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    ESEGESI DELLA STRONZATA

    di Gianluca Freda (28/06/2006 - 02:12)



    A questo indirizzo trovate un classico articolo del filone “emergenza perpetua” che nei paesi occidentali ha lentamente sostituito quell’antidiluviano servizio pubblico che i nostri antenati chiamavano “informazione”. L’emergenza è la naturale evoluzione della cronaca nera e risponde a quella naturale esigenza umana di immaginare se stessi come intrepidi eroi esposti a minacce e pericoli incessanti, allo scopo di vincere la noia e sentirsi più vivi. Consapevoli di questa esigenza, i mezzi d’informazione hanno trasformato ogni evento della nostra vita quotidiana in un’anticamera dell’Apocalisse. Fa freddo? E’ emergenza freddo. Nevica? E’ emergenza neve. Fa caldo? E’ emergenza caldo. Piove? E’ emergenza pioggia. Li mandiamo tutti affanculo? E’ emergenza traffico.

    E non parliamo delle notizie di cronaca. Se a Panecuocolo viene arrestato un pedofilo, ciò significa che il nostro paese pullula di maniaci, nascosti in ogni angolo, pronti a fare scempio della nostra prole. Se due fidanzati babbei fanno a fette la famiglia per fuggire insieme, è l’intera gioventù italiana ad essere additata come squallida generazione di sfaccendati senza dio da tornare a educare a suon di nerbate. Se una beccaccia muore di dissenteria a Pechino, ciò è il segnale che il fatale virus dell’influenza aviaria è pronto ad abbattersi sull’umanità, cancellandola dalla creazione.

    Quando ero giovane e ingenuo credevo che pezzi giornalistici come quello appena citato servissero da semplice riempitivo per giornali e telegiornali in periodi di assenza di notizie degne di queste nome. Hai un buco a pagina dodici? Un bel pezzo a tre colonne dal titolo “Che afa fa!” e sei pronto per andare in stampa. Poi, dopo aver visto un po’ di Michael Moore e aver letto parecchi libri come questo (di cui ho riportato su questo blog alcuni estratti) mi sono reso conto che la paura, inculcata ad arte nelle persone dai mezzi d’informazione o da organi appositi (ad es. i servizi segreti) è un grosso business, serve a tenere i popoli in riga, a garantire stabilità ai governi, impunità ai corrotti, disinteresse verso gli intrallazzi. Chiunque abbia le capacità e i mezzi per diffondere e tenere alto nell’opinione pubblica il livello d’allarme necessario a facilitare le manovre di chi opera nella stanza dei bottoni, viene profumatamente retribuito.  

    Il pezzo in questione è un classico nel suo genere. Talmente classico da farmi sospettare che lo ripropongano identico ogni anno con l’arrivo della canicola apportando solo lievissime varianti, come si fa con le edizioni critiche dell’Anabasi di Senofonte. Vediamo di esaminarlo nel dettaglio.

    Innanzitutto la fotografia posta a commento: un energumeno che affonda la crapa pelata in una polla d’acqua, appartenente, presumibilmente, a una fontana pubblica di qualche zona del paese.


    E’ una regola fissa: le grida di “emergenza caldo” sono sempre commentate dalle immagini di individui che pongono a bagno testa, piedi, mani o altre zone della carcassa in fontane pubbliche (così come, invece, i periodici allarmi invernali per il “gelo record” sono sempre commentati nei TG dal filmato, ormai ingiallito per la consunzione, dell’automobile che cammina lungo una strada innevata e all’improvviso – con terribile repentinità – compie uno scarto improvviso, slittando senza controllo sulla strada assassina). Perché questa scelta? Voglio dire: per offrire alla calura un commento visivo si potrebbe utilizzare la foto di un tizio che mangia un ghiacciolo, o che sorseggia un Campari davanti a un ventilatore o che infila la testa nel freezer per cercare sollievo, come faccio io che non ho il condizionatore. Allo stesso modo per commentare il freddo si potrebbe utilizzare la foto di un tipo che si scalda le mani alla stufa o che ingurgita un minestrone bollente.
    Perché proprio le fontane pubbliche e l’auto che slitta? Perché il messaggio da fare arrivare all’utente non è “fa caldo” o “fa freddo”, cosa che l’utente, non vivendo su Saturno, sarebbe in grado di determinare da sé. Il messaggio è: “Non uscite. State rinchiusi. La vostra casa è un posto sicuro. Fuori, in strada, vi attende solo la morte per slittamento stradale o bollitura della cervice. E non parliamo se doveste imbattervi in un pedofilo o in una beccaccia impestata di aviaria, cosa che non si augura a nessuno. Non rischiate la vita inutilmente. Avete un governo che lavora per voi e un’alacre schiera di pubblici funzionari che provvedono alla vostra sicurezza. State tranquilli, chiudetevi dentro e non rompete troppo i coglioni”.    

    Passiamo ora all’esegesi del testo.

    “Da Bolzano a Lampedusa”: qui il messaggio è chiaro: potete scappare, ma non potete nascondervi. La canicola (o il gelo, o la neve, o la pioggia o l’orrenda beccaccia) vi prenderà e farà strazio di voi ovunque cerchiate di fuggire, dall’alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno. Chiudetevi dentro e guardatevi il MONTIALE ©. Al resto pensiamo noi.

    “La morsa del caldo stritola la penisola”: notare il ricorso ad un’immagine retorica che fa uso di termini evocanti la tortura (morsa) e il trauma da schiacciamento (stritola). Il destinatario del messaggio vede affiorare dal proprio subconscio non le immagini, fastidiose ma familiari, di un pomeriggio passato a sorseggiare aranciata tiepida facendosi aria con un giornale, bensì i cruenti fantasmi di costole spezzate, arti incastrati nella porta dell’ascensore, suicidi nel metrò e tremendi strizzoni agli zebedei. Ciò che attende il temerario che osasse avventurarsi fuori casa non è una semplice, salutare sudata sotto il solleone, ma un calvario di sofferenza e macerazione corporea. Il messaggio è: vi farete tanto male. Restate in casa. E’ un consiglio da amico. 
         
    “I consumi energetici schizzano in alto”: Si vuole qui rimarcare che l’Italia possiede ancora dei consumi energetici e che essi sono alti. Mica come un paese del terzo mondo qualsiasi. Siamo dei signori, noi! Grazie al nostro efficiente governo, noi abbiamo dei consumi. Energetici. E pure alti. Ché.

    “Il governo allerta le Regioni”: viene qui sottolineata la straordinaria efficienza, competenza e tempestività del nostro governo, invidiataci dal mondo intero. Voi pensavate di avere un governo di gente di malaffare e mangiapane a ufo. E invece eravate in errore. Questi generosi individui si fanno in quattro per i loro cittadini. Immaginate che straordinario livello di professionalità: alla Protezione Civile è stata istituita un’apposita unità di crisi per la canicola che, alle prime impennate del barometro, incarica solerti funzionari di fornire, in tempi rapidissimi, ai governatori di ciascuna regione questa informazione di rilevanza esiziale: fa caldo. E a ciò si aggiunge l’immediata impartizione di un ordine che discende fulmineo per i gradini della scala gerarchica, trovando tempestiva esecuzione presso funzionari che hanno frequentato, all’uopo, un apposito corso di formazione della durata di sette anni. L’ordine è: vedete di fare qualcosa. Agli ordini signor Presidente! Ci allertiamo! Siamo in allerta! All’erta stiamo! Qualcuno chiami i Fantastici Quattro.

    “Gli over 60 sono a rischio”: traduzione: non dite che non ve l’avevamo detto! Dovesse schiattarvi il nonno, noi vi avevamo avvisato, eh! Siamo efficienti e competenti, noi. Vostro nonno è un over 60? E’ a rischio! Vedete di fare qualcosa. Non pretenderete mica che la sanità pubblica possa sempre togliervi le castagne dal fuoco, branco di debosciati, un po’ di guerra vi ci vorrebbe, a voi…

    “Gli italiani boccheggiano a Bari, Catania, Palermo, Roma e Venezia dove è stato dichiarato il livello di allerta 3”: io non so che livello di allerta ci sia qui in Toscana, ma posso garantire che nemmeno qui vedo gente che va in giro col cappotto. Il messaggio che si intende trasmettere è: il vostro governo è così efficiente e preparato che possiede – pensate! – ben tre differenti gradi di allerta. E forse anche di più! Su quali parametri sono fondati questi diversi livelli di allerta? A quali interventi sono correlati? Quanti sono questi livelli di allerta, in totale? Il livello 4, se esiste, a cosa corrisponde? Guerra Termonucleare Globale? Nessuno lo sa. Però fa tanto fico dire “è stato dichiarato il livello di allerta 3”. Vuoi mettere con “è ora di accendere i ventilatori”? E comunque, il livello di allerta 3 ha l’aria di essere una cosa seria. Non vorrete mica uscire di casa con un livello di allerta 3?

    “I mezzi di informazione danno notizia di alcuni morti, ma il ministero della Salute invita a non attribuire i decessi all'afa con troppa precipitazione”. Qui entriamo di prepotenza nella fase in cui mi tocca (scusate) scrivere il resto di questa esegesi con una mano sola. Cosa significa quest’affermazione sibillina, che legittima i più vieti rituali scaramantici? Io la interpreto come un invito al rigore scientifico: “Quando camminerete in strade ricolme di cadaveri in decomposizione, non siate precipitosi: distinguete, con la massima acribia,  i morti di calura da coloro che sono deceduti per altri accidenti come incidenti d’auto, epidemia di vaiolo, bungee jumping e allergia al polline. Ricordate che su 30.000 cadaveri schiantati sul marciapiede, solo un terzo – al massimo – può essere attribuito a responsabilità e omissioni del vostro operoso governo. Il resto fa parte delle ordinarie statistiche. Se poi camminare in strade ricolme di cadaveri si rivelasse per voi un’esperienza non lieta, potete sempre restarvene a casa. Che è più sicuro. In che lingua ve lo dobbiamo dire?”.

    “Per le persone anziane ultrasessantenni - si legge nel sito internet dell'esecutivo - le ondate di calore possono rappresentare "un vero e proprio rischio per la salute, qualora siano affette da gravi malattie croniche (cardiovascolari, tumori, respiratorie, diabete) e ancor più in presenza di condizioni socio economiche disagiate". 
    Cioè: finché siete ultrasessantenni, accaldati e ammalati di tumore, pazienza. Potete ancora cavarvela. Ma se, oltre a tutto questo (che, sia detto senza ombra di rimprovero, è già fonte di fastidio per noi) siete anche senza un centesimo, beh, allora ve la siete proprio voluta.  

    Infine, gli indispensabili consigli degli esperti:

    1) Contatti con il proprio medico e con il Servizio Sanitario.  (Traduzione: se vi sentite male, chiamate il medico. Mi raccomando, non il ferramenta o il ristorante cinese “Drago di Giada”: il medico! Se non è chiaro, posso rispiegarvelo).
    2) Bere 2 litri d’acqua al giorno. (trad.: beveteli tutti la mattina, subito, così per il resto della giornata vi siete tolti il pensiero).
    3) Limitare le uscite e le attività fisiche nelle ore più calde (trad.: perché nelle ore più calde, fa più caldo. Se non ci fossimo noi che vi diciamo le cose…)
    4) Vestire con abiti leggeri  (trad.: niente maglioni. Ripeto: meno male che ci siamo noi)
    5) Pasti leggeri ricchi di frutta e verdura (trad.: fuori ci sono 45 gradi all’ombra, dunque quella scodella di brodo di rognone bollente di cui avete tanta voglia dovrà aspettare).
    6) Rimanere, anche poche ore al giorno, in ambienti ventilati o condizionati.  (trad.: per amor di Dio, non accendete il caminetto!)

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