Archivio Luglio 2006
MEGLIO I PEDOFILI
by Gianluca Freda (30/07/2006 - 01:40)
Così lo hanno fatto. Quello che non era riuscito al governo del nano – salvare il culo a Previti e Dell’Utri – è riuscito al governo di centrosinistra, con l’entusiastica partecipazione di Forza Italia che quando si tratta di recapitare una torta con lima ai suoi insigni associati non bada troppo al fattorino. Anche un governo di coglioni stalinisti e illiberali va bene, purché la consegna venga eseguita. Questo film lo abbiamo già visto, sappiamo come continuerà e come andrà a finire. Berlusconi, politicamente, è oggi un uomo finito, esattamente come lo era nell’aprile del 1996. Nemmeno con gli sfacciati brogli elettorali, organizzati con la preziosa collaborazione di Karl Rove, era riuscito a risalire la china della perdita di consenso. Ancora una volta – esattamente come avvenne 10 anni fa – ci penserà il centrosinistra a riportarlo in auge e a regalargli la vittoria alle prossime politiche, disgustando i propri elettori fino a spingerli all’astensione o al voto di protesta. Ha cinque anni davanti a sé per disgustarci a dovere e con questo indulto - che offre una lima e una corda di lenzuola annodate a molti membri di Udeur e Margherita, oltre che ai volti noti della casa circondariale delle libertà – ha cominciato alla grande. Anzi, direi che non avrebbe più nemmeno bisogno di continuare. Sono già così disgustato che qualsiasi cosa l’Unione possa fare, di bello o di brutto, nei prossimi cinque anni, il mio voto lo ha perduto, ammesso che ancora gliene importi qualcosa. Del resto, perché dovrebbe importargliene? Esistono i computer per la falsificazione del voto, brogli evidentissimi che nessuno denuncia, un’indifferenza assoluta dell’opinione pubblica a qualsiasi evento che non sia calcistico, televisivo, vacanziero o rotocalchesco. Perché dovrebbero preoccuparsi di ciò che faranno i loro sonnolenti elettori in un appuntamento con le urne così lontano e manipolabile? Questo governo sarà la replica esatta delle staffette Prodi – D’Alema – Amato del quinquennio 1996-2001 e si concluderà con la distruzione definitiva della sinistra italiana. Questa volta non possiamo neppure contare su una Rifondazione Comunista che gli faccia lo sgambetto, salvaguardando la dignità almeno di un settore minoritario delle forze di sinistra. Questa volta, cari amici, si va a fondo e non si risale. A meno che, a breve scadenza, noi cittadini – o almeno noi cittadini politicamente consapevoli, che siamo una ristretta ma agguerrita minoranza – non si riesca a inventarci qualcosa che faccia saltare questo sistema di connivenze bipartisan che sta soffocando da dodici anni ogni speranza di riscatto di questo paese.
Clemente Mastella, che nei momenti in cui è di buonumore ama riferirsi a se stesso con il titolo di “ministro della giustizia”, strappando così un istante di ilarità agli interlocutori, ha tentato di rassicurare gli italiani affermando che i criminali incarcerati per i reati più gravi – ad esempio pedofili e serial killer – resteranno in carcere. Possiamo dunque, secondo lui, dormire sonni tranquilli. Secondo lui. Perché dal mio punto di vista, se proprio fossi costretto a scegliere – e lo sono, visto che Mastella mi costringe a lasciar evadere una parte dei criminali già processati e dunque a scegliere chi va e chi resta dietro le sbarre – mi sentirei più tranquillo se fossero i pedofili e i serial killer ad essere rimessi in libertà anziché i Previti, i Dell’Utri e gli amici di Mastella. Statisticamente parlando, non c’è paragone tra i danni che un pedofilo o un serial killer può fare alla società e quelli che può fargli un corrotto, un corruttore, un evasore o un mafioso. Se il nostro paese è ridotto in rovina non è colpa dei pedofili e dei serial killer, ma dei Previti, dei Dell’Utri, dei Berlusconi. Nonché dei Mastella che hanno fatto di tutto per garantire impunità ai loro crimini. Un pedofilo o un serial killer può distruggere una persona, tutt’al più una famiglia. Un Tanzi ne distrugge centinaia in un sol colpo, mettendole sul lastrico. Un Previti è capace di seppellire, con la sirena del denaro, il normale corso della giustizia di un paese democratico, provocando danni insanabili alla credibilità del sistema giudiziario e dunque alla fiducia dei cittadini nelle proprie istituzioni. Gli speculatori come Ricucci rendono i prezzi degli immobili inaccessibili ai comuni mortali, mettendo sulla strada decine di famiglie che non possono permettersi un affitto o un mutuo. I collusi con la mafia come Dell’Utri (e come certi amici di Mastella, ad es. il mafioso Francesco Campanella, protettore di Provenzano) tengono in ostaggio da decenni, o forse da secoli, l’intero Sud Italia, rendendone miserabile l’esistenza e impossibile lo sviluppo. I Berlusconi hanno fatto dell’ignoranza, della corruzione, dell’analfabetismo istituzionale, della prepotenza del capitale i simboli di un’Italia dalla quale, non è un caso, è ormai la maggioranza degli abitanti che vorrebbe fuggire. Perciò io chiedo a Mastella e ai parlamentari dell’Ulivo che – in combutta con i malandrini di Berlusconi – hanno votato questo orribile colpo di spugna: per favore, ridateci i pedofili e i serial killer (che possono essere tranquillamente tenuti a bada con gli ordinari controlli del territorio) e tenete rinchiusi i vostri amici corruttori, corrotti e mafiosi. Per difendermi da pedofili e serial killer posso sempre consigliare a mia figlia di non andare al parco da sola ed evitare di avventurarmi di notte per strade buie. Dalla corruzione dilagante e dalle connivenze politico-mafiose, che sono la causa di tutti i miei problemi e di quelli dei cittadini di questo paese, non so come proteggermi. Non c’è luogo dove nascondersi, non c’è parco o strada che possa essere evitata per sfuggire alla rapacità e al malaffare di costoro. I Previti, i Dell’Utri, i Berlusconi, i Mastella sono dappertutto. Non c’è settore della vita pubblica che li veda assenti. E sono dappertutto anche i traditori senza vergogna come Bertinotti e Giordano, che vorrebbero toglierci ciò che ancora ci restava dopo che ogni residuo di legalità e di giustizia sociale erano stati spazzati via: la voglia di lottare per riprenderceli.
Tutto questo potrà sembrare a qualcuno un esercizio di demagogia facilona, e infatti lo è. Ciò di cui abbiamo più bisogno, in questo momento disperato, è proprio di recuperare quell'elementare senso di moralità e di giustizia, base della convivenza civile di qualsiasi paese, che i farabutti annidati in ogni cellula del corpo sociale del nostro paese hanno ribattezzato "demagogia" per garantirsi l'impunità. Cari i miei farabutti, si chiama "etica pubblica", non "demagogia", ed è un valore positivo e vitale per una nazione. Piantatela di giocare con le parole e ridatecela indietro. Prima che, come è inevitabile, la disperazione ci spinga a venircela a riprendere da soli, con le buone o con le cattive.
Clemente Mastella, che nei momenti in cui è di buonumore ama riferirsi a se stesso con il titolo di “ministro della giustizia”, strappando così un istante di ilarità agli interlocutori, ha tentato di rassicurare gli italiani affermando che i criminali incarcerati per i reati più gravi – ad esempio pedofili e serial killer – resteranno in carcere. Possiamo dunque, secondo lui, dormire sonni tranquilli. Secondo lui. Perché dal mio punto di vista, se proprio fossi costretto a scegliere – e lo sono, visto che Mastella mi costringe a lasciar evadere una parte dei criminali già processati e dunque a scegliere chi va e chi resta dietro le sbarre – mi sentirei più tranquillo se fossero i pedofili e i serial killer ad essere rimessi in libertà anziché i Previti, i Dell’Utri e gli amici di Mastella. Statisticamente parlando, non c’è paragone tra i danni che un pedofilo o un serial killer può fare alla società e quelli che può fargli un corrotto, un corruttore, un evasore o un mafioso. Se il nostro paese è ridotto in rovina non è colpa dei pedofili e dei serial killer, ma dei Previti, dei Dell’Utri, dei Berlusconi. Nonché dei Mastella che hanno fatto di tutto per garantire impunità ai loro crimini. Un pedofilo o un serial killer può distruggere una persona, tutt’al più una famiglia. Un Tanzi ne distrugge centinaia in un sol colpo, mettendole sul lastrico. Un Previti è capace di seppellire, con la sirena del denaro, il normale corso della giustizia di un paese democratico, provocando danni insanabili alla credibilità del sistema giudiziario e dunque alla fiducia dei cittadini nelle proprie istituzioni. Gli speculatori come Ricucci rendono i prezzi degli immobili inaccessibili ai comuni mortali, mettendo sulla strada decine di famiglie che non possono permettersi un affitto o un mutuo. I collusi con la mafia come Dell’Utri (e come certi amici di Mastella, ad es. il mafioso Francesco Campanella, protettore di Provenzano) tengono in ostaggio da decenni, o forse da secoli, l’intero Sud Italia, rendendone miserabile l’esistenza e impossibile lo sviluppo. I Berlusconi hanno fatto dell’ignoranza, della corruzione, dell’analfabetismo istituzionale, della prepotenza del capitale i simboli di un’Italia dalla quale, non è un caso, è ormai la maggioranza degli abitanti che vorrebbe fuggire. Perciò io chiedo a Mastella e ai parlamentari dell’Ulivo che – in combutta con i malandrini di Berlusconi – hanno votato questo orribile colpo di spugna: per favore, ridateci i pedofili e i serial killer (che possono essere tranquillamente tenuti a bada con gli ordinari controlli del territorio) e tenete rinchiusi i vostri amici corruttori, corrotti e mafiosi. Per difendermi da pedofili e serial killer posso sempre consigliare a mia figlia di non andare al parco da sola ed evitare di avventurarmi di notte per strade buie. Dalla corruzione dilagante e dalle connivenze politico-mafiose, che sono la causa di tutti i miei problemi e di quelli dei cittadini di questo paese, non so come proteggermi. Non c’è luogo dove nascondersi, non c’è parco o strada che possa essere evitata per sfuggire alla rapacità e al malaffare di costoro. I Previti, i Dell’Utri, i Berlusconi, i Mastella sono dappertutto. Non c’è settore della vita pubblica che li veda assenti. E sono dappertutto anche i traditori senza vergogna come Bertinotti e Giordano, che vorrebbero toglierci ciò che ancora ci restava dopo che ogni residuo di legalità e di giustizia sociale erano stati spazzati via: la voglia di lottare per riprenderceli.
Tutto questo potrà sembrare a qualcuno un esercizio di demagogia facilona, e infatti lo è. Ciò di cui abbiamo più bisogno, in questo momento disperato, è proprio di recuperare quell'elementare senso di moralità e di giustizia, base della convivenza civile di qualsiasi paese, che i farabutti annidati in ogni cellula del corpo sociale del nostro paese hanno ribattezzato "demagogia" per garantirsi l'impunità. Cari i miei farabutti, si chiama "etica pubblica", non "demagogia", ed è un valore positivo e vitale per una nazione. Piantatela di giocare con le parole e ridatecela indietro. Prima che, come è inevitabile, la disperazione ci spinga a venircela a riprendere da soli, con le buone o con le cattive.





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