartimento di circa 100 persone come “senior database administrator” e con il ruolo di capogruppo.
D: A quell’epoca la Fiduciary Trust occupava i piani 90° e 94-97° della Torre Sud. Lei lavorava specificamente in uno di questi piani o il suo lavoro la costringeva a passare normalmente da un piano all’altro?
SF: Io e i miei collaboratori lavoravamo al 97° piano… nel corso della giornata potevamo incontrarci o offrire assistenza al personale degli altri piani ma la maggior parte del tempo lo trascorrevamo al 97° piano.
IL WEEKEND DELL’8 e 9 SETTEMBRE 2001
D: Lei ha dichiarato che nel weekend dell’8 e 9 settembre 2001 ci fu un’interruzione dell’energia elettrica nella Torre 2 del World Trade Center, la cosiddetta Torre Sud, e che questa interruzione durò circa 36 ore e interessò i piani dal 50° in su. Può dirci a che ora ebbe inizio?
SF: Tutti i sistemi furono spenti nella mattina di sabato e l’interruzione della corrente iniziò all’incirca a mezzogiorno di sabato 8 settembre 2001.
D: Quando terminò?
SF: Più o meno alle 14.00 di domenica 9/9.
D: Come fa a essere sicuro che l’elettricità mancasse in tutti i piani a partire dal 50° se la Fiduciary Trust si trovava molto più in alto, tra il 90° e il 97°?
SF: Non posso assolutamente certificare che non ci fosse elettricità ai piani inferiori. Tutto ciò che so è che venimmo informati dell’interruzione della corrente, che dovemmo spegnere tutti i sistemi e rimetterli in funzione il giorno seguente.
D: Lei ha dichiarato che venne a sapere dell’interruzione della corrente perché lavorava nel dipartimento di tecnologia dell’informazione e quel weekend fu costretto a lavorare insieme a molti altri per assicurarsi che i sistemi potessero essere spenti e in seguito riaccesi in condizioni di sicurezza. Quante altre persone della Fiduciary Trust lavorarono insieme a lei? C’è qualcuno che possa confermare la sua storia?
SF: Molte, molte persone lavorarono durante l’interruzione di corrente, sia del dipartimento di tecnologia dell’informazione sia del settore commerciale, ripristinando i sistemi quando tornarono in linea. Ci sono altre persone che possono testimoniarlo. Alcuni non ricordano questi fatti, altri preferiscono non ripensare a quel momento, ma altri non hanno difficoltà a riconoscere che ci fu un’interruzione di corrente e possono confermare la mia testimonianza.
D: Lei ha detto che la ragione addotta dal World Trade Center o Port Authority per l’interruzione di corrente fu che l’impianto dell’edificio doveva essere aggiornato. Lei sa quali parti dell’edificio fossero interessate ai lavori di ammodernamento e quale fosse l’estensione dell’area? In altre parole, la zona in cui venivano eseguiti i lavori era vicina ai muri esterni della torre? Vicina al nucleo? O si trovava nel mezzo?
SF: Non ho alcuna conoscenza di questo e non posso commentare…
D: Lei ha anche detto che, non essendoci corrente, le telecamere di sicurezza erano spente. Come fa a saperlo? Non avrebbero potuto esserci generatori di sicurezza che fornivano energia alle telecamere?
SF: Nella mia compagnia le telecamere di sicurezza venivano controllate in continuazione e i filmati conservati per eventuali riscontri. Funzionavano con la corrente normale e quindi dovevano essere spente, come tutti gli altri sistemi elettrici.
D: Lei ha anche dichiarato che, in mancanza di corrente, le porte erano dotate di serrature di sicurezza. Si riferisce alle sole porte esterne o anche alle porte degli uffici? Le serrature erano elettriche o a chiave? Se erano elettriche, funzionavano a batteria?
SF: Mi riferivo alle porte di sicurezza che davano accesso ai piani in cui si trovava la mia compagnia (e altre). Non credo che ci fossero porte alimentate a batteria.
D: Lei ha anche affermato che si vedevano moltissimi “tecnici” entrare e uscire dalla torre. Ha visto di persona qualcuno di loro?
SF: Sì. Per “tecnici” intendo degli operai in tenuta da lavoro.
D: Queste persone avevano un aspetto “mediorientale”?
SF: No, non particolarmente. Voglio dire, non ricordo di aver notato che appartenessero a un dato gruppo etnico piuttosto che a un altro.
D: Ha riconosciuto qualcuno che avesse già partecipato ad altri “lavori” all’interno della torre?
SF: No.
LA MATTINA DELL’11 SETTEMBRE
D: La mattina dell’11 settembre lei era a casa sua, sulla sponda di Jersey City e – secondo quanto ha dichiarato – lei si convinse “immediatamente che stava accadendo qualcosa che aveva a che fare con i lavori eseguiti durante il weekend”. Cosa glielo fece pensare?
SF: Quando la Torre Sud crollò come una colonna di sabbia, mi sembrò irreale e inconcepibile e pensai subito che stesse succedendo qualcosa di strano. I miei sospetti crebbero alcuni mesi dopo, quando l’interruzione dell’energia elettrica non fu ammessa e fu anzi, in alcuni casi, negata dalle autorità.
LA COMMISSIONE SULL’11 SETTEMBRE
D: Infine, lei ha dichiarato di aver offerto le sue informazioni alla Commissione sull’11 settembre, ma che essa non si è mostrata interessata. In che modo ha fornito le sue informazioni alla Commissione (per telefono, e-mail, lettera)?
SF: Ho contattato la Commissione attraverso il suo sito internet e per posta. Ma non ho mai ricevuto risposta né sono stato contattato.
D: La Commissone non si è mai fatta viva con lei?
SF: No.
D: C’è altro che vorrebbe dirci?
SF: Ho un’altra informazione interessante… dopo l’11 settembre la mia compagnia, insieme ad altre, si trovava in una sede provvisoria del New Jersey ad affrontare le conseguenze del disastro. In quella zona c’erano letteralmente centinaia e centinaia di testimoni oculari degli eventi dell’11 settembre. Come cittadino britannico fui contattato da Scotland Yard per un’intervista sugli eventi… ma mi sono sempre chiesto perché le autorità americane, come la polizia di New York o l’FBI, non siano mai venute a intervistare tutti i testimoni che si trovavano in New Jersey. Nella migliore delle ipotesi la chiamerei incompetenza… negligenza, nella peggiore.
(Un’intervista audio a Scott Forbes, raccolta da Jack Blood, si può trovare anche QUI)
ALLA FINE CI ERAVAMO GUASTATI...
di Gianluca Freda (17/09/2006 - 12:08)
di MASSIMO FINI
da Il Gazzettino
Alla fine ci eravamo guastati. Come tutti, prima o poi, si sono guastati con lei. Per la sua prepotenza, per la sua aggressività che in origine erano state il riflesso di una giovanile timidezza ma poi, col successo, erano diventate parte del suo carattere innestandosi su un egocentrismo senza limiti, privo di autoironia, ma anche di ironia, cosa rara in un toscano, che la rendevano umanamente insopportabile e l'hanno portata a un isolamento pressoché assoluto. E stringe il cuore saperla nei suoi ultimi anni, ormai fragilissima fisicamente, lei che aveva affrontato con spavalderia e con coraggio guerre e ogni genere di situazioni pericolose, prima donna a essere impiegata in giornalismo con simile spregiudicatezza, sola nella sua casa di New York senza amici, senza compagni, senza figli.
Aveva sempre sognato di diventare una donna tragica, una sorta di eroina greca, una corrusca Medea, come si face va fotografare negli ultimi tempi, e alla fine ci è riuscita.
Io l'ho conosciuta però in tempi più felici quando, agli inizi degli anni Settanta entrai, giovanissimo inviato, all'Europeo di Tommaso Giglio dove lei era già l'Oriana Superstar.
Filava allora con Alessandro Panagulis, l'eroe della resistenza greca ai colonnelli. Lui le mollava dei gran ceffoni (che era l'unico modo per trattar l'Oriana) e lei si metteva cheta. Appagata sentimentalmente - benché Panagulis, gran bevitore e tombeur de femmes, avesse anche altre donne - era diventata più umana. Ero il più giovane della compagnia e lei si prese di simpatia per me. Una piccola casa editrice scolastica, La Sorgente, le aveva chiesto un'autobiografia per gli studenti delle medie, lei non aveva tempo e mi propose di farla io. Accettai con entusiasmo, l'idea di stare a stretto contatto con un mito del giornalismo italiano e internazionale mi attirava moltissimo ed effettivamente le conversazioni con Oriana erano un fuoco di artificio di urli, di berci ma anche di straordinari aneddoti, di storie, di ricordi, di intuizioni, una scuola di giornalismo dal vivo. Dai suoi racconti, di lei che giovanissima, quattordicenne, minuta, più bambina ancora della sua età, spinge d'inverno sui pedali di una pesante bicicletta su per i colli gelidi di Firenze, a far il giro di ospedali e questure, veniva fuori un giornalismo d'antan, eroico, già allora fuori dal tempo. Mi disse: «Con questo libro tu devi fare un panegirico del nostro mestiere, del giornalista, di questo personaggio straordinario che va in Paesi di cui non conosce la lingua, non conosce la geografia, non conosce la storia, non conosce nulla e torna indietro con un grande racconto col quale, d'intuito, ha penetrato lingua, storia e umanità».
Le piacque moltissimo un mio ritratto di Malaparte, che era stato il suo grande maestro, ma rileggendolo insieme sul bancone, a giornale ormai in edicola, si impuntò su una virgola fuori posto, una sola virgola in 26 cartelle: «Vedi» mi disse «vorrei prendere uno scalpello e tirarla via a colpi questa virgola, perc
da Il Gazzettino
Alla fine ci eravamo guastati. Come tutti, prima o poi, si sono guastati con lei. Per la sua prepotenza, per la sua aggressività che in origine erano state il riflesso di una giovanile timidezza ma poi, col successo, erano diventate parte del suo carattere innestandosi su un egocentrismo senza limiti, privo di autoironia, ma anche di ironia, cosa rara in un toscano, che la rendevano umanamente insopportabile e l'hanno portata a un isolamento pressoché assoluto. E stringe il cuore saperla nei suoi ultimi anni, ormai fragilissima fisicamente, lei che aveva affrontato con spavalderia e con coraggio guerre e ogni genere di situazioni pericolose, prima donna a essere impiegata in giornalismo con simile spregiudicatezza, sola nella sua casa di New York senza amici, senza compagni, senza figli.
Aveva sempre sognato di diventare una donna tragica, una sorta di eroina greca, una corrusca Medea, come si face va fotografare negli ultimi tempi, e alla fine ci è riuscita.
Io l'ho conosciuta però in tempi più felici quando, agli inizi degli anni Settanta entrai, giovanissimo inviato, all'Europeo di Tommaso Giglio dove lei era già l'Oriana Superstar.
Filava allora con Alessandro Panagulis, l'eroe della resistenza greca ai colonnelli. Lui le mollava dei gran ceffoni (che era l'unico modo per trattar l'Oriana) e lei si metteva cheta. Appagata sentimentalmente - benché Panagulis, gran bevitore e tombeur de femmes, avesse anche altre donne - era diventata più umana. Ero il più giovane della compagnia e lei si prese di simpatia per me. Una piccola casa editrice scolastica, La Sorgente, le aveva chiesto un'autobiografia per gli studenti delle medie, lei non aveva tempo e mi propose di farla io. Accettai con entusiasmo, l'idea di stare a stretto contatto con un mito del giornalismo italiano e internazionale mi attirava moltissimo ed effettivamente le conversazioni con Oriana erano un fuoco di artificio di urli, di berci ma anche di straordinari aneddoti, di storie, di ricordi, di intuizioni, una scuola di giornalismo dal vivo. Dai suoi racconti, di lei che giovanissima, quattordicenne, minuta, più bambina ancora della sua età, spinge d'inverno sui pedali di una pesante bicicletta su per i colli gelidi di Firenze, a far il giro di ospedali e questure, veniva fuori un giornalismo d'antan, eroico, già allora fuori dal tempo. Mi disse: «Con questo libro tu devi fare un panegirico del nostro mestiere, del giornalista, di questo personaggio straordinario che va in Paesi di cui non conosce la lingua, non conosce la geografia, non conosce la storia, non conosce nulla e torna indietro con un grande racconto col quale, d'intuito, ha penetrato lingua, storia e umanità».
Le piacque moltissimo un mio ritratto di Malaparte, che era stato il suo grande maestro, ma rileggendolo insieme sul bancone, a giornale ormai in edicola, si impuntò su una virgola fuori posto, una sola virgola in 26 cartelle: «Vedi» mi disse «vorrei prendere uno scalpello e tirarla via a colpi questa virgola, perc






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