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    FALLACI ILLUSIONI

    di Gianluca Freda (30/05/2006 - 21:18)


















    Allora: le fanno schifo Berlusconi e Prodi (e fin qui ha ragione, almeno a metà), le fa schifo Fellini, le fa schifo l’olio d’oliva del New Jersey, le fanno schifo gli immigrati messicani, le fa schifo Chavez. Non parliamo dei musulmani e della loro cultura, che le fanno schifo oltre ogni dire. Nessun’altra parola dello scibile umano potrebbe sintetizzare Oriana Fallaci con così alta approssimazione: schifo.  
    Ne ho viste in vita mia di persone rese citrulle e canaglie dall’età, dalle malattie, dai fallimenti. Ma Oriana Fallaci apre all’espressione “rancoroso fallimento” un ampio orizzonte di nuove e insospettate prospettive. Leggendo le sue parole senza rifletterci troppo (in effetti la materia per tale attività non è molta) la cosa che spaventa di più non è il loro significato becero e violento, ma la paura di ciò che, invecchiando, potremmo diventare. Tra noi persone normali e Oriana Fallaci, come direbbe Alan Moore, c’è solo una brutta giornata di differenza. A ciascuno di noi può capitare, lungo la strada che conduce alla pensione, una giornata talmente brutta da trasformare una persona serena e amante della vita in un vecchio relitto urlante che, se ne possedesse il potere, sterminerebbe mezza umanità solo per avere qualche secondo di sollievo dalla noia. E’ una fortuna che nessuno conceda potere ai vecchi relitti urlanti come Oriana Fallaci.
    Venuta a sapere della prossima realizzazione di una moschea nel senese, Oriana se ne esce con la seguente apodittica stronzata (a onor del vero, è solo una fra le tante):
    "Non voglio vedere questa moschea, è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io vado nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia. Se sarò ancora viva andrò dai miei amici a Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria"
    .
    Cara Oriana, lasciatelo dire da uno che gli anarchici li conosce un po’ meglio di te: se tu gli chiedessi dell’esplosivo per far saltare un edificio che è simbolo di tolleranza e uguaglianza, ti farebbero fare il giro delle colline del Chianti a calci nel culo. Basta mi facciano uno squillo e vengo a dargli una mano. E se io fossi le colline senesi, piuttosto che vedere il mio giottesco panorama deturpato da un decrepito relitto come te, mi esibirei in uno smottamento tettonico che porti la tua veranda a ridosso del minareto e che permetta al muezzin di rovinarti colazione, pranzo, merenda, cena e spuntino di mezzanotte con la nenia salmodiata che qui riporto, per la tua estasi:

    Allahu Akbar (Iddio è Sommo)
    Ašhadu an la ilah illa Allah (Attesto che non v'è dio se non Iddio)
    Ašhadu anna Muhammadan Rasul Allah (Attesto che Muhammad è l'Inviato di Dio)
    Hayya ‘ala al-salat (Orsù alla preghiera)
    Hayya ‘ala l-falah (Orsù alla salvezza)
    Allahu Akbar (Iddio è Sommo)
    La ilah illa Allah (Non vi è dio se non Iddio)

    Cara Oriana, io sarei felice se tu te ne andassi a costruire la tua fottuta casa delle vacanze da un’altra parte. In Toscana ci vivo anch’io, ci sono un sacco di musulmani (che mi piacciono) e per ora c’è solo un numero limitato di razzisti (che mi piacciono molto meno). Poiché sono estremamente razzista verso i razzisti (li considero una razza visibilmente inferiore), sarei felice se tu andassi a portare la tua ideologia della superiorità razziale in una zona del mondo che possa riservarle una migliore accoglienza, ad esempio in Texas.  Penso che tutto debba avere un limite, anche la libertà d’espressione. Vent’anni fa, frasi violente e ignobili come le tue potevano suscitare disgusto, ma niente di più. Oggi fanno da base ideologica a genocidi (Iraq e Afghanistan), persecuzioni razziali (le ronde leghiste), torture e deportazioni di esseri umani (quelle che avvengono nei Cpt). Credo che sia arrivata l’ora di zittire, per legge, le opinioni come le tue e di punire in modo severissimo chi le esprime o le pubblica. Mi auguro che il nuovo governo prenda provvedimenti in merito. E’ in gioco non solo quel poco che c’è rimasto di buono nella democrazia occidentale, ma la vita di molte migliaia di persone. Ogni libertà, compresa quella d’espressione, è definita da un suo preciso limite, quel limite che tu, con le tue biliose stronzate, hai superato da un pezzo.    

    Nel riquadro: il dipinto American Beauty, del pittore Giuseppe Veneziano, raffigurante la speranza.

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