Archivio Maggio 2006
ALIVE
by Gianluca Freda (07/05/2006 - 01:18)



Chissà quante volte avete letto su internet articoli in cui si asseriva che gli attacchi terroristici dell’11 settembre del 2001 non sono stati altro che una colossale e sanguinosa menzogna organizzata dagli stessi servizi segreti e dagli ambienti neocon americani per poter giustificare le guerre per il petrolio che ne sono seguite. Chissà quante argomentazioni in merito avrete letto, argomentazioni solitamente ottime e difficilmente contestabili, tant’è vero che sono in pochi ad aver provato a contestarle e non negli ambienti della politica e del giornalismo ufficiale. Se non aveste mai letto nulla in proposito, sul sito www.luogocomune.net potete trovare un corposo dossier in merito.
Adesso leggete le ultime notizie in proposito pubblicate qui, confermate in parte, a suo tempo, dalla BBC e già intuite dallo stesso dossier di Luogocomune. Io sono abituato a pensare che quando una notizia o una tesi sostenuta da abbondanti argomentazioni non viene smentita da controargomentazioni altrettanto convincenti, o peggio ancora viene smentita solo con slogan o argomenti non pertinenti, la notizia o la tesi sostenuta è da ritenersi veritiera fino a prova contraria. Lo penso dell’11 settembre, come dei brogli elettorali in Florida e in Ohio, come dei brogli avvenuti alle ultime elezioni politiche italiane. Resta da capire perché queste notizie si possa trovarle solo su internet. Posso capire che la TV non ne faccia menzione, ma perché anche la stampa di ogni colore continua a ignorare queste notizie nonostante le infinite segnalazioni?
I maiali che organizzano questi orrori ci ritengono stupidi, tanto da non riuscire a svelare i loro complotti nonostante essi siano così goffamente organizzati, e passivi, tanto da restare ad assistere ai loro massacri senza reagire. Forse è un atteggiamento generazionale. La generazione che oggi ha 20-30 anni è stata educata alla passività assoluta da una formazione televisiva che l’ha abituata a essere spettatrice, a non interagire con la realtà, a vedere ogni evento come uno spettacolo che avviene nei confini di uno schermo e che non la riguarda. E’ su questo che contano gli assassini dell’11 settembre – quelli veri, non il fantoccio virtuale Osama – e i più modesti farabutti del 10 aprile italiano per farla franca nonostante la limpida visibilità delle loro malefatte. Spero - e ho motivo di ritenere - che con la generazione interattiva di internet le cose andranno meglio. E spero che questa generazione abbia la forza e la volontà di ribaltare la terribile legge del declino formulata da Jedel Andreetto: “Quando una nazione appassisce si incammina verso la condizione di massa e non basterebbero mille condottieri a smuoverla dalla sua placidità, che si guarderebbe bene dall’interrompere. Non si può terrorizzare qualcuno i cui riflessi non reagiscono alle sollecitazioni”.
Adesso leggete le ultime notizie in proposito pubblicate qui, confermate in parte, a suo tempo, dalla BBC e già intuite dallo stesso dossier di Luogocomune. Io sono abituato a pensare che quando una notizia o una tesi sostenuta da abbondanti argomentazioni non viene smentita da controargomentazioni altrettanto convincenti, o peggio ancora viene smentita solo con slogan o argomenti non pertinenti, la notizia o la tesi sostenuta è da ritenersi veritiera fino a prova contraria. Lo penso dell’11 settembre, come dei brogli elettorali in Florida e in Ohio, come dei brogli avvenuti alle ultime elezioni politiche italiane. Resta da capire perché queste notizie si possa trovarle solo su internet. Posso capire che la TV non ne faccia menzione, ma perché anche la stampa di ogni colore continua a ignorare queste notizie nonostante le infinite segnalazioni?
I maiali che organizzano questi orrori ci ritengono stupidi, tanto da non riuscire a svelare i loro complotti nonostante essi siano così goffamente organizzati, e passivi, tanto da restare ad assistere ai loro massacri senza reagire. Forse è un atteggiamento generazionale. La generazione che oggi ha 20-30 anni è stata educata alla passività assoluta da una formazione televisiva che l’ha abituata a essere spettatrice, a non interagire con la realtà, a vedere ogni evento come uno spettacolo che avviene nei confini di uno schermo e che non la riguarda. E’ su questo che contano gli assassini dell’11 settembre – quelli veri, non il fantoccio virtuale Osama – e i più modesti farabutti del 10 aprile italiano per farla franca nonostante la limpida visibilità delle loro malefatte. Spero - e ho motivo di ritenere - che con la generazione interattiva di internet le cose andranno meglio. E spero che questa generazione abbia la forza e la volontà di ribaltare la terribile legge del declino formulata da Jedel Andreetto: “Quando una nazione appassisce si incammina verso la condizione di massa e non basterebbero mille condottieri a smuoverla dalla sua placidità, che si guarderebbe bene dall’interrompere. Non si può terrorizzare qualcuno i cui riflessi non reagiscono alle sollecitazioni”.





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