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    Le elezioni del 2004 sono state rubate? (Parte 2 )

    by Gianluca Freda (11/06/2006 - 20:32)















    Nota: mi accorgo ora che il presente articolo, che stavo traducendo per il mio blog, è stato già tradotto sul sito www.comedonchisciotte.org. Aargghh!! E io che mi sono sobbarcato tutta questa faticaccia! Essendo terribilmente pigro vi rimando dunque, per leggere il seguito, a questa pagina
    Sul sito troverete una quantità di altri articoli interessanti tradotti da giornali di mezzo mondo. Trattandosi di un sito meritevole, ho deciso di linkarlo qui di fianco.

    da Rolling Stone

    Le elezioni del 2004 sono state rubate?    (Parte 2)


    di Robert F. Kennedy Jr.


    II. Controllori di parte

    Nelle elezioni del 2004 nessuno stato ha avuto più importanza dell’Ohio. Fin dall’epoca di Abramo Lincoln, l’Ohio è uno stato-chiave per ogni vittoria repubblicana ed entrambi i partiti lo hanno inondato di spot televisivi, convegni e volontari nel tentativo di spingere al voto elettori nuovi e motivare quelli vecchi. Durante la campagna elettorale Bush e Kerry si sono recati in Ohio un totale di 49 volte, più che in qualsiasi altro stato (42).

    Ma nella battaglia per la conquista dell’Ohio i Repubblicani avevano un netto vantaggio: la persona incaricata di gestire il conteggio dei voti era Kenneth Blackwell, co-presidente del comitato per la rielezione di George Bush (43). In quanto segretario di stato dell’Ohio, Blackwell aveva ampi poteri di interpretare e integrare le leggi elettorali nazionali e federali, stabilendo i criteri per gestire qualsiasi cosa, dal processo di registrazione degli elettori alla gestione dei riconteggi ufficiali (44). E in quanto capo del comitato per la rielezione di Bush in Ohio, era fortemente motivato a manipolare le regole a favore del suo candidato. Blackwell, in effetti, aveva svolto per Bush il ruolo di “consigliere primario sul sistema elettorale” durante il riconteggio dei voti in Florida nel 2000 (45), dove aveva potuto assistere al successo della sua omologa Katherine Harris, segretario di stato della Florida che era a capo del comitato locale per l’elezione di Bush (46).

    Blackwell – ora candidato dai Repubblicani a governatore dell’Ohio (47) – è conosciuto nello stato per essere un fiero sostenitore dei repubblicani. Considerato il capo dei fondamentalisti di destra dell’Ohio, è contrario all’aborto anche in caso di stupro (48) ed è stato il principale promotore dell’emendamento contro i matrimoni gay che i Repubblicani hanno sfruttato sperando di capovolgere le intenzioni di voto nelle zone rurali (49). Aveva apertamente denunciato Kerry come “un Democratico liberal, senza vergogna” (50) e durante le elezioni del 2004 ha usato i suoi poteri ufficiali per privare del diritto di voto centinaia di migliaia di cittadini dell’Ohio residenti nelle roccaforti democratiche. In un’ordinanza emessa due settimane prima delle elezioni, un giudice federale rimproverava Blackwell di stare cercando di “ottenere in Ohio nel 2004 lo stesso risultato ottenuto in Florida nel 2000” (51).

    “Un segretario di stato ha il dovere di sovrintendere alle elezioni, non di ribaltarle”, dice Dennis Kucinich, un Democratico di Cleveland che ha avuto a che fare con Blackwell per anni. “Le elezioni in Ohio del 2004 sono un perfetto esempio di come, sotto il travestimento della legge, un ufficiale dello stato sia in grado di rendere vano l’esercizio del voto”.

    L’indagine più vasta su ciò che è avvenuto in Ohio è stata condotta da John Conyers, Democratico in quota al Comitato Giudiziario locale (52). Frustrato dall’incapacità del suo partito di denunciare la diffusa evidenza di brogli e intimidazioni, Conyers e un gruppo di minoranza del Comitato hanno tenuto pubbliche udienze in Ohio, dove hanno ascoltato più di 50.000 reclami da parte degli elettori (53). Nel gennaio 2005, Conyers ha stilato un dettagliato rapporto che denuncia “irregolarità ed anomalie senza precedenti nell’esercizio del voto in Ohio”. “I problemi”, conclude il rapporto, “sono stati provocati da leggerezze intenzionali e comportamenti illegali, molti dei quali imputabili al Segretario di Stato Kenneth Blackwell” (54).

    “Blackwell ha fatto sembrare Katherine Harris una dilettante”, mi ha detto Conyers. “Ha pensato che il suo ruolo fosse quello di limitare la partecipazione al voto degli elettori Democratici. Abbiamo fatto udienze a Columbus per due giorni. Avremmo potuto rimanere anche per due settimane, tanto alto era il livello della rabbia. C’erano migliaia di persone che volevano testimoniare. Dicevano che non gli era mai successo prima niente di simile”.

    Quando ROLLING STONE ha contestato a Blackwell i suoi tentativi, apertamente partigiani, di ribaltare i risultati elettorali, egli ha liquidato queste accuse come “palesemente sciocche”. L’Ohio - ha insistito nel corso di un’intervista telefonica – avrebbe invece fissato uno “standard aureo” nella correttezza elettorale. In realtà, la sua campagna per sovvertire la volontà degli elettori era iniziata molto prima delle elezioni. Invece di accogliere con entusiasmo la crescente partecipazione dei cittadini alla campagna elettorale, Blackwell consentì agli ufficiali elettorali di Cleveland, Cincinnati e Toledo di operare un filtraggio massiccio sulle liste di iscrizione, escludendo arbitrariamente i nomi di più di 300.000 elettori che non avevano votato nelle due elezioni nazionali precedenti (55). A Cleveland, dove la partita è finita 5 a 1 per Kerry, quasi un elettore su quattro è stato cancellato dalle liste tra il 2000 e il 2004 (56).

    Vi erano certamente motivi legittimi per ripulire le liste elettorali. Alcuni nomi appartenevano senza dubbio a persone che avevano traslocato o erano decedute. Ma migliaia di altri erano di elettori che si erano regolarmente registrati al voto e che sono stati privati del loro diritto costituzionale di votare – spesso senza alcuna notifica – soltanto perché avevano deciso di non recarsi alle urne alle elezioni precedenti (57). Nel distretto 6C di Cleveland, dove oltre metà degli elettori sono stati cancellati dalle liste (58), la partecipazione è stata solo del 7,1 % (59), la più bassa dello stato.

    Secondo il rapporto di Conyers, queste purghe arbitrarie “hanno presumibilmente privato del diritto di voto decine di migliaia di cittadini in tutto lo stato” (60). Se anche soltanto uno su dieci dei 300.000 elettori esclusi si fosse presentato alle urne il giorno delle elezioni – una stima prudente, secondo gli esperti – ci sarebbero comunque 30.000 cittadini che sono stati ingiustamente privati del loro diritto di votare.

    III. Forza d’Attacco

    Nei mesi precedenti alle elezioni, l’Ohio registrò l’ondata di iscrizioni più alta della sua storia. Decine di migliaia di volontari e di operatori politici retribuiti di entrambi i partiti fecero propaganda sul territorio dello stato, tentando di indurre nuovi elettori a registrarsi entro la scadenza del 4 ottobre. Per chi si trovava sul posto, era chiaro che i Democratici stavano surclassando la loro controparte repubblicana. Un’analisi del New York Times precedente alle elezioni rivelava che le iscrizioni nelle tradizionali roccaforti democratiche erano aumentate del 250 %, contro un aumento di solo il 25 % nelle zone a tendenza repubblicana (61). “I Democratici ce le stanno suonando di santa ragione”, confessava un funzionario repubblicano a The Washington Times (62).

    Per arrestare l’ondata di nuove registrazioni, il Comitato Nazionale Repubblicano e il Partito Repubblicano dell’Ohio tentarono di escludere dalle liste decine di migliaia di elettori - appartenenti in maggioranza a minoranze etniche e ad aree urbane – attraverso l’invio di lettere di conferma illegali, operazione nota nel gergo elettorale come “ingabbiamento”. Negli anni ’80, dopo aver utilizzato questo sistema per privare del diritto di voto quasi 76.000 elettori neri del New Jersey e della Louisiana, il Partito Repubblicano fu costretto a firmare due distinte ordinanze di tribunale con le quali accettava di astenersi da questa pratica (63). Ma durante l’estate del 2004, il Partito Repubblicano rintracciò attraverso il codice postale molti elettori dell’Ohio appartenenti a minoranze etniche e inviò le lettere di conferma della registrazione a più di 200.000 elettori appena iscritti alle liste (64) in 65 contee (65). Il 22 ottobre, ad appena undici giorni dalle elezioni, Bob Bennett, Presidente del Partito Repubblicano dell’Ohio – che era anche a capo del consiglio elettorale di Cuyahoga County – tentò di invalidare la registrazione di 35.427 elettori le cui lettere di conferma erano tornate al mittente o che si erano rifiutati di firmarle (66). Quasi metà degli elettori da escludere appartenevano a roccaforti democratiche di Cleveland e del circondario (67).

    Potevano esserci molte buone ragioni per cui gli elettori non avevano risposto alle lettere: le liste comprendevano persone che non potevano rispondere perché impegnate nel servizio militare, studenti del college il cui indirizzo universitario e quello di casa erano differenti (68), e più di 1000 senza fissa dimora che non possedevano un indirizzo stabile (69). Ma, secondo Bennett, l’impossibilità di consegnare quelle lettere era la prova che le nuove iscrizioni erano una frode.

    Secondo la legge, ogni elettore deve essere ascoltato da un tribunale prima di essere escluso dalle liste elettorali (70). Ma nella settimana precedente alle elezioni, in tutto lo stato furono frettolosamente allestite corti fittizie sotto la direzione di Blackwell che, immancabilmente, escludevano dal voto migliaia di elettori alla volta (71). Un processo che un funzionario elettorale dei Democratici di Toledo ha definito “inquisitorio” (72). Non che a qualcuno venisse realmente consentito di presentarsi per far valere il proprio diritto di voto: non solo gli avvisi venivano recapitati agli elettori troppo tardi perché potessero presenziare al procedimento, ma venivano inviati agli indirizzi che secondo i Repubblicani erano falsi (73). Per completare l’atmosfera di intimidazione, i detective dello sceriffo della Contea di Sandusky vennero mandati a casa degli elettori contestati ad investigare sulle denunce di frode presentate dai Repubblicani (74).

    “Ho paura che quelle persone si spaventeranno a morte e il giorno delle elezioni non si faranno vedere”, disse ai reporter locali Barb Tuckerman, direttrice del Comitato per le Elezioni di Sandusky. “Molti di loro sono ragazzi che si registrano per la prima volta. Ho telefonato ad alcune di queste persone, e sono perfettamente in regola” (75).

    Il 27 ottobre, ritenendo che questi metodi violassero “tanto il diritto costituzionale al giusto processo quanto il diritto costituzionale al voto”, il giudice distrettuale Susan Dlott pose fine alle contestazioni del Partito Repubblicano (76), ma non prima che decine di migliaia di elettori appena registrati avessero ricevuto avvisi in cui si affermava che la loro registrazione era irregolare. Alcuni funzionari elettorali dello stato, violando la legge, ignorarono la sentenza del giudice Dlott, cancellando centinaia di elettori dalle liste (77). A Columbus e in altre zone, agli elettori contestati non fu mai notificato che la corte gli aveva consentito di votare.

    Il 29 ottobre un giudice federale si accorse che il Partito Repubblicano aveva violato l’ordinanza degli anni ’80 che vietava l’”ingabbiamento”. La corte affermava che “Il fatto che le lettere siano tornate al mittente non implica frode” (78) e che l’esclusione dal voto aveva illegalmente preso di mira “distretti dove predominano elettori appartenenti a minoranze etniche, creando interferenze e scoraggiando gli elettori di questi distretti dall’esercitare il loro diritto” (79). Queste pratiche di “ingabbiamento” non sono state limitate all’Ohio: il Partito Repubblicano ha preso di mira anche centinaia di migliaia di elettori nelle zone urbane di altri stati cruciali come Florida (80), Pennsylvania (81) e Wisconsin (82).

    In Ohio i Repubblicani si sono anche adoperati per negare il diritto di voto ai cittadini che avessero trascorso un periodo in carcere. Benché in Ohio i prigionieri che abbiano scontato la pena siano legittimati al voto, i funzionari elettorali di Cincinnati hanno richiesto per gli ex carcerati la firma di un giudice per consentire l’iscrizione al voto (83). Nel caso il messaggio non venisse ricevuto, i funzionari repubblicani passavano all’intimidazione. Secondo il rapporto di Conyers, un gruppo di venticinque volontari repubblicani, che si faceva chiamare la Potente Forza d’Attacco del Texas, si è insediato all’Holiday Inn di Columbus il giorno prima delle elezioni, vicino al quartier generale del Partito Repubblicano dell’Ohio, che ha pagato le loro stanze d’albergo. Gli uomini sono stati sentiti da un operaio dell’albergo “mentre usavano telefoni a pagamento per intimidire presunti elettori” e per minacciare alcuni ex detenuti di arresto se avessero provato a presentarsi alle urne (84).  

    Non si è trattato di un’operazione isolata. La Forza d’Attacco – un’appendice del Comitato Nazionale Repubblicano (85) – faceva parte di un team di più di 1500 volontari del Texas che sono stati inviati in tutti gli stati cruciali, solitamente in gruppi di dieci. Il loro capo era Pat Oxford (86), un avvocato di Houston che nel 2000 aveva diretto il team di difesa legale di Bush in Florida (87), dove aveva avuto parole di apprezzamento per l’operato di una folla che aveva fatto irruzione negli uffici elettorali della Contea di Dade, a Miami, bloccando il riconteggio. Si scoprì in seguito che le persone coinvolte nell’irruzione non erano cittadini della Florida furibondi, ma personaggi pagati dal Partito Repubblicano, molti dei quali provenienti da altri stati (88). Foto della sommossa mostrano che uno dei “rivoltosi” era Joel Kaplan, che ha appena preso il posto di Karl Rove alla Casa Bianca, dove dirige ora il gabinetto di consiglieri del Presidente (89).





    42) The Washington Post, ''Charting the Campaign: Top Five Most Visited States,'' November 2, 2004.

    43) John McCarthy, ''Nearly a Month Later, Ohio Fight Goes On,'' Associated Press Online, November 30, 2004.

    44) Ohio Revised Code, 3501.04, Chief Election Officer''

    45) Joe Hallett, ''Blackwell Joins GOP's Spin Team,'' The Columbus Dispatch, November 30, 2004.

    46) Gary Fineout, ''Records Indicate Harris on Defense,'' Ledger (Lakeland, Florida), November 18, 2000.

    47) http://www.kenblackwell.com/

    48) Joe Hallett, ''Governor; Aggressive First Round Culminates Tuesday,'' Columbus Dispatch, April 30, 2006.

    49) Sandy Theis, ''Blackwell Accused of Breaking Law by Pushing Same-Sex Marriage Ban,'' Plain Dealer (Cleveland, OH), October 29, 2004.

    50) Raw Story, ''Republican Ohio Secretary of State Boasts About Delivering Ohio to Bush.''

    51) In the United States District Court For the Northern District of Ohio Northern Division, The Sandusky County Democratic Party et al. v. J. Kenneth Blackwell, Case No. 3:04CV7582, Page 8.

    52) Preserving Democracy: What Went Wrong in Ohio, Status Report of the House Judiciary Committee Democratic Staff (Rep. John Conyers, Jr.), January 5, 2005.

    53) Preserving Democracy, pg. 8.

    54) Preserving Democracy, pg. 4.

    55) The board of elections in Cuyahoga, Franklin and Hamilton counties.

    56) Analysis by Richard Hayes Phillips, a voting rights advocate.

    57) Fritz Wenzel, ''Purging of Rolls, Confusion Anger Voters; 41% of Nov. 2 Provisional Ballots Axed in Lucas County,'' Toledo Blade, January 9, 2005.

    58) Analysis by Hayes Phillips.

    59) Cuyahoga County Board of Elections

    60) Preserving Democracy, pg. 6.

    61) Ford Fessenden, ''A Big Increase of New Voters in Swing States,'' The New York Times, September 26, 2004.

    62) Ralph Z. Hallow, ''Republicans Go 'Under the Radar' in Rural Ohio,'' The Washington Times, October 28, 2004.

    63) Jo Becker, ''GOP Challenging Voter Registrations,'' The Washington Post, October 29, 2004.

    64) Janet Babin, ''Voter Registrations Challenged in Ohio,'' NPR, All Things Considered, October 28, 2004.

    65) In the United States District Court for the Southern District of Ohio, Western Division, Amy Miller et al. v. J. Kenneth Blackwell, Case no. C-1-04-735, Page 2.

    66) Sandy Theis, ''Fraud-Busters Busted; GOP's Blanket Challenge Backfires in a Big Way,'' Plain Dealer, October 31, 2004.

    67) Daniel Tokaji, ''Early Returns on Election Reform,'' George Washington Law Review, Vol. 74, 2005, page 1235

    68) Sandy Theis, ''Fraud-Busters Busted; GOP's Blanket Challenge Backfires in a Big Way,'' Plain Dealer, October 31, 2004.

    69) Andrew Welsh-Huggins, ''Out of Country, Off Beaten Path; Reason for Voting Challenges Vary,'' Plain Dealer (Cleveland, OH), October 27, 2004.

    70) Ohio Revised Code; 3505.19

    71) Direttiva N. 2004-44 di J. Kenneth Blackwell, Segretario di Stato, to All County Boards of Elections Members, Directors, and Deputy Directors 1 (Oct. 26, 2004).

    72) Fritz Wenzel, ''Challenges Filed Against 931 Lucas County Voters,'' Toledo Blade, October 27, 2004.

    73) In the United States District Court for the Southern District of Ohio, Western Division, Amy Miller et al. v. J. Kenneth Blackwell, Case no. C-1-04-735, Page 4.

    74) LaRaye Brown, ''Elections Board Plans Hearing For Challenges,'' The News Messenger, October 26, 2004.

    75) LaRaye Brown, ''Elections Board Plans Hearing For Challenges,'' The News Messenger, October 26, 2004.

    76) Miller v. Blackwell, (S.D. Ohio), (6th Cir. 2004)

    77) James Drew and Steve Eder, ''Court Rejects GOP Voter Challenge; Some Counties Hold Hearings Anyhow; 200 Voters Turned Away,'' Toledo Blade, October 30, 2004.

    78) United States Court of Appeals for the Third Circuit, Republican National Committee v. Democratic National Committee, No. 04-4186

    79) United States Court of Appeals for the Third Circuit, Republican National Committee v. Democratic National Committee, No. 04-4186

    80) Kate Zernike and William Yardley, ''Charges of Dirty Tricks, Fraud and Voter Suppression Already Flying in Several States,'' The New York Times, November 1, 2004.

    Greg Palast, ''New Florida Vote Scandal Feared,'' BBC News, October 26, 2004.

    81) Kate Zernike and William Yardley, ''Charges of Dirty Tricks, Fraud and Voter Suppression Already Flying in Several States,'' The New York Times, November 1, 2004.

    82) Greg J. Borowski, ''GOP Demands IDs of 37,000 in City,'' Milwaukee Journal Sentinel, October 30, 2004.

    83) ''The Disenfranchisement of the Re-Enfranchised; How Confusion Over Felon Voter Eligibility in Ohio Keeps Qualified Ex-Offender Voters From the Polls,'' Prison Reform Advocacy Center, Cincinnati, Ohio, August 2004.

    84) Preserving Democracy, 64.
    Note: Additional reporting contributed to this paragraph.

    85) Gardner Selby, ''Hundreds of Texans Ride Bandwagons Around U.S.; Volunteers Say Election is Too Important Not to Hit the Campaign Trail,'' San Antonio Express-News (Texas), October 15, 2004.

    86) ''Down to the Wire,'' Newsweek, November 15, 2004.

    87) Lynda Gorov and Anne E. Kornblut, ''Gore to Challenge Results; No Plans to Concede; top Fla. Court refuses to order resumption of Miami-Dade County,'' The Boston Globe, November 24, 2000.

    88) Al Kamen, ''Miami 'Riot' Squad: Where are they Now?'' Washington Post, January 24, 2005.

    89) Al Kamen, ''Walking the Talk,'' Washington Post, April 21, 2006.    




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